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Cosa fare sul Lago di Garda quando piove

Quando si programma una giornata, un week end o una vacanza al lago, si spera sempre di trovare bel tempo però, a volte le cose non vanno così e ci si trova con un cielo plumbeo e gocce di pioggia che rovinano i piani.

Questo accade per tutti i laghi ma, quando piove sul Lago di Garda, cosa si può fare?

Cosa fare sul Lago di Garda quando piove

Anche se sembra che in caso di pioggia ci si debba rassegnare a lunghi momenti di noia, vi assicuriamo che non è per nulla così, anzi, c’è sempre qualcosa da fare!

Terme e relax

Famosissime in tutto il mondo, le Terme di Sirmione possono vantare un’acqua sulfurea salsobromoiodica che contiene grandi quantità di zolfo; quest’acqua svolge un’azione antinfiammatoria, mucolitica, stimolante del sistema immunitario, antisettica, idratante, stimolante e normalizzante delle mucose nasali.

Il fango ha invece azione analgesica, antinfiammatoria, preventiva e terapeutica, antisettica e aiuta a fissare il calcio nelle ossa.

Alle terme di Sirmione si può godere di massaggi, sauna, momenti di relax in una Jacuzzi, trattamenti corpo e, se si è in coppia, sono previste anche esperienze da condividere con la dolce metà.

Foto di Kai Miano da Pixabay

Un’ottima alternativa a Sirmione, è Villa dei Cedri a Colà di Lazise; la piscina termale e l’area fitness permettono di mantenere il corpo in salute mentre, per chi ha voglia di relax, imperdibile è il bagno turco con musica e cromoterapia.

Scrub, saune finlandesi, cabine per massaggi (anche di coppia) trasformeranno una giornata piovosa in una giornata di coccole e relax.

Shopping

Molti sono i centri commerciali e gli outlet in cui trascorrere il tempo durante una giornata di pioggia; se siete appassionati di shopping, questo passatempo vi farà felici.

Il Leone, a Lonato, ha al suo interno moltissimi negozi che riescono a soddisfare tutti i gusti, da Alcott ad Apple, Bata, Bershka, Calzedonia, Carpisa, Desigual, Kiko, Sephora, H&M e molti altri; ci sono poi anche ristoranti per levarsi la voglia di pizza, hamburger, piadina, pasta, solo per fare qualche esempio.

Grand’Affi (ad Affi), Le Vele (Desenzano) o Millennium (quest’ultimo non proprio nei pressi del lago ma a Rovereto), hanno negozi di abbigliamento per grandi e piccini, bellezza e benessere, calzature e ristorazione che vi permetteranno di passare una bella giornata tra negozi e, perché no, un bel taglio di capelli.

Se preferite invece passeggiare all’interno di un outlet, dovete mettere in conto di fare un giro al Franciacorta Outlet Village, non proprio a portata di mano ma decisamente imperdibile se vi trovate in zona e il tempo non vi permette di fare altro.

A spasso tra i musei

Molti sono i musei che possono essere visitati quando ci si trova sul Lago di Garda; nella stagione autunnale e invernale è però consigliabile verificare prima gli orari di aperura ed eventuali chiusure festive.

Il Museo del Vino, a Bardolino, permette una vera e propria immersione nel mondo dell’enologia; qui è possibile ammirare vecchi strumenti del mestiere, degustare i prodotti della cantina Zeni (alcuni gratuitamente, altri a pagamento) oppure provare una delle esperienze disponibili nella bottaia.

La galleria olfattiva, la degustazione guidata o il poter semplicemente ammirare le botti in cui i vini vengono messi ad invecchiare è un’esperienza da fare almeno una volta.

A pochi minuti d’auto dal Museo de vino, si trova il museo dell’olio (frazione di Cisano); anche qui è possibile ammirare gli strumenti “del mestiere”, guardare video, degustare olio e altri prodotti tipici acquistabili nello shop.

In caso di maltempo merita una visita anche

il MAG (Museo Alto Garda) a Riva del Garda, all’interno della splendida Rocca; al primo piano si possono visitare le mostre temporanee mentre, salendo sono presentile sezioni dedicate all’archeologia e alla storia.

Sempre a Riva del Garda si può visitare Reptiland, museo dedicato principalmente ai rettili e ai ragni; non è molto grande e, di conseguenza, non sono moltissimi gli esemplari presenti tuttavia, una visita la merita.

A Salò si trova invece il Vittoriale; il brutto tempo non permetterà di godere del bellissimo giardino però, la casa museo sarà lì disponibile, pronta a farvi conoscere una storia ormai lontana ma ricca di fascino. Se siete amanti della storia, soprattutto quella italiana, non perdete questo luogo voluto da Gabriele d’Annunzio.

Il Vittoriale

Degustazione in cantina

Molte sono le cantine diffuse sul territorio in cui poter degustare uno dei tanti vini apprezzati e conosciuti in tutto il mondo.

Al Museo del vino di Bardolino, si possono fare diversi tipi di degustazioni, dalle più semplici, a quelle più complesse in bottaia dove vengono serviti anche alcuni prodotti di accompagnamento; ci si siede attorno a un tavolo e, guidati del personale gentile e preparato, ci si immerge in un mondo di profumi e sapori.

Museo del Vino Bardolino

Ci sono però altre aziende agricole che, in alcuni casi su prenotazione, permettono di visitare la tenuta, conoscere i procedimenti di produzione del vino e, al termine, degustare i loro vini; in autunno e inverno è però meglio verificare che il servizio venga offerto.

Questi sono solo alcuni modi che permettono di impiegare il tempo quando sul Lago di Garda piove o fa freddo; in estate c’è anche la possibilità di visitare Medieval Times e Movieland al Caneva World o  Sealife (a Gardaland), attrazioni che catturano grandi e piccini.

Il cannone di Mandello del Lario

Sulle sponde del Lago di Como, a Mandello, deliziosa cittadina tutta da scoprire, si trova un cannone, una delle “attrazioni” più fotografate in questa località.

Originale e inusuale è trovare un cannone sulla riva di un lago tuttavia, qui, succede anche questo; pare però che non abbia molto a che vedere con la storia del paese, e non sia stato posto in quella posizione a ricordo di qualche battaglia o evento particolare.

Il cannone venne ritrovato a Genova grazie ad alcuni scavi avvenuti nei pressi del porto e, proprio qui nasce il collegamento con Mandello; gli scavi erano infatti eseguiti da Luigi Alippi, originario di Maggiana, una frazione di Mandello.

Dopo il ritrovamento fu acquistato da Domenico Comini che possedeva un’officina in Tonzanico di Mandello e, successivamente, donato alla Pro Mandello.

