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Cosa fare sul Lago di Garda quando piove

Quando si programma una giornata, un week end o una vacanza al lago, si spera sempre di trovare bel tempo però, a volte le cose non vanno così e ci si trova con un cielo plumbeo e gocce di pioggia che rovinano i piani.

Questo accade per tutti i laghi ma, quando piove sul Lago di Garda, cosa si può fare?

Cosa fare sul Lago di Garda quando piove

Anche se sembra che in caso di pioggia ci si debba rassegnare a lunghi momenti di noia, vi assicuriamo che non è per nulla così, anzi, c’è sempre qualcosa da fare!

Terme e relax

Famosissime in tutto il mondo, le Terme di Sirmione possono vantare un’acqua sulfurea salsobromoiodica che contiene grandi quantità di zolfo; quest’acqua svolge un’azione antinfiammatoria, mucolitica, stimolante del sistema immunitario, antisettica, idratante, stimolante e normalizzante delle mucose nasali.

Il fango ha invece azione analgesica, antinfiammatoria, preventiva e terapeutica, antisettica e aiuta a fissare il calcio nelle ossa.

Alle terme di Sirmione si può godere di massaggi, sauna, momenti di relax in una Jacuzzi, trattamenti corpo e, se si è in coppia, sono previste anche esperienze da condividere con la dolce metà.

Foto di Kai Miano da Pixabay

Un’ottima alternativa a Sirmione, è Villa dei Cedri a Colà di Lazise; la piscina termale e l’area fitness permettono di mantenere il corpo in salute mentre, per chi ha voglia di relax, imperdibile è il bagno turco con musica e cromoterapia.

Scrub, saune finlandesi, cabine per massaggi (anche di coppia) trasformeranno una giornata piovosa in una giornata di coccole e relax.

Shopping

Molti sono i centri commerciali e gli outlet in cui trascorrere il tempo durante una giornata di pioggia; se siete appassionati di shopping, questo passatempo vi farà felici.

Il Leone, a Lonato, ha al suo interno moltissimi negozi che riescono a soddisfare tutti i gusti, da Alcott ad Apple, Bata, Bershka, Calzedonia, Carpisa, Desigual, Kiko, Sephora, H&M e molti altri; ci sono poi anche ristoranti per levarsi la voglia di pizza, hamburger, piadina, pasta, solo per fare qualche esempio.

Grand’Affi (ad Affi), Le Vele (Desenzano) o Millennium (quest’ultimo non proprio nei pressi del lago ma a Rovereto), hanno negozi di abbigliamento per grandi e piccini, bellezza e benessere, calzature e ristorazione che vi permetteranno di passare una bella giornata tra negozi e, perché no, un bel taglio di capelli.

Se preferite invece passeggiare all’interno di un outlet, dovete mettere in conto di fare un giro al Franciacorta Outlet Village, non proprio a portata di mano ma decisamente imperdibile se vi trovate in zona e il tempo non vi permette di fare altro.

A spasso tra i musei

Molti sono i musei che possono essere visitati quando ci si trova sul Lago di Garda; nella stagione autunnale e invernale è però consigliabile verificare prima gli orari di aperura ed eventuali chiusure festive.

Il Museo del Vino, a Bardolino, permette una vera e propria immersione nel mondo dell’enologia; qui è possibile ammirare vecchi strumenti del mestiere, degustare i prodotti della cantina Zeni (alcuni gratuitamente, altri a pagamento) oppure provare una delle esperienze disponibili nella bottaia.

La galleria olfattiva, la degustazione guidata o il poter semplicemente ammirare le botti in cui i vini vengono messi ad invecchiare è un’esperienza da fare almeno una volta.

A pochi minuti d’auto dal Museo de vino, si trova il museo dell’olio (frazione di Cisano); anche qui è possibile ammirare gli strumenti “del mestiere”, guardare video, degustare olio e altri prodotti tipici acquistabili nello shop.

In caso di maltempo merita una visita anche

il MAG (Museo Alto Garda) a Riva del Garda, all’interno della splendida Rocca; al primo piano si possono visitare le mostre temporanee mentre, salendo sono presentile sezioni dedicate all’archeologia e alla storia.

Sempre a Riva del Garda si può visitare Reptiland, museo dedicato principalmente ai rettili e ai ragni; non è molto grande e, di conseguenza, non sono moltissimi gli esemplari presenti tuttavia, una visita la merita.

A Salò si trova invece il Vittoriale; il brutto tempo non permetterà di godere del bellissimo giardino però, la casa museo sarà lì disponibile, pronta a farvi conoscere una storia ormai lontana ma ricca di fascino. Se siete amanti della storia, soprattutto quella italiana, non perdete questo luogo voluto da Gabriele d’Annunzio.

Il Vittoriale

Degustazione in cantina

Molte sono le cantine diffuse sul territorio in cui poter degustare uno dei tanti vini apprezzati e conosciuti in tutto il mondo.

Al Museo del vino di Bardolino, si possono fare diversi tipi di degustazioni, dalle più semplici, a quelle più complesse in bottaia dove vengono serviti anche alcuni prodotti di accompagnamento; ci si siede attorno a un tavolo e, guidati del personale gentile e preparato, ci si immerge in un mondo di profumi e sapori.

Museo del Vino Bardolino

Ci sono però altre aziende agricole che, in alcuni casi su prenotazione, permettono di visitare la tenuta, conoscere i procedimenti di produzione del vino e, al termine, degustare i loro vini; in autunno e inverno è però meglio verificare che il servizio venga offerto.

Questi sono solo alcuni modi che permettono di impiegare il tempo quando sul Lago di Garda piove o fa freddo; in estate c’è anche la possibilità di visitare Medieval Times e Movieland al Caneva World o  Sealife (a Gardaland), attrazioni che catturano grandi e piccini.

Livigno e il suo lago

Livigno, con i suoi 1816 metri di altezza è il comune più alto della Lombardia, nonché il secondo comune più alto d’Italia; situato in Valtellina, nella provincia di Sondrio, comprende la frazione di Trepalle, il comune abitato più alto d’Europa (2250 metri sul livello del mare).

