Cosa fare e vedere al Lago del Segrino

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Tra i comuni di Canzo, Longone al Segrino ed Eupilio, in Brianza, si trova il Lago del Segrino; di forma allungata, ha origine glaciale e nelle sue acque si specchiano i monti circostanti che tingono le sue acque di un colore verde piuttosto scuro.

In realtà l’acqua è pura e trasparente, tanto da renderlo il lago meno inquinato d’Europa; passeggiando lungo la pista ciclopedonale che corre tutto attorno, si possono ammirare ninfee, millefoglie d’acqua e canneti.

Sotto la limpida superficie fanno capolino numerose specie ittiche; tipiche di questo lago sono l’alborella, il pece persico e il luccio e, con un po’ di fortuna potrete vedere belle ranocchie gracidanti, un cormorano che scruta il paesaggio, lo sparviere, il picchio verde o il falco pecchiaiolo.

Il giro del Lago del Segrino

Il Lago del Segrino può essere interamente circumnavigato grazie alla ciclopedonale che si estende per 5 chilometri circa; a ogni ora è percorsa da persone che in bicicletta, a piedi o con i pattini la utilizzano per fare un po’ di sano movimento o rilassarsi. Il tempo di percorrenza a piedi è di un’ora circa a passo tranquillo.

La parte migliore è quella “interna” immersa nella natura, affiancata dai Monti Pesora e Cornizzolo, dove gli unici mezzi che si possono incontrare sono le biciclette; il tragitto si può infatti dividere in due parti in cui, la seconda, è affiancata dalla strada provinciale che conduce a Canzo, trafficata da auto, camion e moto ma ben protetta da un guardrail.

Il percorso è perfetto anche per famiglie con bambini piccoli, è necessario solo fare attenzione che non si allontanino da soli spingendosi troppo verso la riva.

Lago del Segrino

Nella stagione estiva si incontrano spesso bagnanti che prendono il sole sulla riva, fanno pic-nic, in qualche caso il barbecue o persone che, volendo godere un po’ di pace cercano zone d’ombra in cui leggere un buon libro o ascoltare musica affacciandosi sulle acque del lago. La raccomandazione, in tutti i casi è di non lasciare rifiuti, rispettare l’ambiente e non accendere fuochi se proibito.

Il giro del Lago del Segrino può essere affrontato in ogni stagione, in estate è consigliabile indossare un copricapo e dotarsi di acqua con cui reidratarsi, soprattutto quando si esce dalla zona che affianca i monti dove piante e arbusti creano fresche zone d’ombra; punti di partenza veri e propri non ce ne sono, se vi si giunge in macchina spesso l’inizio è dato da dove si riesce a parcheggiare l’automobile.

Lago del Segrino zona parcheggio

In generale è possibile parcheggiare nei pressi del lido (qui si trova una spiaggia, il bar, la piscina…) o poco più avanti, nell’area in cui in genere si possono ammirare cigni e anatre.

Lungo il percorso si incontra anche un’edicola votiva, l’Edicola del Caradùr indurmentaa, in cui una realizzazione di Walter Cremonini rappresenta una delle leggende del Lago del Segrino.

Lago del Segrino Edicola del Caradùr indurmentaa

Le leggende del Lago del Segrino

In passato molti furono i personaggi famosi, soprattutto scrittori che qui trovarono ispirazione: Stendhal (che lo paragonò a una gemma di smeraldo per via del particolare colore che assumono le sue acque), Ippolito Nievo, Gadda, Fogazzaro (il lago di Malombra sarebbe infatti il Lago del Segrino), Giuseppe Parini.

Tra i pittori vi fu invece Giovanni Segantini.

Legate al Lago del Segrino vi sono varie leggende, tra cui quella raffigurata sull’edicola votiva.

Il Lago del Segrino in inverno ghiaccia spesso e, anche dopo l’ultima grande guerra, uno strato di ghiaccio aveva rivestito le sue fredde acque; proprio in quel periodo, un uomo a bordo di un carro trainato da due buoi stava facendo ritorno a casa. Il viaggio verso la stalla può essere duro da affrontare quando si è stanchi così, aveva ceduto al sonno; non più in grado di controllare la strada seguita dai buoi, non si era accorto che avevano deviato inoltrandosi sulla lastra ghiacciata.

