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Passerete un giorno o un week end su uno dei nostri splendidi Laghi? Vi suggeriamo cosa vedere,c osa fare e cosa non perdere assolutamente.

Livigno e il suo lago

Livigno, con i suoi 1816 metri di altezza è il comune più alto della Lombardia, nonché il secondo comune più alto d’Italia; situato in Valtellina, nella provincia di Sondrio, comprende la frazione di Trepalle, il comune abitato più alto d’Europa (2250 metri sul livello del mare).

Accoccolato ai piedi delle Alpi, che lo circondano interamente, è disteso in un immenso pianoro e attraversato dallo Spöl che, in italiano, si traduce con “Aqua Granda”; questo torrente nasce dalla Forcola di Livigno e si getta nel lago del Gallo, detto anche Lago di Livigno, e ha una curiosità: è un affluente dell’Inn che, a sua volta, è un affluente del Danubio. A conti fatti si può dunque dire che anche l’Italia porta acqua al “bel Danubio blu”.

Questa splendida cittadina, per la sua conformazione, l’altezza a cui si trova e il clima, particolarmente freddo in inverno (può raggiungere anche meno 30°) e fresco in estate, viene definito “Piccolo Tibet”.

Cosa fare a Livigno

Livigno, per la posizione in cui è situato gode di un beneficio particolare: è zona extra doganale.

Qui alcune imposte non si pagano, le merci si trovano senza IVA e, per questo, non solo il paese è meta turistica molto amata anche per lo shopping; vale la pena ricordare che ci sono delle tabelle da rispettare perché ci sono dei quantitativi da non superare per determinati articoli come alcolici, tabacchi, zucchero e altro. La parte del leone forse la fa però il carburante che, rispetto all’Italia, ha un costo a dir poco ridicolo.

Livigno

Località turistica per ogni stagione, è adatta a tutti; qui si praticano sport di ogni tipo, dallo sci (numerose le cabinovie e impianti di risalita, su tutte Mottolino e Carosello 3000), al trekking (ci sono sentieri e percorsi di varia difficoltà su ogni versante, che permettono di raggiungere rifugi o posti incantati, come cascate e laghi nascosti dagli occhi di tutti), pesca, golf, nuoto (all’Acquagranda, dove praticare nuoto, fitness, rilassarsi nelle zone dedicate alla spa e molto molto altro).

Sentieri Livigno

Il paese offre ogni tipo di comfort, sono presenti numerosi hotel, bar e locali, moltissimi negozi che permettono ogni tipo di acquisto; c’è davvero di tutto e, la via centrale, chiusa al traffico, ha negozi di ogni tipo, da quello tipico di oggettistica artigianale e di montagna, alle diffusissime profumerie, negozi di abbigliamento all’ultima moda, occhiali da sole ed elettronica, alcolici, il tutto con uno scenario da favola a fare da sfondo.

Livigno Centro

Livigno è un paese a misura anche di bambini; per i più piccini sono presenti molti parchi gioco inoltre, lungo lo Spöl si trova una bella ciclopedonale pianeggiante percorribile anche dai più piccini.

Turismo, shopping ma anche tanto ottimo cibo; impossibile non gustare i tipici piatti locali, dai pizzoccheri agli sciatt, alla polenta taragna, ma anche un bel tagliere di salumi e formaggi.

Tagliere a Livigno

Qui si beve anche dell’ottima birra artigianale, la 1816, la più “alta” d’Italia.

Un’attenzione particolare è data ai nostri amici a 4 zampe che sono benvenuti quasi ovunque e, non a caso, sono moltissimi i cani che si possono trovare a passeggio per il centro; per loro, sono previste anche aree di agility per correre e divertirsi.

Il Lago di Livigno

Il Lago del Gallo, anche detto Lago di Livigno, è metà italiano e metà svizzero; si tratta di un bacino artificiale perché, in territorio elvetico, si trova una diga che ne sfrutta le acque attraverso una centrale idroelettrica.

Questo genera un effetto negativo sulla parte italiana perché, essendo definita dagli svizzeri la capacità, a secondo delle annate, ci si può imbattere in situazioni piuttosto imbarazzanti; in estate si rischia così di trovare un lago triste, basso e con poca acqua.

Diga Lago di Livigno

Vicino alla diga si trova anche il tunnel Munt la Schera che può essere percorso dai veicoli in maniera alternata e, in inverno, quando i passi vengono chiusi per la neve, diventa l’unico modo per raggiungere la Svizzera. Per poterlo percorrere è necessario però pagare un pedaggio.

Il Lago di Livigno è perfetto per passare ore e ore in relax e divertimento; qui si possono noleggiare pedalò con cui solcare le placide acque oppure, più semplicemente, arrivare alla piattaforma situata al suo interno e fermarsi per prendere il sole e godere del panorama da un punto di vista unico.

Lago di Livigno

Da notare che il Lago di Livigno ha accolto più volte la Nazionale Italiana di canottaggio che, sulle sue acque hanno potuto effettuare i loro allenamenti.