Accoccolato ai piedi delle Alpi, che lo circondano interamente, è disteso in un immenso pianoro e attraversato dallo Spöl che, in italiano, si traduce con “Aqua Granda”; questo torrente nasce dalla Forcola di Livigno e si getta nel lago del Gallo, detto anche Lago di Livigno, e ha una curiosità: è un affluente dell’Inn che, a sua volta, è un affluente del Danubio. A conti fatti si può dunque dire che anche l’Italia porta acqua al “bel Danubio blu”.

Questa splendida cittadina, per la sua conformazione, l’altezza a cui si trova e il clima, particolarmente freddo in inverno (può raggiungere anche meno 30°) e fresco in estate, viene definito “Piccolo Tibet”.

Cosa fare a Livigno

Livigno, per la posizione in cui è situato gode di un beneficio particolare: è zona extra doganale.

Qui alcune imposte non si pagano, le merci si trovano senza IVA e, per questo, non solo il paese è meta turistica molto amata anche per lo shopping; vale la pena ricordare che ci sono delle tabelle da rispettare perché ci sono dei quantitativi da non superare per determinati articoli come alcolici, tabacchi, zucchero e altro. La parte del leone forse la fa però il carburante che, rispetto all’Italia, ha un costo a dir poco ridicolo.

Livigno

Località turistica per ogni stagione, è adatta a tutti; qui si praticano sport di ogni tipo, dallo sci (numerose le cabinovie e impianti di risalita, su tutte Mottolino e Carosello 3000), al trekking (ci sono sentieri e percorsi di varia difficoltà su ogni versante, che permettono di raggiungere rifugi o posti incantati, come cascate e laghi nascosti dagli occhi di tutti), pesca, golf, nuoto (all’Acquagranda, dove praticare nuoto, fitness, rilassarsi nelle zone dedicate alla spa e molto molto altro).

Sentieri Livigno

Il paese offre ogni tipo di comfort, sono presenti numerosi hotel, bar e locali, moltissimi negozi che permettono ogni tipo di acquisto; c’è davvero di tutto e, la via centrale, chiusa al traffico, ha negozi di ogni tipo, da quello tipico di oggettistica artigianale e di montagna, alle diffusissime profumerie, negozi di abbigliamento all’ultima moda, occhiali da sole ed elettronica, alcolici, il tutto con uno scenario da favola a fare da sfondo.

Livigno Centro

Livigno è un paese a misura anche di bambini; per i più piccini sono presenti molti parchi gioco inoltre, lungo lo Spöl si trova una bella ciclopedonale pianeggiante percorribile anche dai più piccini.

Turismo, shopping ma anche tanto ottimo cibo; impossibile non gustare i tipici piatti locali, dai pizzoccheri agli sciatt, alla polenta taragna, ma anche un bel tagliere di salumi e formaggi.

Tagliere a Livigno

Qui si beve anche dell’ottima birra artigianale, la 1816, la più “alta” d’Italia.

Un’attenzione particolare è data ai nostri amici a 4 zampe che sono benvenuti quasi ovunque e, non a caso, sono moltissimi i cani che si possono trovare a passeggio per il centro; per loro, sono previste anche aree di agility per correre e divertirsi.

Il Lago di Livigno

Il Lago del Gallo, anche detto Lago di Livigno, è metà italiano e metà svizzero; si tratta di un bacino artificiale perché, in territorio elvetico, si trova una diga che ne sfrutta le acque attraverso una centrale idroelettrica.

Questo genera un effetto negativo sulla parte italiana perché, essendo definita dagli svizzeri la capacità, a secondo delle annate, ci si può imbattere in situazioni piuttosto imbarazzanti; in estate si rischia così di trovare un lago triste, basso e con poca acqua.

Diga Lago di Livigno

Vicino alla diga si trova anche il tunnel Munt la Schera che può essere percorso dai veicoli in maniera alternata e, in inverno, quando i passi vengono chiusi per la neve, diventa l’unico modo per raggiungere la Svizzera. Per poterlo percorrere è necessario però pagare un pedaggio.

Il Lago di Livigno è perfetto per passare ore e ore in relax e divertimento; qui si possono noleggiare pedalò con cui solcare le placide acque oppure, più semplicemente, arrivare alla piattaforma situata al suo interno e fermarsi per prendere il sole e godere del panorama da un punto di vista unico.

Lago di Livigno

Da notare che il Lago di Livigno ha accolto più volte la Nazionale Italiana di canottaggio che, sulle sue acque hanno potuto effettuare i loro allenamenti.

Come arrivare a Livigno

Situato al centro d’Europa, crocevia verso la Svizzera, è raggiungibile tutto l’anno e, per arrivare è possibile scegliere tra 3 strade:

  • provenendo da Bormio si supera  il Passo del Foscagno poi si passa da Trepalle, il comune più alto d’Italia e, seguendo la strada, si arriva a Livigno;
  • si può arrivare anche percorrendo il Passo del Gallo (Svizzera). Superato il Ponte del Gallo e attraversato il Tunnel Munt la Schera, galleria a una sola corsia a passaggio alternato e a pagamento, si costeggia tutto il lago di Livigno e si arriva in paese;
  • la terza strada è quella che attraversa il Passo della Forcola passando dalla Svizzera attraverso la Val Poschiavo; il territorio svizzero chiude il passo nella stagione invernale, di solito da novembre a giugno.

Per chi arriva dall’Italia la strada principale resta la statale 38 dello Stelvio che percorre tutta la Valtellina, transita per Sondrio e, giungendo a Tirano, permette, in base alla stagione, di prendere la direzione di Bormio e il Passo del Foscagno oppure, svoltare verso Poschiavo e il passo della Forcola.

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Vassena, una chicca con vista sulla Grigna

Tra i piccoli borghi che consentono di ammirare il lago lontani dal turismo di massa, immersi in un’atmosfera romantica, c’è Vassena, piccola frazione del comune di Oliveto Lario, posto proprio ai piedi della mitica salita che conduce al Passo del Ghisallo.

Cosa vedere a Vassena

La località è molto piccola e raccolta il numero di abitanti non supera i 400 e, proprio per questo, rappresenta una vera e propria chicca da visitare con calma e in assoluto relax.