Negli anni ’50, grazie proprio alla Pro Mandello, venne posto dove si trovano i giardini pubblici, vicini al nuovo porto e, ancora oggi, passeggiando dove si trovano i giardini, è possibile fermarsi ad ammirare il panorama e questo cannone.

Avvicinandosi è possibile notare che, sui rinforzi, sono presenti monogrammi e lettere.

Sul primo è inciso il peso della bocca da fuoco e la lettera “P” sotto a una corona, mentre, sul secondo si trovano i monogrammi di Giorgio III, che fu re di Gran Bretagna e Irlanda dal 25 ottobre 1760 al 1 gennaio 1801.

Cannone Mandello del Lario

Visitando la splendida Mandello, passeggiando sulle rive ammirando il lago e godendone della quiete nei periodi di minore affollamento oppure, immergendovi nel via vai dei turisti, vi consigliamo di fare un giro anche per i giardini pubblici.

Vi ricordiamo che presso i giardini non è possibile circolare in costume, accendere fuochi, campeggiare o accendere fuochi tuttavia, se li visiterete con un amico a 4 zampe, sappiate che sarà ben accolto ma, dovrà essere condotto al guinzaglio.

Siete pronti a trascorrere la vostra vacanza da sogno a Mandello del Lario?

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Passo del Ghisallo, la vetta dei ciclisti

A 754 metri sul livello del mare è situata una cima amata da tutti i ciclisti che, per giungervi, devono superare una lunga serie di tornanti con continui strappi in salita e una pendenza del tracciato pari a 9%, con picchi del 14% da un lato, e 10% dal lato opposto: il Passo del Ghisallo.

Arrivati sulla sua sommità si scorgono il Santuario della Madonna del Ghisallo, una terrazza panoramica, il museo del ciclismo, un ristorante e il comodo parcheggio a pagamento.

Gli amanti delle due ruote non possono esimersi da una visita al piccolo Santuario dedicato alla patrona dei ciclisti; molti professionisti e grandi nomi del ciclismo hanno per anni lasciato piccoli ricordi, cimeli, magliette autografate e addirittura biciclette che sono esposte appese alle pareti. Tra le tante si trovano anche quelle di Bartali e Coppi, oltre a quella del record dell’ora di Moser (1984).

Ghisallo

Le donazioni sono divenute così tante che a un certo punto si è dovuto pensare a una soluzione alternativa, arrivando alla decisione di costruire il Museo del ciclismo che, inaugurato nel 2006, occupa un’area disposta su 3 piani e si può visitare a pagamento.

Sulla terrazza è possibile ammirare il monumento dedicato a Coppi, Bartali e Fiorenzo Magni ma non solo, oltre la balaustra si può godere di uno scenario spettacolare: le cime delle montagne Valtellinesi, la Grigna, parte del Lago di Como.

Passo del Ghisallo dintorni Lago di Como

Il bar situato a pochi passi dispone oltre agli ambienti interni, anche di un giardino all’aperto con posti a sedere in cui fermarsi per un rapido ristoro, gustare un ottimo gelato, un drink, una bibita rinfrescante o una birra; se un languorino dovesse farsi sentire si potranno gustare i piatti della casa o snack invitanti che stuzzicano l’appetito.

In breve, chi volesse far due passi nella natura potrà raggiungere Piano Rancio e arrivare a Monte San Primo dove pianori, sentieri e rifugi offriranno spazio per rilassarsi o fare un po’ di trekking.

Parchi di divertimento attorno al Lago di Como

Il Lago di Como è un’autentica perla con le sue ville, gli scorci incantevoli e romantici che fanno innamorare i suoi visitatori, le attrazioni che accolgono ogni anno molti turisti; tutto attorno sorgono anche però parchi e luoghi di divertimento in cui passare qualche ora impegnandosi in attività avventurose e movimentate.

Lake Como Adventure Park

A Gravedona, sorge questo parco avventura che promette di offrire divertimento anche ai più piccini; immerso nella natura, prevede differenti percorsi, tutti sicuri, studiati appositamente per i bambini più piccoli, per i ragazzi e per gli adulti.

Passare da una piattaforma all’altra affrontando ponti tibetani, tronchi oscillanti, teleferiche con le liane darà una scarica di adrenalina e farà sentire tutti gli ospiti come novelli Indiana Jones; in tutto ciò, personale specializzato sarà presente per supportare e garantire sicurezza ulteriore oltre a quella offerta dai caschetti e dalle imbragature.

Dal percorso Scoiattolo, perfetto per i bimbi che potranno essere seguiti passo-passo dai genitori, si passa attraverso al percorso Gufo, Volpe, Aquila (che raggiunge i 10 metri d’altezza) e Lupo (che arriva ai 18 metri), per accontentare tutti e dare anche ai più timorosi la possibilità di provare a mettersi in gioco.

Oltre a questi percorsi sono presenti un’arrampicata sull’albero, un percorso carrucola per i bambini, una zona pic-nic con possibilità di fare barbecue e un chiosco, tutto immerso nel verde e con una strepitosa vista sul Lago di Como.

L’accesso al parco è gratuito perciò, chi volesse entrare ma non affrontare nessuna della sfide, lo potrà fare senza pagare inoltre, anche i cani, se tenuti al guinzaglio (e mi raccomando, non dimenticate il necessario per raccogliere le deiezioni), sono i benvenuti.

Per maggiori informazioni vi invitiamo a visitare il loro sito internet https://www.lakecomoadventurepark.com/ e, per essere sempre aggiornati sulle aperture e sulle novità, non dimenticate di seguire la pagina Facebook dedicata https://www.facebook.com/LakeComoAdventurePark/ .

Driver Como

Se amate le macchine, se vi piace sfrecciare a tutto gas senza temere le multe dell’autovelox, questo è il “parco di divertimenti” che fa per voi e che, anche nelle giornate di pioggia, vi terrà occupati.

Su una superficie di 8000 mq, su 4 piani, si possono trovare spazi dedicati alla ristorazione e al divertimento con ristoranti, e locali in cui gustare un ottimo drink; se però siete alla ricerca di un po’ di adrenalina, ben 2 piani sono riservati a chi vuol mettersi in gioco e gareggiare.

Indoor Kart ed Ice Kart (per provare l’emozione di guidare su una pista che simula la presenza di ghiaccio) affiancano i simulatori di giuda in cui si potrà gareggiare in simultanea scegliendo il tipo di auto (Formula 3, Gran Turismo, Prototipo e Trofeo Abarth).

E per tutti gli appassionati, la F1 Experience: salite sull’originale Jordan e cercate di fare il miglior tempo in assoluto!

Per i più piccini è presente il Kids Park con piste di mini moto, F1 e altri giochi per passare il tempo in allegria.

