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Un giorno ad Argegno, ecco cosa vedere

Percorrendo la Statale Regina, costeggiando e ammirando lo splendido panorama che il lago regala, si giunge ad Argegno, incantevole borgo che cela vere e proprie perle; al centro del paese si trova un piccolo e comodo parcheggio, perfetto per abbandonare l’auto e partire alla scoperta delle bellezze del luogo. Ma, cosa si può vedere ad Argegno?

In pochi passi si raggiunge il cuore del paese dove, attorno a una fontana, si raccolgono caffè, ristoranti e un’enoteca; attraversando la piazza si arriva nella parte storica fatta di vicoli, case strette le une alle altre, portici e scorci suggestivi.

Il cuore di Argegno

In questa zona si trova l’area medievale, la più antica, mentre nella zona alta quella più recente e moderna; restando però in quella inferiore, è un tuffo nel passato passeggiare in Vicolo Mulini dove un tempo si trovava una roggia, la Roggia Molinara, che permetteva di canalizzare le acque del Telo che avrebbero fornito energia ai 4 mulini per la macinazione di frumento, grano e castagne.

Argegno

I mulini, ancora esistenti, oggi sono stati trasformati in abitazioni private.

Ad Argegno ci sono molte cose da vedere, avvicinandosi al fiume, si scopre il tratto in cui erano dislocati gli opifici e si giunge al ponte romanico a sesto acuto ancora perfettamente conservato; da qui è possibile ammirare, oltre la strada che attraversa il paese, la meraviglia del paesaggio lacustre in cui il blu delle acque del lago crea un netto contrasto con i colori delle montagne che lo abbracciano.

Argegno Ponte

Continuando a camminare alla scoperta del paese, ci si avvicina alla foce del Telo e al piccolo imbarcadero dal doppio molo in cui le barche, riposando, sembrano ansiose di poter riprendere il largo; nella stessa zona si trovano il Lido e la Chiesa della Santissima Trinità. Dallo spiazzo antistante lo spettacolo è davvero bellissimo, le acque avvolgono l’Isola Comacina e mostrano uno scorcio di Sala Comacina.

Argegno

Rivolgendo invece gli occhi dalla parte opposta, verso il centro del paese, ci si aspetterebbe di ammirare il “classico” centro abitato con le case addossate le une alle altre ma, grazie alla pendenza, le abitazioni si arrampicano l’una sull’altra e assumono l’aspetto tipico della riviera ligure.

Tra le Chiese e il Lido

Tra le case “sbuca” anche il campanile a torre della Chiesa Patronale di Santa Margherita, posta in posizione piuttosto defilata e panoramica, a 200 metri circa a sud del paese, vicino al cimitero; al suo interno si trovano 3 navate (di cui l’ultima costruita nel corso dell’800) e un’abside poligonale, alla destra ci sono invece la sagrestia e il campanile, non esterni ma integrati alla struttura.

Proprio all’interno di una di queste, è custodita la statua di Santa Margherita oltre a tele che raffigurano sempre Santa Margherita, il Crocifisso e San Tommaso.

Non si smetterebbe mai di ammirare il delizioso scenario che si para di fronte agli occhi di chi si trova a sostare in questo luogo tuttavia, a un certo punto, anche la bella Chiesa della SS Trinità reclama una visita; in stile neo-romanico, con facciata a capanna, fu costruita sopra una Chiesa del 1600 e consacrata nel 1929 dal Vescovo Adolfo Pagani. Sulla facciata spiccano i mosaici dei 4 evangelisti, Sant’Anna (patrona di Argegno), Sant’Abbondio (partono di Como) e il rosone a vetri.

Argegno Chiesa SS Trinità

All’interno, volgendo lo sguardo verso l’alto si noterà il tetto a capanna mentre, guardando verso l’ingresso, il rosone dagli splendidi colori sovrasta l’organo originale, appartenente alla chiesa precedente, sostenuto da 2 acquasantiere in granito.

Numerose sono le statue qui presenti: della Madonna, San Giuseppe, Santa Teresina, Sant’Antonio e Sacro Cuore; a sinistra invece si trova una tela restaurata che rappresenta la Natività.

Se ci si aspetta di trovare una Chiesa in un luogo raccolto e silenzioso, ad Argegno ci si rende conto che non è così perché, proprio di fronte si trova il Lido che, nelle calde estati, ospita chi abbia voglia di stare in compagnia o rinfrescarsi con un bel bagno. Il Lido è perfetto anche per chi voglia godersi un aperitivo o mangiare qualcosa a due passi dalle acque del Lago di Como, godendo del meraviglioso panorama che si ammira da questa posizione.

Il Lido di Argegno non è infatti solo spiaggia e piscina ma è anche un ristorante, bar e pizzeria che, nelle serate di venerdì prevede anche intrattenimento musicale.

Lido di Argegno

Risalendo le scale che si trovano a sinistra della Chiesa e seguendo poi la strada girando a destra, si incontra la funivia che conduce al Belvedere di Pigra definito, non a caso, il “balcone del lago”.

Una risalita lenta e panoramica che regala scenari mozzafiato; dalla funivia al belvedere sono circa 650 metri e, all’arrivo, lo sguardo si perderà tra i paesi di Laglio, Nesso, Argegno, Lezzeno, Bellagio, Varenna, Punta Balbianello e l’Isola Comacina. Ma non solo, i monti che si specchiano nel Lago si possono ora ammirare da una posizione del tutto nuova, da qui il Sasso Gordona, Monte San Primo, la Grigna, la Grignetta e il Pizzo dei Tre Signori si trasformano in una cornice indimenticabile.

Argegno Funivia Pigra

Una volta giunti sulla cima il panorama lascia a bocca aperta ma una visita la merita anche il borgo, con i suoi scorci caratteristici, le belle case con le facciate in pietra che compaiono qua e là tra case più moderne, le fontane e le Chiese (Santa Margherita e San Rocco); chi ama le escursioni, da qui potrà partire per l’Alpe di Colonno o in direzione Monte Galbiga.

Anche se piccolino, il paese di Argegno è una vera e propria perla tutta da scoprire perché, statene certi, una volta che vi sarà entrato nel cuore, non lo scorderete più.

Il Lago di Montorfano, cosa fare e vedere

Il Lago di Montorfano è situato nell’omonimo comune in provincia di Como e fa parte dei cosiddetti Laghi Briantei, una serie di laghi contenuti in una zona denominata Triangolo Lariano; tra tutti, questo è il più piccolo e ha una forma tondeggiante, atipica per i laghi prealpini e di formazione glaciale.

Montorfano è un piccolo paese ai piedi del Monte Orfano (554 metri) e, sulla sommità pare siano ancora presenti i resti di un antico complesso fortificato, più volte ricostruito nei secoli; ciò che ha dato però fama a questa località, è la presenza di questo piccolo lago circondato da una natura rigogliosa.

Proprio al nome del monte si lega la leggenda che narra della nascita del lago.

Un tempo il lago non era orfano e solitario ma vicino a lui si trovavano altri monti che gli facevano compagnia; la formazione della catena alpina cambiò tutto e separò questo piccolo monte da tutti gli altri, lasciandolo così solo.

Abbandonato a se stesso pianse calde lacrime che si raccolsero ai suoi piedi formando un piccolo lago, uno specchio d’acqua in cui poteva ammirarsi, vedendo così un monte simile a lui e sentendosi perciò meno solo.

Il giro del Lago di Montorfano

Gli amanti della natura hanno la possibilità di fare il giro completo e passeggiare tra piante e arbusti, godendo della pace del bosco, del canto degli uccelli e il gracidare di qualche ranocchia che di tanto in tanto fa capolino.

Per addentrarsi nel bosco e ammirare splendidi scorci di lago è necessario recarsi al lido dove è disponibile anche un ampio parcheggio; di fronte al parcheggio la strada si apre in un bivio e, per compiere il giro del lago si dovrà prendere il sentiero sulla destra.

Lago di Montorfano

La prima parte della strada è sabbiosa ma, dopo pochi passi si trasforma in un vero e proprio sentiero che si addentra nel bosco di abeti; guardando a destra si aprono scorci di lago, tra un saliscendi e l’altro talvolta lo si vede allontanarsi per poi tornare ad avvicinarsi.

Spiaggette e pontili fanno capolino permettendo di arrivare a lambire le acque e, inaspettatamente, compaiono anche alcuni resti di un’antica ghiacciaia; nel passato, quando in inverno il lago ghiacciava, veniva “rotto” in lastre e il ghiaccio ricavato veniva conservato e venduto in estate.

