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La funicolare Como/Brunate

Visitando Como è praticamente d’obbligo salire sulla funicolare Como-Brunate; il viaggio, anche se di breve durata, permette di godere di uno spettacolo unico, un nuovo punto di osservazione in cui il Lago di Como si stende ai nostri piedi.

Per raggiungere Brunate esiste anche una strada asfaltata tuttavia, non è sempre percorribile, in alcuni giorni infatti viene interdetta al traffico, solo i residenti hanno la possibilità di spostarsi tra Como e Brunate in automobile senza subire restrizioni.

Funicolare Como/Brunate

La storia della funicolare Como-Brunate

La storia della funicolare che da Como porta a Brunate inizia alla fine dell’800, la costruzione venne avviata il 4 gennaio 1893 mentre l’11 novembre 1894, venne inaugurata; da questo momento i comaschi poterono salire a Brunate in “soli” 20 minuti.

Passarono pochi anni e vennero apportati i primi cambiamenti, nel 1911, la trazione da vapore divenne elettrica.

Nel 1912 sotto il Carescione, venne installato il “cannone di mezzogiorno”, quello che per molto tempo fu uno dei simboli della città di Como; posto nel punto in cui avveniva lo scambio della funicolare, ogni mezzogiorno ancora oggi fa avvertire un fragoroso boato che si avverte in tutto il paese.

Questo vecchio cannone Austriaco fu installato inizialmente dalla Pro Como per far si che quando il cielo si faceva scuro e la grandine rischiava di distruggere i vigneti di Garzola, si scongiurasse l’evento; in seguito perse questa funzione ma continuò a segnalare l’ora dell’aperitivo.

Nel corso degli anni ’30 la stazione di Brunate venne rinnovata, così come furono rinnovati gli impianti mentre il tempo di percorrenza scese a 6 minuti e 30 secondi; negli anni ’70 si costituì un consorzio per la gestione delle linee extraurbane della provincia di Como che per un po’ gestì anche la funicolare.

Nel 1981 la proprietà passò alla Regione Lombardia; nel 1999, in occasione delle celebrazioni per l’anniversario di Volta, l’impianto venne automatizzato.

Dal luglio 2005 la gestione è affidata al Consorzio Mobilità Funicolare & Bus, al suo interno, il ruolo operativo di gestione del servizio è affidato all’ATM.

Con la funicolare da Como a Brunate

Per poter salire sulla funicolare Como/Brunate è necessario lasciare il centro di Como e recarsi in Piazza Alcide de Gasperi; superato l’ingresso ci si imbatte nella biglietteria (al momento non è prevista una biglietteria automatica anche se, in futuro dovrebbe essere installata) e un piccolo bar.

Dopo aver acquistato e obliterato il biglietto non si dovrà far altro che attendere l’arrivo della funicolare; nel caso in cui doveste attendere molto (in realtà il viaggio dura 7 minuti quindi non si dovrà aspettare chissà quanto), potrete passare un po’ di tempo nello spazio antistante l’obliteratrice, ammirando le vecchie immagini appese alle pareti che testimoniano la storia della funicolare.

Ingresso funicolare a Como

Le vetture in salita e discesa sono 2, una color malva chiamata BRUco (contrassegnata dal numero 12) e la bruCO di colore rosso (è la numero 13).

Una volta che la funicolare sarà arrivata, salendo si inizierà a godere dello spettacolo; il consiglio, se ci si riesce, è quello di posizionarsi sulla prima carrozza, di fronte alla vetrata panoramica, in questo modo si godrà del panorama dalla prima fila. E’ consigliabile stare in piedi se si vuole ammirare la visuale perché, sedendosi, con buona probabilità qualcuno si metterà in piedi davanti a voi oscurando il paesaggio.

In totale ci sono 24 posti a sedere (anche dai finestrini laterali si gode di una bella visuale, seppur non paragonabile a quella della vetrata panoramica) e 56 in piedi; entrando non si potrà non notare immediatamente lo stile liberty in cui sono realizzate.

Vista dalla funicolare Como/Brunate

Poco dopo la partenza, sotto al Carescione, è possibile notare il cannone di mezzogiorno mentre, a metà circa, si incrocia la funicolare in discesa.

Arrivati in alto, dopo 7 minuti, si potrà godere dello spettacolo mozzafiato della Città di Como e delle splendide acque azzurre oppure, si potrà decidere di seguire uno dei sentieri che vi porteranno Santa Rita al CAO, al Faro Voltiano, alla fonte del Pissarottino dove si trova il Belvedere con una bellissima vista sul lago.

Bar e ristoranti attendono invece chi preferisce fermarsi a rifocillarsi di fronte a un panorama incantevole.

Accessibilità della funicolare Como/Brunate

La funicolare Como/Brunate è accessibile anche a chi ha difficoltà motorie; superata l’obliteratrice è infatti disponibile uno scivolo che per mette di accedere alla vettura.