Come arrivare a Livigno

Situato al centro d’Europa, crocevia verso la Svizzera, è raggiungibile tutto l’anno e, per arrivare è possibile scegliere tra 3 strade:

  • provenendo da Bormio si supera  il Passo del Foscagno poi si passa da Trepalle, il comune più alto d’Italia e, seguendo la strada, si arriva a Livigno;
  • si può arrivare anche percorrendo il Passo del Gallo (Svizzera). Superato il Ponte del Gallo e attraversato il Tunnel Munt la Schera, galleria a una sola corsia a passaggio alternato e a pagamento, si costeggia tutto il lago di Livigno e si arriva in paese;
  • la terza strada è quella che attraversa il Passo della Forcola passando dalla Svizzera attraverso la Val Poschiavo; il territorio svizzero chiude il passo nella stagione invernale, di solito da novembre a giugno.

Per chi arriva dall’Italia la strada principale resta la statale 38 dello Stelvio che percorre tutta la Valtellina, transita per Sondrio e, giungendo a Tirano, permette, in base alla stagione, di prendere la direzione di Bormio e il Passo del Foscagno oppure, svoltare verso Poschiavo e il passo della Forcola.

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Vassena, una chicca con vista sulla Grigna

Tra i piccoli borghi che consentono di ammirare il lago lontani dal turismo di massa, immersi in un’atmosfera romantica, c’è Vassena, piccola frazione del comune di Oliveto Lario, posto proprio ai piedi della mitica salita che conduce al Passo del Ghisallo.

Cosa vedere a Vassena

La località è molto piccola e raccolta il numero di abitanti non supera i 400 e, proprio per questo, rappresenta una vera e propria chicca da visitare con calma e in assoluto relax.

Anche se piccolina, Vassena ha una spiaggia lunga e bianca, a ciottoli, perfetta se in estate si ha voglia di un bagno rinfrescante o, più semplicemente, di prendere un po’ di sole; è molto frequentata nella stagione calda ma, grazie al suggestivo paesaggio lacustre, il suo fascino si mantiene intatto anche durante le fredde giornate invernali o in autunno, quando la vegetazione assume un colore caldo e dorato. Dalla spiaggia si può gettare uno sguardo sulla suggestiva piazzetta che precede l’ingresso a Onno.

Sempre dalla spiaggia, guardando il lago, si può ammirare il gruppo delle Grigne che si staglia di fronte ed offre lo spettacolo tipico dell’intero Lago di Como; suggestivo diventa il paesaggio quando al calar del sole, la luna fa capolino nel cielo e lentamente le ombre si allungano lasciando spazio al romanticismo.

Lasciandosi la spiaggia alle spalle, proseguendo per circa 300 metri, si trova sulla destra una piccola via (Via Milano), in leggera discesa verso il lago; imboccandola si giunge al piccolo imbarcadero. Qui si trovano la chiesetta del Paese, caratterizzata dal mosaico di Gesù che raggiunge i pescatori camminando sull’acqua.

Mosaico Chiesa Vassena

Sulla destra della Chiesa, passando di fianco alla Trattoria Al Lago (Da Danilo), che purtroppo ha chiuso nel 2016, si può raggiungere il piccolo molo, meta domenicale di molti pescatori.

Il paesaggio che si può godere dall’imbarcadero è splendido; guardando verso Lecco è possibile intravedere i contorni della città proprio sulla punta del lago. Vista da imbarcadero Vassena

Per una minuscola località come Vassena tante sono le emozioni che si possono provare, sia d’estate che d’inverno… anche solo di passaggio, ma vale la pena fare un salto.

Come arrivare a Vassena

In questo paesino si giunge percorrendo la strada che da Lecco porta a Bellagio e, qui, la si trova incastonata tra il paese di Onno, e la municipalità di cui è parte (Oliveto Lario), situata a soli 7 km da Bellagio.

Se si vuole raggiungere Vassena scendendo dal Passo del Ghisallo, la terribile salita amata dai ciclisti, dal passo si scende verso Civenna dove si può sostare presso 2 bellissimi punti panoramici, veri e propri balconi di fronte al lago.

Civenna

Si giunge poi a Oliveto Lario (anche qui è possibile sostare per lasciarsi stregare da una splendida visuale sulla punta del Lago in direzione Colico), poi si gira verso destra, in direzione Lecco.

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Il Lago delle Piazze

Il Trentino Alto Adige è costellato da piccoli e deliziosi laghi, alcuni di origine naturale, altri invece di origine artificiale; il Lago delle Piazze, situato sull’Altopiano di Pinè nel comune dei Bedollo (Provincia di Trento), è un lago artificiale costituito da una diga la cui costruzione fu ultimata nel 1925.

Prima che venisse costruita la diga, il lago era di dimensioni inferiori e la zona attorno era prettamente paludosa; gli immissari sono alcuni ruscelli che giungono dai due monti che lo circondano, il Dosso di Costalta (1955 metri) e il monte Ceramonte (1915 metri) mentre, attraverso il torrente Silla, le acque del lago proseguono fino al Lago della Serraia, la sua perla gemella, nel comune di Baselga di Pinè.

Le acque del lago scorrono poi fino ad alimentare la centrale idroelettrica del comune di Pozzalgo, in Val di Cembra.

Cosa fare al Lago delle Piazze

Il Lago delle Piazze ha 2 spiagge attrezzate presenti alle estremità che permettono ai turisti, e a chi decide di passare su queste rive un po’ di relax, di fare bagni e divertirsi con sport acquatici; docce, acqua potabile, servizi igienici, due ristoranti e assistenza ai bagnanti vi permetteranno di passare il tempo con tutti i confort.