Lago di Montorfano

Giunti praticamente dalla parte opposta al lido, ci si imbatte in uno spiazzo erboso spesso utilizzato come spiaggia libera e, in breve, ci si trova quasi completamente al di fuori della natura, con una strada trafficata sulla sinistra.

Il Lago di Montorfano pare ormai essere un lontano ricordo e giunti sulla ciclopedonale, si dovrà proseguire verso destra giungendo così a località Incastro e da qui, seguendo sempre la strada, si procede in direzione di Montorfano.

Non sono presenti cartelli e indicazioni ma, considerando la posizione del lago, seguire la direzione giusta diventa intuitivo.

Montorfano

Percorrendo questa strada statale (28) si arriva fino a Piazza Roma quindi, si dovrà proseguire lungo il viale che conduce al cimitero e in pochi minuti ci si troverà di nuovo sulla strada sterrata che conduce al parcheggio vicino al lido.

Il giro è molto semplice e adatto a tutti, tutt’altro che impegnativo è di circa 4 chilometri e si percorre in meno di un’ora a passo lento e fermandosi ad ammirare il lago; è sempre transitabile, con eccezione dei periodi in cui forti nevicate e ghiacciate rendono difficoltoso muoversi sul sentiero.

Lago di Montorfano Castagne

In estate il bosco regala frescura tuttavia, l’ultima parte del percorso si svolge sotto il sole perciò è meglio portare un copricapo ed eventuale acqua.

Pericoli a compiere il giro non ce ne sono, la zona è sicura, al massimo potreste incontrare scorzoni o biacchi, delle innocue bisce d’acqua che passano dal lago alle tane nel bosco.

In inverno la vista del Lago di Montorfano diventa particolarmente suggestiva perché ghiaccia completamente; non è raro incontrare persone che passeggiano su questo lastrone tuttavia lo fanno a proprio rischio e pericolo, anche se solidissimo, non si sa mai.

Lago di Montorfano

Nel caso in cui avesse piovuto è consigliabile portare degli scarponcini perché il terreno nel bosco diventa fangoso.

Cosa fare e vedere a Montorfano

Oltre ad affrontare il giro del lago, a Montorfano è possibile usufruire del lido.

In estate è una delle attrazioni perché permette di godere del sole stando comodamente sdraiati sui lettini messi a disposizione (naturalmente a pagamento); al suo interno è presente anche un bar in cui fermarsi per sorseggiare una bibita, una birra o mangiare un gelato, ammirando il bel panorama.

Oltre a questa spiaggia, è presente uno spiazzo erboso dalla parte opposta che viene utilizzato come spiaggia libera ma, ci sono anche alcuni pontili su cui è possibile fermarsi a prendere il sole e rilassarsi.

Montorfano

In paese si lascia ammirare la bella Piazza Roma che si affaccia su uno scorcio particolare del paese; di forma rettangolare, risale al cinquecento e qui sorge la Chiesta dedicata a San Giovanni Evangelista, il Municipio e il Monumento dei caduti.

Come arrivare al Lago di Montorfano

Vi state chiedendo come raggiungere il Lago di Montorfano? Eccovi qualche suggerimento.

Arrivando da Lecco si percorre la Strada Statale 36 del Lago di Como e dello Spluga in direzione Milano, prendere quindi l’uscita Como/Erba trasferendosi sulla Strada Provinciale 629.

Proseguendo sempre dritto, si passa Suello, Cesana Brianza, Pusiano (volendo si può evitare il traffico del paese prendendo la Variante 629, che condurrà poco più avanti, evitando il centro); la strada non si lascia mai, anche quando cambia di nome (Via Zoli, Via Provinciale, Viale Resegone, Viale Prealpi, Viale Brianza), a Erba si procede in direzione Como e, giunti ad Albese con Cassano, al semaforo in Viale Lombardia, si segue a sinistra per Via Montorfano.

Si supera sempre dritto una rotonda e dopo aver superato anche il cartello di Montorfano si procede fino alla nuova rotonda dove si svolta a destra, in Via Brianza, che si percorre tutta fino al semaforo.

Si svolta poi a sinistra in Via Cantù (altrimenti detta Strada Provinciale 28), passato il cimitero sulla sinistra, al termine di una curva a destra, sempre a destra si trova una via sterrata che conduce al Lido di Montorfano, dove è presente anche il parcheggio.

Arrivando da Como è piuttosto semplice, si prende la Strada Provinciale 342 in direzione Lecco, giunti a Lipomo, alla seconda rotonda, si svolta a destra in Via Montorfano/Strada Provinciale 28 e si procede senza lasciarla mai, fino a giungere a una strettoia in prossimità del Comune di Montorfano; qui è presente un semaforo, si svolta a destra in Via Cantù, passato il cimitero sulla sinistra, al termine di una curva a destra, sempre a destra, si trova una via sterrata che conduce al Lido di Montorfano, dove è presente il parcheggio.

Arrivando da Milano, ci sono due possibilità, la prima prevede di percorrere la Strada Statale 36 del Lago di Como e dello Spluga in direzione Lecco, prendere l’uscita di Nibionno quindi la terza uscita alla rotonda, imboccando a sinistra la Bergamo-Como, ovvero la Strada Provinciale 342.

Si prosegue sempre dritto passando per Lurago D’Erba, Anzano del Parco, Alzate Brianza, fino a una rotonda che a sinistra imboccando Via Montorfano si ricollega al percorso di chi giunge da Lecco che vi abbiamo indicato precedentemente (…si supera sempre dritto una rotonda e dopo aver superato il cartello di Montorfano si procede…).

La seconda possibilità è quella di percorrere la Superstrada Milano-Meda conosciuta anche come Strada Provinciale 35, che attraversa Paderno Dugnano, Cesano Maderno, Lentate sul Seveso, fino a Cermenate dove, alla rotonda, si svolta a destra sulla Strada Provinciale 34 in direzione Cantù.

Qui si procede senza mai lasciare il tracciato fino a Senna Comasco dove si svolta a destra in Via per Senna o Strada Provinciale 28 che, successivamente, prende anche altri nomi come Via Vittorio Emanuele, Via per Montorfano, Via Mandane e, costeggiando il Circolo Club Villa D’Este (a sinistra),  prima di una curva a destra, a sinistra si trova una via sterrata che conduce al Lido di Montorfano.

Arrivando dal centro della Brianza, come da alcuni comuni della provincia di Monza (per esempio Seregno e Lissone), si può percorrere la Strada Statale 36 del Lago di Como e dello Spluga in direzione Lecco oppure, prendere l’uscita di Giussano portandosi sulla Strada Provinciale 9 e proseguendo dritto in direzione Como/Erba.

Si passano Arosio, Inverigo con la strada che cambia denominazione in Strada Provinciale 41,  Lurago D’Erba; dopo una serie di semafori, giunti a una grossa rotonda si svolta a sinistra imboccando la Strada Provinciale 342 e si procede come descritto precedentemente nel caso in cui si provenga da  Milano (…si passa da Anzano del Parco, Alzate Brianza fino…).

Per chi non disponesse di un mezzo proprio e volesse raggiungere il Lago di Montorfano con altri mezzi, può giungere in treno fino alla stazione ferroviaria più vicina, che può essere una tra Anzano del Parco (la più vicina in assoluto), Cantù, Erba oppure Como, da cui proseguire con un autobus sfruttando il servizio offerto da Asf Autolinee, che conduce a Montorfano, da cui proseguire a piedi in direzione del lago.

Forte Montecchio Nord, la fortezza di Colico

Situato poco fuori dal centro della bella cittadina di Colico si trova Forte Montecchio Nord, opera difensiva costruita in un solo anno, tra il 1913 e il 1914 in occasione della Prima Guerra Mondiale che, salvatosi da attacchi e bombardamenti, ha potuto essere ristrutturato e aperto al pubblico come museo; il Forte, in realtà, non è mai stato usato se non per addestramenti militari e, fino agli anni ’70, come polveriera.

Dall’esterno, accanto alle cupole e dalla piazza si gode della vista di un panorama mozzafiato ed emozionante, le montagne si specchiano nelle acque, i paesi si affacciano sul lago e le acque che riflettono i colori del cielo e dei monti sono un vero splendore.

