Lago di Carezza, cosa vedere e come arrivare

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Incastonato nello splendido scenario delle Dolomiti, Patrimonio UNESCO, il Lago di Carezza nella Val d’Ega, merita sicuramente una visita.

Il Lago di Carezza, una carezza per gli occhi

Trovare il Lago di Carezza è molto semplice, le sue splendide acque color smeraldo sono ormai una calamita che attira visitatori da tutto il mondo; a pochi passi, sul lato opposto della strada, una struttura di negozi, bar e un ampio parcheggio a pagamento, annunciano l’arrivo in questa località incantevole.

L’impatto visivo lascia senza fiato, le parole si perdono nell’ammirare il colore vivido e brillante delle sue acque che, quando non sono increspate da un alito di vento, regalano uno spettacolo incredibile con il Latemar che vi si specchia.

Non è un caso che sia anche chiamato “lago dell’arcobaleno” (Le de Ergobando in lingua ladina) e sia visitato anche in inverno.

Appena giunti al lago ci si trova di fronte a una terrazza panoramica che regala una visuale su tutto il lago e i monti circostanti; è proprio da qui che vengono scattate le prime foto e i selfie che popolano i numerosi social network.

Come ci si rende ben presto conto, nonostante sia disponibile un circuito ad anello che permette di passeggiare attorno al lago, non è possibile scendere sulle sue rive o andare a toccare l’acqua; è infatti interamente protetto da una recinzione in legno.

Lungo il percorso, sono disseminati punti panoramici strategici in cui fermarsi ad ammirare il lago e scattare fotografie; al di fuori da questi spiazzi, sono comunque molti i punti panoramici che si incontrano passeggiando tranquillamente.

Lago di Carezza

Alcune panchine sono state predisposte e risultano perfette se ci si vuole fermare a riposare, ad ammirare il lago oppure a mangiare qualcosa; naturalmente, in questo caso, non buttate nulla a terra o nel bosco ma riponete la spazzatura nello zaino e riportatela a casa.

Il giro è semplice e adatto praticamente a tutti, abbiamo incontrato molte famiglie con passeggini perciò, anche se in alcuni punti può essere difficoltoso affrontare le salite con i sassolini, con un minimo di sforzo ci si può riuscire lo stesso.

Chi invece presenta delle disabilità motorie può arrivare fino al primo punto panoramico grazie alla presenza di una rampa; il percorso pedonale invece non è asfaltato, presenta alcune pendenze e non ha salvaghiaia perciò, il giro potrebbe rivelarsi davvero molto difficoltoso, soprattutto in alcuni tratti in cui la pendenza può diventare un ostacolo davvero enorme.

Sentiero in salita Lago di Carezza

Il percorso si svolge quasi interamente in zone d’ombra tuttavia, l’ultimo tratto (o il primo tratto, in base dal fatto che si inizi il giro da destra o da sinistra) è esposto al sole perciò, un copricapo, in estate, con il sole battente, può essere utile.

Il parcheggio disponibile a pochi passi è a pagamento e, già da metà mattina si riempie quasi interamente; nella zona adiacente si trovano invece aree in cui acquistare panini, cibo e altre prelibatezze per chi volesse fermarsi a mangiare. I patiti dello shopping a ogni costo avranno invece a disposizione anche negozi di oggettistica e souvenir.

La leggenda del Lago di Carezza

Narra una leggenda che molti anni fa viveva nel Lago di Carezza una splendida sirenetta, Ondina; la ninfa stava in solitudine cantando e fuggendo quando avvertiva dei rumori così che i viandanti potessero udirne la soave voce, ma non potessero invece vederla.

Per sua sfortuna, un giorno, lo stregone del Latemar la vide mentre era intenta a cantare accoccolata su un masso; se ne innamorò immediatamente e decise di rapirla pur di averla con sé.

Ondina però non si faceva prendere e, a ogni tentativo, lo stregone si arrabbiava per i suoi fallimenti; decise così di chieder consiglio alla Strega Langwerda che gli consigliò di travestirsi da venditore d’oro e creare un arcobaleno che andasse dal Latemar al Catinaccio.