Funicolare Como/Brunate

Anche all’arrivo, la discesa e la salita avvengono in zona pianeggiante permettendo a tutti di poter godere di questa esperienza e godere dello spettacolo del lago da una posizione privilegiata.

Villa Carlotta per tutti, con una piccola donazione regalate grandi emozioni

Nei mesi scorsi abbiamo parlato di Villa Carlotta e della grande attenzione che presta ai diversamente abili; molte sono le strategie messe in campo per garantire a tutti, di poter fruire delle bellezze architettoniche e naturali del luogo.

Nel giardino botanico sono già presenti salvaghiaia e 2 impianti di risalita mentre, all’interno della villa, anche chi ha difficoltà di deambulazione può spostarsi agevolmente tramite un comodo ascensore che consente di passare dal primo, al secondo piano.

Per i disabili sono stati previsti percorsi specifici che permettono di godere del patrimonio artistico, culturale e naturale, affrontando così, in maniera positiva, l’esperienza di visita.

Villa Carlotta è però un ente privato che gestisce un patrimonio pubblico per conto dello Stato, non riceve finanziamenti e quindi, il mantenimento delle attività e del luogo sono garantiti dalla bigliettazione; conseguenza diretta è che per poter garantire attività, progetti, percorsi speciali è necessario caricare i costi sull’utente finale.

Villa Carlotta per tutti

La finalità del progetto “Villa Carlotta per tutti” è molto ambiziosa ma, con l’aiuto di tutti sarà a portata di mano: favorire l’inclusione sociale attraverso la cultura.

Per rendere più accessibile la fruizione della Villa e delle sue attività, è nato un progetto di raccolta fondi per garantire anche ai visitatori diversamente abili la possibilità di prendere parte alla sua vita culturale; i laboratori che verranno creati, vogliono dar modo ai disabili di scoprire il museo e il giardino vivendolo tramite sensazioni tattili, visive e olfattive.

Ogni anno più di 200,000 persone visitano la villa tuttavia, non tutti riescono a godere appieno della magnificenza del luogo e della cultura che in esso si respira; i diversamente abili si trovano infatti a combattere con barriere sensoriali e cognitive che non permettono loro la piena accessibilità al patrimonio culturale.

Favorire la piena inclusione, accogliere tutti cercando di garantire pari diritti e opportunità non è una novità per Villa Carlotta che, nel tempo ha cercato di rendersi sempre più accessibile; l’ascensore esterno consente a chi ha difficoltà motorie di visitare agevolmente il museo, il “Muro dei profumi” riporta descrizioni in codice Braille.

Anche in alcune occasioni particolari ha fatto il possibile per permettere un’esperienza positiva a chi avesse difficoltà: in occasione del restauro della Madonna con Gesù Bambino e San Giovannino della Scuola del Perugino, ha realizzato un allestimento multimediale con un plastico che riproduce in rilevo le forme del dipinto.

Ora, con il patrocinio della F.a.n.d. (Federazione tra le Associazioni Nazionale dei disabili) e con il sostegno di Fondazione Comasca, vuole ampliare le possibilità di conoscenza della Villa ai portatori di disabilità.

I gruppi di visitatori diversamente abili, grazie a Villa Carlotta per tutti, potranno partecipare gratuitamente a laboratori realizzati da operatori specializzati, affiancati da volontari appositamente formati. Queste esperienze, studiate in base alle esigenze specifiche del gruppo, stimolano i soggetti a 360 gradi, portandoli a sentirsi parte di un gruppo, favorendo quindi i rapporti interpersonali.

Per Natale ognuno può fare la differenza e con la propria donazione regalerà un’esperienza emozionante tra arte e natura nella meravigliosa cornice di Villa Carlotta.

Villa Carlotta per tutti è un progetto che ha bisogno di sostegno e, una piccola donazione, può aiutare molte persone a vivere esperienze positive scoprendo una realtà che, fino a non molto tempo, fa gli era preclusa.

Natale si avvicina, che ne dite di fare un regalo alle tante persone che ogni anno vorrebbero visitare Villa Carlotta ma incontrano delle difficoltà?

Non è necessario donare cifre enormi, anche un pensierino, unito a quello di tante altre persone, può fare la differenza e aiutare a raggiungere l’obiettivo.

Per ulteriori informazioni potete scrivere all’indirizzo email fundraising@villacarlotta.it
Se vorrete donare, potrete farlo cliccando qui .

Minicrociera sul Lago di Pusiano e sbarco sull’Isola dei Cipressi

La mini crociera a bordo della motonave Enigma con sbarco e visita all’Isola dei Cipressi sul Lago di Pusiano, è un tuffo nella natura e nel turismo ecosostenibile; una bellissima gita che dura un paio d’ore circa e in cui il tempo scorre davvero velocissimo solcando le acque, ammirando paesaggi e godendo della bellezza dell’Isola.

La distanza che separa il punto di imbarco a Pusiano e l’Isola dei Cipressi è poca, in una decina di minuti, navigando con calma e godendo della prima parte della crociera, il tempo scorre davvero rapidissimo.

