Il Castello dell’Innominato

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Il Castello dell’Innominato o Castello di Somasca, o Rocca di Vercurago, affacciato sul Lago di Garlate, è uno dei luoghi da visitare quando ci si appresta a conoscere i luoghi Manzoniani; ormai poco più che un rudere, è facilmente raggiungibile e dalla sua invidiabile posizione, si gode di una incantevole vista del lago.

Come arrivare al Castello dell’Innominato

Arrivarvi è piuttosto semplice, è possibile giungervi in macchina prendendo per Maggianic,o oppure raggiungerlo a piedi tramite un bel sentiero panoramico (15 minuti circa di cammino); in questo caso è necessario arrivare a Vercurago e parcheggiare quindi, arrivare sino al bel Santuario di San Girolamo (anche qui è presente un ampio parcheggio) e, una volta superata la scalinata, lasciandola sulla destra, inoltrarsi nello stretto vicolo in leggera pendenza.

Proseguendo in questo modo si arriverà a un nuovo spiazzo che permetterà di accedere alla via delle cappelle, realizzata nel 1760, che porterà al castello; lungo il sentiero, sulla destra, si trovano 11 cappelle all’interno delle quali, tramite delle statue, sono rappresentati momenti di vita del Santo mentre, a sinistra, è sempre possibile ammirare squarci del lago che si stende ai piedi di Vercurago.

Strada verso il Castello dell'Innominato

Per percorrere il sentiero è consigliabile utilizzare scarpe comode perché, se la maggior parte è costituito da ciottoli, l’ultimo tratto è invece sterrato e il castello non ha pavimentazioni, di lui rimangono alcune mura e il “pavimento” non è altro che un manto erboso.

Prima di giungere al castello sin incontra però la “Scala Santa”, realizzata nel 1837 è una delle vie per arrivare al Castello dell’Innominato; al suo ingresso così recita una scritta “Questa scala santa tra districati rovi e sterpi tracciava da solo compiendo l’ardua fatica S. Gerolamo Emiliani per accedere a la romita grotta dove con assidue vigilie preghiere ed aspre penitenze a l’anima preparava l’ascesa a la gloria del cielo”.

 Scala Santa Castello dell'Innominato

Già dagli anni ’30 era stato stabilito che percorrendo la Scala (attenzione, non è permesso scendere dai gradini, ma solo salire!) si potesse ottenere l’indulgenza mentre, dal 1916, Papa Francesco ha concesso che si possa ottenere l’indulgenza solo ad alcune condizioni.

Proseguendo oltre e lasciando la scala sulla destra, si arriverà alla Chiesa della Resurrezione e a un ulteriore Santuario (prima di varcare i cancelli, sulla destra si trova una strada che conduce all’Eremo e da qui è possibile arrivare al Castello superando una lunga serie di gradini); da uno spiazzo sulla sinistra è possibile fermarsi per ammirare lo splendido panorama.

Proseguendo ancora in salita sul sentiero acciottolato e infine nell’ultimo tratto inerpicandosi tra le piante, sia arriva quindi al Castello dell’Innominato; prima di accedere, dallo spiazzo erboso non è possibile non fermarsi ad ammirare il lago che si stende al di sotto.

Lago di Garlate

La storia del Castello dell’Innominato

Il Castello dell’Innominato affonda le sue radici nel dodicesimo secolo quando venne realizzata una rocca fortificata, un primo tempo proprietà della famiglia Benaglio, poi passata, nel 1312, nella mani dei Della Torre.

Per molto tempo segnò il confine tra il Ducato di Milano e la Repubblica di Venezia e nel 1509, distrutto dalle truppe francesi; qui, San Girolamo Emiliani, trovò il luogo adatto alla penitenza e all’ospitalità di alcuni orfanelli.

In questo luogo, Francesco Bernardino Visconti, l’uomo che ispirò il personaggio dell’Innominato di Manzoni ne “I Promessi Sposi”, stabilì la sua residenza per un certo periodo anche se, la sua effettiva abitazione, era ubicata a Brignano d’Adda; il borgo sottostante viene quindi identificato con Malanotte, luogo in cui Manzoni collocò la taverna e il posto di guardia dei Bravi.

Castello dell'Innominato

I Padri Somaschi acquistarono i terreni nel 1628 e costruirono la Casa Madre e il Santuario; realizzarono poi il Sacromonte e le Cappelle con l’aiuto dell’architetto Giuseppe Bovara mentre, nel  1902, la torre sbrecciata venne trasformata in cappella in onore del Santo e qui, oggi, è possibile ammirare una scena di San Girolamo che sfama gli orfani.

Sul lato destro del Castello di trova una Cappella dedicata Sant’Ambrogio, di questa costruzione si hanno notizie risalenti al 1339; restaurata nel 1530 la si può ammirare ma non accedere, viene utilizzata solo in poche occasioni e, guardando tra le sbarre si notano alcune panche e un abside con un affresco raffigurante il patrono di Milano.

Cappella di Sant'Ambrogio Castello dell'Innominato

Ciò che resta del Castello dell’Innominato, oltre alle Cappelle, sono parte dei bastioni, le mura esterne e la croce attuale che sostituisce quella che in origine era stata innalzata in onore del Santo; accanto alla grande croce si trova un’iscrizione lasciata dagli alpini di Bergamo-Lecco-Como, a ricordo di P. Giovanni Battista Pigato, cappellano militare sul fronte Greco-Albanese-Russo, Divisione Julia.

Castello dell'Innominato

Per ridiscendere in paese è possibile tornare tra le piante e ripassare davanti alle Chiese e alle cappelle oppure, usciti dal Castello, piegare sulla sinistra e scendere i gradini; in questo modo, con una brevissima deviazione (pochi passi) si arriverà anche all’Eremo quindi, tornando indietro, affrontare gli scalini che porteranno sino ai cancelli posti prima della Chiesa della Resurrezione e poi sulla via delle Cappelle.

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4 COMMENTS

  1. Ola unn mio ɑmico mi ha invіato la url di questo sito e sono venuta a vedere ϲоm’è.
    Mi piace molto. Messo tra i рrefеriti. Splendido blog e template meraviglioso!

    • Luke, è davvero molto bello e il sentiero per arrivarci, con le sue cappelle e la vista sul lago, è decisamente suggestivo 🙂

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