Anche se piccolina, Vassena ha una spiaggia lunga e bianca, a ciottoli, perfetta se in estate si ha voglia di un bagno rinfrescante o, più semplicemente, di prendere un po’ di sole; è molto frequentata nella stagione calda ma, grazie al suggestivo paesaggio lacustre, il suo fascino si mantiene intatto anche durante le fredde giornate invernali o in autunno, quando la vegetazione assume un colore caldo e dorato. Dalla spiaggia si può gettare uno sguardo sulla suggestiva piazzetta che precede l’ingresso a Onno.

Sempre dalla spiaggia, guardando il lago, si può ammirare il gruppo delle Grigne che si staglia di fronte ed offre lo spettacolo tipico dell’intero Lago di Como; suggestivo diventa il paesaggio quando al calar del sole, la luna fa capolino nel cielo e lentamente le ombre si allungano lasciando spazio al romanticismo.

Lasciandosi la spiaggia alle spalle, proseguendo per circa 300 metri, si trova sulla destra una piccola via (Via Milano), in leggera discesa verso il lago; imboccandola si giunge al piccolo imbarcadero. Qui si trovano la chiesetta del Paese, caratterizzata dal mosaico di Gesù che raggiunge i pescatori camminando sull’acqua.

Mosaico Chiesa Vassena

Sulla destra della Chiesa, passando di fianco alla Trattoria Al Lago (Da Danilo), che purtroppo ha chiuso nel 2016, si può raggiungere il piccolo molo, meta domenicale di molti pescatori.

Il paesaggio che si può godere dall’imbarcadero è splendido; guardando verso Lecco è possibile intravedere i contorni della città proprio sulla punta del lago. Vista da imbarcadero Vassena

Per una minuscola località come Vassena tante sono le emozioni che si possono provare, sia d’estate che d’inverno… anche solo di passaggio, ma vale la pena fare un salto.

Come arrivare a Vassena

In questo paesino si giunge percorrendo la strada che da Lecco porta a Bellagio e, qui, la si trova incastonata tra il paese di Onno, e la municipalità di cui è parte (Oliveto Lario), situata a soli 7 km da Bellagio.

Se si vuole raggiungere Vassena scendendo dal Passo del Ghisallo, la terribile salita amata dai ciclisti, dal passo si scende verso Civenna dove si può sostare presso 2 bellissimi punti panoramici, veri e propri balconi di fronte al lago.

Civenna

Si giunge poi a Oliveto Lario (anche qui è possibile sostare per lasciarsi stregare da una splendida visuale sulla punta del Lago in direzione Colico), poi si gira verso destra, in direzione Lecco.

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Passo del Ghisallo, la vetta dei ciclisti

A 754 metri sul livello del mare è situata una cima amata da tutti i ciclisti che, per giungervi, devono superare una lunga serie di tornanti con continui strappi in salita e una pendenza del tracciato pari a 9%, con picchi del 14% da un lato, e 10% dal lato opposto: il Passo del Ghisallo.

Arrivati sulla sua sommità si scorgono il Santuario della Madonna del Ghisallo, una terrazza panoramica, il museo del ciclismo, un ristorante e il comodo parcheggio a pagamento.

Gli amanti delle due ruote non possono esimersi da una visita al piccolo Santuario dedicato alla patrona dei ciclisti; molti professionisti e grandi nomi del ciclismo hanno per anni lasciato piccoli ricordi, cimeli, magliette autografate e addirittura biciclette che sono esposte appese alle pareti. Tra le tante si trovano anche quelle di Bartali e Coppi, oltre a quella del record dell’ora di Moser (1984).

Ghisallo

Le donazioni sono divenute così tante che a un certo punto si è dovuto pensare a una soluzione alternativa, arrivando alla decisione di costruire il Museo del ciclismo che, inaugurato nel 2006, occupa un’area disposta su 3 piani e si può visitare a pagamento.

Sulla terrazza è possibile ammirare il monumento dedicato a Coppi, Bartali e Fiorenzo Magni ma non solo, oltre la balaustra si può godere di uno scenario spettacolare: le cime delle montagne Valtellinesi, la Grigna, parte del Lago di Como.

Passo del Ghisallo dintorni Lago di Como

Il bar situato a pochi passi dispone oltre agli ambienti interni, anche di un giardino all’aperto con posti a sedere in cui fermarsi per un rapido ristoro, gustare un ottimo gelato, un drink, una bibita rinfrescante o una birra; se un languorino dovesse farsi sentire si potranno gustare i piatti della casa o snack invitanti che stuzzicano l’appetito.

In breve, chi volesse far due passi nella natura potrà raggiungere Piano Rancio e arrivare a Monte San Primo dove pianori, sentieri e rifugi offriranno spazio per rilassarsi o fare un po’ di trekking.

Bandiere Blu 2019, i laghi premiati

Anche quest’anno molti sono i luoghi premiati con la Bandiera Blu, riconoscimento della Foundation for Environmental Education che include anche alcune località lacustri.

Dal Piemonte all’Abruzzo, vediamo quali sono i laghi e le spiagge che hanno meritato il prestigioso riconoscimento.

Lago Maggiore

Sulle sponde del Lago Maggiore sono ben 3 le località che quest’anno potranno esporre la Bandiera Blu, 2 nel Verbano-Cusio-Ossola, e uno in provincia di Novara:

Cannero Riviera, con la sua Spiaggia Lido

Cannobio, sempre con la Spiaggia Lido

Arona, con la Spiaggia delle Rocchette al Lido Nautica

Lago di Garda

Il Lago di Garda ospita molte spiagge belle, una di quelle più amate e famose è Jamaica Beach tuttavia, non è questa ad aver ricevuto il riconoscimento che va invece a Gardone Riviera; ecco dove trovarle:

Lido ‘84

Spiaggia Casinò

Laghi del Trentino Alto Adige

Il Trentino alto Adige ha fatto incetta di riconoscimenti; i suoi Laghi sono quelli che hanno le caratteristiche più adatte per ospitare turisti e offrire loro i migliori servizi.