Per essere sempre aggiornati sulle novità vi segnaliamo la pagina Facebook di Driver Como: https://www.facebook.com/drivercomo/

Jungle Rider Park

Tra i parchi di divertimento che si trovano sul Lago di Como, non può mancare il Jungle Rider Park, a Civenna.

Torniamo nella natura e nei percorsi adrenalinici che trasformano grandi e piccini in spericolati avventurieri che si lanciano in emozionanti avventure spericolate, sempre in tutta sicurezza.

Divertirsi spostandosi con corde e liane, passeggiare su ponti sospesi, immergersi nel verde del bosco grazie ai tragitti sugli alberi è un’emozione, l’ideale per passare una bella giornata tra relax e adrenalina.

I percorsi disponibili sono 6 (aria, brezza, vento, tornado, urgano e tifone) e variano in base al gradi di difficoltà, adattandosi alle varie età dei partecipanti e alle abilità; oltre a questi, è presente anche un Percorso Bimbi per i più piccini, dai 3 anni in poi.

Se nella versione più semplice l’altezza massima raggiunta è di un metro, proseguendo si sale sempre più su fino ad arrivare a 16 metri d’altezza dal suolo e impiegando, negli spostamenti, anche carrucole e corde sospese.

Al parco di Civenna ci si può dedicare anche ad altre attività, alcune però solo su prenotazione:

soft air, per trasformarsi in soldati che cercano di sconfiggere gli avversari in guerre avvincenti cercando di “eliminarsi” a vicenda con pallini di plastica BIO;

tiro con l’arco, con un poligono a 3 postazioni, dagli 8 anni in poi;

archery combat, una sfida entusiasmante con arco e frecce

canyoning, escursioni di mezza giornata con guide esperte;

trekking in mountain bike elettrica.

All’interno del parco è presente anche il bar JRP! Per ottimi spuntini, per un aperitivo o una pausa di relax tra un’avventura e l’altra.

Per essere al corrente di tutte le novità e gli aggiornamenti vi consigliamo di seguire la pagina Facebook dedicata: https://www.facebook.com/JungleRaiderPark

Acquaworld

Non si trova direttamente sul lago ma a poco meno di un’ora di macchina dal Lago di Como il parco acquatico che, nel corso delle vacanze permette di passare una giornata diversa tra schizzi, onde, tanto divertimento e momenti di relax.

Acquaworld si trova a Concorrezzo ed è molto più di un semplice parco giochi grazie alla presenza, al suo interno, di aree dedicate al benessere e al fatto che la grande copertura lo rende ideale anche nei giorni di pioggia.

L’offerta è davvero molto vasta, sono presenti numerosi scivoli con varie pendenze e lunghezze, dal Baby Slide per i più piccini, fino allo Starlight o al Turbo Slide, solo per fare qualche esempio, ideali invece per chi vuole sentire l’adrenalina scorrere nelle vene.

Per i bimbi da 1 a 12 anni il galeone dei pirati è una ghiotta occasione per fare il pieno di divertimento tra piscine di palline, gonfiabili, scivoli; perfetto per i piccini è anche il mini word con giochi che rappresentano animali marini, scivoli e vasche con altezza dai 10 ai 30 centimetri.

Naturalmente ci sono tanti divertimenti per tutta la famiglia.

Per ragazzi e adulti ci sono scivoli, la vasca con le onde dove si tengono anche eventi, corsi, dj set, river e naturalmente l’area benessere con sauna, idromassaggio vasca esterna, la grotta temporale monsonico e molto altro.

Jungle Raider Park Extreme

A Caglio, tra canyon e torrenti, un parco avventura per grandi e piccini che abbiano voglia di divertirsi e mettere alla prova il proprio coraggio.

Il parco è estremo però, prevede percorsi Family anche per i più piccini che in tutta sicurezza potranno così imitare mamma e papà; sono previsti diversi livelli di difficoltà così che, sin dai 3 anni di età, ci si possa lanciare in avventure emozionanti seguiti e protetti dagli istruttori.

I percorsi Family sono 4, si parte dal percorso giallo, quello più semplice, con 8 ostacoli e piattaforme alte un metro, si passa da quello verde, leggermente più difficile, con 18 piattaforme che arrivano a massimo 3 metri d’altezza, fino al percorso marrone in cui si arriva sino ai 5 metri e si termina con il percorso blu scuro, con 15 ostacoli che arrivano sino a 8 metri e si adattano a bambini che siano alti almeno 140 centimetri.

Per gli adulti tutto si fa più estremo e più adrenalinico; se siete pronti a lanciarvi e volare, camminare sospesi ad altezze vertiginose, questo è sicuramente il posto che fa per voi.

Ben 7 attrazioni vi aspettano per farvi provare emozioni uniche; la maxi teleferica lunga 130 metri, alta 40 metri, vi farà toccare il cielo con un dito e, se proprio le teleferiche sono la vostra passione, sappiate che ce ne sono altre 4, la Teleferica Spider, la Teleferica Canyon (composta da 3 teleferiche)  che, in 450 metri vi farà superare il torrente, la Teleferica Verticale per toccare i 50 km orari e la Maxi Teleferica 2.0.

Il salto Extreme e il Ponte Orrido vi faranno saltare da 10 metri e attraversare il torrente con 2 carrucole poi, tornare indietro grazie a un ponte di 30 metri a picco sull’Orrido.

Preparatevi a divertirvi e provare emozioni e brividi ma, nel frattempo, per restare aggiornati sulle attività del Parco e sulle novità, vi invitiamo a seguire la pagina Facebook dedicata https://www.facebook.com/jrpxtreme .

Parco Avventura Resinelli

Sopra ad Abbadia Lariana, questo Parco Avventura è davvero per tutti, anche i bambini più piccoli (non solo in altezza) che qui potranno cercare di emulare gli adulti con percorsi davvero semplici, a soli 20 centimetri da terra.

Sono ben 4 i percorsi mini baby e il labirinto che possono essere affrontati in tutta sicurezza se non si è ancora arrivati ai 5 anni d’età e se non si è alti almeno 110 cm.

Per i bimbi più grandi ci sono invece i percorsi Baby con 30 giochi differenti; la dotazione di caschetto, moschettoni e imbragatura permette di iniziare a salire sui primi alberi in tutta sicurezza e con la compagnia di almeno un accompagnatore.

Per grandi e piccini c’è il tubing, lo scivolo lungo 40 metri che, all’apparenza sembra una bella “passeggiata” ma che, affrontato vi farà sentire tutt’altro che rilassati.

Per gli adulti o chi ha superato i 140 cm in altezza sono disponibili dei percorsi più complessi con 71 ostacoli; a seconda della preparazione atletica o della voglia di mettersi in gioco si potrà scegliere quello più adatto.