Le doverose “raccomandazioni” a bordo della motonave Enigma

A bordo, la guida illustra subito alcune semplici regole, intanto è vietato fumare (sia sulla nave che sull’Isola) e questo include anche la sigaretta elettronica poi, al piano superiore si trovano i giubbetti di salvataggio perciò, in caso di necessità, è necessario mantenere la calma e stare seduti, verranno distribuiti dall’equipaggio.

Una volta giunti sull’Isola si dovranno rispettare gli animali, stare a una distanza di 3-4 metri per evitare di infastidirli e farli sentire accerchiati; alcuni, come la gru coronata, in una situazione di “disagio” potrebbero infatti attaccare.

Ascoltando le “avvertenze” ci si è già allontanati dal molo e si può ammirare la piazza con il campanile di Santa Maria Nascente, speculare a quello che si trova a Bosisio Parini; si possono anche notare alcune case costruite a pelo d’acqua, dal 1985 cosa non più realizzabile.

Santa Maria Nascente Pusiano

Il tempo di raccomandare di stare tutti insieme e non girovagare da soli per evitare di farsi richiamare e si è pronti allo sbarco.

La visita all’Isola dei Cipressi

L’Isola dei Cipressi, dove si trova una stanza dei cipressi (sull’isola ce ne sono ben 105 e i più vecchi sono stati piantati nel 1700 dal Marchese del Molo) dal 2011 è proprietà della Fondazione Gerolamo Gavazzi.

Isola dei Cipressi

Dalla motonave, già prima di sbarcare si vedono alcuni animali che si aggirano sul prato di fronte al molo di attracco, quindi, dopo essere giunti di fronte al primo punto panoramico in cui è possibile ammirare le acque del Lago, ha inizio la vera e propria visita guidata dell’Isola.

La guida racconta aneddoti, informazioni e curiosità della villa facendo conoscere anche la sua storia e la storia dei suoi proprietari; sull’isola, che fu anche avamposto militare, giunsero personaggi di una certa importanza come Stendhal.

I canti degli uccelli e i racconti dell’attuale proprietario si intrecciano a quelli della guida e accompagnano la visita che si snoda tra le bellezze dell’Isola su cui si trova anche un piccolo museo all’interno del quale sono costuditi riproduzioni di barche, piccole attrezzature da giardinaggio, monete e altri oggetti.

Museo Isola dei Cipressi

E’ proprio il proprietario che dà il permesso, soprattutto ai più piccini, di raccogliere le piume colorate che i pavoni hanno perso però, ammonisce tutti di non strappare i fiori.

Passeggiando nel verde si giunge a una casetta sull’albero; bella, bellissima, conquista subito e se il proprietario permette di salire, sarebbe un peccato non approfittarne perché oltre ad essere arredata con gusto, permette di godere di una vista panoramica del lago.

Casa sull'albero Isola dei Cipressi

La casa è stata costruita nel 2006 da alcuni ragazzi scozzesi che svolgono questo lavoro per professione e, per poterlo fare, han dovuto risiedere sull’isola per 3 mesi senza avere a disposizione nessun confort.

Portando tutto il materiale hanno vissuto come il papà dell’attuale proprietario, senza nessun agio; il papà aveva infatti a disposizione una lampada a petrolio, dormiva in quello che è attualmente il museo, aveva a disposizione una branda e si lavava nelle acque del lago.

Passeggiando si arriva all’hotel degli insetti in cui si trovano piccole caselle all’interno delle quali si trovano insetti come la vespa italiana, ormai scomparsa in Italia (quelle esistenti sono ibride), ma qui ancora presente.

Ciò che attira però grandi e piccini, che incuriosisce, è la possibilità di ammirare i Wallaby che il proprietario aveva visto in un parco scozzese e, conosciuta la loro capacità di adattarsi facilmente, ha deciso di portare qui; in totale ce ne sono 15 e con un po’ di fortuna è possibile vedere anche i cuccioli mentre vengono allattati.

Wallaby Isola dei Cipressi

Dopo aver potuto guardare e scattare un po’ di fotografie a questi marsupiali con i loro cuccioli, si torna alla motonave per proseguire il giro del Lago.

La leggenda dell’Isola

In tempi passati, in Brianza, da Erba sino alla Valassina, un drago spadroneggiava facendo il bello e il cattivo tempo; qui viveva anche una bella principessa il cui nome era Teodolinda che, disgrazia sua, era destinata a diventare la sposa dell’animale.

Un giorno giunse un guerriero di nome Giorgio, passato poi alla storia come San Giorgio, che si innamorò della bella ragazza e cercò di escogitare un modo per liberarsi di lui.

L’impresa non era facile perché il drago era davvero enorme e un duello con lui non sarebbe stato facile da vincere così, elaborò un piano, decise di fargli odorare i fiori di sambuco (i dolci tipici di Pusiano sono fatti con farina gialla e fiori di sambuco) facendolo così addormentare.

Approfittando della situazione gli tagliò la testa che finì per rotolare verso il Lago di Pusiano.