Ecco quali sono i laghi e le spiagge premiate:

Lago delle Piazze, presso Bedollo con la spiaggia Piazze

Lago della Serraia presso Baselga di Pinè con Spiaggia Lido, Alberon di Serraia e Bar Spiaggia

Baselga di Pinè Lago Serraia

Lago di San Cristoforo presso Pergine Valsugana

Lago di Levico, in località Levico Terme è stata premiata la Spiaggia Levico

Lago d’Idro, a Bondone, Porto Caramelle di Baitoni

Lago di Lavarone, a Lavarone, il Lido Bertolli e il Lido Marzari

Lago di Roncone, a Sella Giudicarie, la Spiaggia Roncone

 

Il Lago di Caldonazzo ha letteralmente sbancato con 3 località:

Tenna con la Spiaggia di Tenna

Calceranica al Lago con la Spiaggia alle Barche, al Pescatore, Riviera

Caldonazzo con le spiagge del Lido

Lago di Bracciano

Tra le tante bandiere Blu ottenute dal Lazio, anche il Lago di Bracciano è stato premiato e gli onori spettano a Trevignano Romano.

Lago di Scanno

In Abruzzo, il Lago di Scanno, un gioiellino che visto dall’alto assume la forma di un cuore ha ricevuto una nuova Bandiera Blu, quella per Villalago, che si aggiunge a quella di Scanno.

Il Lago di Stramentizzo

Il Lago di Stramentizzo è un lago artificiale situato in Trentino Alto Adige, nella Val di Fiemme.

Alla scoperta del Lago di Stramentizzo

Curiosamente, appartiene sia alla provincia di Bolzano che quella di Trento, nel primo caso grazie al comune di Anterivo e, nel secondo, con il comune di Castello-Molina di Fiemme, sorto dall’unione degli abitati di Castello di Fiemme e Molina di Fiemme.

Oltre ad appartenere alle 2 province, separa anche 2 valli, la Val di Cembra e la Val di Fiemme; in quest’ultima arrivano le acque del Torrente Avisio, trattenuto dalla diga che lo racchiude lo sfrutta per la produzione di energia elettrica.

Un tempo qui sorgeva Stramentizzo, il paese che diede il nome al lago ma che, con la costruzione della diga, terminata nel 1956, fu sommerso e scomparve; l’evento avvenne per gradi, partendo dai primi trasferimenti avvenuti nel 1955, passando per l’ultima Messa celebrata nella chiesetta degli Angeli Custodi il 20 maggio 1956, la chiusura dell’anno scolastico con le acque che raggiugono ormai le prime case, la festa di addio a Stramentizzo il 24 giugno e l’abbandono dell’ultima famiglia il 2 luglio.

Controversa fu l’affaire campanile; inizialmente si voleva lasciarlo svettare al di fuori del lago come a Resia tuttavia, il parroco e alcuni abitanti si opposero, preferendo evitare la nostalgia di qualcosa che ormai era destinato a non essere più parte della vita quotidiana.

Il comune di Stramentizzo Nuovo, frazione di  Castello-Molina di Fiemme, fu costruito a monte del bacino idrico per poter ospitare gli abitanti del vecchio paese.

Il lago non è balneabile, è riserva di pesca e, tra le sue acque verdazzurre è possibile trovare esemplari di Trote, Cavedani, Sanguinerole e Scardole; per poter accedere alla zona di pesca si può accedere transitando lungo la Strada Statale 612 che, dalla Val di Fiemme, conduce alla Val di Cembra.

Pescare al Lago di Stramentizzo

L’alternativa è passare dal Nuovo Ponte che, che sorto nel 2014 in sostituzione del precedente, collega Castello-Molina di Fiemme a Valfloriana lungo la Strada Provinciale 71.

La struttura moderna ed elegante, caratterizzata da 2 archi metallici, ha un’altezza di 15 metri; attorno a lui, anche l’ambiente ha subito una riqualificazione, con la realizzazione di un piccolo parcheggio e un giardino dedicato alla memoria.

Ponte Lago Stramentizzo

Stretto tra la Statale 612 da un lato e la Provinciale 71 dall’altro, è incastonato tra la vegetazione e offre squarci indimenticabile sulle montagne che si riflettono nelle sue acque.

Come arrivare al Lago di Stramentizzo

Chi proviene da Bolzano e dal Brennero, deve percorrere l’Autostrada A22 fino all’uscita Egna-Ora, passare sulla Strada Provinciale 84 fino a Montagna dove, svoltando a destra ci si immette sulla  Strada Statale 48/Via delle Dolomiti; dovrà quindi percorrerla fino a Castello di Fiemme passando sulla Strada Statale 612 poi, svoltando a destra si porterà verso Molina di Fiemme e, in prossimità di Stramentizzo Nuovo, svolterà a sinistra sulla Strada Provinciale 71 dove sorgono il ponte e il lago.

Provenendo da Trento, prendere la Strada Statale 47 fino all’uscita Civezzano, procedere in direzione Civezzano/Baselga di Pinè/Fornace/Cavalese, passare sulla Strada Provinciale 71, arrivando dritti dritti al lago superando vari comuni tra cui Fornace, Lona-Lases, Segonzano e Casatta.

Arrivando dalla Val di Fassa si percorre la Strada Statale 48/Via delle Dolomiti in direzione Val di Fiemme, Cavalese, giunti a Castello di Fiemme si segue per Molina di Fiemme e Stramentizzo Nuovo dove si svolta a sinistra sulla Strada Provinciale 71, giungendo così alla meta.

Per chi non disponesse di un proprio mezzo, è disponibile un servizio di autobus che conduce al lago; informazioni utili si possono trovare qui http://www.ttesercizio.it/.

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Il Lago di Fedaia

Il Lago di Fedaia è uno dei tanti laghi del Trentino; situato al Passo Fedaia, a quota 2057 metri,  funge da spartiacque naturale, un divisorio che divide la regione Trentino Alto Adige dal Veneto, la Val di Fassa dall’Agordino, e la provincia di Trento da Belluno.

Ai piedi dell’imponente Marmolada che da qui può essere ammirata, appartiene al comune di Canazei; il suo nome deriva dall’omonimo Passo che, nella lingua del posto, quella Ladina, diventa “Foetaria”, o più semplicemente, pascolo di pecore.

Cosa fare al Lago di Fedaia

Il Lago Fedaia è un lago artificiale formatosi in seguito alla realizzazione della diga terminata nel 1956; alta 57 metri, è percorribile in auto, moto, autobus, bici e, naturalmente, a piedi. Per poter arrivare ai piedi della Marmolada dove sorgono parcheggi, ristoranti, negozi di souvenir, da dove partono i sentieri per arrivare alla cima e al ghiacciaio, è d’obbligo percorrerla interamente.