I più facili sono il percorso verde, grab e 4 monkey, da 1,8 a 6 metri d’altezza non richiedono nessuna preparazione, il percorso blu, con 10 ostacoli e un’altezza che arriva a 6,5 metri, richiede invece già una preparazione buona.

Peri più atletici ci sono i percorsi rosso, nero e impossibile, il primo difficile, il secondo molto difficile e il terzo molto molto difficile, fanno la gioia dei più spericolati.

Attorno al Lago di Como si trovano numerose possibilità di divertimento, non solo paesaggi stupendi ma anche la possibilità di tuffarsi nell’avventura, in un parco acquatico o lanciarsi alla guida di un kart in folli gare di velocità.

Nel programmare un week end o una vacanza sul Lago di Como, perchè non inserire anche una tappa in uno dei parchi di divertimento?

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Riapertura 2019 Ville Lago di Como

La primavera è alle porte e con lei arriveranno tante novità sul Lago di Como, tante nuove esperienze vi attendono e tante occasioni non mancheranno; da tradizione però, nel mese di marzo, le ville più belle riapriranno i battenti.

Siete pronti a immergervi in un mondo di colori, profumi e suoni che anno dopo anno non smettono di affascinare turisti e visitatori?

Se avete voglia di cultura, di ammirare paesaggi incantevoli, sentirvi come i protagonisti di pellicole cinematografiche di successo, organizzate una visita a una delle bellissime ville che si affacciano sul Lago di Como, non ve ne pentirete!

Riapertura 2019 delle Ville del Lago di Como

La romantica Villa Carlotta, a Tremezzo, in cui è possibile soffermarsi deliziati di fronte ad “Amore e Psiche” di Canova o all’”Ultimo bacio di Romeo e Giulietta” di Hayez, riaprirà i cancelli il 22 marzo.

Villa Carlotta

Sarà possibile accedervi dalle 9 alle 19.30 fino al 29 settembre; dal 30 settembre al 27 ottobre si potrà visitarla dalle 9.30 alle 18.30 mentre, dal 28 ottobre al 3 novembre, dalle 10 alle 17.

Durante il ponte dell’Immacolata (6-7-8 dicembre) aprirà dalle 10 alle 17.

Vi invitiamo a visitare il sito ufficiale (http://www.villacarlotta.it) per verificare eventuali modifiche e controllare gli orari della biglietteria.

Avete mai visitato Villa del Balbianello? Splendida location che ha fatto da sfondo a film di successo, luogo ideale per matrimoni da sogno, villa da ammirare affacciandosi sulle acque lacustri incorniciate da un panorama indimenticabile, riaprirà il 15 marzo.

Villa del Balbianello

Fino al 6 gennaio la si potrà visitare tutti i giorni, a esclusione del lunedì e il mercoledì non festivo, dalle 10 alle 18; dal giorno 1 novembre la chiusura sarà alle ore 17.00.

Anche in questo caso vi invitiamo a prendere visione del sito ufficiale per eventuali comunicazioni o verifiche degli orari della biglietteria  https://www.fondoambiente.it/luoghi/villa-del-balbianello/visita .

I giardini di Villa Melzi stanno per aprirsi però, si dovrà attendere sino al 23 marzo; fino a ottobre, dalle 9.30 alle 18.30 sarà quindi possibile passeggiare tra splendide e rare piante rivolgendo lo sguardo verso le acque blu e il profilo di Tremezzo che si staglia sullo sfondo. Per scoprire modifiche agli orari, novità e tenervi aggiornati, consigliamo di visitare il sito ufficiale: http://www.giardinidivillamelzi.it .

Villa Monastero, a Varenna, ha riaperto i giardini il giorno 1 marzo; potrete visitarla tutti i giorni dalle 10 alle 17; nei prossimi mesi l’apertura seguirà questi orari:

aprile dalle 10 alle 18.30

maggio-giugno-luglio e agosto dalle 10 alle 19.30

settembre dalle 10 alle 18.30

ottobre e fino al 3 novembre dalle 10 alle 18.

La  Casa Museo, ad eccezione di agosto, non sarà aperta tutti i giorni:

a marzo  si potrà visitarla il venerdì, sabato, domenica e i festivi dalle 10 alle 17

ad aprile il venerdì, sabato, domenica e i festivi dalle 10 alle 18.30

a maggio, il giovedì, il venerdì, sabato, domenica e i festivi dalle 10 alle 19.30

giugno e luglio, da martedì a domenica e festivi dalle 10 alle 19.30

agosto, tutti i giorni dalle 10 alle 19.30

settembre, da martedì a domenica e festivi dalle 10 alle 18.30

ottobre e fino al 3 novembre, venerdì, sabato, domenica e festivi dalle 10 alle 18.

Vi invitiamo a visitare il sito ufficiale (http://www.villamonastero.eu) per verificare eventuali modifiche all’orario, orari di biglietteria o altre comunicazioni.

Non ci resta che augurarvi buon divertimento con le Ville e i bellissimi giardini sul Lago di Como.

Santuario della Madonna del Bosco

Il Santuario della Madonna del Bosco a Imbersago, a pochi chilometri da Lecco, è un luogo culto molto amato e visitato da fedeli e turisti.

Recarvisi comporta immergersi in atmosfere di sacralità, di pentimento e raccoglimento; la lunga scalinata che dal parcheggio sottostante porta sino ai piedi del Santuario è una lunga strada di espiazione dei peccati, di richiesta di aiuto e di preghiera.

Prima di giungere alle sue porte però, si incontrano alcune chicche, tra cui la bella e suggestiva cappella dei miracoli.

Per accedere al Santuario esistono 2 possibilità, arrivare direttamente in automobile presso il parcheggio in posizione superiore, proprio accanto alla bella Chiesa; in alternativa è possibile salire dalla strada sottostante percorrendo i 349 gradini.

Salendo la Santa Scala, recitando il Santo Rosario Mariano, è possibile ottenere l’indulgenza di 300 giorni; è effettivamente un po’ lunga, i punti in cui fermarsi a risposare non sono molti perciò, nel caso in cui doveste decidere di affrontarla, tenetene conto.

Scalinata Santuario Madonna del Bosco

Essendo totalmente esposta al sole, in estate vi consigliamo di premunirvi di un copricapo.

Giunti alla sommità ci si trova al cospetto della statua in bronzo raffigurante Papa Roncalli, molto devoto alla Madonna del Bosco; alta 4 metri, realizzata da Enrico Manfrini, ai suoi lati racconta attraverso dei bassorilievi, sei episodi della vita del Papa.

