Una visita al Museo dell’ombrello

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Il Museo dell’ombrello è un piccolo gioiello visitabile a Gignese, a pochi passi da Stresa; entrare in questo museo significa immergersi in un’atmosfera unica, ripercorrere una storia di pizzi, stoffe, merletti.

In questa zona, la realizzazione e la vendita degli ombrelli era un’attività diffusa perciò, già nel 1939 fece la comparsa il primo Museo dell’Ombrello, situato però in un edificio differente da quello attuale.

Visitandolo si ammireranno molti esemplari tuttavia, non si vedranno tutti quelli disponibili perché, per evitare danni derivanti dall’esposizione alla luce, vengono fatti ruotare all’interno delle vetrine.

Per godere appieno della bellezza dei pezzi esposti e per comprendere meglio l’evoluzione, è consigliabile seguire il percorso “storico”; all’interno delle vetrine sono indicate le epoche storiche a cui risalgono gli ombrelli esposti quindi, sarà molto semplice seguire l’evoluzione di questo splendido oggetto.

Museo dell’ombrello, dal parasole ai giorni nostri

Ammirando le prime vetrine ci si troverà di fronte bellissimi parasole risalenti alla metà dell’800; la diffusione del “merletto meccanico” diminuisce i costi di produzione e ne permette la diffusione. Gli splendidi risultati si possono vedere sui differenti ombrelli con cupole in merletto meccanico e, in particolare, se sarà esposto e avrete la fortuna di vederlo, non potrete far altro che rimanere incantati di fronte agli ombrelli con fodera a contrasto.

I tempi e la moda cambiano e si evolvono così, l’ombrello acquisisce una nuova funzionalità, da chiuso poteva anche essere utilizzato come appoggio nel camminare; ecco perciò che le cupole diventano più ampie anche se, l’aspetto estetico non viene mai tralasciato, un bell’esempio è l’ombrello con cupola a forma di pagoda, di ispirazione orientale.

In questo viaggio nella storia si ammirano le decorazioni che cambiano e compaiono le cupole in merletto meccanico nero con i quadrati sovrapposti, oppure quelle foderate in seta, in tinta a contrasto per ripararsi meglio dal sole.

Museo dell'ombrello

Degli ombrelli è bello osservare anche i particolari, i manico e le impugnature, in alcuni casi in materiale prezioso, con incisioni.

Nel periodo della Belle Époque è il ricamo a punto sfilato “a giorno” ad essere spesso presente e, se avrete fortuna, potrete ammirarne un esemplare con impugnatura in legno che rappresenta il musetto di una lepre con le orecchie in avorio.

Negli anni ’20 e ’30 si assiste alla scomparsa dell’ombrello parasole quindi, la tinta unita dei tessuti che caratterizzavano gli ombrelli, lasciano il posto ai tessuti fantasia; negli anni ’30 e ’40 l’ombrello ripara sia dalla pioggia che dal sole anche se, come parasole viene usato solo in spiaggia.

Bellissimi sono anche gli ombrelli da utilizzare nei periodi di lutto quando, il colore nero, avvolge non solo l’abbigliamento ma anche gli accessori; gli ombrelli esotici presentano spesso coperture in seta o carta, dipinte a mano o stampate, con fusto di bambù e armatura in legno.

Museo dell'ombrello

Sempre al piano inferiore, in alcune vetrine, sono conservate impugnature in corno e avorio, in metallo argentato, legno e materiali sintetici.

Al piano superiore continuano le testimonianze storiche ed è possibile ammirare l’utilizzo dell’ombrello in diversi settori come in quello della moda o dell’arte; strumenti del mestiere, fotografie, oggetti, riproduzioni e la copia originale dell’”Album-Ricordo dei pranzi degli industriali ombrellai Torino” sono stati raccolti e conservati con passione da chi si occupa di questo museo.

Museo dell'ombrello

Se vi trovate a Stresa, visitate le attrazioni più gettonate, ma non tralasciate di fare una puntatina a questo piccolo museo curato con tanta passione e pazienza.

Museo dell’Ombrello e del Parasole

Via Panorama Golf, 2

28836 Gignese (VB)

www.comune.gignese.vb.it

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