Visitare Forte Montecchio Nord

La visita a Forte Montecchio è guidata e dura 40 minuti circa che volano letteralmente passeggiando al suo interno, e ascoltando le parole delle guide preparate e disponibili a rispondere a qualsiasi domanda; se state pensando che 40 minuti in un forte possano essere noiosi, vi ricrederete facilmente, il tempo vola tra visite agli ambienti e curiosità.

Le alte mura in granito proteggono un tesoro fatto di camminamenti sotterranei e coperti, percorsi nascosti a chi proveniva dall’esterno e una polveriera che si allunga nella roccia per una profondità di ben 60 metri; per passare da una zona all’altra è necessario seguire i camminamenti mentre, alla piazza d’armi inferiore si ha accesso immediatamente dopo aver superato la grande cancellata.

3 sono i blocchi presenti, la caserma che ospitava le cucine, i magazzini e gli alloggi dei militari, un secondo cui è possibile accedere superando il lungo camminamento coperto (140 metri di lunghezza per un’altezza di 3 metri) e  il terzo che si trova in alto ed è chiamato piano batteria.

Punto di partenza è la parte bassa, con il grande prato in cui i soldati trascorrevano il tempo in libertà giocando e rilassandosi, ma anche con la pompa che forniva l’acqua a un lavandino per bere e lavarsi; sempre qui, all’esterno, si trovavano le cucine e i bagni, uno per la truppa e uno separato per l’ufficiale.

Non esisteva un refettorio perciò i pasti erano consumati all’aperto, nella piazza d’armi di fronte alla caserma in caso di bel tempo, e presso le brande negli altri casi.

Entrando nel blocco si accede alla sala comando in cui spicca in bella vista, appesa la muro, una cartina del 1939 che mostra la posizione strategica di Forte Montecchio Nord, posto alla base di 2 direttrici molto importanti da cui sarebbero potuti arrivare gli attacchi (Valchiavenna e  Valtellina); compito del forte era quello di distruggere le basi di attacco nemiche.

Cartina a Forte Montecchio Nord

Nel corso della visita si esplorano le varie stanze e camere in cui vivevano i militari; la stanza dell’ufficiale era utilizzata anche come infermeria, come testimoniato dalla “scala” numerata per misurare l’altezza dei soldati, e disponeva anche di acqua corrente grazie a una pompa e un serbatoio sospeso.

La guida in questo punto regala una piccola curiosità, si dice infatti che inizialmente la scala partisse da 1.60 cm e arrivasse a 1.90 cm ma, essendo il Re Vittorio Emanuele di statura piuttosto bassa, la scala venne modificata e l’altezza minima portata a 1.50 cm.

Da qui si passa alla camerata dove dormivano 40 soldati nella prima guerra mondiale e 100 nella seconda; all’interno dei muri erano inseriti 40 chiodi e, ad essi corrispondevano 40 armadietti e 40 brande. In seguito, nella seconda guerra mondiale, con l’aumentare del numero dei soldati, si dovettero inserire dei letti a castello.

Forte Montecchio Nord

Per il loro benessere la stanza veniva riscaldata con stufe a legna e, il ricircolo dell’aria che garantiva di avere ambienti salubri era permessa da un’intercapedine tra gli edifici e la roccia, e dal vespaio sotto al pavimento.

Proseguendo si passa nella lunga galleria di collegamento, con le feritoie per osservare l’esterno e sparare; al piano superiore si trovano la polveriera costruita nella roccia e si ammirano i locali destinati al caricamento, caratterizzati da sottili pareti che, in caso di scoppio, si sarebbero disgregate facilmente, evitando che ne risentisse l’intera fortificazione.

Forte Montecchio Nord

Il viaggio nella storia continua in una stanza che in caso di attacco nemico, quando non si sarebbe potuto uscire all’esterno, avrebbe consentito di avere a disposizione anche l’acqua; le stanze si susseguono, poi, salendo nuovamente, a catturare lo sguardo sono le scritte sui muri risalenti al 1939 quando il luogo era guardia di frontiera. Così si spiega la frase ”Ogni guardia di frontiera vale per tre”.

Si giunge quindi ad altri locali, ai montacarichi per far arrivare ai piani superiori i proietti, e alla camera di comando degli ordini in cui si leggevano le carte con le coordinate di tiro dei cannoni e al cui interno sono visibili gli interfoni collegati alle torri (cannoni) e alle riservette (depositi). Per le comunicazioni con l’esterno si usava invece un telefono a fili.

Dentro al cannone

A questo punto arriva uno dei momenti più attesi della visita a Forte Montecchio Nord, quello della visita all’interno di uno dei 4 cannoni; salita una scaletta ci si trova in uno spazio circolare al centro del quale, in posizione sopraelevata si trova il cannone a cui lavoravano 6 artiglieri (un capopezzo e 5 serventi(. Il cannone, sotto la canna aveva un interfono attraverso cui i soldati ricevevano le coordinate di tiro; l’alzata andava dai -8 gradi ai +42 e, i visitatori, potranno ammirarne il funzionamento grazie alla dimostrazione della guida. Per motivi di sicurezza non è possibile invece ammirare il brandeggio.

Dentro al cannone Forte Montecchio Nord

Tutto il funzionamento del cannone e le fasi necessarie per farlo funzionare viene mostrato dalla guida che illustra, passo passo, indicando le varie parti, aprendo e chiudendo, ogni momento, dal caricamento alla pulizia.

Dopo queste spiegazioni si sale all’esterno dove è possibile ammirare le cupole e dove viene lasciato il tempo per fare delle fotografie vicino ai cannoni e allo splendido paesaggio che si apre tutto attorno.

Cannoni Forte Montecchio Nord

La visita a questo punto è quasi giunta al termine, mancano ancora uno sguardo all’argano per il sollevamento dei pezzi dei cannoni da sostituire, all’impianto elettrico con i generatori funzionanti con un combustibile simile alla benzina, e il sistema di ventilazione.

Usciti dal forte, tornati alla biglietteria, è quindi possibile acquistare gadget, lasciare un messaggio o un commento sul libro degli ospiti.

Una testimonianza storica imperdibile per tutti gli appassionati e per chi desidera visitare un luogo assolutamente fuori dal comune, un luogo che ci sentiamo di consigliare per scoprire una parte della nostra storia e il funzionamento di un Forte.

Forte Montecchio Nord si trova a Colico in via alle Torri 8; per informazioni sugli orari e i prezzi vi rimandiamo al sito ufficiale Fortemontecchionord.it.

Cosa fare e vedere a Bardolino, sul Lago di Garda

Bardolino, splendida e ridente cittadina a una trentina di chilometri da Verona, si affaccia sulle rive del Lago di Garda offrendo a turisti e abitanti la possibilità di trascorrere il tempo crogiolandosi tra giornate al sole, visite culturali e tanto sport; chi è alla ricerca di movimento e sport troverà infatti pane per i suoi denti con la possibilità di fare canottaggio, windsurf, vela e altri sport acquatici.

Sole e relax a Bardolino

Le spiagge attrezzate, lambite da un’acqua limpida e cristallina, sono il luogo ideale in cui trovare un po’ di pace e relax fuggendo dalla frenetica vita cittadina mentre, le gelaterie e i bar, in cui fermarsi a gustare un ottimo gelato, birra, drink o uno stuzzichino per spezzare la fame, sono il riparo ideale per riposarsi dopo aver percorso il bel lungolago o aver passato la giornata visitando le numerose attrazioni.

Il Lido Mirabello Beach, su punta Mirabello, presso il Lungolago Cipriani è a pagamento ma al suo interno è anche possibile fermarsi per mangiare o, più semplicemente bere qualcosa godendo di uno spettacolo strepitoso; al lato opposto, presso la Riva Corniciello si trova invece il Lido Holiday Beach, anche in questo caso a pagamento, è molto più che un semplice stabilimento balneare perché oltre alla possibilità di prendere il sole, mangiare, bere, è anche uno spazio di Disco Music.

Lido Mirabello Beach Bardolino

Una spiaggetta gratuita è invece Spiaggia Punta Corniciello, non molto grande ma aperta a tutti.

Bardolino tra storia e spiritualità

Visitando Bardolino non si può non cercare le tracce del vecchio castello.

Il Castello di Bardolino, edificato alla fine del IX secolo e nel tempo ristrutturato e modificato per venire incontro alle esigenze della popolazione, presentava una cinta muraria quadrata, due porte e 4 torri, una per lato; di questa imponente costruzione ora sono visibili solo le 2 porte e la torre ma, passeggiando tra questi resti, non si può non subire il fascino dei tempi passati.