Giunto sull’altra riva, riaprendo gli occhi si accorse immediatamente dei segni degli zoccoli e delle ruote tracciate sul ghiaccio, attonito e spaventato si rese conto di aver attraversato il lago invece di costeggiarlo.

Decise così di far erigere una cappella alla Madonna, in ringraziamento per lo scampato pericolo.

Lago del Segrino edicola votiva

Un’altra leggenda è quella che vede protagonisti San Giorgio e il Drago; in riva al Lago del Segrino, tra i canneti, viveva un terrificante Drago che infastidiva passanti e abitanti della zona.

Non riuscendo più a sopportarlo, si decise di cercare di calmarlo e ammansirlo utilizzando delle vittime sacrificali; i primi a essere sacrificati furono greggi e animali poi, si arrivò al punto di donargli vittime umane.

Un giorno toccò a Cleodolinda, la principessa figlia del Re di Morchiuso, lasciata in riva al lago legata a un albero di sambuco; qui, richiamato dalle sue lacrime, giunse un cavaliere su di un cavallo bianco, era San Giorgio che dapprima ferì con la lancia il collo del drago poi, con la cintura della fanciulla, lo legò portandolo al castello dove, con la spada e un colpo secco, lo decapitò, facendone rotolare la testa fino nelle acque del lago.

A questa leggenda è legata anche una ricetta tradizionale locale, i Pan Meitt de San Giorg che, il 24 aprile, giorno di San Giorgio, vengono preparati in ricordo dell’evento.

La principessa ancora sotto shock portava tra le mani un ramo di sambuco donatogli da San Giorgio e non si accorse che del polline e delle foglie erano cadute nell’impasto dei biscotti che la domestica stava preparando. Gli ingredienti dei biscotti erano: farina bianca, gialla, uova, zucchero, latte, burro e, da quel giorno, fiori essiccati di sambuco.

Come arrivare al Lago del Segrino

Per arrivare il Lago del Segrino, situato nei comuni di Canzo, Longone al Segrino ed Eupilio, nella provincia di Como, vi sono diverse strade, in base alla località di provenienza.

Arrivando da Milano, basta percorrere la Strada Statale 36 del Lago di Como e dello Spluga in direzione Lecco, prendere l’uscita di Bosisio Parini e procedere lungo Viale Brianza fino allo stop, quindi girare a destra precorrendo Via Alessandro Manzoni in direzione Cesana Brianza dove, alla rotonda, svoltando a sinistra ci si trova sulla Strada Provinciale 629.

Si procede verso il Comune di Pusiano (volendo si può evitare il traffico del paese prendendo la Variante 62, che condurrà poco più avanti, evitando il centro), giunti al semaforo si svolta a destra (Via Martinelli) e ci si trova lungo la Strada Provinciale 42 che non si lascia più fino alla mèta; si affrontano tornanti, rotonde, ma si procede sempre dritto, giungendo a Eupilio, fino a una rotonda che incrocia Via Roma. Il lago praticamente è di fronte.

Arrivando da Como lungo la Strada Provinciale 342 in direzione Lecco, non si abbandona mai la strada e si procede dritto; si attraversano i comuni di Lipomo, Tavernerio, Albese con Cassano, fino al Comune di Erba. La strada cambierà nome ma sarà sempre la stessa: Viale Lombardia, Via Prealpi, Viale Brianza e Viale Prealpi dove, giunti a una grossa rotonda si svolta a sinistra in Via Milano, detta Strada Provinciale 41.

Alla rotonda successiva si svolta a destra (lasciando a sinistra il supermercato Iperal) e subito dopo, all’ennesima rotonda, si gira a sinistra percorrendo Via Valassina (che è comunque sempre la  Strada Provinciale 41); non si lascia più affrontando anche tornanti e rotonde e si procede sempre dritto giungendo quindi a  Longone al Segrino, poi fino al Lido del Segrino in prossimità del lago.