Per la leggenda, secondo alcuni la testa rotolata divenne l’isola mentre, secondo altri, si inabissò semplicemente nel Lago, nel punto più profondo (27 metri), parallelo proprio all’Isola dei Cipressi.

Solcando le acque del Lago di Pusiano

Dopo aver completato il giro dell’Isola è il momento di conoscere il Lago di Pusiano su cui si affacciano 7 comuni; Pusiano è l’ultimo della provincia di Como, alcuni degli altri appartengono invece alla provincia di Lecco.

Lago di Pusiano

Ha un perimetro di 14 km e sulla sua superficie si praticano canottaggio, canoa, kayak, purtroppo non è più possibile fare sci d’acqua; durante la prima parte del giro si ammirano le ninfee bianche  e gialle mentre, quelle fucsia, qui, sono una rarità.

Salpati dall’Isola dei Cipressi ci si imbatte immediatamente nel centro remiero in cui si trova un campo di gare di canottaggio lungo 2 km e mezzo; anche se gare non se ne possono svolgere, poiché è stata vietata la costruzione di tribune, anche galleggianti, vengono atleti da tutto il mondo per allenarsi.

L’acqua, che appare liscia come l’olio, è di origine glaciale, molto dura, perfetta per chi desidera un allenamento intenso.

Sullo sfondo si stagliano il Monte Resegone e il Monte Barro mentre i cormorani, che altrove sono quasi una rarità, qui sono un problema perché ognuno mangia fino a 3 chili di pesce al giorno e, in un lago piccolo come quello di Pusiano, è una problematica.

Cormorano sul Lago di Pusiano

Chi vuole ammirare la natura e la fauna lacustre potrà godere della vista degli svassi che emergono qui e là mentre, di tanto in tanto fanno capolino le mattonelle che segnalano la presenza della carpa; sul Lago di Pusiano si svolge il carp fishing no kill, la carpa è pescata, fotografata, pesata, misurata e rimessa in acqua. Sulla piazzole a riva è possibile vedere le tende dei carpisti che riposano in attesa della notte quando, le carpe, faranno la loro comparsa.

Le boe gialle utilizzate per il ripopolamento del lago sono collocate annualmente in accordo con il Parco Lambro e vengono monitorate tramite un sistema satellitare.

Non visibile dalla motonave Enigma è la diga più antica d’Italia (1812), Cavo Diotti, finanziata da un avvocato milanese che, anziano, non vide mai l’opera finita; il lago aveva periodi di forte siccità e inondazione così, serviva uno strumento di regolazione del flusso.

Di nuovo la guida, spiega ciò che si vede sulle rive e nei dintorni, aneddoti (qui venne varato ufficialmente il primo battello a vapore d’Italia che però, nessun italiano era in grado di comandare), storia, origini di luoghi e di personaggi famosi che passarono da qui.

Lago di Pusiano

La gentilezza dell’equipaggio è un valore aggiunto, competenti, disponibili, pronti a rispondere a qualsiasi domanda, nei giorni di caldo torrido hanno offerto acqua fresca a tutti gli accaldati partecipanti alla crociera.

Per poter effettuare il giro del Lago di Pusiano è necessario prenotare verificando che nella data scelta ci siano posti disponibili; per godere al meglio della vista del lago, i posti al secondo piano, sono probabilmente i migliori.

Accessibilità della motonave Enigma e dell’Isola dei Cipressi

Chi ha difficoltà motorie può effettuare sia la semplice crociera sul Lago di Pusiano che la visita all’Isola dei Cipressi; per accedere alla nave è necessario passare su una pedana mobile, l’unica difficoltà può essere rappresentata da un piccolo gradinetto al punto di imbarco di Pusiano.

Sulla motonave è possibile ospitare una sola carrozzina per questo, la prenotazione con richiesta di riservare un posto libero è più che mai necessaria; sulla nave gli spazi sono molto stretti e sono presenti delle scale per accedere al piano superiore quindi sarà necessario fermarsi a quello inferiore.

Sull’Isola dei Cipressi la visita si snoda passando su prati e sentieri, un aiuto per percorrere il primo pezzo in salita può rendersi utile; verso la fine del percorso è presente anche una scalinata che conduce all’area da cui si possono ammirare i Wallaby tuttavia, è possibile anche effettuare un percorso alternativo (con accompagnatore) che non prevede barriere architettoniche.

La motonave Enigma

Prima di concludere, ecco alcune informazioni sulla motonave Enigma che garantisce una navigazione ecologica e un turismo ecosostenibile.

Utilizzata in passato sul fiume Mincio, è stata poi portata sul Lago di Pusiano dove permette di realizzare minicrociere volte alla conoscenza del lago stesso, gite all’Isola dei Cipressi, escursioni per gruppi, feste private, serate di ballo, gite scolastiche, escursioni didattiche, scuole pesca e altro ancora.