Il miracolo del riccio e il miracolo de lupo

La storia del Santuario la si può far iniziare con quello che può essere definito un miracolo avvenuto il 9 maggio 1617; la costruzione non avvenne immediatamente ma quello, diede l’avvio a tutto.

In quel giorno, 3 pastorelli portavano il loro gregge nei boschi e, presso i 3 castagni che crescevano vicino alla sorgente, videro apparire la Vergine Maria; al termine della visione, Pietro, uno dei bimbi, notò la presenza di un riccio maturo che, in primavera, non aveva ragione di esistere.

Questo avvenimento fu colto come un segno e, ben presto, in quel luogo, si iniziò a venerare la Vergine che prese anche il nome di Madonna del Riccio.

Un secondo miracolo sembra però sia avvenuto in questo luogo; una mamma invocò la Madonna perché un lupo liberasse il suo bambino che teneva tra le fauci. Dopo l’invocazione, comparve la Vergine Maria che ammansì il lupo e liberò il bimbo.

Dalla Cappella del Miracolo al Santuario

Per ringraziare e onorare la Madonna, nel 1632, venne costruita la Cappella del Miracolo, lo Scurolo, ancora oggi visibile e visitabile; vi si accede salendo per intero la scalinata oppure, dai gradini che si trovano di fronte al sagrato del Santuario.

La Cappella è piccola e raccolta, al suo interno si trovano numerosi ex voto e la fonte, accanto alla quale si narra avvenne il primo miracolo. Dalla fonte sgorga acqua dalle proprietà miracolose; non è infrequente che i pellegrini o semplici curiosi vi si avvicinino per bere e bagnarsi. Qualcuno riempie anche numerose bottiglie da portare poi a casa con sé.

Cappella Santuario Madonna del Bosco

All’interno della Cappella si trova un bell’affresco del Barabino che rappresenta la Vergine con il Bambino Gesù; nello Scurolo, in gesso, è inoltre rappresentato il miracolo del lupo.

Il Santuario, posto superiormente, è situato in una posizione panoramica, da qui infatti lo sguardo si perde sulla Valle dell’Adda e si spinge fino alle Prealpi.

La costruzione, iniziata nel 1641 e benedetta nel 1646, fu più volte oggetto di modifiche fino ad assumere l’aspetto che ha oggi e che colpisce il fedele quando giunge al suo interno.

A pianta ottagonale, con tre navate, ospita al suo interno una statua della Madonna del Bosco, un affresco raffigurante la strage degli innocenti e, a sinistra, la Pietà; sul campanile, risalente al diciannovesimo secolo, è ben visibile una statua in bronzo dorato raffigurante la Madonna.

Esternamente si trovano alcune panchine, una pizzeria e una libreria.

Gli orari delle SS Messe al Santuario della Madonna del Bosco

Chi vuole partecipare a una delle Messe al Santuario della Madonna del Bosco, ha numerose possibilità, sia in settimana, nei giorni feriali, che il sabato e la domenica.

Sabato, prefestiva: ore 18

Domenica: ore 7.00 – 8.30 – 10.00 – 11.30 – 16.00 – 17.30

Lunedì, martedì, mercoledì e venerdì: ore 7.00 – 8.00 – 16.00

Giovedì: ore 7.00 – 9.00 – 16.00

Prima di recarvi al Santuario per assistere alla Santa Messa vi consigliamo di verificare gli orari sul sito http://www.madonnadelbosco.org .

Come arrivare al Santuario della Madonna del Bosco

Il Santuario della Madonna del Bosco è situato a Imbersago, in provincia di Lecco.

Arrivando da Lecco si prende la Strada Provinciale 583 in direzione Pescate e la si percorre proseguendo sempre dritto (a volte la via prende altri nomi, ma è sempre la stessa); si passano i comuni di Pescate, Garlate, Olginate, Capiate, fino ad Airuno dove, alla rotonda, si prende la seconda uscita (via Fratelli Kennedy).

Si prosegue quindi sempre dritto lungo la Strada Provinciale 56, che diventa Via Dante Alighieri nel comune di Brivio; giunti allo stop si svolta a sinistra in Via Como/Strada Provinciale 342, superato il semaforo, all’altezza della Chiesa, si svolta leggermente a destra in Via Alessandro Manzoni, che diventerà Via Nuova Provinciale, poi Strada Provinciale 56. A un certo punto, in alto sulla destra, si staglierà il Santuario; giunti alla rotonda si svolta a destra in Via Madonna del Bosco fino al piazzale/parcheggio del Santuario stesso.

Arrivando da Bergamo si prende Via Carducci/Strada Provinciale 342 e non la si lascia per quasi tutto il percorso; si va sempre dritto passando i comuni di Curno, Ponte San Pietro, Ambivere, Pontida, Caprino Bergamasco, Cisano Bergamasco fino a Brivio dove, dopo aver attraversato il ponte sul fiume Adda, al semaforo, si svolta a sinistra immettendosi in Via Alessandro Manzoni, che diventerà Via Nuova Provinciale, poi Strada Provinciale 56. A questo punto si prosegue come chi proviene da Lecco.

Chi arriva da Como deve percorrere la Strada Provinciale 342 in direzione Lecco, dopo aver superato Lipomo, alla rotonda di Albese con Cassano, svolta a destra e si prosegue sempre sulla stessa Strada Provinciale superando varie rotonde (proseguendo sempre dritto) e vari comuni: Orsenigo, Alzate Brianza, Anzano nel Parco, Lurago D’erba, Nibionno, Bulciago, Barzago, Bevera di Sirtori, Rovagnat

A Calco, alla rotonda si prende la terza uscita, quindi di svolta a destra in Via S. Giorgio e si prosegue in Via Papa Giovanni XXIII svoltando a sinistra in Via Lecco, giungendo ad Arlate dove si svolta a destra in Via Nuova Provinciale, che diventerà Strada Provinciale 56; si sta percorrendo lo stesso tratto di chi arriva da Lecco come descritto precedentemente.

Giungendo invece da Milano, si deve percorrere via Palmanova/SPexSS11/SP11 andando a prendere l’autostrada A51 che, dopo Vimercate, diventerà Tangenziale Est/Strada Provinciale 41 poi Strada Provinciale 342 dir, fino a svoltare a destra in Via Martiri della Liberazione; giunti alla rotonda si prende la terza uscita, quella che immette in Via Milano/SP3 e diventa Strada Provinciale 56, passa il comune di Robbiate e giunge a Imbersago dove, alla rotonda, imbocca la terza uscita in Via Madonna del Bosco giungendo quindi al Santuario.