Arrivando da Lecco si percorre la Strada Statale 36 del Lago di Como e dello Spluga in direzione Milano, si prende l’uscita Como/Erba trasferendosi quindi sulla Strada Provinciale 629.

Sempre dritto, si passa Suello, quindi Cesana Brianza dove ci si ricongiunge alla strada descritta più sopra per chi giunge da Milano.

Arrivando da Bellagio si percorre la Strada Provinciale 41 in direzione Civenna; è un’unica via percorribile, sempre dritto, attraversando i Comuni di Brogno e Guello frazioni di Bellagio, quindi Civenna, Ghisallo con l’omonima Madonna del Ghisallo, Magreglio, Barni, Lasnigo, Asso, Canzo e finalmente il Lago. La strada è piuttosto tortuosa  e costellata da ripetuti tornanti.

Per chi arriva da uno dei comuni situati sul ramo del Lago di Como di destra (per esempio Lezzeno e Nesso), si prende Via del Tivano, detta anche Strada Provinciale 44 e, come nei casi precedenti non si lascia mai il tracciato, si passano Zelbio, Pian del Tivano, Sormano fino a uno stop dove si incrocia la Strada Provinciale 41 che da sinistra proviene da Bellagio, si svolta a destra e si giunge ad Asso poi, Canzo e il Lago.

Chi arriva da uno dei comuni situati sul ramo del Lago di Lecco di sinistra come Vassena e Onno, deve prendere la  Strada Provinciale 46 (a tratti nominata Via Milano) e, come nei casi precedenti non lascia mai il tracciato; si passano San Giorgio, Maisano, Valbrona, Visino,  fino a uno stop dove si incrocia anche in questo caso la Strada Provinciale 41, si svolta a sinistra e si giunge ad Asso, quindi Canzo e il Lago.

Arrivando dal centro della Brianza come da alcuni comuni della provincia di Monza (per esempio Seregno e Lissone), si può percorrere la Strada Statale 36 del Lago di Como e dello Spluga in direzione Lecco oppure, prendere l’uscita per Giussano portandosi sulla Strada Provinciale 9 e proseguire dritto in direzione Como/Erba.

Si passano Arosio e Inverigo, con la strada che cambia denominazione in Strada Provinciale 41,  si supera Lurago D’erba e si giunge a Erba; alla rotonda già citata nel caso di chi arriva da Como (in quel caso si svoltava a sinistra… Viale Prealpi, dove giunti a una grossa rotonda si svolta a sinistra in Via Milano…), si va ancora dritti e si segue come nel caso di Como.

Una volta giunti al Lago del Segrino ci sarà da affrontare il problema del parcheggio; sono disponibili alcuni parcheggi al Lido, in zona cimitero, alla rotonda di Via Roma prendendo a destra se ne trovano in via Combattenti oppure, in Via Segrino per chi arriva da Canzo.

Per chi non disponesse di un mezzo proprio e volesse raggiungere il Lago del Segrino con altri mezzi potrà arrivare in treno fino alla stazione ferroviaria più vicina, per esempio quella di Erba e, da qui, proseguire con un autobus sfruttando il servizio offerto da  Asf Autolinee  oppure, quella di Canzo-Asso che è più vicina e, anche in questo caso, si può sfruttare lo stesso servizio di autobus che conduce nei pressi del lago oppure, per chi ama camminare, con una passeggiata di poco inferiore all’ora si raggiunge il lago stesso.

 

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6 COMMENTS

  1. Che splendida scoperta! Nonostante non viva lontano da questa zona, di questo lago non sapevo molto; ora mi hai fatto voglia di organizzare una gita per la primavera, affascinata dalle foto e dalle leggende ad esso legate.

  2. mi piacciono queste leggende! questo lago non lo conoscevo e lo trovo bellissimo, mi mette una pace solo a guardare le foto! vorrei organizzare un viaggetto per questa primavera, non è neanche tanto lontano da casa e un week end in questo posto mi piacerebbe tanto

  3. Non conoscevo questo posto ma da quello che vedo è veramente incantevole. Un po’ lontano da me però mi piacerebbe visitarlo.

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