Spiaggia Lago delle Piazze

Anche la parte più interna offre svaghi, ampi pianori, panchine per pic nic, giochi per bambini e, se si è appassionati di pesca, sappiate che una volta ottenuti i permessi, scoprirete che qui le trote la fanno da padrona. Se viaggiate con il vostro peloso a 4 zampe, vi potrebbe interessare sapere che è presente anche una Bau Beach.

Attorno al lago è presente un sentiero ad anello che permette di effettuare il giro completo in poco meno di un’ora; naturalmente, se si decide di fermarsi ad ammirare il panorama, fare delle fotografie o riposare, i tempi si allungano.

Essendo un sentiero ad anello è possibile iniziare a percorrerlo in qualsiasi punto così come, a propria discrezione, si può andare da destra verso sinistra o viceversa; sul lato opposto alla diga è presente un ampio parcheggio (qui la spiaggia è accessibile anche ai portatori di handicap) e, partendo da questa zona, procedendo a sinistra in direzione Camping Pineta, ci si immette subito nella pineta dove, verso la parte terminale si incontrerà la Bau Beach.

Attraversata la diga ci si trova sul percorso che costeggia la Strada Provinciale 83 e che riconduce alla spiaggia iniziale.

Il percorso non presenta alcuna difficoltà, ha poco dislivello e può essere affrontato anche con i passeggini; è sconsigliato invece a chi ha disabilità motorie per via delle pendenze (anche se leggere) e dei tratti non asfaltati.

Il giro del Lago delle Piazze è possibile effettuarlo in ogni stagione anche se, in estate, il consiglio è quello di dotarsi si un copricapo e dell’acqua per reidratarsi perché a parte il tratto nella pineta (abbastanza fresco), la maggior parte del tracciato si trova sotto il sole.

Lago delle Piazze

Volendo, è possibile ampliare la passeggiata e, con un giro di 2 ore arrivare fino al Lago della Serraia nel vicino comune di Baselga di Pinè dove è presente un’ampia pedonale ma poche spiagge in cui fare il bagno.

Se amate i laghetti montani o avete voglia di riposarvi, il Lago delle Piazze fa per voi, è un’oasi di pace in cui godere di attimi di relax a circa 1000 metri d’altezza, con delle temperature ideali per tutti.

Come raggiungere il Lago delle Piazze

Arrivando da Trento si deve prendere la Strada Statale 12 in direzione Bolzano/Brennero/Padova quindi, procedere sulla Strada Statale 47, passando i comuni di Cognola, Tavernaro e Civezzano dove, nei pressi di una rotonda si prende la Strada Provinciale 92 in direzione Civezzano/Baselga di Pinè/Fornace/Cavalese; si passa poi per Madrano, Baselga di Pinè con il Lago Serraia sulla destra e si giunge alla meta nel comune di Bedollo.

Per chi arriva da Bolzano o dal Brennero si deve necessariamente percorrere l’Autostrada A22 fino all’uscita di Trento Nord quindi portarsi sulla Strada Statale 12 e procedere come nel caso precedente.

Chi proviene dalla Val di Fassa percorrendo la Strada Statale 48 dopo Moena e Predazzo deve passare sulla Strada Statale 232 in Val di Fiemme, superare Ziano di Fiemme, Masi di Cavalese e proseguire mantenendo la stessa strada; a Stramentizzo Nuovo (sulla destra dopo aver attraversato il ponte si trova l’omonimo lago) prendere a sinistra immettendosi sulla Strada Provinciale 71, passare Casatta e, nei pressi di Sover, procedere a sinistra lungo la Strada Provinciale 83, sempre dritto tra tornanti, salite e boschi fino a Bedollo, passando per i comuni di Montesover, Sveseri, Settefontane, Brusago e Stramaiolo.

Per chi non disponesse di un proprio mezzo, è disponibile un servizio di autobus che conduce al lago, si tratta del Bus linea B402; informazioni utili si possono trovare http://www.ttesercizio.it/.

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Cosa fare e vedere a Castiglione del Lago

Castiglione del Lago è uno dei “Borghi più belli d’Italia”, affacciato sul Lago Trasimeno si trova in Umbria; visitarlo significa innamorarsi perdutamente di questa splendida località, delle sue vie, i panorami mozzafiato che offre, la cultura che si respira e, non è un caso che di lui ne parlarono con entusiasmo Stendhal, Goethe e la poetessa italiana Vittoria Aganoor.

Castiglione un tempo era un’isola e deve il suo nome alla fortezza, chiamata “Castello del Leone”, cui si arriva attraversando per intero il centro storico e che svetta sul promontorio offrendo un punto privilegiato di osservazione del lago.

Cosa vedere a Castiglione del Lago

A fare la parte del leone, oltre alla rocca, è proprio il centro storico con la sua pavimentazione ottocentesca e le mura che la proteggono delimitandola; passeggiare lungo il centro significa immergersi in un’atmosfera unica e frizzante, con i piccoli negozietti che vendono prodotti tipici e oggetti curiosi, ma anche locali in cui gustare le specialità del territorio, accompagnandole con un buon bicchiere di vino o una birra.

Castiglione del Lago

Caratteristica di questo borgo è il numero 3, il numero perfetto che rievoca la Santissima Trinità, qui infatti sono 3 le strade, 3 sono le piazze, 3 le Chiese e 3 sono anche le porte di accesso mentre triangolare era la Rocca.