Motonave Enigma Lago di Pusiano

Con 78 posti a sedere disposti su 2 piani, dispone di una struttura in acciaio e un’alimentazione a energia solare permessa dai pannelli solari che rendono così il giro sul lago totalmente ecologico e a impatto zero sull’ambiente;  grazie alla possibilità di “chiuderla” lateralmente, può essere utilizzata anche in caso di pioggia mentre, il riscaldamento fa si che la navigazione possa avvenire anche in inverno.

Il sistema di filodiffusione consente di ascoltare le spiegazioni della guida senza alcuna difficoltà; sono inoltre presenti i servizi igienici.

Per partecipare è necessario prenotare secondo le indicazioni del sito ufficiali: navigazionepusiano.com

Villa Monastero, una delle ville più belle del Lago di Como

All’inizio dell’incantevole abitato di Varenna sorge Villa Monastero, bellissima costruzione che custodisce tesori artistici e architettonici, nonché uno strepitoso giardino che si riflette nelle calme acque del lago.

La storia di Villa Monastero

Edificata sulle rovine di un monastero cistercense (secondo la leggenda, le monache erano state trasferite perché tenevano un comportamento fin troppo “allegro”), è stata più volte ristrutturata fino a divenire tra il 1500 e il 1600, con l’acquisizione da parte della famiglia Mornico, un luogo in cui trascorrere le vacanze; del complesso lasciò “pubblica” la chiesetta che poteva essere ancora utilizzata dai fedeli.

Lelio Mornico, figlio di Paolo, che aveva acquistato la proprietà, apportò ulteriori modifiche e la villa venne chiamata Leliana.

Passò poi a ulteriori proprietari che fecero varie modifiche sino a Walter Erich Jacob Kees che apportò quei cambiamenti, sia alla villa, che al giardino, che diedero al complesso l’aspetto che oggi noi possiamo ammirare: fece costruire la loggia a 3 archi, un attracco nella parte settentrionale, il piccolo tempio, fontane, il kaffee-haus, fece portare statue e arredò buona parte degli interni.

Kaffe-haus Villa Monastero

Non rimase per molto tempo nelle sue mani perché lo Stato gliela requisì.

Passò infine nelle mani di Marco De Marchi, che, dopo la morte (1936), lasciò la proprietà e tutto ciò che in essa era contenuto, affinché fosse messo a disposizione del pubblico.

Aperta al pubblico nel 1940 venne in seguito trasformata in un centro congressi e, nel 1954 venne intitolata una sala a Enrico Fermi; nel 1977 divenne parte del Consiglio Nazionale delle Ricerche e la gestione è ora affidata alla Provincia di Lecco.

Visita alla Villa

Superata la biglietteria si accede allo splendido parco e, passeggiando sul viale si può ammirare il panorama mozzafiato, un abbraccio allo splendido lago e alle cittadine lambite dalle sue acque; in breve ci si trova ad ammirare piante esotiche, fiori, fontane, e scoprire affacci prima di trovarsi al cospetto dell’ingresso della villa.

Entriamo nella Villa Monastero

Varcata la soglia di Villa Monastero colpisce il pavimento dell’atrio, ancora quello seicentesco voluto da Mornico; osservando accuratamente le piastrelle si potrà ammirare l’effetto tridimensionale, prima di spostare lo sguardo sull’imponente scalone in marmo nero di Varenna, rosso e giallo di Verona, bianco di Carrara e fiori di pesco. Qui fanno bella mostra di sé i pannelli in maiolica dipinta raffiguranti ritratti di filosofi, musicisti, artisti e scienziati tedeschi, oltre ad alcuni stucchi e due grandi lampade in bronzo.

Villa Monastero

Tra le sale visitabili vi sono la camera sud-est (o camera Kennedy), riservata a Carlotta Kees e caratterizzata da pochi arredi d’epoca (cassettoni, un orologio, i candelieri, l’inginocchiatoio, la poltrona, il tavolo e alcuni dipinti), il salottino posto a lato, la suggestiva sala nera con lo splendido camino in marmo nero di Varenna e l’arazzo fiammingo, la sala rossa con i suoi arredi neorococò, il camino in marmo bianco e l’arazzo settecentesco, il salottino Mornico, la camera padronale, la sala della musica con due bellissimi pianoforti a mezza coda, il salottino orientale con richiami all’arredamento e al gusto nipponico, oltre alle sale delle conferenze e del consiglio.

Ciò che lascia a bocca aperta è il bagno, chiamato anche “bagno di Re Faruk”; in stile pompeiano, con richiami allo stile giapponese, presenta una vasca in maiolica azzurra e blu con scalini, accanto a cui si trovano obelischi in marmo. Impreziosita da pannelli raffiguranti sirene, nereidi e altri elementi che richiamano al vita marina, è preceduto da una saletta in cui si trovano una toilette, un bidet, un tavolino, un armadio e una poltrona.

Villa Monastero Re Faruk

I giardini di Villa Monastero

La visita dei giardini di Villa Monastero procede tra saliscendi disseminati di palme, dracene, agrumi, oleandri, piante esotiche e rare; nel corso della visita si ammirano statue, fontane, vasi abilmente collocati, tempietti e, per riposare, oltre alle comode panchine sparpagliate lungo il percorso, c’è una piccola caffetteria che mette a disposizione dei clienti alcuni posti a sedere affacciati sul lago.

