La Ca di Radio Vecc a Bellano

8

A Bellano, nascosto come una pietra preziosa in uno scrigno, si trova La Ca di Radio Vecc, bellissimo piccolo museo gestito con passione e amore dal signor GianPaolo e dalla moglie Rina; entrare nell’esposizione spalanca le porte di un mondo, marito e moglie accompagnano i visitatori raccontando di molti pezzi esposti, narrando della loro importanza.

In oltre 50 anni il signor GianPaolo Panatti ha pazientemente raccolto, conservato, restaurato pezzi unici e originali che ora sono esposti sugli scaffali e, con un po’ di fortuna, si potranno anche vedere in funzione; ascoltare una radio risalente al 1938, con un suono caldo e vellutato sembra quasi impossibile e invece, qui diviene realtà.

Per entrare non aspettatevi di dover pagare un biglietto, piuttosto, verrete accolti dalla signora Rina o dal signor GianPaolo che inizieranno a raccontare della loro passione e dei pezzi esposti, in ordine di tempo, con aneddoti e curiosità.

L’ambiente non è molto ampio ma i pezzi che vi si trovano sono di inestimabile valore, alcuni sono rarissimi; ogni radio, ogni oggetto è un tuffo nel passato, in epoche che ormai non torneranno più.

Si parte da una Marconi Fono risalente al 1923 e si passa attraverso una radio bbc prima di arrivare a una bellissima radio che sembra avere quasi il musino di un gattino, una radio con pergamena originale e altoparlanti da inserire.

Le prime radio hanno la forma di una cupoletta, siamo nel 1933 e solo in un secondo tempo, con una naturale evoluzione il design inizia a cambiare e diventare più squadrato; tra i tanti modelli esposti, vengono mostrati anche alcuni molto costosi, almeno per l’epoca. E’ il caso di un’Audiola che il secolo scorso costava 800 Lire e un’altra che, grazie anche all’utilizzo di nuovi materiali come l’acciaio (nuovi nella costruzione di radio), arrivavano a toccare anche il prezzo di 1000 Lire.

Ogni radio è un piccolo capolavoro, molte erano lavorate a mano, ogni piccolo particolare, gli inserti, le manopole erano e sono ancora tutti da ammirare, realizzati con passione e precisione, costituiscono un valore aggiunto.

Tra le tante radio esposte a La Ca di Radio Vecc ve ne sono anche di autocostruite, realizzate da chi era appassionato e preferiva realizzare da solo il proprio modello; non si tratta affatto di esemplari “semplici”, spiando l’interno si nota una certa complessità, manualità e ingegno.

Proseguendo nel viaggio delle radio vi verrà anche mostrata una radio tondeggiante con altoparlante esterno, un esperimento per un’epoca in cui la tendenza era quella di realizzare altoparlanti incorporati; questa radio, composta di due pezzi è chiamata “il marziano”, proprio per il fatto che il design di uno, non ha nulla a che fare con quello dell’altro.

Avvicinandoci ai giorni nostri, si ammirano le radio rurali, quelle utilizzate nel fascismo, nelle campagne, per permettere ai ragazzi di ascoltare le notizie oppure, un “littoriale”, esempio molto raro di radio che il Duce faceva recapitare agli orfani di guerra.

La Ca di Radio Vecc, radio europee e americane

La Ca di Radio Vecc

Il confronto tra le radio europee e quelle americane salta subito all’occhio, queste ultime avevano, almeno all’inizio, radio e speaker separati mentre nelle “nostre” radio l’altoparlante era interno; anche i modelli americani erano finemente lavorati, le venature bene in vista, con una ricerca attenta dei legni. In una delle radio esposte, le venature sembrano rappresentare il volto di una volpe. Gli esterni in legno erano fatti da artigiani che intarsiavano e facevano tutto a mano, nulla era stampato.

Ne La ca di radio vecc, tra le tante radio che vengono mostrate ci sono anche le prime satellitari che, negli anni ’60 costavano attorno ai 500 lire, un’Imca che doveva essere prenotata almeno un anno prima e, all’acconto si dovevano versare 500 lire poi, alla consegna altre 500 lire.

Per chi ama gli oggetti legati ai brand, negli anni ’60 vengono prodotte radio raffiguranti la Coca Cola, la bottiglia dei Cynar, la schiuma da barba della Gyllette, un pallone; i nostalgici troveranno incantevole invece l’autoradio come quella che era montata sulla Vespetta in “Vacanze Romane”.

La Ca di Radio Vecc Bellano

E ancora non è finita, in bella vista si trova la radio con cui i tedeschi ascoltavano nascosti nei solai Radio Londra, la serie Brionvega come quella esposta al MoMa, bellissimi grammofoni a tromba, il primo disco, fatto di cartone, con cui in origine si facevano funzionare gli organetti, il fonografo di Edison e una sorta di giradischi/televisore in cui si inseriva il disco e su uno schermo compariva l’immagine dell’artista.

Oltre alle radio e ai giradischi, una sezione è dedicata ai televisori, dai primissimi, passando per il primo esempio di catodico con il vetro piatto (un precursore dei tempi), passando per stranezze come un televisore, il cui prezzo era all’epoca pari a 10 milioni che aveva 4 schermi, uno più grande e 3 più piccoli posizionati subito sotto. In questo modo era possibile vedere 4 programmi in contemporanea.

Prima di concludere ci sono alcune chicche, il diodo di Fleming, la pila di Volta, una radio a galena costruita nel campo di concentramento di Mauthausen, alcuni microfoni televisivi e il primo generatore di corrente dell’800.

Giunti a questo punto la vista a La Ca di Radio Vecc è finita, tutto ciò che si chiede è di firmare il libro degli ospiti mentre l’offerta, per il bel giro, è libera.

La visita con le spiegazioni dura una trentina di minuti circa e vola in un attimo, la grande passione che è stata messa nel raccogliere tutti i pezzi e nello spiegare e raccontare la storia delle radio è palpabile; la signora Rina e il signor GianPaolo sono gentilissimi e disponibili a spiegare e accendere anche alcuni pezzi per far assaporare al meglio l’esperienza.

Se passate da Bellano, a pochi passi da Piazza San Giorgio, fermatevi ad ammirare questo piccolo e meraviglioso museo, ne resterete stupiti e vi verrà voglia di tornare di nuovo.

Booking.com

8 COMMENTS

    • Allora non puoi perdertelo, è davvero unico nel suo genere… e i proprietari sono strepitosi! 😀

  1. Ma è davvero meraviglioso questo piccolo museo, quanto mi piacerebbe visitarlo, adoro tutte quelle cose vintage, ricordi el passato che restano indelebili nella mia mente e nel mio cuore

    • Concordo con te, anche io adoro visitare questi posti, sono custodi della memoria ed è impossibile dimenticarli; quando poi sono curati con tanto amore, come in questo caso, è impossibile non consigliarli 🙂

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here