Dopo aver lasciato l’auto in uno dei tanti parcheggi presso le mura e aver assaporato il panorama del lago visibile poco lontano, si può accedere tramite una delle porte; all’interno si incontra la Chiesa di Santa Maria Maddalena in cui è possibile ammirare i dipinti “Madonna del Latte”, “La cena di Emmaus” e la “Madonna in Trono”.

Nella via parallela si trova invece la Chiesa di San Domenico di Guzman, voluta dal duca della Corgna Fulvio II Alessandro per onorare un voto; la moglie era infatti affetta da una cancrena al braccio che non voleva guarire in nessun modo e, il duca pregò il santo di guarirla. La guarigione della donna ebbe come conseguenza la costruzione della chiesa, al cui interno si trova ciò che fu utilizzato per favorire la guarigione; sono inoltre custodite le tombe di Cesare Caporali e del duca Fulvio Alessandro.

All’interno della Chiesa si trovano anche i dipinti della Vergine con il Bambino, le statue di San Domenico e dell’Arcangelo Michele oltre a un organo seicentesco.

Castiglione del Lago

Dopo aver percorso il centro, prima di arrivare al castello ci si imbatte nel comune, Palazzo della Corgna o Palazzo Ducale, voluto da Ascanio della Corgna nel 1563, che riporta al suo interno affreschi che celebrano il casato, le gesta di Ascanio, gli Dei dell’Olimpo e molti altri; il palazzo ospitò in passato personalità di spicco come Macchiavelli e Leonardo da Vinci.

La Rocca del Leone

Si giunge infine alla Rocca del Leone, realizzata nel 1200 da Federico II di Svevia, ha un bel giardino in cui è possibile trovare un po’ di frescura e dai cui camminamenti è possibile godere dello splendido spettacolo del lago mentre, il mastio, costituisce l’unico punto da cui è possibile ammirare ogni punto del lago; dal camminamento coperto invece si arriva direttamente al palazzo ducale.

Rocca a Castiglione del Lago

E’ sconsigliata la visita a chi soffre di vertigini e acrofobia perché il mastio potrebbe creare qualche problema, nonostante sia sicuro; chi invece soffre di claustrofobia è bene che eviti il camminamento coperto che, anche se non molto lungo e con qualche piccola apertura qua e là, è molto stretto e non molto alto.

Castiglione del Lago camminamenti

Nel corso del tempo la costruzione ha subito varie modifiche, nel 1503 fu migliorato e divenne residenza estiva di Giampaolo Baglioni e Malatesta IV in seguito, Ascanio della Corgna ottenne di poter inserire al suo interno un giardino all’italiana e sostituire alcune torri.

Negli anni successivi i proprietari si dedicarono principalmente agli interni quindi, passò prima sotto la giurisdizione pontificia poi, al comune.

Castiglione del Lago è un luogo ricco di storia e di fascino, se vi trovate in zona, non perdetevelo, sarebbe come lasciare un gioiello rinchiuso in uno scrigno; meglio ammirarlo, osservarlo, carezzarne la fulgida bellezza, organizzare una bella gita all’Isola Maggiore e fermarsi anche per un bagno rinfrescante nelle sue belle acque.

Castiglione del Lago

Diverse sono le spiagge attrezzate a Castiglione del Lago che permettono di passare un po’ di tempo tra tintarella, relax e bagni; sono presenti un Lido Comunale con sdraio, lettini, ombrelloni e offre la possibilità di noleggiare pedalò e canoe e, vicino al campeggio, si trova il Lido Arezzo, attrezzato, con giochi anche per i più piccini.

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Cosa fare e vedere a Torno, sul Lago di Como

Torno è un piccolo e incantevole borgo a pochi chilometri di distanza da Como; caratterizzato da vicoli stretti e case che si arroccano l’una sull’altra risalendo verso la montagna, non dispone del classico lungolago da percorrere ammirando i paesaggi, ma di affacci suggestivi che si incontrano qua e là.

Visitare Torno significa perdersi tra i vicoli e respirare un’atmosfera rilassante oppure, dal porticciolo raccolto e accogliente, fermarsi ad ammirare la bellezza del lago.

Le sue origini sono molto antiche, alcuni resti trovati nel territorio fanno presumere la sua esistenza già 2000 anni fa; i massi avelli testimoniano invece la presenza di comunità organizzate attorno ai secoli quarto e quinto. Distrutta nel 1522 per via dei difficili rapporti con Como e della rivalità commerciale, venne ricostruita solo in seguito.

Proprio nei pressi del piccolo porto, in piazza Casartelli, si trova la romanica Parrocchiale di Santa Tecla, ristrutturata nel XVII secolo; ha una sola navata, con bellissimi affreschi che decorano il soffitto, affreschi di Bartolomeo De Benzi e il rosone gotico che sovrasta la porta d’accesso, incastonata tra le canne dell’organo.

Torno porticciolo

Il Presepe semovente “Notte Santa”

Durante il periodo Natalizio qui è possibile ammirare il presepe semovente “Notte Santa” che affascina e diverte i più piccini, ma incuriosisce anche gli adulti che non potranno che restare incantati di fronte all’ingegnosa installazione; ideato nel 1932 da Angelo Ventura, è realizzato in legno, carta, roccia, sughero, muschio naturale più altri materiali aggiunti nel 1985 quando l’imprenditore lo donò alla Parrocchiale.