Arrivando invece dal centro della Brianza, come per esempio da alcuni comuni della provincia di Monza (es. Seregno e Lissone), si può percorrere la Strada Statale 36 del Lago di Como e dello Spluga in direzione Lecco, prendere l’uscita Carate Brianza portandosi sulla Strada Provinciale 11, percorrendola tutta fino a incrociare la Strada Provinciale 6 in cui ci si immette svoltando a sinistra;  alla rotonda si svolta a destra in Via Enrico Toti / Strada Provinciale 6 che si percorre attraversando i comuni di Villa Raverio e Besana in Brianza (ultimo tratto nominato Viale J. e R. Kennedy) fino a giungere a un grosso incrocio con semaforo. Si prosegue dritti in quella che diventa Strada Provinciale 54.

La si percorre fino all’ennesimo grosso incrocio nel comune di Monticello Brianza (Strada Provinciale 51) e ancora una volta si procede dritto passando i comuni di Missaglia e Lomaniga fino a Cernusco Lombardone, dopo curve, salite e discese.

Siamo all’ennesimo grosso incrocio con semaforo, si svolta a destra immettendoci sulla Strada Provinciale 342 dir, e subito dopo a sinistra immettendosi in Via Papa Giovanni XXIII/ Strada Provinciale 54 fino all’incrocio a Terzuolo dove si svolta a sinistra in Via Aldo Moro, questa altro non è che la Strada Provinciale 56 che come per chi giunge da Milano passa da Robbiate. VI rimandiamo alle indicazioni per chi arriva da Milano, per proseguire da questo punto in poi.

Per chi non disponesse di un mezzo proprio e volesse raggiungere il Santuario della Madonna del Bosco con altri mezzi, può giungere in treno fino alla stazione ferroviaria più vicina, che potrebbe essere quella di Arlate e da qui proseguire con un autobus sfruttando il servizio offerto da ASF Autolinee, oppure proseguendo a piedi; il Santuario dista circa un chilometro, una bella passeggiata di circa 15-20 minuti.

Visita al Museo del Vino di Bardolino

Tra le tante cose da vedere a Bardolino, sul Lago di Garda, c’è sicuramente il Museo del Vino, il luogo ideale per scoprire le eccellenze del territorio, degustare gli ottimi vini del Garda e ammirare antiche e nuove tecniche di lavorazione.

Situato in località Costabella di Bardolino, in zona collinare, accoglie i visitatori con un ampio e comodo parcheggio.

Alla scoperta del Museo del Vino di Bardolino

Superato l’ingresso si viene accolti da alcune foto della famiglia Zeni e diversi tipi di uve appesi alle pareti, dallo chardonnay, al trebbiano di Lugana; accostati alle pareti sono molti gli attrezzi che possono essere ammirati, molti ormai non più utilizzati sono un’importante testimonianza storica.

Protetti da un resistente cordone, attrezzi piccoli e grandi sono esposti come testimonianza della tradizione.

Si ammira così un aratro a versoio in ferro, introdotto con la rivoluzione industriale, in grado di lavorare il terreno in profondità; dato il suo peso, necessitava di una forza superiore a quella dell’uomo per essere utilizzato perciò, si ricorse a buoi, vacche, cavalli e muli.

Museo del Vino Bardolino

Non mancano neppure le pompe enologiche; in esposizione si trova una pompa a bilanciere risalente al 1905, utilizzata per travasi enologici e considerata una delle migliori per il rendimento, la semplicità nel maneggiarlo e la scorrevolezza.

Sono presenti anche altre pompe, alcune più antiche e altre più moderne.

La macchina tappatrice, importantissima nella storia della conservazione del vino è esposta in differenti varianti, a testimonianza dell’evoluzione nel tempo; quelle in legno risalgono all’800, quelle in ferro invece al ‘900.

Disseminati lungo il percorso si trovano strumenti e schede tematiche attraverso cui conoscere qualcosa di più della coltivazione delle viti, delle malattie che possono arrecare danni, e i rimedi che possono essere messi in atto.

Prima di terminare la vista si giunge allo shop e all’angolo dell’assaggio; prima di acquistare è infatti possibile degustare uno dei tanti vini prodotti all’interno della cantina.

Al Museo del Vino di Bardolino sono disponibili diversi tipi di degustazione, una è gratuita, ognuno ha a disposizione un bicchiere e, da alcune bottiglie fissate a una parete, può selezionare quale vino assaggiare tra i rossi, bianchi e rosati (si possono anche assaggiare tutti). Una brocca d’acqua consente di sciacquare il bicchiere quando si passa da un vino all’altro.

Degustazione al Museo del Vino Bardolino

Il secondo tipo di degustazione è a pagamento ed è riservata a vini più “nobili”, spiegati dal personale preparato e disponibile; l’assaggio avviene in calici, in piedi di fronte al bel bancone.

La Bottaia e le esperienze sensoriali

Il Museo del Vino offre alcune esperienze davvero incredibili e, soprattutto imperdibili per chi ama conoscere i prodotti locali; acuire i sensi, tuffarsi tra profumi e sapori, mettersi alla prova e imparare a degustare faranno passare il tempo in maniera piacevole e divertente.

Posta lateralmente, la bottaia è un luogo che lascia sbalorditi; le botti si susseguono l’una dietro l’altra in file ordinate mentre al loro interno, i vini più pregiati riposano in attesa di acquisire caratteristiche che li renderanno pregiati.

Bottaia al Museo del Vino di Bardolino

I pezzi forti all’interno della bottaia sono però la Galleria Olfattiva e la degustazione guidata, entrambi a pagamento, coinvolgono i sensi e rendono l’esperienza davvero unica.

All’interno della Galleria Olfattiva è possibile scoprire i profumi, le essenze che compongono i vini che la cantina in quel momento decide di presentare; all’interno di un locale dall’atmosfera suggestiva, ci si muove tra uno “spazio” e l’altro, cercando di indovinare il profumo che si è annusato. Per ricordare ciò che si è sentito è possibile farsi dare una lavagnetta e segnare i profumi poi, alla fine, davanti a uno schermo si potrà controllare quanti sono stati riconosciuti.

A seguire si degusteranno i vini presentati.

La seconda esperienza consiste in una degustazione guidata, seduti presso tavole elegantemente apparecchiate, con snack e formaggio per accompagnare; è possibile scegliere tra gli abbinamenti proposti oppure dar vita a una selezione personalizzata. L’ambientazione da sogno, con le botti che si estendono da un lato, gli affreschi di miti e leggende, l’ambiente elegante creato appositamente, la rendono indimenticabile.

Degustazione guidata Museo del Vino Bardolino

Zeni a Bardolino è una vera sorpresa in cui scoprire prodotti che rappresentano l’eccellenza del territorio perciò, il Museo del Vino è una tappa fondamentale, un luogo da non perdere quando si visita la cittadina.