Annessa vi è la centrale idroelettrica per la produzione di energia e, in uscita, verso Canazei, genera il fiume Avisio che percorre tutta la Val di Fassa.

Da qui è possibile ammirare il ghiacciaio, o quel che ne resta; sciogliendosi poco alla volta, va a nutrire con acque incontaminate il bacino del lago dove, tra le altre cose, grazie ad un apposito permesso, è anche possibile pescare.

Qui si può fare non solo pesca alle trote ma anche tanto sci, praticabile da febbraio a maggio grazie alla cabinovia (o meglio, dei cesti in cui è obbligatorio stare in piedi) che  porta ai piedi del ghiacciaio e al Rifugio Pian dei Fiacconi (2633 metri).

Lago di Fedaia

In estate, la stessa cabinovia permette di arrivare in vetta ad ammirare le tracce residue delle Guerre Mondiali senza dover obbligatoriamente scarpinare anche se, la bella camminata, seppur impegnativa, è sicuramente fonte di soddisfazione.

Teoricamente, sarebbe possibile percorrere l’intero giro del Lago di Fedaia tuttavia, superata la diga e piegato verso sinistra (ai piedi della solita Marmolada), a un certo punto la strada seppur asfaltata presenta un divieto. A questo punto non si può far altro che rinunciare e lasciare che a percorrerla siano solo gli addetti della centrale idroelettrica.

Consigliamo di attenersi ai divieti e non proseguire anche se, con una certa frequenza vedrete persone andare avanti imperterrite; il divieto termina dalla parte opposta della diga dove sorge un piccolo bacino. Il Lago di Fedaia infatti si sdoppia grazie a un piccolo lembo di terra, la Controdiga di Maria al Lago che dà origine a due laghetti, la parte più grande è artificiale mentre l’altra, di origine glaciale, si formò per uno sbarramento morenico.

Il Lago di Fedaia, con l’imponente Marmolada che si specchia nelle sue acque è particolarmente scenografico e, non a caso, nel 2002 si prestò anche ad alcune scene del film “The italian job”.

Diga Lago di Fedaia

Come arrivare al Lago di Fedaia

Per raggiungere il Lago di Fedaia, situato nel comune di Canazei (provincia di Trento), è necessario stabilire da dove si proviene.

Arrivando da Bolzano, basta percorrere la Strada Provinciale 22 di Valle Macra fino a Cardano dove, nei pressi della Centrale Elettrica Enel, alla rotonda si prende la Strada Statale 241 e non la si lascia più fino a Vigo di Fassa; essendo una strada di montagna, tra boschi e tornanti, si passano i comuni di Ponte Nova, Nova Levante e Segheria Latemar, passando per il Lago di Carezza. Procedendo si giunge al Passo di Costalunga, poi si passa Vallonga e, giunti a Vigo di Fassa, alla rotonda si svolta a sinistra sulla Strada Statale 48 verso Canazei (si passano i comuni di Pozza di Fassa, Mazzin e Campitello di Fassa);  procedendo sempre dritto, passando sulla Strada Provinciale 641, tra tornanti e salite si arriva al Passo Fedaia dove sorge l’omonimo lago.

Lago di Fedaia

Chi proviene da Belluno deve prendere la Strada Regionale 203 e proseguire sempre dritto, passando man mano i comuni di Orzes, Ponte Mas, Certosa di Vedana, La Stanga, La Muda, Agordo, Campedel, Taibon, Cencenighe Agordino, Tocol, Masarè, Alleghe fino a Caprile dove la strada cambia denominazione diventando Via Marmolada/Strada Provinciale 641; si passano quindi i comuni di Rocca Pietora, Col di Rocca, Malga Ciapela e finalmente si giunge al lago.

Giungendo da Cortina d’Ampezzo si prende la Strada Regionale 48 in direzione Mortisa e Pocol, ci si dirige verso il Passo Falzarego e, da qui, si prosegue verso Cernadoi lungo la Strada Regionale 203, fino nei pressi di Caprile dove si svolta a destra  in Via Marmolada/Strada Provinciale 641 e si procede come nel caso di chi arriva da Belluno.

Arrivando da Trento, procedere lungo l’Autostrada A22 fino all’uscita Egna/Ora quindi, imboccare la Strada Statale 12, la Strada Provinciale 84 e seguire le indicazioni per Cavalese, passando per Pinzano e Montagna dove, svoltando a destra, ci si immette sulla Strada Statale 48/Strada Dolomites  delle Dolomiti; si passano man mano i comuni di Fontanefredde, Nuova Redagno, San Lugano, Aguai, Castello di Fiemme, Cavalese, Ziano di Fiemme, Predazzo, Moena, Pozza di Fassa, Mazzin, Campitello di Fassa e Canazei,  che si attraversa interamente procedendo sempre dritto, superando anche l’ultima rotonda del paese, passando sulla Strada Provinciale 641 che conduce al lago.

Per chi arriva da Trento, una valida alternativa può essere quella di percorrere la Strada Statale 12 fino a Lavis, dove si passa sulla Strada Statale 612/Via Cembra e si procede passando tra Cembra e Molina e giungendo a Castello di Fiemme dove ci si ritrova sulla Strada Statale 48/Strada Dolomites  delle Dolomiti, che conduce al lago.

Per chi non disponesse di un proprio mezzo, è disponibile un servizio di autobus che conduce al lago, informazioni utili si possono trovare su www.ttesercizio.it.

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Riapertura 2019 Ville Lago di Como

La primavera è alle porte e con lei arriveranno tante novità sul Lago di Como, tante nuove esperienze vi attendono e tante occasioni non mancheranno; da tradizione però, nel mese di marzo, le ville più belle riapriranno i battenti.

Siete pronti a immergervi in un mondo di colori, profumi e suoni che anno dopo anno non smettono di affascinare turisti e visitatori?

Se avete voglia di cultura, di ammirare paesaggi incantevoli, sentirvi come i protagonisti di pellicole cinematografiche di successo, organizzate una visita a una delle bellissime ville che si affacciano sul Lago di Como, non ve ne pentirete!

Riapertura 2019 delle Ville del Lago di Como

La romantica Villa Carlotta, a Tremezzo, in cui è possibile soffermarsi deliziati di fronte ad “Amore e Psiche” di Canova o all’”Ultimo bacio di Romeo e Giulietta” di Hayez, riaprirà i cancelli il 22 marzo.