Presepe semovente Torno

Premendo un bottone posto a un lato si azionerà un sistema di bracci meccanici che attiveranno il movimento di carovane e persone mentre, grazie a un impianto idraulico e tubature, si alimentano una cascatella, un laghetto e un mulino. L’impianto elettrico illumina la capanna e le abitazioni mentre, sul fondale, si possono ammirare giochi di luce e lo scorrere del tempo rappresentato dal sole che lascia lo spazio alla notte e alla stella cometa che rischiara il coro degli Angeli.

La Chiesa di San Giovanni a Torno

Sull’imbarcadero si affaccia l’albergo Belvedere (la Locanda della famiglia Bonelli), set della soap opera “Vivere”, trasmessa in Italia dal 1999 al 2008.

Risalendo dal porticciolo ci si imbatte in un’altra Chiesa, appena varcata la soglia vi lascerà senza fiato; non aspettatevi ori e stucchi, l’opulenza è bandita per lasciare posto alla semplicità più assoluta, lo stile romanico gotico della Chiesa di San Giovanni è un invito al raccoglimento e alla ricerca della spiritualità. L’unica navata termina nel presbiterio protetto da una cancellata e, alle pareti, si possono ammirare opere di vari periodi storici.

Chiesa di San Giovanni a Torno

Già esistente nel XII secolo (anche se alcuni autori la fanno risalire al XIV secolo), subì delle modifiche nei secoli XV, XVI e XVII; Il campanile romanico risale al XII secolo mentre sul portale marmoreo attribuito agli scultori del Rodari, sono raffigurati i chiodi della crocce di Cristo, nella lunetta il suo battesimo, sulla cima viene ripreso il tema della Trinità mentre, 6 formelle raffigurano 6 Profeti.  La struttura è su base romanico-lombarda con elementi di epoca gotica; le pile dell’acqua santa sono, a sinistra di gusto risalente all’epoca romana, e a destra invece rinascimentale.

Tra le altre rappresentazioni vi sono in alto il Padre Eterno, lateralmente un Angelo e l’Annunciata, e 6 figure: San Pietro, Santa Lucia, San Sebastiano, San Paolo, Santa Caterina, San Rocco. Sull’arco trionfale si trova affrescata una scena dal Paradiso mentre, nei pressi dell’altare a sinistra, si possono ammirare i 15 misteri del Santo Rosario (XVII secolo).

All’interno della Chiesa secondo la tradizione è custodito il Sacro Chiodo, uno di quelli utilizzati per crocifiggere Cristo; lo si trova dietro l’altare maggiore, in un’arca murata, chiusa da 7 chiavi.

Il Sacro Chiodo

L’arrivo del Sacro Chiodo a Torno è narrato da una leggenda che, secondo alcuni nasconde invece una verità che ha origine nel 1099.

L’arcivescovo Alemanno tornava dalla Terrasanta con uno dei chiodi utilizzati per crocifiggere Gesù e, la sua idea, era quello di portarlo in Germania passando per l’Italia; si fermò a Torno, cittadina più tranquilla rispetto a Como, deciso a trascorrervi una sola notte.

Quando tentò di partire un forte maltempo lo costrinse a rimandare al giorno successivo; il giorno dopo accadde la stessa cosa e anche il terzo giorno dovette rinunciare. L’arcivescovo prese questa impossibilità di partire come un segno del destino: la reliquia doveva restare a Torno.

Fu così collocata nella Chiesa di San Giovanni.

Le bellezze di Torno non finiscono mai

Arrivando dal Lago si ammira una delle più belle ville lariane, Villa Pliniana, voluta nel 1577 dal Conte Giovanni Anguissola che, negli anni, ha ospitato personaggi come Foscolo, Stendhal, Fogazzaro, Rossini, Napoleone e molti altri. Non è aperta al pubblico ma è stata il set di “Malombra”, tratto dal romanzo di Fogazzaro  qui pare che nel 1813 Rossini abbia composto, in pochi giorni, Tancredi.

Celebre per una fonte funzionante a intermittenza, suscitò l’interesse di Leonardo da Vinci che, incuriosito da fenomeno, volle cercare di comprenderne l’origine; della fonte ne parlò Plinio il Giovane in una lettera inviata a Licinio Stura e oggi riportata su tavole in marmo riportate sotto i portici.

Quando si visita Torno, armandosi di scarpe comode e pazienza,  non si può non salire siano alla frazione di Montepiatto e, da lì, andare a curiosare la pietra pendula; la strada è ripida, non è possibile salire in macchina a meno che non si abbia un’autorizzazione ma, la passeggiata, che stancherà i meno allenati, regalerà una vista strepitosa sul lago.

Pietra pendula

Primavera, estate o autunno vanno ugualmente bene per passeggiare su questo sentiero, soprattutto se si sceglie di passare attraverso il bosco; le tre stagioni regalano colori indimenticabili rendendo la camminata estremamente piacevole e suggestiva. In caso di neve, nel coeso dell’inverno invece lassare attraverso il sentiero che si snoda nel bosco può rivelarsi difficoltoso per la formazione di ghiaccio.