Camminando tra le vie punteggiate di negozi, bar e ristoranti, non è difficile notare la presenza di ciò che ne rimane anche se, per ammirare e comprendere al meglio la struttura che aveva avuto in passato, l’ideale è mettersi alla ricerca delle porte e della torretta. Porta San Giovanni si trova a nord mentre Porta Verona è posta verso la parte sud del paese; per ammirare la torretta, in leggera pendenza per il cedimento del terreno, ci si dovrà recare nei pressi del porto. L’incontro tra la storia, la modernità e la bellezza del lago regalano uno scenario unico e indimenticabile.

Porta del Castello di Bardolino

Chi ama il turismo religioso e d’arte, potrà ammirare la Chiesa di San Zeno con pianta a croce latina, e quella romanica di San Severo, oltre alla Chiesa di San Vito e di San Nicolò e Severo.

Degna di nota è la Chiesa di San Zeno, piccola e raccolta, posta al di fuori del centro storico, è difficile da scorgere perché incastonata tra le abitazioni e non presenta nessun elemento che la facciano ritenere un edificio religioso di spicco; chiesa Carolingia risalente al IX secolo, ha un arco trionfale, navata con colonne romane sormontate da capitelli di ispirazione corinzia e ionica e non ha un vero e proprio campanile quanto, piuttosto, una campana inserita in una struttura nella parte superiore. All’interno sono ancora visibili alcuni affreschi originali, ai lati del coro si possono ammirare infatti un parte della Madonna in trono col Bambino, e il San Pietro.

San Zeno a Bardolino

La Chiesa di S. Nicolò e S. Severo

La Chiesa di S. Nicolò e San Severo la si può ammirare dal porto, sullo sfondo, alla fine di Piazza Matteotti. L’attuale Chiesa è stata costruita in sostituzione della precedente dedicata a San Nicolò protettore dei naviganti e, la facciata è stata terminata nel 1880; l’interno è a croce latina e, subito all’ingresso, nella cappella a destra si trova il Battistero con l’antico fonte in marmo e la vetrata istoriata che raffigura il battesimo di Gesù.

Nel timpano si legge la dedicazione della Chiesa a Dio Ottimo Massimo e ai Santi Nicolò e Severo mentre, sotto al porticato, 2 lapidi ricordano Bartolomeo Giuliari (architetto che progettò e diresse la costruzione) e Filippo Alessandro De Gianfilippi (che sostenne le spese per la costruzione).

 Chiesa di S. Nicolò e San Severo a Bardolino

La navata e il transetto sono coperti da volta a botte, la crociera invece è coperta da una cupola ribassata; sui lati della navata, sopra le colonne, si legge la preghiera di intercessione ai santi cui la Chiesa è dedicata: O electi patroni Nicolae et Severe e superum sedibus nos protegite et clari meritis apud deum altissimum pro nobis quaesumus ne pereamus enixe orate.

Bellissima da ammirare è la raffigurazione dei Dodici Apostoli di Giovanni Bevilaqua così come lo sono le statue devozionali: da Santa Rita a sant’Antonio da Padova, da San Giovanni Battista a San Zeno, da San Rocco a Sant’Umberto e molte altre.

Ciò che lascia senza fiato sono inoltre le vetrate policrome in cui sono rappresentate scene estrapolate dai Vangeli e dall’Antico Testamento (la cacciata dal Paradiso Terrestre e dal Tempio, l’Annunciazione, la proclamazione delle beatitudini da parte di Gesù, Emmaus e le allegorie della pace e della vittoria).

Imperdibile è anche una visita alla Chiesa di San Severo, un tempo parrocchiale di Bardolino, fu in seguito destinata ad altri utilizzi; edificio romanico con campanile con lesene angolari e facciata a doppio spiovente, al suo interno si trova una cripta e affreschi del XII secolo che raffigurano le Storie della Vergine e dell’Apocalisse, e le Storie della Vera Croce.

San Severo a Bardolino

Olio e vino, un tuffo nell’enogastronomia di Bardolino

Mentre si va alla ricerca di simpatici souvenir o di locali, vi consigliamo di assaggiare una delle tante prelibatezze che questa località offre, ottimi piatti di pesce di lago, pietanze condite con uno degli oli più buoni d’Italia, o un calice di Bardolino, il vino che qui è protagonista assoluto della vita enogastronomica.

Non è un caso che a pochi passi, nella frazione di Cisano, si trovi il Museo dell’olio d’oliva in cui è possibile osservare gli strumenti che permettono di ottenere l’olio (un frantoio e varie presse), guardare video, degustare e acquistare oli e specialità in olio d’oliva.

Decidere di visitare il museo dell’olio richiede un po’ di tempo perciò, se ci si vuole immergere totalmente in questa esperienza, nel programmare la visita è necessario tenerne conto; l’ingresso è gratuito e immediatamente si ammirano strumenti di lavorazione come un torchio a mano o ad acqua, utilizzati nel passato. Un’audioguida, da cui è possibile selezionare la lingua, spiega il funzionamento degli strumenti, mostrandone l’utilizzo.

Museo dell'olio d'oliva Cisano

Procedendo nelle sale successive si ammirano anche altri strumenti, attrezzi e una bella raccolta di oliere; una sala è predisposta per la visione di un video della durata di 20 minuti circa sulla storia e l’utilizzo dell’olio. Il filo conduttore del museo è il passaggio dall’artigianato rurale alla tecnologia industriale

Prima di uscire, una rappresentazione mostra “dal vivo” la lavorazione delle olive attraverso una pressa azionata dalla forza dell’acqua quindi, terminata questa esperienza sensoriale si accedere allo shop. Nel negozio si possono fare degustazioni di oli naturali o aromatizzati, paté di olive, aceto balsamico e sughi che, se apprezzati, potranno essere acquistati (tra i tanti prodotti ci sono anche creme e saponi a base di olio).

Assolutamente imperdibile a Bardolino,  è il Museo del Vino in via Costabella, a pochi chilometri dall’abitato; il Museo è inserito all’interno della proprietà della Cantina Zeni e, tramite un percorso ben strutturato, è possibile ammirare attrezzi utilizzati in passato per la coltivazione, la raccolta e la vinificazione. Su supporti cartacei sono ben spiegati i pezzi esposti e il loro utilizzo perciò il visitatore non si troverà spiazzato e in dubbio su ciò che vede; prima di terminare la visita si giunge a una saletta da cui, grazie alle pareti in vetro è possibile scorgere uno “spaccato” della lavorazione così come avviene al giorno d’oggi all’interno della cantina Zeni.

Museo del Vino Cantina Zeni Bardolino

Vari sono i tipi di degustazione, una è gratuita e self-service, una a pagamento; nella bottaia è invece possibile scegliere una degustazione guidata con spiegazioni molto precise e un accompagnamento con grissini e formaggio oppure, scegliendo l’esperienza del percorso olfattivo è possibile assaggiare i 2 vini che in quel momento sono proposti. Entrambe sono a pagamento.

Dopo aver visitato Bardolino desidererete ritornarvi, lo splendore del centro e del lago, le meraviglie enogastronomiche e le attrazioni vi entreranno nel cuore e non lo abbandoneranno più.

Siete pronti per trascorrere la vostra vacanza da sogno a Bardolino?



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Cosa fare e vedere a Sarnico, sul Lago d’Iseo

Sarnico è un piccolo e delizioso paesino affacciato sulle rive del Lago d’Iseo che offre tranquillità e relax assoluto a chi decide di passare qui le sue vacanze o i momenti liberi.

La nascita di Sarnico come abitato risale alle invasioni barbariche, tra il VI e l’VIII secolo; nel 1000 circa fu costruito un castello proprio per difendere dalle invasioni tuttavia, nel 1521, gli Svizzeri di Massimiliano lo attaccarono distruggendolo in larga parte. Alcuni elementi, sopravvissuti, sono ancora visibili nell’abitato: nella parte inferiore della torre dell’orologio e i ruderi della “Rocha de Zucchellis”, riportati alla luce nel 1999 dalla Protezione Civile.

Il lungolago Garibaldi, moderno e romantico, si affaccia su acque calme percorse da numerosi cigni e anatroccoli che si muovono velocemente attorno alle piccole barche ormeggiate qua e là nel porticciolo turistico; lungo il percorso, chi dovesse avvertire la stanchezza, potrà fermarsi a riposare su una delle tante panchine disposte strategicamente.

Lungolago Sarnico

A seconda da dove si arriva, il lungolago si trasforma in lungofiume dove, nei pressi del ponte, l’Oglio si sposa con il Lago d’Iseo.