Villa Monastero Giardino

Fin dai primi passi, dopo aver superato la biglietteria, ci si imbatte in bellissime aiuole che, in primavera, regalano uno spettacolo davvero strepitoso con i colori dei fiori che creano bellissime “coreografie”; volgendo lo sguardo verso destra invece si resta affascinati dallo splendore delle acque che si estendono fino a Bellagio e oltre.

Vista da Villa Monastero

Prima di raggiungere la villa incontriamo il tempietto voluto da Kees, statue e fontane quindi, finalmente ci imbattiamo anche nella bella loggia.

La passeggiata nel giardino è un continuo stupore per il panorama e le specie botaniche dislocate sulla destra e sulla sinistra; lo splendido viaggio tra piante, fiori e frutti culmina con la visita alla kaffe-haus, punto da cui ammirare un panorama davvero unico.

Accessibilità

All’interno di Villa Monastero, chi presenta difficoltà di deambulazione può eccedere in assoluta tranquillità e sicurezza alla Casa Museo; per arrivare alla Casa è disponibile uno shuttle elettrico mentre, all’interno, sono state abbattute le barriere architettoniche e sono invece stati inseriti scivoli e ascensori.

Villa Monastero gradini

I giardini sono parzialmente visitabili, nella “seconda parte” sono infatti presenti gradini e scale che rendono l’accesso molto difficoltoso.

Accessibilità Lago di Como, ecco cosa visitare

Il Lago di Como è semplicemente stupendo, con ville da sogno, giardini strepitosi e panorami che entrano nel cuore; tutti dovrebbero avere la possibilità di scoprirlo e ammirarlo però, accade a volte che persone con una mobilità ridotta, si trovino di fronte barriere insormontabili.

Gradini, salite impervie, buche, terreni sconnessi, marciapiedi stretti e passaggi in cui muoversi agevolmente diventano un buon motivo per rinunciare a conoscere questi luoghi; tra le tante attrazioni sul Lago di Como, vogliamo presentarvene alcune, imperdibili per chiunque decida di visitarlo, che potranno essere ammirate e affrontate anche da chi si muove con difficoltà o tramite una carrozzina.

Le ville accessibili sul Lago di Como

Le ville, spesso bellissime, in qualche caso non sono visitabili; purtroppo non è sempre possibile adeguare gli interni tuttavia, visitare anche solo gli esterni offre soddisfazioni, è magnifico aggirarsi e ammirare splendidi giardini curati che tutto il mondo ci invidia.

Villa Carlotta, costruita alla fine del 1600, è impegnata ormai da anni nell’abbattimento delle barriere architettoniche per garantire a tutti la possibilità di godere della bellezza del luogo e del patrimonio storico e artistico; non è un caso che da anni collabori con l’associazione ANFFAS di Menaggio nella rassegna “La disabilità incontra l’arte a Villa Carlotta”.

All’interno del giardino botanico sono presenti 2 impianti di risalita che permettono anche a chi ha difficoltà di deambulazione di spostarsi tra il primo e il secondo livello; muoversi con una carrozzina su terreni ghiaiosi può essere molto faticoso perciò sono stati introdotti dei salvaghiaia che rendono meno difficoltosa la visita. Il dispositivo ha infatti una funzione stabilizzante che facilita il transito evitando il rischio di scivolamenti per la ridotta aderenza del piede o della ruota sul terreno.

Villa Carlotta

Tutti potranno quindi bearsi dei meravigliosi affacci che si aprono qua e là, ammirare azalee, siepi, platani e sequoie, piante tropicali e angoli incantati.

Anche all’interno della villa è possibile spostarsi agevolmente grazie all’ascensore che permette di passare dal primo, al secondo piano.

In questo modo si potranno ammirare la camera di Carlotta, la sala dell’Arazzo, la strepitosa galleria con la raffigurazione di scene mitologiche, il soffitto stellato, la romanticissima Amore e Psiche del Canova o l’emozionante Ultimo bacio di Giulietta e Romeo di Hayez.

Villa Carlotta ha un Codice Etico, è particolarmente attenta alla sicurezza dei lavoratori, dei visitatori e dell’ambiente ma è anche sede del Club Internazionale dei Cavalieri per la Prevenzione dei Rischi-Knights for Risk Prevention.

A Villa Carlotta sono stati progettati percorsi specifici per i disabili in modo che possano fruire del patrimonio artistico, culturale e botanico, affrontando esperienze positive.