Cosa fare e cosa vedere a Riva del Garda

Bellissimo paese adagiato sulle rive Trentine del Lago di Garda, Riva del Garda è un vero e proprio gioiello da assaporare passo dopo passo; passeggiando tra le sue vie, sono molte le bellezze da scoprire e ammirare, le gelaterie in cui gustare ottimi gelati, e i ristorantini romantici in cui assaggiare piatti tipici.

Una passeggiata tra le vie di Riva del Garda

Tante sono le cose da vedere a Riva del Garda, non solo il bellissimo lungolago da cui si gode di una vista invidiabile sul lago, sui monti circostanti, e sulla centrale idroelettrica che si specchia nelle acque; allegro e festoso durante le ore diurne, diventa romantico la sera quando il tramonto tinge il cielo, infiammandolo.

Anche nelle giornate più calde, costeggiando il lago quando soffia l’Ora (il vento che dalle 12 fino alle 16/17 circa spazza la costa) si gode di un delicato refrigerio; ma il lungolago è sempre bellissimo, con i locali e i ristoranti, Piazza Catena e Piazza III Novembre da un lato e la vista su un’acqua dai colori cangianti tra l’azzurro e il verde dall’altro.

In pieno centro è possibile fare un tuffo nel passato passeggiando per il Ghetto ebraico; chiamato anche Vicolo delle Larve o degli Ebrei, è ora una bella e colorata via dello shopping dove, al suo ingresso, una targa testimonia la presenza di questa importante comunità a Riva del Garda.

Ghetto Ebraico a Riva del Garda

Presente dal 1430 fino alla fine del ‘700, gli ebrei ebbero un’ampia autonomia e si integrarono perfettamente nella vita culturale, politica ed economica della città; al contrario di quello che accadde in altri luoghi, qui l’accesso non fu chiuso e regolato, le restrizioni e i regolamenti non furono mai applicati rigidamente.

Sempre nel centro, tra vicoli che si intersecano, splendidi e caratteristici negozi, ci si imbatte in tracce di un passato che non si può dimenticare; si possono incontrare Porta San Giuseppe, Porta San Marco, Porta Bruciata, Porta Marocco, Porta San Michele, Piazza Cavour e delle Erbe, la Chiesa di San Rocco e La Rocca, solo per fare qualche esempio.

Porta Bruciata era l’antico ingresso che permetteva il passaggio tra piazza San Rocco e la Piazza di Riva; ricordo delle antiche mura della città, conserva la parte inferiore con caratteristiche medievali mentre, superiormente, in seguito a un restauro risalente all’800, furono introdotti elementi di novità.

La Chiesa di San Rocco, risultato di un voto contro l’epidemia di peste del ‘500, fu in seguito ampliata e abbellita grazie a lasciti e donazioni; alcuni stucchi sono opera di Giacomo Eccher, l’autore di alcune opere presenti anche all’interno della Chiesa dell’Inviolata. In sacrestia è presente una rara statua lignea, una rappresentazione della città di Riva e una pala di Teofilo Polacco. Nel corso della prima guerra mondiale la Chiesa riportò gravi danni in seguito a una bomba che, colpendola, diede scampo solo all’abside e all’altare (gravi danni ebbero anche gli stucchi e la volta); solo un imponente intervento di recupero è riuscito a riportare allo splendore gli stucchi e l’arredo dell’altare.

Porta San Michele (o Porta d’Arco) prende il nome dalla Chiesa di San Michele; rimasta chiusa nel corso delle epidemie di peste, fu riaperta nel 1796 quando fu realizzata via Roma  e restaurata nel 1862 con lavori “importanti” (demolizione delle soprelevazioni, della torre campanaria, della scala e ricostruzione della torre, merlatura e una porta arcuata).

A volte è necessario “perdersi” tra le vie per scovare le zone meno frequentate ma ugualmente belle e caratteristiche; Piazza Marocco è una di queste. Per riuscire a trovarla è necessario attraversare il quartiere Marocco e qui, si potranno ammirare alcuni resti di un tempo passato, parti delle mura medievali e il rimanente di 3 torri. Nell’800 la Torre Moscardini ospitava le carceri e dietro alcune case è ancora possibile scorgere i resti dell’antica cinta muraria.

Anche se conosciuta più per il lago, la spiaggia, l’atmosfera rilassata e allegra, in ogni angolo di Riva del Garda si respira cultura, le porte sono una costante in cui ci si imbatte passeggiando nelle sue strade e, fermarsi ad osservarle, permettono di ricostruire una storia che ormai sembra essersi persa nelle nebbie del tempo.

Ecco allora comparire Porta San Giuseppe, che prende il nome dall’omonima Chiesa che nel 1275 era abitata da un eremita e, in seguito, vi fu annesso un ospedale di cui si occupava la confraternita dei Battuti, che si proponeva di servire la città attraverso opere di bene.

Come non citare poi Porta San Marco? Costruita sotto il dominio scaligero di Mastino II, vide modificare il suo nome nel XV secolo coni i Veneziani poi, nel 1536 il vescovo Bernardo Clesio fece apporre il suo stemma. Il piano superiore, ospitava un tempo le stanze per i posti di guardia.

Piazza delle Erbe Riva del Garda

Piazza Cavour ha perso la maggior parte delle caratteristiche originali per via di ricostruzioni e ammodernamenti, in passato, era luogo d’incontro dove si riunivano anche 200 capifamiglia mentre, Piazza delle Erbe, “nasce” in seguito alla demolizione di alcune case della famiglia Luciolli e presenta elementi tipici della piazza italiana, tra cui una bella fontana circolare.