Passeggiando, da un lato è il lago ad attirare l’attenzione mentre, attraversata la strada, sono disposte gelaterie, bar e ristoranti in cui fermarsi per guastare un ottimo gelato, bere una birra, un aperitivo o un drink rinfrescante.

Vedere la Sarnico “storica”

Facendo due passi sul lungolago ci si imbatte nella Piazza XX Settembre, punto ideale da cui partire per scoprire il caratteristico centro storico; addentrandosi ci si troverà a passeggiare tra strette viuzze e vicoli punteggiati da splendidi negozi per lo shopping, attività gastronomiche e case colorate. Imperdibile a tal proposito è via Lantieri, dove si trova anche la Pro Loco che potrà dare ai turisti qualche informazione utile su questa bella cittadina e le sue manifestazioni.

Via Lantieri Sarnico

Percorrendo Via San Paolo si incontra Palazzo Gervasoni, ex convento situato nella parte alta del centro storico che ospita all’interno, nella parte più antica, la Pinacoteca Gianni Bellini, in cui spostandosi tra i tre piani è possibile ammirare quadri, sculture, mobili d’epoca e crocifissi donati da Don Gianni Bellini.

Prima di divenire sede della pinacoteca, dopo aver ospitato le suore, Palazzo Gervasoni fu trasformato in residenza privata e, ancora oggi, nonostante le ristrutturazioni, sono visibili il ballatoio o parte del chiostro, elementi che ricordano la precedente destinazione d’uso.

Inaugurata nel 2002 grazie a una donazione di 150 opere circa di cui in maggioranza quadri risalenti al periodo compreso tra il 1500 e il 1700, mostra anche mobili d’epoca, statue marmoree e lignee, oltre ai 4 crocifissi processionali.

Torre dell'Orologio Sarnico

Lì vicino si trovano anche la Chiesa di San paolo e la medievale Torre dell’orologio, incastonata sopra l’antico fortilizio e, per questo motivo le viene attribuita una grande importanza storica; la Chiesa di San Paolo, accanto alla  Torre, è probabilmente la più antica di Sarnico e al suo interno sono visibili gli affreschi di S. Pietro e Paolo, la Madonna con Bambino, I due Santi, l’Addolorata. Molto di ciò che era presente in origine venne purtroppo però smantellato alla fine del 1600.

Nei pressi, all’incrocio tra via Parigi e via Buelli si trova anche la Torre Civica; anche in questo caso sono visibili tracce delle antiche mura mentre, internamente è disposta su 3 livelli in cui vengono tenute mostre ed eventi.

Torre Civica Sarnico

Il centro storico di Sarnico è molto raccolto perciò si possono visitare i siti che abbiano una certa importanza senza doversi spostare per lunghi tratti; presso le “attrazioni” sono poste indicazioni che permettono di capire cosa si sta guardando e mostrano che direzione prendere per ammirare le successive.

In Piazza SS. Redentore è possibile contemplare la bella Chiesa dedicata al San Martino Vescovo;  sulla facciata sono visibili, partendo dall’alto, le statue dell’Assunta (cui la Chiesa in realtà sarebbe dedicata), San Martino e San Carlo subito sotto e infine, nella parte più bassa, San Paolo e San Pietro.

Di origine quattrocentesca è stata ricostruita nel ‘700 mentre, nel 1800 il campanile fu sopraelevato; in stile neoclassico, all’interno presenta una sola navata, capitelli corinzi, un altare ligneo, alcuni quadri come “San Martino e l’Imperatore Valentino” e “San Francesco d’Assisi sostenuto dagli angeli”.

Chiesa di San Martino Sirmione

Molti sono i decori presenti all’interno della Chiesa e tanti sono gli altari; tra questi, vicino all’ingresso, se ne trova uno in cui compare la statua di Santa Rita e l’invocazione da recitare per ottenere la grazia (Santa Rita è considerata l’avvocata dei casi impossibili).

Talmente tanti sono i dipinti, le statue e gli elementi decorativi da ammirare in questa Chiesa che, passeggiare lungo le navate, arrivando sino al bellissimo altare, è come muoversi all’interno di una galleria d’arte.

Bei panorami, spiritualità e relax

Spostandosi invece sul lungolago e percorrendolo tutto partendo dal porticciolo sino a Villa Faccanoni (privata e perciò non visitabile), consigliamo di imboccare la via sulla destra e piegare poi a sinistra verso il Lido Fosio. A questo punto basterà seguire la strada in salita per gustare il panorama di Sarnico visto dall’alto ma, soprattutto, arrivare al  punto in cui lo sguardo si posa sul ponte di via Roma, il punto in cui il fiume Oglio si trasforma nel Lago di Iseo.

Cappello dei Mortini Sarnico

Lungo il tragitto ci si imbatte nella Cappelletta dei Mortini, costruita nel 1633 in ricordo dei morti per l’epidemia di peste che furono seppelliti proprio in questo luogo; sono ancora visibili alcuni affreschi raffiguranti scheletri, San Sebastiano, San Rocco e due frasi con cui si mette in guardia dal fatto che la morte non si ferma di fronte a nulla:  “contro morbo crudel ragion non vale nemmen l’eccelsa dignità papale”. Al lato opposto si trova l’altra scritta parzialmente leggibile: “Che mi giovarono la corona e il trono se poi…”.

Sarnico non è solo lungolago e cultura poiché la cittadina offre la possibilità di ammirare i cantieri navali Riva, conosciuti in tutto il mondo e sinonimo di lusso, eleganza e bellezza; è possibile prendere parte a escursioni grazie alle motonavi, dedicarsi al trekking, rilassarsi, e prendere il sole in uno dei lidi.

Lido Sarnico

Molti sono i lidi presenti, dal già nominato Lido Fosio, fino a Lido Cadè, Lido Nettuno e molti altri; il Lido Nettuno offre servizi, aree per pic nic, campi da beach volley, da calcetto, aree giochi per i più piccini, altri Lidi invece offrono meno servizi ma l’utilizzo è gratuito.

L’Orrido di Bellano, un’avventura nel canyon

Bellano, incantevole comune del Lecchese, si affaccia sulla sponda orientale del Lago di Como e offre ai suoi visitatori panorami e scenari incantevoli, una bella passeggiata che costeggia il lago, il famoso “Orrido di Bellano” oltre a deliziosi locali e bar in cui trovare ospitalità e passare qualche momento di relax.

Già nel passato dimora di poeti e scrittori, ha dato i natali anche ad Andrea Vitali, uno degli scrittori contemporanei più apprezzati di questo periodo storico che, tutt’ora vive ed esercita la professione di medico proprio qui.

Al suo interno proprio l’Orrido, che unisce la Val Muggiasca al Lago di Como, cattura l’attenzione dei turisti, un luogo suggestivo e affascinante, una gola naturale all’interno della quale il fiume Pioverna, che qui scorre vigoroso, ha in parte scavato la roccia fino a farle assumere un aspetto simile a quello di un canyon.

Per arrivarvi è necessario raggiungere piazza San Giorgio e, lasciata la Chiesa sulla sinistra, salire i gradini sino al cancello che indica l’ingresso.

Salita verso l'Orrido di Bellano

L’Orrido di Bellano nella storia

Storicamente questo luogo ha un’importanza non da poco perché nel secolo 16° e 17° fu sede delle fucine della lavorazione del ferro della famiglia Denti e perché, qui attorno, dimorarono il poeta Sigismondo Boldoni e Alessandro Cipriano Denti; nell’800 gli industriali Gavazzi aprirono qui un setificio e, successivamente, venne aperto lo stabilimento Badoni.

Gli amanti del mistero e dell’esoterismo saranno interessati alla costruzione che sorge all’ingresso dell’Orrido, la “casa del diavolo”, una torretta costruita su un roccione dove leggende narrano che all’interno si tenessero festini con rituali satanici e, nella quale, un satiro compare come decorazione di un muro. Proprio ciò che accadeva la suo interno e le raffigurazioni sui muri esterni le hanno fatto meritare l’appellativo.

Casa del DIavolo Orrido di Bellano

Non si sa molto di questa costruzione di 3 piani, a pianta esagonale con finestre e all’interno una scala a chiocciola ma, secondo alcuni era il luogo in cui Sigismondo Boldoni si rinchiudeva per comporre le sue rime poi, dimenticata, fu incorporata nelle cartiere dei Rondoni; verso la fine del 1600 iniziò ad avere l’aspetto che si osserva adesso anche se l’interno è stato abbandonato e lasciato all’incuria.

