Cosa vedere alla Rocca di Angera

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La Rocca di Angera è un luogo ricco di fascino e cultura da non perdere quando si visita questa bella cittadina; posta in posizione panoramica, si trova abbarbicata su uno sperone roccioso all’estremità meridionale del Lago Maggiore.

In origine proprietà della Mensa Arcivescovile, passa nelle mani della famiglia Visconti nel 1384; nel 1449 viene acquistata da Vitaliano Borromeo e, ancora oggi è proprietà della famiglia.

Visita alla Rocca d’Angera

Per visitare la Rocca di Angera è possibile arrivare in auto sino al piccolo parcheggio antistante e, dopo aver pagato il biglietto e superato la biglietteria, avviarsi sulla strada asfaltata che, in pochi passi, vi porterà al cospetto della grande costruzione.

Sulla sinistra si apre il panorama mozzafiato del Lago Maggiore e Arona; la Rocca si trova sulla destra mentre, di fronte è situato il bar.

Vista dalla Rocca di Angera

Dopo essere entrati, dalla grande piazza è possibile accedere immediatamente  al Museo della Bambola e del Giocattolo oppure, attardarsi ad ammirare il coperchio di sarcofago romano in pietra sarizzo risalente al VII d.C. o la sala storica con la Tinaia e il Torchio.

Tinaia alla Rocca di Angera

Museo della Bambola e del Giocattolo

Il Museo della Bambola e della Moda Infantile della Rocca di Angera è stato fortemente voluto dalla principessa Bona Borromeo nel 1988 e, da allora, è cresciuto grazie ai collaboratori e ai donatori che hanno voluto dare il loro contributo.

Ciò che era un tempo esposto all’interno del Petit Musée du Costume di Tours (collezionato con amore da Robert Pesché e dalla moglie Madame Gisèle Pesché) ora si trova esposto in queste sale che ne hanno raccolto l’eredità quando, il museo, ha rischiato di dover perdere tutto il lavoro di raccolta svolto, per via di mancati finanziamenti.

In questo museo, che si snoda tra 12 stanze, si ammirano bambole provenienti da varie epoche storiche e realizzate in differenti materiali; il museo, attraverso un percorso lineare nel tempo, si pone come obiettivo quello di mostrare le mutazioni nelle epoche e nei periodi storici.

Museo della bambola e del giocattolo Rocca di Angera

Le bambole, abbigliate e spesso dotate di corredo o intente a svolgere determinate mansioni, si susseguono nelle teche  mentre, pannelli bilingue illustrano i materiali e gli utilizzi; la ceramica per esempio, facile da lavare, resistente, già diffusa all’interno delle abitazioni, divenne anche materiale da costruzione dei balocchi.

Si rimane così a bocca aperta di fronte agli splendidi esemplari dai bei visi, con particolari definiti; piccole bambole adornate, abbigliate, rappresentano in alcuni casi una testimonianza della moda dell’epoca. Tra le più curiose si possono ammirare i “Frozen Charlie” realizzati totalmente in porcellana lucida, dalle belle gote colorate, senza articolazioni, o le bambole manichino francesi, con i loro corredi originali.

Museo della bambola e del giocattolo Rocca di Angera

Fanno bella mostra di sé anche modelli in miniatura di mobili provenienti dalla collezione Roberta della Seta Sommi Picenardi, o bei cavalli da giostra nella sezione in cui sono raccolte bambole giapponesi.

Molte delle bambole esposte sono costituite da miscugli di materiali: cartapesta, legno, porcellana. Vi sono poi le bellissime bambole in cera, tipiche della seconda metà del 19esimo secolo e i più recenti automi.

Alcune sono davvero curiose, come quella con il ventre apribile per ammirare il meccanismo che le permette di camminare o mandare baci, è anche caratteristica la “Gibson Girl”, ispirata dal personaggio disegnato dall’illustratrice Charles Dana Gibson.

Imperdibili sono poi le antiche maioliche d’Europa e d’Oriente.

Le Sale Storiche e il giardino medievale

Girovagando tra le sale della Rocca di Angera, ci si imbatte anche in alcune stanze che, attraverso mobili, suppellettili, dipinti e raffigurazioni, ci raccontano di storie e miti.

Un esempio è la Sala Mitologica dove rivivono i miti di Atalanta e Ippomene rappresentati da un dipinto di Guido Reni, o quello di Apollo e Marsia; nella Sala della Giustizia, affreschi del “Maestro di Angera”, vengono celebrate le gesta di Ottone Visconti, arcivescovo di Milano, che lottò contro Napo della Torre, sconfitto poi a Desio nel 1277.

Rocca d'Angera

Sopra i tre registri si trovano soggetti a carattere astronomico e astrologici.

Per godere di una vista panoramica davvero spettacolare è necessario salire sulla Torre (attenzione se soffrite di acrofobia oppure di claustrofobia, l’ultimo tratto prevede un piccolo breve passaggio che potrebbe mettere a disagio); da qui si può ammirare il Lago Maggiore e Arona posta di fronte alla Rocca, le Alpi e le Prealpi.

Naturalmente, visitando la Rocca di Angera non è possibile tralasciare il giardino Medievale con il giardino delle erbe piccole, realizzato in aiuole in cui si coltivano piante odorifere e medicinali; passeggiando si passa anche dal verziere o dal boschetto e, alzando lo sguardo, ci si sente protetti dalla Rocca che si erge maestosa e domina tutta l’area.

Giardino Medievale Rocca di Angera

Passare un pomeriggio alla Rocca di Angera significa immergersi in un’atmosfera fiabesca, fare un salto nel tempo, ammirare panorami strepitosi e, se vi avanza un po’ di tempo vi suggeriamo di visitare anche il paese, non ne resterete delusi.

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4 COMMENTS

  1. Ci sono andata qualche anno fa: lo trovo un posto immerso nel fascino e nella storia con intorno un panorama mozzafiato. Il Museo della Bambola e del Giocattolo è molto interessante!

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