Le sorprese non finiscono mai a Riva del Garda

Passeggiare per le strade di Riva del Garda, immergersi nell’allegra e vociante aria festosa, significa anche lasciarsi trasportare alla scoperta delle tante bellezze che svettano imponenti.

Impossibile non notare, anche da lontano, la Torre Apponale con il suo angioletto che la sovrasta; situata proprio nel centro, a guardia delle acque del lago, è alta 34 metri e dalla sua sommità, cui si giunge percorrendo 165 gradini, si gode di una vista incantevole.  L’angioletto è un segnavento che viene chiamato l’Anzolim de la Tor ed è il simbolo della città.

Torre Apponale

Sempre in centro è situato un museo molto particolare dedicato a rettili e ragni, Reptiland; se siete appassionati del genere, una puntatina ve la consigliamo mentre, se proprio vi impressionano, lasciate perdere, anche se piccolino e con un numero non esagerato di esemplari, potrebbe lasciarvi un brutto ricordo.

Potrete ammirare la Vipera del Gabon, il Cobra Sputatore, il Boa Constrictor, il Mamba Verde, il ragno dalle ginocchia rosse, lo scorpione imperatore e bellissime farfalle, tanto per fare qualche esempio. Il personale all’interno del museo è molto disponile e preparato, se avete curiosità o necessitate di informazioni chiedete pure, sono davvero molto gentili!

Di fronte a questo museo si trova invece la Rocca di Riva del Garda; costruita su un isolotto artificiale, la si raggiuge tramite un ponte e si specchia nelle acque del fossato in cui sono accoccolate molte barche in attesa di prendere il largo; la rocca, risalente al 1124 ebbe una funzione difensiva e fu ampliata dagli Scaligeri all’interno di un progetto di fortificazione di castelli e rocche proprio sul Garda.

Rimaneggiata più volte, nel 1852 il governo austriaco lo trasformò in caserma, introdusse delle balaustre interne, ridusse l’altezza delle 4 torri e apportò altri cambiamenti; ora, qui è ospitato il MAG, il Museo Alto Garda che ospita sia mostre temporanee che permanenti.

Rocca di Riva del Garda

Le temporanee sono situate al piano terra e al primo piano dove è ubicata anche la pinacoteca; qui si possono ammirare bellissimi dipinti di Hayez, Sacco, Gordigiani, della Scuola Lombarda mentre, al secondo piano, si trova la sezione dedicata all’archeologia e alla storia, rivissuta attraverso i ritrovamenti nella zona del Garda e non solo. Lo sguardo sul passato parte dall’uomo di Neandertal e transita poi nel Neolitico dove si ammirano anche corredi funerari, si giunge poi all’età del Rame, con le statue di stele ritrovate ad Arco e del Bronzo; degne di nota sono alcune ricostruzioni, come quella della Busa Brodeghera dove è stato rinvenuto lo scheletro di un uomo con oggetti databili al V-IV secolo a.C.

Salendo sul mastio si gode invece del panorama di Riva del Garda, del porticciolo e del Lago dalle belle acque azzurre.

Poco fuori dal centro, raggiungibile tramite una camminata abbastanza tranquilla di una trentina di minuti circa, è possibile visitare il Bastione che dal Monte Englo, vigila sul Basso Sarca. Fortificazione risalente al 1500 aveva funzione difensiva e di controllo; nel 1703, dopo aver subito, nel corso del tempo, uno svuotamento, fu distrutto dal generale Vendome e infine restaurato tra il 2006 e il 2008.

Bastione Riva del Garda

Internamente era strutturato su 3 piani: al livello interrato si trovavano i magazzini e le cisterne, al secondo piano un’area di difesa e un caminetto e, al terzo piano la zona operativa con le postazioni di tiro. Se desiderate fare delle foto panoramiche, questo, per la sua posizione privilegiata, è il posto giusto.

Per gli amanti di questo genere, a Riva del Garda sono anche presenti dei resti archeologici in Località Campi.

E ancora non è tutto

Riva del Garda non è solo cultura, in questa bellissima località c’è davvero molto da fare; ci sono spiagge in cui rilassarsi godendosi il sole (spiaggia dei sabbioni e dei pini, un po’ fuori mano, dopo il palazzo dei congressi o la spiaggia degli olivi per esempio), ma c’è anche la possibilità di fare tanto sport.

Queste acque e i venti la rendono la località ideale per praticare wind surf e vela, ma anche per praticare kitesurf o canoa; se la vostra passione sono invece le camminate o il trekking, non potrete lasciarvi sfuggire il sentiero del Ponale, recentemente messo in sicurezza e oggetto di numerosi lavori.

 Lago di Tenno

Nei dintorni di Riva del Garda invece vi suggeriamo di visitare le Cascate del Varone, i giochi di luce e i salti vi lasceranno a bocca aperta, uno spettacolo meraviglioso e indimenticabili si parerà di fronte a voi; se cercate invece un ambiente più tranquillo, possiamo indicarvi una gita al borgo di Tenno e al lago omonimo.