In un passato lontano, l’abitazione e i giardini di Alessandro Cipriani Denti, proprietario di miniere situate sui monti di Premana e sul Monte di Artino, si estendevano sino al fiume Pioverna così, decise di abbellire la zona; ecco perché lo stemma della famiglia Denti, scolpito e riconoscibile dalle forme barocche, è ben visibile all’ingresso dell’Orrido.

Piantando alberi, impiantando zolle e lavorando sulle rocce costruì così un giardino i cui resti sono ancora presenti tra le mura; un ricordo di quell’epoca lontana è il primo doppio terrazzo che viene utilizzato anche per le esposizioni.

Un tempo era presente un ponticello in legno che permetteva di passare da una sponda all’altra ma venne spazzato via da una rupe che nel corso del 1800 si staccò e vi crollò sopra, creando anche una maggiore apertura nelle rocce.

L’Orrido di Bellano, cosa vedere

L’Orrido di Bellano non permette di percepire la sua vera natura immediatamente; dopo la biglietteria si supera il terrazzamento quindi ci si inerpica tramite pochi gradini su una passerella accanto a cui corre un enorme tubo verde. In pochi passi l’ambiente cambia totalmente e si inizia ad avvertire il rombo dell’acqua all’interno di una bellissima gola.

Orrido di Bellano

Il fragore dello scorrere dell’acqua è assordante, le cascate rinfrescano l’aria e i salti lasciano gli spettatori a bocca aperta; i visitatori si muovono tra le pareti di roccia camminando su passerelle che, se in un primo momento, all’ingresso, possono destare perplessità, ben presto acquistano un certo fascino e trasformano la visita in un’avventura all’Indiana Jones.

Le rocce fredde e umide sono attorniate dalla vegetazione rigogliosa e le rientranze naturali, dovute all’irregolarità delle pareti, danno modo di contemplare il paesaggio; si cammina affrontando curve con piccoli slarghi e ammirando licheni, edere e fiori, facendo talvolta attenzione ad abbassare la testa per evitare di picchiarla contro alla roccia; al termine della prima passerella, superata la poderosa cascata (la portata dell’acqua dipende però dalle piogge del periodo), si giunge a una scalinata che porta a un livello superiore, punto privilegiato di osservazione che domina sulla gola.

Cascata Orrido di Bellano

Prati, alberi e fiori sostituiscono ora le fredde e umide pietre e, camminando per alcuni metri sulle passerelle infisse nella roccia, una delle particolarità dell’Orrido di Bellano, si arriva ad ammirare un bel laghetto dalle acque lattiginose.

Orrido di Bellano

Come ultima sorpresa, l’Orrido regala una stupefacente vista del bellissimo lago che bagna le coste; per arrivare a questo punto è necessario arrivare alla parte superiore quindi, dirigersi verso sinistra e salire alcuni gradini su una scala in ferro.

Le leggende legate all’Orrido di Bellano sono molte, tra queste, una racconta che, proprio qui sia sepolto con il suo tesoro il guerriero Taino mentre, un’altra, afferma che sempre qui morì il Rosso, un comandante Lanzichenecco, ucciso per mano della donna di cui si era innamorato e ancora oggi, passando dal ponte di San Rocco si odono talvolta le sue urla di dolore, le stesse che si sentirono quando fu scagliato dal ponte dalla bella Mora.

L’Orrido di Bellano è aperto tutto l’anno, dispone di un servizio ristoro e un’area pic-nic; è consigliabile accedere con scarpe comode e un maglioncino che protegga in caso di frescura eccessiva.

Nella Casa Museo di Rosario Bruno Mele

Accoccolata sul lungolago di Abbadia Lariana sorge la casa museo di Rosario Bruno Mele, artista di fama internazionale che qui, per 30 anni, ha avuto la sua base d’appoggio; il museo è un sogno che si realizza grazie agli eredi che, dopo la morte dell’artista, hanno voluto dar seguito ai suoi desideri.

Nato a Napoli, ha esposto in molti paesi del mondo, ha viaggiato, subito le contaminazioni di molte culture, combattuto per i diritti dei più deboli.

L’apertura in questo 2017 della casa museo permette a chi ha amato Bruno Mele, e chi invece ancora non ne ha conosciuto l’arte, di entrare nella sua quotidianità visitando la casa in cui dipingeva, scolpiva, realizzava i suoi collage; un artista controcorrente tutto da scoprire grazie alla raccolta di oggetti, quadri, lavori che accompagnano i visitatori.

Casa Museo Rosario Bruno Mele

Gli ambienti esterni colpiscono con le loro note di colore e, gli interni, anch’essi molto colorati, trasmettono una forte energia.

Nella casa museo di Rosario Bruno Mele

La casa si sviluppa su più piani, in 2 strutture differenti, e regalano scorci su una vita passata a creare, a combattere per la libertà, contro tutto quello che incatena la creatività dell’uomo. Non è un caso che all’interno della prima sala, una scritta divisa in 2 parti reciti :”Voglio che la mia arte viva fra la gente, che apra la porta alla liberazione”.

Casa Museo Rosario Bruno Mele

Accanto a quadri, litografie, sculture realizzate con oggetti di recupero, si possono ammirare gli strumenti del mestiere, tubetti di tempera iniziati e mai finiti, ben allineati e ordinati lungo il muro, oppure raccolte di macchine fotografiche, una chitarra abbandonata, una macchina da scrivere, gli occhiali e il rosario per le preghiere.

Muoversi nella casa museo di Rosario Bruno Mele significa passeggiare tra i ricordi, frammenti di una vita scomparsa nel 2011 ma che, grazie alla sua arte, continua a vivere e in eterno vivrà.

Casa Museo Rosario Bruno Mele

Un biliardo, la raccolta di libri e videocassette raccontano le abitudini e i gusti di Rosario Mele, portano il visitatore in una dimensione più intima all’interno di una stanza tappezzata da collage da lui realizzati; ogni angolo racconta una storia, un momento.

Passeggiando in via Lungolago, al numero 66, da aprile fermatevi e varcate la soglia, scoprirete un mondo unico e affascinate, la vita di un artista riconosciuto in tutto il mondo, la storia di Bruno Rosario Mele.

Nel mese di maggio il museo resterà aperto il sabato e la domenica dalle 20 alle 12 e dalle 15 alle 19; da giugno a settembre aprirà dal giovedì alla domenica dalle 10, fino a sera.

Riaperture delle ville sul Lago di Como

Con l’arrivo della primavera riaprono le bellissime ville del Lago di Como che, nel corso dell’inverno, hanno chiuso i battenti oppure hanno effettuato delle aperture straordinarie.

Il momento è ormai giunto ed è ora di prepararci a riempirci gli occhi dello splendore di arredi che fanno sognare, giardini profumati in cui perdersi tra fiori colorati e piante rare, panorami mozzafiato, e angoli romantici.

Ecco le date delle riaperture delle Ville sul Lago di Como

Dai primi di marzo Villa Monastero ha reintrodotto le aperture giornaliere perciò, se vorrete visitarla, potrete farlo tutti i giorni dalle 10 alle 17; nei prossimi mesi l’apertura sarà prolungata:

aprile dalle 10 alle 18

maggio-giugno-luglio e agosto dalle 9.30 alle 19.

da settembre fino al 1 ottobre compreso dalle 9.30 alle 18

ottobre dalle 10 alle 17.

La  Casa Museo, ad eccezione di agosto, non è aperta tutti i giorni:

a marzo  si potrà visitarla il venerdì, sabato, domenica e i festivi dalle 10 alle 17

ad aprile il venerdì, sabato, domenica e i festivi dalle 10 alle 18

a maggio, il venerdì, sabato, domenica e i festivi dalle 9.30 alle 19.

giugno e luglio, il mercoledì dalle 14 alle 19 mentre, venerdì, sabato, domenica e festivi dalle 9.30 alle 19

da settembre al primo ottobre sarà aperta il mercoledì dalle 14 alle 18 poi, venerdì, sabato, domenica e festivi dalle 9.30 alle 18

dal 6 al 29 ottobre, venerdì, sabato, domenica e festivi dalle 10 alle 17.

Vi invitiamo a visitare il sito ufficiale per verificare eventuali modifiche all’orario, orari di biglietteria o altre comunicazioni.

Andiamo avanti a scoprire quando sarà la riapertura delle ville sul Lago di Como, è ora il turno di Villa Carlotta.