Villa Carlotta

Sarà possibile accedervi dalle 9 alle 19.30 fino al 29 settembre; dal 30 settembre al 27 ottobre si potrà visitarla dalle 9.30 alle 18.30 mentre, dal 28 ottobre al 3 novembre, dalle 10 alle 17.

Durante il ponte dell’Immacolata (6-7-8 dicembre) aprirà dalle 10 alle 17.

Vi invitiamo a visitare il sito ufficiale (http://www.villacarlotta.it) per verificare eventuali modifiche e controllare gli orari della biglietteria.

Avete mai visitato Villa del Balbianello? Splendida location che ha fatto da sfondo a film di successo, luogo ideale per matrimoni da sogno, villa da ammirare affacciandosi sulle acque lacustri incorniciate da un panorama indimenticabile, riaprirà il 15 marzo.

Villa del Balbianello

Fino al 6 gennaio la si potrà visitare tutti i giorni, a esclusione del lunedì e il mercoledì non festivo, dalle 10 alle 18; dal giorno 1 novembre la chiusura sarà alle ore 17.00.

Anche in questo caso vi invitiamo a prendere visione del sito ufficiale per eventuali comunicazioni o verifiche degli orari della biglietteria  https://www.fondoambiente.it/luoghi/villa-del-balbianello/visita .

I giardini di Villa Melzi stanno per aprirsi però, si dovrà attendere sino al 23 marzo; fino a ottobre, dalle 9.30 alle 18.30 sarà quindi possibile passeggiare tra splendide e rare piante rivolgendo lo sguardo verso le acque blu e il profilo di Tremezzo che si staglia sullo sfondo. Per scoprire modifiche agli orari, novità e tenervi aggiornati, consigliamo di visitare il sito ufficiale: http://www.giardinidivillamelzi.it .

Villa Monastero, a Varenna, ha riaperto i giardini il giorno 1 marzo; potrete visitarla tutti i giorni dalle 10 alle 17; nei prossimi mesi l’apertura seguirà questi orari:

aprile dalle 10 alle 18.30

maggio-giugno-luglio e agosto dalle 10 alle 19.30

settembre dalle 10 alle 18.30

ottobre e fino al 3 novembre dalle 10 alle 18.

La  Casa Museo, ad eccezione di agosto, non sarà aperta tutti i giorni:

a marzo  si potrà visitarla il venerdì, sabato, domenica e i festivi dalle 10 alle 17

ad aprile il venerdì, sabato, domenica e i festivi dalle 10 alle 18.30

a maggio, il giovedì, il venerdì, sabato, domenica e i festivi dalle 10 alle 19.30

giugno e luglio, da martedì a domenica e festivi dalle 10 alle 19.30

agosto, tutti i giorni dalle 10 alle 19.30

settembre, da martedì a domenica e festivi dalle 10 alle 18.30

ottobre e fino al 3 novembre, venerdì, sabato, domenica e festivi dalle 10 alle 18.

Vi invitiamo a visitare il sito ufficiale (http://www.villamonastero.eu) per verificare eventuali modifiche all’orario, orari di biglietteria o altre comunicazioni.

Non ci resta che augurarvi buon divertimento con le Ville e i bellissimi giardini sul Lago di Como.

Santuario della Madonna del Bosco

Il Santuario della Madonna del Bosco a Imbersago, a pochi chilometri da Lecco, è un luogo culto molto amato e visitato da fedeli e turisti.

Recarvisi comporta immergersi in atmosfere di sacralità, di pentimento e raccoglimento; la lunga scalinata che dal parcheggio sottostante porta sino ai piedi del Santuario è una lunga strada di espiazione dei peccati, di richiesta di aiuto e di preghiera.

Prima di giungere alle sue porte però, si incontrano alcune chicche, tra cui la bella e suggestiva cappella dei miracoli.

Per accedere al Santuario esistono 2 possibilità, arrivare direttamente in automobile presso il parcheggio in posizione superiore, proprio accanto alla bella Chiesa; in alternativa è possibile salire dalla strada sottostante percorrendo i 349 gradini.

Salendo la Santa Scala, recitando il Santo Rosario Mariano, è possibile ottenere l’indulgenza di 300 giorni; è effettivamente un po’ lunga, i punti in cui fermarsi a risposare non sono molti perciò, nel caso in cui doveste decidere di affrontarla, tenetene conto.

Scalinata Santuario Madonna del Bosco

Essendo totalmente esposta al sole, in estate vi consigliamo di premunirvi di un copricapo.

Giunti alla sommità ci si trova al cospetto della statua in bronzo raffigurante Papa Roncalli, molto devoto alla Madonna del Bosco; alta 4 metri, realizzata da Enrico Manfrini, ai suoi lati racconta attraverso dei bassorilievi, sei episodi della vita del Papa.

Il miracolo del riccio e il miracolo de lupo

La storia del Santuario la si può far iniziare con quello che può essere definito un miracolo avvenuto il 9 maggio 1617; la costruzione non avvenne immediatamente ma quello, diede l’avvio a tutto.

In quel giorno, 3 pastorelli portavano il loro gregge nei boschi e, presso i 3 castagni che crescevano vicino alla sorgente, videro apparire la Vergine Maria; al termine della visione, Pietro, uno dei bimbi, notò la presenza di un riccio maturo che, in primavera, non aveva ragione di esistere.

Questo avvenimento fu colto come un segno e, ben presto, in quel luogo, si iniziò a venerare la Vergine che prese anche il nome di Madonna del Riccio.

Un secondo miracolo sembra però sia avvenuto in questo luogo; una mamma invocò la Madonna perché un lupo liberasse il suo bambino che teneva tra le fauci. Dopo l’invocazione, comparve la Vergine Maria che ammansì il lupo e liberò il bimbo.

Dalla Cappella del Miracolo al Santuario

Per ringraziare e onorare la Madonna, nel 1632, venne costruita la Cappella del Miracolo, lo Scurolo, ancora oggi visibile e visitabile; vi si accede salendo per intero la scalinata oppure, dai gradini che si trovano di fronte al sagrato del Santuario.