Se volete visitare il museo del vino a Bardolino e conoscere prezzi e orari, vi invitiamo a consultare la pagina appositamente dedicata sul sito ufficiale: https://www.museodelvino.it/it/visitare-museo-del-vino/ .

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Una visita al Civico Museo Setificio Monti

Ad Abbadia Lariana, lungo Via Nazionale, al numero 93, si trova il Civico Museo Setificio Monti, una struttura che ospita oggetti legati all’attività serica; in origine il museo era una fabbrica in cui avveniva la torcitura della seta, terminata nel 1934.

La storia del filatoio

La storia del filatoio Monti inizia nel lontano 1818 quando il setaiolo Pietro Monti, da Milano si spostò ad Abbadia Lariana trasformando il preesistente follo da pannolini; nel 1869 ampliò la struttura e vi aggiunse un edificio in cui coltivare bachi da seta e filare. In questo modo la famiglia Monti ebbe il pieno controllo di tutto il processo produttivo della seta.

Al posto di uno dei 2 torcitoi circolari vennero inseriti 3 torcitoi rettangolari; uno, alla chiusura del filatoio nel 1934, fu acquistato dalla famiglia Abegg e donato poi al Museo Tecnorama di Winterthur.

Dal filatoio al Civico Museo Setificio Monti

Rimasta inutilizzata sino al 1978, tutta la struttura, composta di 2 edifici, venne poi acquistata dal comune e lentamente iniziò il recupero; con duro lavoro si restaurò un torcitoio e ora, rinnovato, lo si può ammirare ruotare e lavorare la seta.

Torcitoio Museo Setificio Monti

Dopo il restauro e dopo avervi inserito anche materiali provenienti da altri filatoi, nel 1998 è nato il Civico Museo Monti, una vera perla da visitare per conoscere un’antica attività.

Il torcitoio, alto 9.5 metri e ha il diametro di 5, è articolato su 4 piani di lavoro, 9 valichi, 162 aspi e 972 fusi; uno dei pochi ancora funzionanti in Europa, è posto ancora nel sito originale e, temporaneamente, funziona con un motore elettrico. Metà, essendo di proprietà del Museo Tecnorama di Winterthur, è in comodato.

Torcitoio Museo Setificio Monti

Osservarlo in azione mentre gira, ammirare il movimento delle bobine, affascina i visitatori che si incantano di fronte a un macchinario così antico che pare tuttavia estremamente perfetto nella sua maestosa imponenza.

Il torcitoio sarà il primo macchinario ad accogliervi se una volta entrati al museo girerete verso sinistra mentre, sarà l’ultimo, se sceglierete di visitare prima le stanze superiori e lasciare il pezzo forte solo alla fine.

Lungo il percorso è possibile accedere alla sala di soffocazione a umido, utilizzata per soffocare le crisalidi nei bozzoli; metodo molto diffuso in Brianza, si componeva di un focolare con caldera d’acqua che produceva vapore che usciva poi dal camino e arrivava sul tetto.

La camera fu costruita attorno al 1890 e lo sportello del focolare è datato 1887; nel ‘900 smise di funzionare, fu murato, adibito a deposito fresco, manomesso e in seguito riportato a com’era in origine.

Nelle sale si possono ammirare accessori e strumenti del mestiere, la cavagna, vecchi articoli di giornale, un antico contratto collettivo nazionale del lavoro, un torcitoio da seta circolare, modellini; al suo interno è custodita anche una collezione di oggetti di valore donati dall’artista Ezio Moioli Olcio.

Museo Setificio Monti

Una vera chicca da non perdere, un piccolo gioiello per conoscere le tradizioni e i lavori del territorio che, in molti casi, sono andati scomparendo e non restano altro che queste testimonianze per conoscerli.

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Visita al Forte di Fuentes di Colico

Situato a Colico, a pochi minuti di strada da Forte Montecchio Nord, sul Montecchio Est, si trova il Forte di Fuentes di cui sono rimasti alcuni resti; le macchine non possono arrivare sino all’ingresso perciò, per poterlo raggiungere è necessario percorrere un tratto di strada a piedi, in salita.

Questa strada è stata realizzata nel corso della prima guerra mondiale quando furono costruite le batterie corazzate sommitali.

La storia del Forte di Fuentes

A disporne l’edificazione fu don Pedro Enriquez de Acevedo conte di Fuentes, governatore del Ducato di Milano per conto del re di Spagna; la decisione di costruirlo in una posizione strategica derivò dalla necessità di difendere il confine dell’alto Lario dalle aggressioni del Libero Stato delle Tre Leghe, quelli che oggi si definiscono Grigioni svizzeri, che tentavano di espandersi passando dalla Valtellina e dalla Valchiavenna, già da loro controllate.

I terreni furono acquistati facendo leva sulla diocesi di Como e sulla Riforma, all’epoca vista dai cattolici come qualcosa di eretico.

Nel 1603 iniziarono i lavori guidati dall’architetto Gabrio Busca, l’ultimo appalto di cui si ha conoscenza risale al 1609 (quando il forte era già attivo) anche se si sa che fino al 1627 fu soggetto a modifiche; circondato da paludi, rendeva difficile ai nemici avvicinarsi e posizionare l’artiglieria tuttavia, queste presenze, rendevano l’aria insalubre, diffondendo la malaria e causando frequenti decessi tra i soldati che vi soggiornavano.

Fino al 1736 il Forte rimase agli Spagnoli poi, fu coinvolto nella guerra di successione polacca e, quando era nelle mani degli Austriaci, venne conquistato dai Gallo-Sardi; riconquistato in seguito dagli Austriaci, nel 1769 dopo essere stato giudicato militarmente inutile venne privato degli armamenti e in seguito, nel 1782 dichiarato chiuso come fortezza dall’Imperatore Giuseppe II d’Austria.

Il terreno venne quindi venduto all’asta e acquistato da un austriaco che lo trasformò in una fattoria; nel 1796 con le truppe napoleoniche si decise di smantellare i tetti e le strutture per “ingraziarsi” i Grigioni che avevano sempre mal sopportato il forte.

Nel corso della Prima Guerra Mondiale fu riabilitato e vennero realizzate otto postazioni per cannoni da 149 G con polveriera sotterranea e riservette e, in seguito, la proprietà passò alla Provincia di Lecco.

La visita al Forte

Il primo ambiente che si ammira, arrivati al Forte è la grande piazza d’armi della misura di circa 100 metri per 16, un ambiente ampio attorno al quale si raccoglievano altre costruzioni come la Chiesa di Santa Barbara, la caserma, gli alloggiamenti del comandante e, sul fondo, il palazzo del Governatore.

Forte Fuentes Colico

Alla piazza d’armi si accedeva dalla porta secondaria o del soccorso; la porta principale era usata con meno frequenza perciò, appena caduta in disuso, la si iniziò a chiamare “porta vecchia”.