La bella Ondina non aveva infatti mai visto un arcobaleno e quando lo vide ne rimase rapita tuttavia, nella foga del momento, lo stregone aveva dimenticato di trasformarsi da veditore e, non appena la sirenetta lo ebbe notato, fuggì inabissandosi.

Lo stregone, rabbioso per essersi fatto sfuggire anche questa occasione, prese l’arcobaleno e lo fece a pezzi, lanciandolo poi nel lago che ne raccolse i colori che ancora oggi affascinano chi lo ammira.

Come trovare la sirenetta nel Lago di Carezza

Nel Lago di Carezza si trova una statua della sirenetta che, quando l’acqua è particolarmente bassa, diventa visibile.

Grazie alla limpidezza delle acque è però possibile farsi “un’idea” di questa installazione, si riesce infatti a scorgerne il profilo, anche se deformato.

Il punto migliore per riuscire a identificarla è il primo punto panoramico (o qualche metro più in là, sulla destra) che permette di avere un’ampia visuale e arrivare con lo sguardo sino al centro del lago e anche oltre. Per riuscire a capire dove si trova è necessario individuare, al centro del lago, un grosso ramo/tronco che è generalmente ben visibile sul fondo.

Trova la Sirenetta

Trovato il tronco il gioco diventa facile perché la sirenetta, se ci si trova sul “balcone” panoramico la si può notare spostando lo sguardo poco più avanti, leggermente a destra; non vedrete la sirenetta con chiarezza ma la sua sagoma che, nel caso in cui non si sappia di cosa si tratta, si potrebbe scambiare facilmente per un sasso dalla forma piuttosto strana.

Sirenetta Lago di Carezza

Come arrivare al Lago di Carezza

Per raggiungere il Lago di Carezza, situato nel comune di Nova Levante (provincia autonoma di Bolzano), è necessario stabilire anche da dove si proviene ma, in tutti i casi è piuttosto semplice.

Arrivando da Bolzano, è necessario percorrere la Strada Provinciale 22 di Valle Macra fino a Cardano dove, nei pressi della Centrale Elettrica Enel, alla rotonda, si prende la Strada Statale 241 e non la si abbandona più. Essendo una strada di montagna, tra boschi e tornanti, si arriva al lago passando il comune di Ponte Nova, Nova Levante e Segheria Latemar. Si prosegue perciò sempre dritto fino a trovarsi il lago sulla destra e il vistoso parcheggio sulla sinistra.

Arrivando da Trento oppure dalla parte opposta, ovvero dal Brennero, si deve necessariamente percorrere l’Autostrada A22 fino all’uscita di Bolzano quindi, seguire le indicazioni sopra citate come per chi proviene proprio da Bolzano.

Per chi proviene dalla Val di Fassa percorrendo la Strada Statale 48 (che si provenga da Moena oppure dalla parte opposta, da Canazei) ci si deve dirigere verso Vigo di Fassa svoltando alla rotonda che immette sulla Strada Statale 241 (la stessa che proviene da Bolzano, detta anche Strada Neva) e si procede dritto senza mai lasciarla. Si passano il comune di Vallonga, il Passo di Costalunga e, tra boschi e tornanti si giunge al lago che si troverà sulla sinistra, con il parcheggio sulla destra.

Per chi non disponesse di un proprio mezzo, è disponibile un servizio di autobus che conduce al lago; si tratta del Bus linea 180, valido sia che si provenga da Bolzano sia che si provenga dalla Val di Fassa. Informazioni utili si possono trovare www.sad.it oppure su www.rome2rio.com/it .

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8 COMMENTS

  1. questo posto è stupendo una vera coccola all’aria aperta lontano da stress e caos della citta’ , devo visitarla anche io

  2. non sono mai stata in questo incantevole posto, ma mi hai moto incuriosita.. trovo il tutto molto affascinante

  3. Abitando a Padova le Dolomiti non sono così lontane… faremo un pensierino per arrivare domenica al Lago bellissimo

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