La Cappella è piccola e raccolta, al suo interno si trovano numerosi ex voto e la fonte, accanto alla quale si narra avvenne il primo miracolo. Dalla fonte sgorga acqua dalle proprietà miracolose; non è infrequente che i pellegrini o semplici curiosi vi si avvicinino per bere e bagnarsi. Qualcuno riempie anche numerose bottiglie da portare poi a casa con sé.

Cappella Santuario Madonna del Bosco

All’interno della Cappella si trova un bell’affresco del Barabino che rappresenta la Vergine con il Bambino Gesù; nello Scurolo, in gesso, è inoltre rappresentato il miracolo del lupo.

Il Santuario, posto superiormente, è situato in una posizione panoramica, da qui infatti lo sguardo si perde sulla Valle dell’Adda e si spinge fino alle Prealpi.

La costruzione, iniziata nel 1641 e benedetta nel 1646, fu più volte oggetto di modifiche fino ad assumere l’aspetto che ha oggi e che colpisce il fedele quando giunge al suo interno.

A pianta ottagonale, con tre navate, ospita al suo interno una statua della Madonna del Bosco, un affresco raffigurante la strage degli innocenti e, a sinistra, la Pietà; sul campanile, risalente al diciannovesimo secolo, è ben visibile una statua in bronzo dorato raffigurante la Madonna.

Esternamente si trovano alcune panchine, una pizzeria e una libreria.

Gli orari delle SS Messe al Santuario della Madonna del Bosco

Chi vuole partecipare a una delle Messe al Santuario della Madonna del Bosco, ha numerose possibilità, sia in settimana, nei giorni feriali, che il sabato e la domenica.

Sabato, prefestiva: ore 18

Domenica: ore 7.00 – 8.30 – 10.00 – 11.30 – 16.00 – 17.30

Lunedì, martedì, mercoledì e venerdì: ore 7.00 – 8.00 – 16.00

Giovedì: ore 7.00 – 9.00 – 16.00

Prima di recarvi al Santuario per assistere alla Santa Messa vi consigliamo di verificare gli orari sul sito http://www.madonnadelbosco.org .

Come arrivare al Santuario della Madonna del Bosco

Il Santuario della Madonna del Bosco è situato a Imbersago, in provincia di Lecco.

Arrivando da Lecco si prende la Strada Provinciale 583 in direzione Pescate e la si percorre proseguendo sempre dritto (a volte la via prende altri nomi, ma è sempre la stessa); si passano i comuni di Pescate, Garlate, Olginate, Capiate, fino ad Airuno dove, alla rotonda, si prende la seconda uscita (via Fratelli Kennedy).

Si prosegue quindi sempre dritto lungo la Strada Provinciale 56, che diventa Via Dante Alighieri nel comune di Brivio; giunti allo stop si svolta a sinistra in Via Como/Strada Provinciale 342, superato il semaforo, all’altezza della Chiesa, si svolta leggermente a destra in Via Alessandro Manzoni, che diventerà Via Nuova Provinciale, poi Strada Provinciale 56. A un certo punto, in alto sulla destra, si staglierà il Santuario; giunti alla rotonda si svolta a destra in Via Madonna del Bosco fino al piazzale/parcheggio del Santuario stesso.

Arrivando da Bergamo si prende Via Carducci/Strada Provinciale 342 e non la si lascia per quasi tutto il percorso; si va sempre dritto passando i comuni di Curno, Ponte San Pietro, Ambivere, Pontida, Caprino Bergamasco, Cisano Bergamasco fino a Brivio dove, dopo aver attraversato il ponte sul fiume Adda, al semaforo, si svolta a sinistra immettendosi in Via Alessandro Manzoni, che diventerà Via Nuova Provinciale, poi Strada Provinciale 56. A questo punto si prosegue come chi proviene da Lecco.

Chi arriva da Como deve percorrere la Strada Provinciale 342 in direzione Lecco, dopo aver superato Lipomo, alla rotonda di Albese con Cassano, svolta a destra e si prosegue sempre sulla stessa Strada Provinciale superando varie rotonde (proseguendo sempre dritto) e vari comuni: Orsenigo, Alzate Brianza, Anzano nel Parco, Lurago D’erba, Nibionno, Bulciago, Barzago, Bevera di Sirtori, Rovagnat

A Calco, alla rotonda si prende la terza uscita, quindi di svolta a destra in Via S. Giorgio e si prosegue in Via Papa Giovanni XXIII svoltando a sinistra in Via Lecco, giungendo ad Arlate dove si svolta a destra in Via Nuova Provinciale, che diventerà Strada Provinciale 56; si sta percorrendo lo stesso tratto di chi arriva da Lecco come descritto precedentemente.

Giungendo invece da Milano, si deve percorrere via Palmanova/SPexSS11/SP11 andando a prendere l’autostrada A51 che, dopo Vimercate, diventerà Tangenziale Est/Strada Provinciale 41 poi Strada Provinciale 342 dir, fino a svoltare a destra in Via Martiri della Liberazione; giunti alla rotonda si prende la terza uscita, quella che immette in Via Milano/SP3 e diventa Strada Provinciale 56, passa il comune di Robbiate e giunge a Imbersago dove, alla rotonda, imbocca la terza uscita in Via Madonna del Bosco giungendo quindi al Santuario.

Arrivando invece dal centro della Brianza, come per esempio da alcuni comuni della provincia di Monza (es. Seregno e Lissone), si può percorrere la Strada Statale 36 del Lago di Como e dello Spluga in direzione Lecco, prendere l’uscita Carate Brianza portandosi sulla Strada Provinciale 11, percorrendola tutta fino a incrociare la Strada Provinciale 6 in cui ci si immette svoltando a sinistra;  alla rotonda si svolta a destra in Via Enrico Toti / Strada Provinciale 6 che si percorre attraversando i comuni di Villa Raverio e Besana in Brianza (ultimo tratto nominato Viale J. e R. Kennedy) fino a giungere a un grosso incrocio con semaforo. Si prosegue dritti in quella che diventa Strada Provinciale 54.

La si percorre fino all’ennesimo grosso incrocio nel comune di Monticello Brianza (Strada Provinciale 51) e ancora una volta si procede dritto passando i comuni di Missaglia e Lomaniga fino a Cernusco Lombardone, dopo curve, salite e discese.