Villa Carlotta riaprirà invece il 10 marzo e sarà possibile accedervi dalle 9.30 alle 17; anche in questo caso, nei prossimi mesi l’orario di apertura sarà prolungato e, dal 1 aprile al 1 ottobre sarà dalle 9 alle 19.30. I martedì di giugno  e luglio aprirà dalle 9 alle 21.

Dal 2 ottobre al 5 novembre si potrà visitarla dalle 9.30 alle 17 mentre nei week-end di novembre dalle 10 alle 16.30.

Durante il ponte dell’Immacolata (8-9-10 dicembre) aprirà dalle 10 alle 16.30.

Anche in questo caso vi invitiamo a visitare il sito ufficiale  per verificare eventuali modifiche e controllare gli orari della biglietteria.

L’11 marzo sarà il turno della Villa del Balbianello che, a esclusione del lunedì e il mercoledì non festivo, la si potrà visitare dalle 10 alle 18. Come nei casi precedenti vi invitiamo a prendere visione del sito ufficiale per eventuali comunicazioni o verifiche degli orari della biglietteria .

I giardini di Villa Melzi saranno di nuovo aperti al pubblico dal 25 marzo al 31 ottobre, dalle 9.30 alle 18.30 e come nei casi precedenti vi invitiamo a verificare orari o controllare comunicazioni sul sito ufficiale.

Accanto alle ville che per tutto l’anno permettono una visita, tra poco anche queste strepitose dimore con i loro giardini riapriranno i battenti e accoglieranno tutti coloro che vorranno visitarle, immergendosi in un’atmosfera da sogno.

Cosa vedere sul Lago di Como in un week end

Se vi state chiedendo cosa vedere sul Lago di Como in un week end o in 3 giorni, scegliendo tra le tante proposte, le ville, i musei, e le attrazioni, vi suggeriamo cosa non perdere e che itinerario seguire.

Itinerario, cosa vedere sul Lago di Como in un week end

Visitare questo lago è un sogno, scenari affascinanti, panorami mozzafiato, luoghi emozionanti e ricchi di storia vi attendono per riempirvi gli occhi e il cuore: gli stretti vicoli di Bellagio, Villa Carlotta in cui ammirare Amore e Psiche di Canova, la Villa del Balbianello, così bella da essere utilizzata come set cinematografico.

Lago di Como, cosa visitare – Primo giorno

Il consiglio è di dividere la giornata in due parti, dedicando la prima al centro e allo shopping, lasciando alla seconda parte della giornata il tempo per una delle splendide ville che si affacciano sul lago.

Bellagio

Iniziamo il nostro tour da Bellagio, chiamata anche la “piccola Venezia”; non è costruita sull’acqua e per esplorarla non ci si deve muovere sui battelli solcando canali, ma la sua bellezza è evidente.

Bellagio è romantica ed entusiasmante, muoversi tra i suoi vicoli significa immergersi in un’atmosfera unica, respirare un’aria frizzante e allegra; salendo e scendendo dalle scale, o percorrendo la strada che costeggia il lago, si scoprono molti piccoli negozi caratteristici, alcuni vendono oggetti di artigianato, altri oggetti di grande valore economico.

La scalinata Serbelloni

Prima di arrivare alla celebre scalinata merita una visita la Basilica di San Giacomo con le sue belle tavole quattrocentesche, le sculture romaniche e un “Cristo morto” venerato, pregato, e portato in processione ogni anno. Di questo si narra che fosse posizionato il località Piazza di Spagna ma, una piena del fiume Adda lo trascinò nel lago dove fu rinvenuto da pescatori di Bellagio.

Incastonata tra negozietti e bellissimi bar e ristoranti è la scalinata Serbelloni; sempre affollata di persone, è un fiorire di locali e boutique dove poter acquistare souvenir caratteristici.

Scalinata Serbelloni

Prima di passare alla prossima tappa, per vivere appieno l’atmosfera del luogo, perché non gustare un buon aperitivo in riva al lago? Uno Spritz, un bicchiere di  ottimo vino bianco o una bibita fresca prima del pranzo, con le onde che lambiscono la riva, rasserenano l’animo e fanno sentire in pace con il mondo. Lo spettacolo è strepitoso, con piccole imbarcazioni o traghetti che solcano le acque e turisti che sbarcano sorridenti e felici.

Due passi sul lungolago e ora, rifocillati e riposati, abbandoniamo l’allegra confusione del centro per tuffarci nei giardini di Villa Melzi.

I giardini di Villa Melzi d’Eril

Seguendo tutto il lungolago e affrontando pochi passi in salita si giunge ai cancelli di Villa Melzi d’Eril, abitazione dalle linee neoclassiche; fu costruita tra il 1808 al 1810 per volere di Francesco Melzi d’Eril che incaricò Giocondo Albertolli, chiedendo una villa elegante come la Villa Reale di Monza.

Gli interni in cui si trovano decorazioni in stile neoclassico non sono purtroppo visitabili perciò, il pomeriggio si snoderà tra i viali del giardino; anche in questo caso, la realizzazione fu a affidata a Luigi Canonica e Luigi Villoresi che in passato si erano occupati di realizzare il Parco di Monza.

Cosa vedere sul Lago di Como, Villa Melzi d'Eril

I giardini hanno splendidi affacci sul lago e, camminando sui viali, oltre ad ammirare le belle piante, non si può fare a meno di gettare uno sguardo alle acque e al bel panorama che si gode da questa posizione.

Si viene accolti da una vasca con ninfee quindi, pochi passi oltre, il bel chiosco in stile moresco che si affaccia sul lago e offre una bella visuale su Bellagio, a destra; sempre qui si possono ammirare alcune sculture, come quella di Dante e Beatrice.

Il parco e la sua posizione sono  il punto di forza di Villa Melzi e, passo dopo passo ve ne renderete conto; ogni angolo è caratteristico e ricco di fascino, non stupitevi se di tanto in tanto troverete qualche pittore impegnato a ritrarre il bellissimo paesaggio.

Gli appassionati di botanica potranno ammirare piante più comuni accanto a piante esotiche e rare ma, anche chi non conosce la materia, ne farà la conoscenza grazie ai cartellini che specificano le varie specie.

Prima di abbandonare i giardini e i numerosi punti panoramici, meritano una visita anche la serra aranciera ora trasformata in museo, e la cappella progettata dall’Albertolli, con le sue belle sculture.

Lago di Como, cosa visitare – Secondo giorno

Tra le cose da vedere sul Lago di Como, un must è sicuramente la Villa del Balbianello, uno dei beni del Fondi Ambiente Italiano (FAI); location amata per matrimoni eleganti, è stata anche il set di numerosi produzioni cinematografiche: Casinò Royale, Star Wars, Un mese al Lago, Jackpot, Piccolo Mondo Antico, La Certosa di Parma.

La Villa del Balbianello

La si può raggiungere via lago, oppure percorrendo un tratto di strada a piedi dopo aver abbandonato l’automobile nei pressi del lido.

Dopo aver superato la biglietteria vi addentrerete immediatamente nei giardini, la villa si trova infatti più in basso; ciò che colpisce della villa è la posizione panoramica, i bellissimi fiori, gli angoli da cui ammirare il colore cristallino dell’acqua sottostante.

Se gli scenari sono insuperabili, la cornice non è da meno; magnolie, platani, cipressi, buganvillee e glicini, sistemati strategicamente, rendono questa villa una delle più amate del Lago di Como.

Villa del Balbianello

Affacciandosi dai numerosi punti panoramici ci si rende conto di essere su un’insenatura naturale, proprio quella che, per la sua bellezza, fa si che venga anche chiamata “golfo di Venere”.

Pagando un supplemento è possibile anche visitare gli interni, con le collezioni di reperti, dipinti, pezzi d’arte provenienti da tutto il mondo che vi faranno fare un bellissimo viaggio in altre epoche e culture.

Dopo questa bellissima visita è il momento di fermarsi un po’ a riposare e mangiare; potrete farlo nel ristorante del vicino Lido oppure, spostarvi direttamente a Tremezzo, per la visita a Villa Carlotta, e approfittare di uno dei  bar o ristoranti lungo la Statale Regina.

Villa Carlotta

Se vi state chiedendo quali ville visitare sul Lago di Como, Villa Carlotta non può essere tralasciata; separata dal lago dalla statale, offre scorci romantici e indimenticabili. L’unico difetto di questa villa è il parcheggio, trovarne uno libero, soprattutto in estate, è un’impresa ardua.

