Isola Madre, l’isola amata da Flaubert

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L’Isola Madre, posizionata al centro del Golfo Borromeo, chiamata un tempo Isola di San Vittore e in seguito Isola Maggiore prima di assumere la denominazione attuale, è la più grande delle isole Borromee; lunga 330 metri e larga 220, attira turisti desiderosi di ammirare lo splendido panorama lacustre, la dimora storica caratterizzata da stanze sontuose ma, soprattutto, i giardini curati scrupolosamente.

La storia dell’Isola Madre

Nel lontano nono secolo, prima che l’isola iniziasse ad avere l’aspetto come noi lo conosciamo, presentava, sul suo territorio, una Chiesa, un cimitero e la coltivazione di alcuni ulivi; il suo nome non era tuttavia quello di Isola Madre, l’appellativo le verrà dato solo in un secondo momento.

Nel ‘500 Lancillotto Borromeo acquista l’isola dalla Curia di Novara e in breve (nel 1502) inizia i lavori per renderla la residenza in cui inserire anche arbusti, piante e coltivazioni agricole.

Non fu però Lancillotto a vedere realizzata l’opera perché morì pochi anni dopo l’acquisto; fu Renato Borromeo a portare a termine i lavori affidando, nel 1583, a Pellegrino Tibaldi (architetto di fiducia si San Carlo), il compito di sovraintendere i lavori e realizzare i giardini.

L’appellativo di “Madre” viene conferito all’isola solo nel 1704 anche se, non è chiaro il motivo per cui venne presa questa decisione; secondo alcuni in onore dei Margherita Trivulzio, secondo altri come omaggio dell’Isola che aveva mostrato una supremazia storica nel Verbano.

Nel corso del 1800 vennero costruite le serre (1826) e realizzata la cappella di famiglia (1826) mentre, solo nel 1978 l’Isola Madre con il suo elegante Palazzo viene aperto al pubblico.

Nel 2006 accade qualcosa di terribile, è la notte del 28 giugno quando da nord a sud una tromba d’aria si abbatte sull’Isola sradicando alberi e provocando danni ingenti; il viale di porta Suna, con i rari esemplari di magnolie, rododendri, allori e altre specie viene cancellato.

Isola Madre

Anche il cipresso della Loggia del Cashmir che per 2 secoli aveva vegliato sul Palazzo venne abbattuto; i lavori per riportare alla vita questa pianta rara, la più grande d’Europa, furono minuziosi. Risollevato e reimpiantato, è oggi tornato al suo ruolo di guardiano di Palazzo.

I giardini dell’Isola Madre

L’Isola Madre è una continua sorpresa, i giardini sono infatti parzialmente all’italiana e, in parte, all’inglese.

Passeggiando e ammirando gli incantevoli esterni progettati alla fine del 18° secolo sulle tracce di un antico frutteto (divenuto poi uliveto e agrumeto), rimasti pressoché invariati nonostante lo scorrere del tempo, si incontrano esemplari di piante provenienti da tutto il mondo, alcune molto rare (ne è un esempio il cipresso del Kashmir che ha ormai compiuto i 200 anni di vita); in quello che è uno dei più antichi giardini botanici d’Italia, fanno bella mostra di sé l’anice stellato, cipressi, camelie (sono presenti oltre 150 specie), azalee, rododendri, magnolie, aranci trifogliati, aceri, banani, palme e molte altre varietà che contribuiscono a renderlo un luogo unico e spettacolare. All’interno del giardino si trova anche la nota “scala dei morti”, ricoperta da una splendida collezione di glicini.

Isola Madre

Seppure lo spettacolo offerto sia strepitoso nel corso di tutto l’anno, è proprio nella stagione primaverile che l’Isola Madre dà il meglio di sé, grazie alla fioritura di fiori e piante che tornano a rivivere dopo il torpore invernale; è perciò durante la bella stagione che, chi approda sull’Isola Madre, ricorda con maggior affetto e meraviglia gli senari di cui ha potuto godere.

Pavone all'Isola Madre

A sorpresa, è possibile imbattersi anche in numerose specie animali che qui hanno trovato un luogo di riparo, si tratta di pappagalli dalle piume variopinte, pavoni, fagiani, anatre e gallinelle, solo per fare qualche esempio.

Il palazzo

Il palazzo venne costruito fin dal principio per essere dimora estiva dei conti Borromeo e al suo interno, oltre agli splendidi arredi provenienti dalle dimore storiche di famiglia, sono custoditi arazzi, quadri e opere d’arte di notevole pregio, risalenti per lo più al diciassettesimo secolo; originale è la raccolta di marionette, resa ancor più interessante dalle scenografie e i fondali dei teatrini risalenti all’800, imperdibili sono poi la Sala delle Stagioni o quella delle Bambole, con una collezione di bambole ottocentesche.

Palazzo Isola Madre

Nella sala del collezionista è sto ricostruito il salottino presente a Tour e proprietà dei collezionisti Robert Pesché e Gisele Brault Pesché che, alla loro morte, lasciarono numerose raccolte alla famiglia Borromeo. Qui si ammirano dipinti del XIX e XX secolo, arredi, documenti e giocattoli.

Passeggiando tra le stanze, ammirando gli splendidi mobili d’epoca, è impossibile non fermarsi presso le finestre ed affacciarsi ad ammirare l’incantevole panorama che si stende davanti ai nostri occhi.

Per gli appassionati del genere, imperdibile è la sala del teatrino, inaugurato niente meno che per la visita di Carlo Alberto di Savoia alle Isole Borromee; seguono poi le marionette per teatro, i trucchi  usati per allestire le scene ma anche disegni, progetti, sceneggiature e spartiti.

I visitatori non possono che perdersi di fronte al teatrino dell’Inferno o al teatrino Medievale con i personaggi realizzati in maniera perfetta.

Teatrino dell'inferno Isola Madre

Proseguendo ci si imbatte nella camera da letto del generale Federico VI Borromeo e nella biblioteca, con un manichino del 18° secolo mentre, sopra al camino si trova un dipinto rappresentante la contessa Clelia Borromeo.

Si prosegue quindi attraverso la sala da pranzo, lo studio con un manichino che indossa l’uniforme dell’ambasciatore d’Austria presso la Santa Sede, la sala delle conferenze o dei Papi con un arazzo, tele, ed infine il salotto di famiglia con dipinti dei membri e un salottino sul cui soffitto si fa notare un bellissimo lampadario in vetro di Murano.

Palazzo Isola Madre

Uscendo dal palazzo ci si troverà nuovamente nel giardino, al cospetto di una bella vasca di ninfee e un papiro.

Isola Madre

Visitando il Lago Maggiore è praticamente d’obbligo fermarsi ad ammirare le bellezze di quest’isola e, passeggiando tra le sale e i giardini ci si renderà conto che aveva dunque ragione Flaubert nel dichiarare che L’Isola Madre è il luogo più voluttuoso che abbia mai visto al mondo”.

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