Siamo all’ennesimo grosso incrocio con semaforo, si svolta a destra immettendoci sulla Strada Provinciale 342 dir, e subito dopo a sinistra immettendosi in Via Papa Giovanni XXIII/ Strada Provinciale 54 fino all’incrocio a Terzuolo dove si svolta a sinistra in Via Aldo Moro, questa altro non è che la Strada Provinciale 56 che come per chi giunge da Milano passa da Robbiate. VI rimandiamo alle indicazioni per chi arriva da Milano, per proseguire da questo punto in poi.

Per chi non disponesse di un mezzo proprio e volesse raggiungere il Santuario della Madonna del Bosco con altri mezzi, può giungere in treno fino alla stazione ferroviaria più vicina, che potrebbe essere quella di Arlate e da qui proseguire con un autobus sfruttando il servizio offerto da ASF Autolinee, oppure proseguendo a piedi; il Santuario dista circa un chilometro, una bella passeggiata di circa 15-20 minuti.

Il Lago delle Piazze

Il Trentino Alto Adige è costellato da piccoli e deliziosi laghi, alcuni di origine naturale, altri invece di origine artificiale; il Lago delle Piazze, situato sull’Altopiano di Pinè nel comune dei Bedollo (Provincia di Trento), è un lago artificiale costituito da una diga la cui costruzione fu ultimata nel 1925.

Prima che venisse costruita la diga, il lago era di dimensioni inferiori e la zona attorno era prettamente paludosa; gli immissari sono alcuni ruscelli che giungono dai due monti che lo circondano, il Dosso di Costalta (1955 metri) e il monte Ceramonte (1915 metri) mentre, attraverso il torrente Silla, le acque del lago proseguono fino al Lago della Serraia, la sua perla gemella, nel comune di Baselga di Pinè.

Le acque del lago scorrono poi fino ad alimentare la centrale idroelettrica del comune di Pozzalgo, in Val di Cembra.

Cosa fare al Lago delle Piazze

Il Lago delle Piazze ha 2 spiagge attrezzate presenti alle estremità che permettono ai turisti, e a chi decide di passare su queste rive un po’ di relax, di fare bagni e divertirsi con sport acquatici; docce, acqua potabile, servizi igienici, due ristoranti e assistenza ai bagnanti vi permetteranno di passare il tempo con tutti i confort.

Spiaggia Lago delle Piazze

Anche la parte più interna offre svaghi, ampi pianori, panchine per pic nic, giochi per bambini e, se si è appassionati di pesca, sappiate che una volta ottenuti i permessi, scoprirete che qui le trote la fanno da padrona. Se viaggiate con il vostro peloso a 4 zampe, vi potrebbe interessare sapere che è presente anche una Bau Beach.

Attorno al lago è presente un sentiero ad anello che permette di effettuare il giro completo in poco meno di un’ora; naturalmente, se si decide di fermarsi ad ammirare il panorama, fare delle fotografie o riposare, i tempi si allungano.

Essendo un sentiero ad anello è possibile iniziare a percorrerlo in qualsiasi punto così come, a propria discrezione, si può andare da destra verso sinistra o viceversa; sul lato opposto alla diga è presente un ampio parcheggio (qui la spiaggia è accessibile anche ai portatori di handicap) e, partendo da questa zona, procedendo a sinistra in direzione Camping Pineta, ci si immette subito nella pineta dove, verso la parte terminale si incontrerà la Bau Beach.

Attraversata la diga ci si trova sul percorso che costeggia la Strada Provinciale 83 e che riconduce alla spiaggia iniziale.

Il percorso non presenta alcuna difficoltà, ha poco dislivello e può essere affrontato anche con i passeggini; è sconsigliato invece a chi ha disabilità motorie per via delle pendenze (anche se leggere) e dei tratti non asfaltati.

Il giro del Lago delle Piazze è possibile effettuarlo in ogni stagione anche se, in estate, il consiglio è quello di dotarsi si un copricapo e dell’acqua per reidratarsi perché a parte il tratto nella pineta (abbastanza fresco), la maggior parte del tracciato si trova sotto il sole.

Lago delle Piazze

Volendo, è possibile ampliare la passeggiata e, con un giro di 2 ore arrivare fino al Lago della Serraia nel vicino comune di Baselga di Pinè dove è presente un’ampia pedonale ma poche spiagge in cui fare il bagno.

Se amate i laghetti montani o avete voglia di riposarvi, il Lago delle Piazze fa per voi, è un’oasi di pace in cui godere di attimi di relax a circa 1000 metri d’altezza, con delle temperature ideali per tutti.

Come raggiungere il Lago delle Piazze

Arrivando da Trento si deve prendere la Strada Statale 12 in direzione Bolzano/Brennero/Padova quindi, procedere sulla Strada Statale 47, passando i comuni di Cognola, Tavernaro e Civezzano dove, nei pressi di una rotonda si prende la Strada Provinciale 92 in direzione Civezzano/Baselga di Pinè/Fornace/Cavalese; si passa poi per Madrano, Baselga di Pinè con il Lago Serraia sulla destra e si giunge alla meta nel comune di Bedollo.

Per chi arriva da Bolzano o dal Brennero si deve necessariamente percorrere l’Autostrada A22 fino all’uscita di Trento Nord quindi portarsi sulla Strada Statale 12 e procedere come nel caso precedente.

Chi proviene dalla Val di Fassa percorrendo la Strada Statale 48 dopo Moena e Predazzo deve passare sulla Strada Statale 232 in Val di Fiemme, superare Ziano di Fiemme, Masi di Cavalese e proseguire mantenendo la stessa strada; a Stramentizzo Nuovo (sulla destra dopo aver attraversato il ponte si trova l’omonimo lago) prendere a sinistra immettendosi sulla Strada Provinciale 71, passare Casatta e, nei pressi di Sover, procedere a sinistra lungo la Strada Provinciale 83, sempre dritto tra tornanti, salite e boschi fino a Bedollo, passando per i comuni di Montesover, Sveseri, Settefontane, Brusago e Stramaiolo.

Per chi non disponesse di un proprio mezzo, è disponibile un servizio di autobus che conduce al lago, si tratta del Bus linea B402; informazioni utili si possono trovare http://www.ttesercizio.it/.

Siete pronti a trascorrere la vostra vacanza da sogno sul Lago delle Piazze?



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