La bellezza del luogo vale però il tentativo e il tempo speso girando e rigirando alla ricerca di un luogo in cui lasciare la macchina.

Gli interni sono splendidi con gli arazzi, le suppellettili, le opere d’arte come “Amore e Psiche” di Canova o l’Ultimo bacio di Romeo e Giulietta di Hayez; è possibile visitare solo 2 piani e, tra mobili appartenuti a Carlotta e bellissimi arazzi, preparatevi a restare senza fiato ammirando la galleria raffigurante scene mitologiche e il soffitto stellato.

Villa Carlotta

Affacciandovi da finestre e balconi lasciatevi ispirare e catturare dagli scenari mozzafiato; la vista si perde lungo tutto il lago mentre, abbassando lo sguardo, potrete ammirare la bella fontana con scalinata a tenaglia e i giardini.

Terminata la visita delle sale è il momento di lasciarsi inebriare dai profumi dei fiori; le 5 terrazze sono formate da aiuole colorate e potature artistiche. Azalee, rododendri, agrumi, camelie, si affiancano al giardino roccioso o ai bambù.

Prima di abbandonare la villa, merita una visita il museo degli attrezzi agricoli.

Lago di Como, cosa visitare – Terzo giorno

Andiamo avanti a scoprire cosa vedere sul Lago di Como.

Tante sono le attrazioni, le ville, i giardini da visitare, quando si decide cosa vedere sul Lago di Como in un solo week end è necessario pianificare bene l’itinerario per evitare di spostarsi continuamente da una sponda all’altra sprecando del tempo prezioso.

Villa Monastero

Villa Monastero è situata a Varenna e, prima di visitare questo splendido abitato, diamo uno sguardo alla villa edificata sulle rovine di un monastero cistercense.

Alla biglietteria è possibile scegliere se visitare solo i giardini oppure dedicare anche del tempo alla casa museo; il consiglio è quello di visitare anche la casa perché al suo interno si trovano pezzi unici e ambienti davvero incredibili.

Partiamo dall’ingresso dove, ad accoglierci, si trova un pavimento tridimensionale e uno scalone di marmo nero, rosso e giallo; proseguendo si va via via ammirando gli arredi d’epoca fino a giungere a quello che è uno dei punti di forza di questa villa, il “bagno di Re Faruk” in stile pompeiano. Passeggiando lungo i corridoi, entrando e uscendo dalle sale si ammirano tanti stili diversi tra loro, un vero proprio tuffo nel passato e nell’arte.

Dopo aver gironzolato negli interni, ci si immerge nella cornice colorata e profumata del parco che si specchia nelle acque lacustri; piante esotiche, fiori, fontane, alti alberi che in estate regalano qualche attimo di frescura quando il sole si fa troppo caldo. Nel passeggiare lungo i viali si ammirano specie diverse tra di loro e, se non se ne conosce il nome, dei cartellini posti proprio di fronte ve lo sveleranno.

Chiosco Moresco a Villa Monastero

A disposizione di chi visita la villa c’è anche una caffetteria in cui fermarsi per un po’ di relax in riva al lago.

Dopo aver ammirato Villa Monastero, prima di pranzare, è immancabile un giro tra i vicoli, in riva al lago, lungo la passeggiata degli innamorati e tra le varie boutique che espongono bellissimi oggetti.

Il pomeriggio, dopo un buon pranzo, se non avete proprio voglia di vedere altro, potrete trascorrerlo a Varenna, andando alla scoperta di scorci suggestivi e angoli romantici; se invece avete voglia di vedere altro dello splendido Lago di Como, a pochi passi si trova il Castello di Vezio.

Il Castello di Vezio

Al castello si può giungere in auto oppure attraverso un sentiero; una volta giunti lassù, si godrà di una posizione privilegiata di osservazione del lago.

CAstello di Vezio

All’interno del giardino, se sarete fortunati, potrete ammirare splendidi esemplari di gufi, aquile, barbagianni; ad accogliere i visitatori, proprio dopo la biglietteria è infatti un bellissimo gufo reale: Artù. La falconeria qui è un’arte e, in alcune occasioni, è possibile ammirare lo spettacolo in cui le aquile sfreccino tra il pubblico e si librano libere nel cielo, guidate dai comandi dei loro addestratori.

Il castello per alcuni potrebbe essere una delusione; non si tratta di uno di quelli sontuosi, simili a quelli della Valle della Loira, con arredi lussuosi e storie di intrighi e amore da raccontare; nel castello si ammirano armi e armature, il Lariosauro, e la torre dalla cui sommità si gode di una vista spettacolare sul lago. Il sentiero che trova sulla sinistra conduce invece all’avamposto del generale Cadorna.

Anche qui, terminata la visita, ci si potrà riposare e rinfrescare presso il bar.

Dove dormire in un week end sul Lago di Como

Il Lago di Como ha un’alta vocazione turistica perciò tantissimi sono gli hotel disseminati in questa zona; Varenna, Bellagio, Lenno, Tremezzo e Vezio anche se non si trovano sulla stessa sponda, sono facilmente raggiungibili tramite i traghetti, alcuni possono anche trasportare le automobili, rendendo tutto ancora più semplice.

In qualsiasi paese di questi doveste decidere di soggiornare, vi troverete comodi per raggiungere tutte le altre località.

Ora che sapete cosa vedere sul Lago di Como non ci resta che augurarvi un buon soggiorno e, prima di visitare le ville o il castello, verificate sempre gli orari e i giorni di apertura.

Jamaica beach, un angolo di paradiso a Sirmione

A Sirmione, nei pressi dell’Area Archeologica delle Grotte di Catullo, si trova Jamaica Beach (o Giamaica Beach) , una delle spiagge più gettonate della bella e affascinante cittadina, un angolo di paradiso, un luogo da sogno con acqua cristallina.

Per raggiungerla è necessario percorrere tutto il centro storico di Sirmione e da qui, è possibile scegliere tra due strade, l’una più impervia e l’altra, decisamente più comoda; la più “scomoda” era fino a non molto tempo fa l’unica utilizzabile, per arrivarvi era infatti necessario superare il centro storico e seguire per Punta Staffalo facendo attenzione perché, a seconda dell’altezza del lago, si rischiava di dover camminare con l’acqua anche fino alle ginocchia.

Oggi arrivare è molto più semplice, una volta giunti al termine del centro, basta seguire la salita che porta alle Grotte di Catullo dove, da un cancelletto posto nei pressi del bar e della biglietteria, si può accedere alla spiaggia seguendo il sentiero che scende verso la costa.

Arrivando da questo lato si viene accolti da un bar in cui fermarsi per un aperitivo o per rifocillarsi ammirando il bel panorama, oppure godendosi il sole; ancora pochi passi e si arriva alla “spiaggia”.

Jamaica Beach Sirmione

 

Eccoci arrivati a Jamaica Beach

Caratteristica di questo luogo non è solo l’acqua limpida e cristallina, ma i lastroni di pietra che affiorano, permettendo di fare lunghe passeggiate o stare a mollo nell’acqua bassa; questo crea piccole piscinette qua e là e fa in modo che anche i bambini possano sostarvi liberamente senza pericoli, tuttavia, è necessario dotarsi di comode scarpette perché i massi sono molto scivolosi e si rischia di cadere con facilità.

Chi a Jamaica Beach volesse fare il bagno e dedicarsi al nuoto, dovrà passare su tutti i lastroni o, in alternativa, arrivare in barca.

Jamaica Beach Sirmione

Da quando l’accesso è stato reso così semplice, in estate e nei week end la spiaggia è particolarmente affollata perciò, se si vuole conquistare un posto, sarà necessario recarvisi di mattina presto; lettini e riparo sono forniti dal bar, chi arriva qui non deve aspettarsi la classica spiaggia con sdraio, ombrelloni e possibilità di giocare, ma un fazzoletto di terra che permette  l’accesso ai caratteristici lastroni.

Spiaggia del Prete Sirmione

Nel caso in cui voleste fare un bagno o godervi il sole di Sirmione e doveste trovare Giamaica Beach troppo affollata, non disperate, questa è solo una delle spiagge presenti, a pochi passi dal centro, vicino alla Rocca Scaligera si trova la Spiaggia del Prete, poco più avanti, percorrendo il lungolago, si incrocia il Lido delle Bionde; si trovano poi spiaggia Brema, la spiaggia Punta Grò, la Spiaggia in Santa Maria di Lugana e altre.

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