“Il parco, ad esempio, costituisce una sorta di catalogo vivente della biodiversità vegetale e questa diversità può offrire  esperienze arricchenti che favoriscano il benessere  nei confronti di visitatori con problemi di deambulazione, piuttosto che di privazione sensoriale (ciechi  e sordi in particolare) oppure a persone affette da patologie psichiche (in particolare bambini e adulti che soffrono di disturbi dello spettro autistico). Toccare foglie di diversa consistenza, cortecce, radici, semi, fiori, annusare i profumi, concentrarsi sulle textures dei materiali vegetali, magari grazie all’ausilio di semplici strumenti di interazione come, ad esempio, lenti d’ingrandimento o piccole cornici di cartone che aiutano a focalizzare l’attenzione su particolari da osservare: tutte queste attività favoriscono, a detta dei partecipanti e degli accompagnatori che spesso accompagnano i visitatori disabili, l’adozione di un atteggiamento positivo, la crescita dell’autostima (sono attività in cui le persone si sentono libere di esprimersi e possono portare il meglio di se nel gruppo partecipante).” (Dottoressa Mara Sugni, servizi educativi, Villa Carlotta)

Prossimamente, proprio per l’importanza dei progetti portati avanti da Villa Carlotta, vi parleremo di un’iniziativa che merita di essere conosciuta e necessita di supporto e condivisione; è raro che musei o enti mostrino tanta sensibilità verso chi ha difficoltà di accesso al patrimonio perciò, riteniamo importante condividere e aiutare a raggiungere obiettivi di questo livello.

La Villa del Balbianello, gestita dal FAI, dispone di giardini accessibili a persone con difficoltà motorie, anche in carrozzina; per arrivare all’ingresso vi sono diverse opzioni, è possibile percorrere un percorso pedonale che si addentra nel bosco per un chilometro circa oppure, accordandosi preventivamente, chiedere di poter essere accompagnati da un mezzo. Questo però è permesso  solo se non sono previsti eventi e, soprattutto, il mezzo di trasporto deve poi tornare in paese.

Villa del Balbianello

Vi è anche la possibilità di accedere via lago tramite un taxiboat convenzionato in partenza dal Lido di Lenno o attraverso il servizio di trasporto privato; questo in base al tipo di disabilità.

I giardini rigogliosi si susseguono tra terrazzi e passeggiate e si affacciano su platani, magnolie, cipressi, glicini e altre splendide specie botaniche; gli affacci sul lago lasciano a bocca aperta, la vista della loggia rivela una bellezza senza tempo e cattura lo sguardo prima che si posi sul giardino all’italiana con le eleganti statue e i vasi fioriti.

All’interno l’abitazione è stata ristrutturata tuttavia, si estende su 5 piani con scale perciò, per chi si muove su carrozzina è impossibile da visitare.

Resta il fatto che anche solo la visita dei giardini vale la visita, la bellezza del luogo non si scorda facilmente.

Dopo la visita alla Villa, il Lido di Lenno vi aspetta per rifrescarvi dalla calura estiva o per un po’ di relax: il bar, il ristorante, la tensostruttura e il giardino, situati al piano terra, sono infatti accessibili a persone con difficoltà motorie (la spiaggia purtroppo, situata in posizione differente, non è accessibile).

A Varenna non è possibile tralasciare Villa Monastero, edificata sulle rovine di un monastero e più volte ristrutturata sino a divenire luogo di villeggiatura; passò attraverso vari proprietari sino a quando Marco De Marchi lasciò la proprietà in modo che potesse divenire pubblica.

Villa Monastero

La Casa Museo è accessibile alle persone con disabilità; uno shuttle elettrico permette a chi ha difficoltà di deambulazione di essere accompagnato fino a pochi metri dalla casa che, all’interno non ha barriere architettoniche ma è dotata di rampe e ascensori.

Chiunque visiti la bella villa rimane incantato già dall’ingresso, con il pavimento seicentesco ad effetto tridimensionale e l’imponente scalone in marmo nero di Varenna, rosso e giallo di Verona, bianco di Carrara.

Le sale sono tutte una più bella dell’altra, lo è la camera Kennedy e la suggestiva sala nera con il camino in marmo nero di Varenna e l’arazzo fiammingo ma, un tuffo nel passato e nella storia lo si fa anche grazie alla sala rossa con gli arredi neo rococò, l’arazzo settecentesco, o con la sala della musica con i due bei pianoforti.

A lasciare senza fiato è il bellissimo “bagno di Re Faruk” in stile pompeiano con richiami allo stile giapponese e alla vita marina.

Il giardino botanico è accessibile solo nella prima parte perché la seconda è caratterizzata da scale, giardini e terrazzamenti che rendono difficoltosa la percorrenza a chi presenta delle disabilità; la zona visitabile offre comunque paesaggi indimenticabili con il lago che lambisce la villa, i colori vividi e la bellezza della flora presente.

La funicolare e i lidi

Per ammirare il lago dall’alto, è d’obbligo un giro sulla funicolare di Brunate. La funicolare è accessibile anche a chi presenta disabilità motorie, la salita in vettura è permessa da uno scivolo che consente di arrivare in zona pianeggiante sia all’imbarco, che a Brunate, nella zona pianeggiante.

Funicolare di Brunate

Il Lago di Como è stupendo anche da ammirare, perché non passare perciò un po’ di tempo sulle sue rive o nei lidi, affacciati su un panorama indimenticabile, attendendo il tramonto o lasciandosi semplicemente rapire dai colori e dai suoi riflessi?