I soldati utilizzavano la piazza per ritrovarsi e ricevere gli ordini ma era anche il centro delle attività di chi si occupava dei mulini, forno e magazzini.

Lasciandosi alle spalle la piazza, si arriva al belvedere che domina il Pian di Spagna e Colico; da questo punto è possibile ammirare il fiume Adda che si getta nel Lago di Como e, sullo sfondo, anche Forte Montecchio Nord.

Forte Fuentes Colico

Procedendo nella visita, seguendo il percorso, si incontra la porta vecchia dove si possono scorgere 2 aperture, una più grande che consentiva il passaggio anche ai carri mentre, lateralmente, sulla destra, una più piccola, utilizzata come passaggio dei soli pedoni.

La scala ha invece preso il posto degli antichi ponti levatoi.

Tornando verso la piazza d’armi, sulla sinistra si trovano i resti della Chiesa di Santa Barbara ultimata nel 1608 e al cui lato si trovavano gli alloggi del cappellano e del comandante del forte; ormai poco è rimasto della struttura un tempo ricca di affreschi e arredi in argento.

Forte Fuentes Colico

Accanto alla Chiesa si trova il palazzo del Governatore, edificato su 2 piani, era costituito da 7 camere per piano, e i magazzini; all’interno un tempo si trovava una scala in pietra mentre, all’esterno, c’era un colonnato di cui ormai non rimane più nulla.

Nel palazzo era presente un grande camino principale e dei camini più piccoli in altre stanze; nonostante il palazzo, raramente i nobili dimorarono qui a causa dell’aria insalubre. Lo stesso Duca visitò il Forte una sola volta, nel 1605.

Nel Forte era presente anche una ghiacciaia scavata nella roccia dove, in inverno la neve si ammassava permettendo la conservazione di carni e altri alimenti. Questa parte posteriore del Forte non era esente da critiche poiché ritenuta troppo debole e scoperta a eventuali attacchi provenienti dai nemici.

Forte Fuentes Colico

Dopo aver dato uno sguardo al palazzo del Governatore, tornando verso la grande piazza d’armi, ci si inerpica nella zona degli alloggi dei militari; distribuiti su più piani, potevano ospitare anche 300 persone e, lì accanto, si trovava la zona che ospitava un mulino per la macinazione del frumento.

Vi erano poi una vasca per conservare l’acqua che doveva essere portata dall’esterno, a dorso di mulo e, proseguendo nel cammino, le postazioni che nella prima guerra mondiale ospitavano i cannoni.

Il Forte di Fuentes rappresenta una bella testimonianza della storia passata del nostro paese e merita sicuramente una visita; per visitarlo basta recarsi a Colico, in Via Forte di Fuentes 24. Per conoscere gli orari e i prezzi, vi consigliamo di visitare il sito Fortedifuentes.it.

Come arrivare alla sorgente di Fiumelatte

Fiumelatte, dopo il fiume Aril, è il fiume più corto d’Italia, nasce nelle Grigne, il suo corso è pari a 250 metri e si snoda verso Fiumelatte, località che prende il nome proprio da questo “strano” corso d’acqua.

Chi volesse visitarne la sorgente dovrà tenere conto del fatto che il fiume non scorre per tutto l’anno, di solito scompare verso ottobre e ricompare a marzo, ma è comunque sempre raggiungibile con una comoda passeggiata di una trentina di minuti, facile e adatta a tutti.

Il sentiero per la sorgente di Fiumelatte

Per poter arrivare alla sorgente di Fiumelatte è necessario partire da Varenna e, l’imbocco verso la via che conduce alla sorgente è il silos che si trova di fronte a Villa Monastero; qui, una strada asfaltata e a una sola corsia conduce al cimitero.

Arrivati a questo punto si dovranno affrontare 2 rampe di scale, una più semplice e una più ripida; superato questo punto, parte il sentiero vero e proprio.

Passeggiando sulla strada asfaltata, guardando sulla destra, si gode il bel panorama del lago ed è possibile ammirare la punta di Bellagio, quella della Villa del Balbianello e, scrutando con attenzione, anche l’Isola Comacina.

Verso la sorgente di Fiumelatte

Lateralmente si possono osservare bellissimi ulivi tuttavia, questi non offrono riparo e la strada, soprattutto in estate, è completamente esposta al sole.

Sconsigliamo vivamente di cercare di arrivare al cimitero e parcheggiare perché non è possibile perciò, se alla passeggiata prendono parte persone che potrebbero soffrire il calore di questo tratto, è meglio che si facciano portare al cimitero e partano direttamente da lì.

Giunti al cimitero, se lo si vorrà, si potrà riposare qualche istante sulle panchine prima di affrontare la scalinata che conduce al bosco e al sentiero; se sarete fortunati potrete anche ammirare qualche scoiattolo che fa capolino tra gli alberi.

Verso la sorgente di Fiumelatte

Superate le scalinate,  si costeggerà il cimitero e si inizierà ad addentrarsi nel fresco bosco; il sentiero è unico e basta seguirlo per giungere alla fonte. A un certo punto si incontreranno dei cartelli di cui uno indicante il “Sentiero del viandante”, ignorateli e proseguite sempre dritti su quello che stavate già affrontando.

Dopo non molto inizierete ad avvertire il fragore della cascata e in pochi attimi giungerete a un piccolo spiazzo in cui si trova un tavolo con delle panchine; quest’area è già l’ideale per un pic nic ma subito dietro, per i più esigenti è presente un grande spazio con area pic nic, “casetta” per il barbecue, e la bella cascata che si origina dalla sorgente.

Area pic nic alla sorgente di Fiumelatte

Tramite passerelle e scale è possibile godere dello spettacolo da più punti di osservazione, la si potrà ammirare standogli di fronte oppure ai lati e, salendo le ripide scale in ferro, in pochi minuti ci si avvicinerà sempre di più alla sorgente; ammirando le cascate, notando il colore bianco lattiginoso della spuma, si intuirà immediatamente il motivo per cui è stato chiamato proprio Fiumelatte.

Sorgente di Fiumelatte

La sorgente di Fiumelatte la si può osservare guardando verso il basso, protetta da una grata; sembra quasi impossibile che quelle acque chete, di lì a poco si trasformeranno nei bei salti d’acqua che si è potuto ammirare arrampicandosi sempre più.

Da qui potrete di nuovo ammirare il panorama del lago che, una volta immersi nel bosco, si è praticamente perso di vista.

Per tornare a Varenna basterà quindi seguire il percorso a ritroso e, con passo tranquillo, in 15 minuti circa vi ritroverete nella zona antistante al cimitero.