Villa Melzi d’Eril, una perla sul lago

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Villa Melzi d’Eril, inserita nello splendido scenario del lago di Como si trova a Bellagio e, con i suoi terrazzamenti, le specie floreali e il panorama che regala, rappresenta una delle ville più belle da visitare.

Villa Melzi d’Eril tra storia e cultura

Progettata dall’architetto Giocondo Albertonelli su commissione del duca Francesco Melzi d’Eril, fu costruita tra il 1808 e il 1815; presenta al suo interno  decorazioni in stile neoclassico dovute principalmente all’influenza dell’architetto anche se, un ruolo di primo piano, nell’impreziosire la dimora, lo ebbero anche pittori del calibro di Andrea Appiani, Giuseppe Bossi, Alessandro Sanquirico e scultori come Antonio Canova, Giambattista Comolli e Pompeo Marchesi.

Il Duca, volendo una villa simile alla Villa Reale di Monza e ad altre ville già esistenti sul lago, decise di affidare la realizzazione dei giardini a Luigi Villoresi e Luigi Canonica che si erano occupati del parco di Monza.

Molti furono i personaggi famosi che ebbero il privilegio di essere ospitati all’interno della villa, tra questi Eugenio Beauharnais, L’Imperatore d’Austria Ferdinando I e l’Imperatrice Marianna, Franz Litz che pare abbia composto la “suonata a Dante” proprio qui, ispirato dalla scultura di Dante e Beatrice.

Stendhal stesso fu catturato dalla bellezza del luogo al punto da parlarne in “Rome, Florence et Naples” e nella “Certosa di Parma”.

Statua a Villa Melzi d'Eril

Alla morte del Duca la villa passò alla famiglia dei Gallarati Scotti perché una delle sue figlie sposò Giancarlo Gallarati Scotti, che la ereditò.

Oltre alla splendida villa, nel complesso si trovano una cappella, la serra degli aranci, e il bellissimo giardino all’inglese punteggiato da statue, cimeli e monumenti; la villa non è visitabile mentre, aperti al pubblico sono i giardini, primo esempio di giardini all’inglese sul Lario, il museo e la cappella.

Il chiosco moresco, adibito in passato a luogo in cui prendere il tè e ascoltare musica, conserva al suo interno i busti dell’imperatore d’Austria Ferdinando I e dell’imperatrice Marianna di Savoia, del duca Ludovico Melzi  e della moglie Josephine Melzi Barbò; nei toni del bianco e dell’azzurro, ha una vista incantevole non solo sul lago ma anche sul monumento dedicato a Dante e Beatrice.

Giardini di Villa Melzi d'Eril

Lo splendore dei giardini di Villa Melzi d’Eril

Prima di arrivare alla villa si deve attraversare un lungo viale e superati il cedro, la tuja, la camelia, l’acero e molte altre specie, ci si trova ad ammirare un filare di platani potati bassi, a ombrello.

Superati i platani si arriva alla statua di Apollo e alla villa che si fa notare per le linee semplici e una scalinata a doppia rampa con 4 leoni in stile egizio, opera del Comolli e risalenti al 1810 circa; proprio di fronte si trova una vasca con ninfee e, da questo punto, si apre una bella visuale del lago.

Villa Melzi Bellagio

Oltre la villa si incontra la statua di Meleagro e, superato un nuovo filare di platani si trova la cappella fatta costruire tra il 1815 e il 1820 su progetto di Comolli; al suo interno si ammirano dipinti di Giuseppe Bossi, il Redentore di Comolli, 4 Angeli opera di Pompeo Marchesi e altre opere realizzate da Angelo Monticelli.

Villa Melzi Bellagio

All’interno dei giardini ricchi di azalee e rododendri, piante esotiche e rare, siepi di camelie, ci si sposta comodamente passeggiando e ammirando piante secolari che si alternano a specie rare e preziose come i faggi rossi, i cedri del Libano, il Liriodendron tulipifera; numerosi sono gli affacci in queste passeggiate e, per chi vuole godere appieno della vista del lago, numerosi sono i punti in cui fermarsi, anche all’ombra, per immortalare un panorama incantevole.

Villa Melzi Bellagio

Tra piante e specie anche di origine esotica, fanno bella mostra di sé bambù e un giardino roccioso impreziosito da fiori e piante che ogni anno vengono rinnovate e, grazie alla mescolanza di colori, creano un effetto scenico di tutto rispetto.

Chi visita villa Melzi d’Eril non può non prevedere quindi una sosta alla cappella, alla serra e all’ex orangerie, ora trasformata in museo con cimeli del periodo napoleonico, reperti archeologici e affreschi rinascimentali.

Molto carino da osservare è anche il capanno degli attrezzi, ben integrato nel giardino e adagiato su uno spiazzo, attorniato da alcune piante.

Giardini di Villa Melzi d'Eril

Anche villa Melzi, come molte altre ville lariane è stata set di fiction e film; nel 1988 Ivan Passer ambientò qui “Haunted Summer”, nel 1990 Roger Cornan la scelse invece per e “Frankenstein oltre le frontiere del tempo”, Vanzina la volle nel 1986 per Via Montenapoleone. E questi sono solo alcuni esempi.

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