Vi presentiamo alcuni lidi e spiaggette accessibili.

Del Lido di Lenno vi abbiamo già parlato, è accessibile solo una parte ma lo spettacolo che si gode da questo punto è indimenticabile e, fermarsi qui per un po’ di relax dopo aver visitato la Villa del Balbianello rende la giornata semplicemente memorabile.

Ad Abbadia Lariana il parco Lido Chiesa Rotta è totalmente accessibile nella parte del pratone, qui è possibile avventurarsi con carrozzine senza incontrare nessun pericolo; per accedere invece alla spiaggetta c’è una piccola discesa cui è necessario fare attenzione, l’ideale è essere accompagnati da qualcuno che aiuti a percorrerla. Nella struttura è presente anche un bagno per disabili.

A Lierna, la famosa Riva Bianca è accessibile ai disabili e, se necessario, è possibile arrivare fino al castello direttamente in macchina, l’importante è avere il contrassegno (la zona è a traffico limitato ma il tagliando permette l’accesso).

Riva Bianca a Lierna

A Mandello del Lario è possibile accedere al lido, al ponte e alla passerella anche con la carrozzina; sono presenti bagni per disabili e dove c’è il parco si trovano parcheggi riservati.

Anche il Lido di Bellano è accessibile in quanto non sono presenti barriere architettoniche ed è tutto in zona pianeggiante; in questo caso sono disponibili 2 bagni per disabili.

Navigazione sul Lago di Como

Navigazione Lago di Como a Bellagio

Visitare il Lago di Como senza un giro in battello è praticamente impossibile; la vista che si gode dalle acque è strepitosa, solo da questa posizione è possibile ammirare e godere del panorama delle ville.

3 sono i motoscafi totalmente inaccessibili: Alcione, Falco e Rondine.

11 permettono l’accesso al solo ponte principale: Concordia, A. Volta e A. Manzoni, Milano, Città di Como, Città di Lecco, Tivano, tutte con una toilette per disabili e possibilità di rotazione di 360° al suo interno mentre, l’ Adda dispone di una toilette ma senza possibilità di rotazione. Le navi traghetto Stelvio, Spluga e Ghisallo permettono l’accesso al solo ponte principale ma non sono dotate di toilette accessibili ai disabili.

Le motonavi Orione e Bisbino hanno il ponte sole (di prua nel caso della Orione) inaccessibile alle carrozzine ma dispongono di montascale/ascensore e di 2 bagni per disabili con possibilità di rotazione di 360° all’interno; le motonavi Renzo, Lucia, Fra’ Cristoforo, Innominato hanno accesso limitato a parte del ponte principale e 1 bagno disponibile mentre Giglio, Iris e Ninfea non dispongono di un bagno adatto.

Le motonavi Cormorano, Fenicottero, Grifone, Civetta hanno la zona di prua inaccessibile alle carrozzine e dispongono di un bagno per disabili oltre a un montascale/ascensore; l’aliscafo Freccia delle Gerani è di norma accessibile e ha un bagno adatto, gli aliscafi Freccia delle Valli, G. Marconi, Voloire sono di norma accessibili e dispongono di 2 bagni.

Le navi traghetto Plinio e Lario permettono l’accesso al ponte principale e intermedio, hanno un bagno disponibile ed è presente un montascale/ascensore.

Gli aliscafi sono di norma accessibili tuttavia, a causa della loro struttura e delle pendenze delle passerelle che possono divenire eccessive, nel caso in cui si dovesse configurare una situazione di pericolo per i passeggeri o del personale di bordo, è possibile che venga rifiutato l’imbarco.

Per favorire gli imbarchi sulle navi di questa Gestione Governativa, sono previste rampe “Stepless” larghe 80 cm e con portata sino a 300kg; queste sono presenti su tutte le navi con eccezione degli aliscafi, dei traghetti (in quest’ultimo caso si utilizzano i ponti di accesso delle autovetture) e dei pontili di Como, Bellagio, Menaggio e Varenna.

Accessibilità Lago di Como, rampe stepless
© Navigazione Lago di Como

Un plauso va all’attuale Gestione Governativa che ha avviato un programma di formazione per il personale con oggetto la sensibilizzazione e l’assistenza alla disabilità ma, ha anche dato vita a un progetto che si pone l’obiettivo di individuare le soluzioni che favoriscano la mobilità, e permettano di offrire un viaggio piacevole anche a viaggiatori con disabilità.

Per informazioni sono disponibili:

– un numero verde: 800551801,

– un indirizzo email: infocomo@navigazionelaghi.it

– una pagina internet: http://www.navigazionelaghi.it/ita/wheelchair_friendly.html

Prima di terminare l’articolo vorremmo ringraziare tutti coloro che si sono resi disponibili nel fornire indicazioni e informazioni dedicandoci il loro tempo prezioso, un aiuto per noi fondamentale per poter dare, a chi ne avesse necessità, notizie sicure.