Alla scoperta dell’Isola Superiore o Isola dei Pescatori

L’Isola Superiore o Isola dei Pescatori, nel Lago Maggiore, è spesso considerata come un semplice punto di appoggio per pranzare mentre si visitano l’Isola Bella o l’Isola Madre; nonostante la si inserisca tra le Isole Borromee, è l’unica a non essere proprietà dei Borromeo, ed è anche la più piccola.

Al contrario delle altre 2 isole non ha grandi giardini e palazzi da visitare tuttavia, è molto caratteristica, allegra e divertente da conoscere.

Isola dei Pescatori

Unica isola tra le tre ad essere abitata in maniera stabile, anche se da poche persone, durante le giornate si anima di vita e dal brulicare di turisti che si aggirano curiosi tra i negozi caratteristici e gli ottimi ristoranti.

A spasso tra i vicoli dell’Isola dei Pescatori

L’Isola dei Pescatori, chiamata anche Isola Superiore, è un dedalo di stradine e vicoli caratteristici che si intersecano e offrono ai visitatori numerosi e affascinanti squarci; i lunghi balconi che si possono notare sulle case a più piani, sono utili per essiccare il pesce, risorsa fondamentale per quest’isola.

Non è un caso che nei numerosi ristoranti sia possibile degustare molti dei deliziosi pesci (tra cui il pesce persico e l’agone), pescati in queste acque e cucinati in maniera strepitosa.

Dal porticciolo in cui le barche risposano languide sulle placide acque del lago, è possibile ammirare la strada che conduce da Stresa e Baveno che si trovano sulla riva opposta mentre, recandosi sulla punta dell’isola, dopo aver superato alcuni ristoranti, ci si troverà al cospetto dell’Isola Bella.

Isola dei Pescatori

Tra le due isole si trova un isolotto davvero molto piccolo, comunemente chiamato la Malghera.

Percorrendo la strada su cui si affacciano ristoranti e negozi si giunge alla punta quindi, svoltando a sinistra ci si addentra nel cuore dell’Isola dei Pescatori e, tra i profumi di cibo che escono dalle cucine e dei ristoranti, e negozietti caratteristici di artigianato locale, si giunge alla Chiesetta di San Vittore; monumento nazionale, al suo interno si trova un affresco cinquecentesco raffigurante Sant’Anna. La Chiesa la si nota arrivando già con la barca quando si ammira il campanile che svetta facendosi largo tra il verde della vegetazione e il rosso dei tetti.  Sul retro si trova invece il piccolo cimitero.

All’interno della Chiesa sono poste anche la statua di San Vittore e quella dell’Assunta che, a ferragosto, in barca, viene portata in processione attorno alle altre isole mentre altre piccole imbarcazioni illuminate, la accompagnano nel pellegrinaggio. Dove si trova l’altare maggiore si ammirano invece i busti di S. Ambrogio, S. Gaudenzio, S. Francesco di Sales e S. Carlo Borromeo.

Isola dei Pescatori Chiesa di San Vittore

Proseguendo poi svoltando nuovamente a sinistra si arriva nei pressi della grande spiaggia in sassolini dove, nelle giornate più calde, è possibile approfittare per rinfrescarsi; qui si trova anche un viale alberato con alcune panchine, perfetto per fermarsi a riposare in attesa del battello o di svolgere altre attività.

Isola dei Pescatori spiaggia

Angoli curati, con fiori colorati attendono i turisti che possono vagare tra le viuzze in assoluta tranquillità, senza doversi preoccupare del traffico e del passaggio di automobili; tra i vicoli non passano infatti le macchine.

Isola dei Pescatori

Unico neo della romantica Isola dei Pescatori è il fenomeno dell’acqua alta che, in alcuni periodi, quando le precipitazioni insistono e divengono abbondanti, fanno si che il lago si allunghi fino a lambire le case.

Per godere al meglio di questo gioiellino, l’ideale è poterlo visitare nei periodi di minore affluenza, durante la primavera o in autunno, perché in estate è letteralmente presa d’assalto dai turisti; anche il tardo pomeriggio può essere una ghiotta occasione per sbarcare se si desidera passare una serata romantica godendo di uno scenario incantevole, magari cenando su una terrazza affacciata sul lago.

Per visitare le tre Isole Borromee (Isola Bella, Isola Madre e Isola dei Pescatori o Superiore) e le bellezze della zona, l’ideale è poter programmare un intero week-end soggiornando in uno degli hotel e appartamenti disponibili.

Come arrivare all’Isola dei Pescatori

Per visitare l’Isola dei Pescatori è necessario prendere un battello da Arona, Baveno, Stresa, per esempio; sono presenti servizi privati (piccoli battelli o motoscafi) oppure un servizio pubblico.

Dal sito http://www.navigazionelaghi.it è possibile verificare corse ed orari del servizio pubblico, ma anche scoprire quali corse sono consigliate a chi ha disabilità motorie e si sposta tramite l’ausilio di una carrozzina.

Cosa fare e cosa vedere a Limone sul Garda

Conoscete Limone sul Garda? Se vi capita di avere voglia di rilassarvi, godere di uno splendido panorama, passare le ore libere come se vi trovaste al mare, circondati dall’azzurro delle acque, dal rumore delle onde, fateci un pensierino, questa località è davvero incantevole!

Limone sul Garda, piccolo comune in provincia di Brescia, affacciato sul Lago di Garda, è un gioiello in cui trascorrere tempo rilassandosi e passando ore spensierate accoccolati sulla spiaggia, o passeggiando tra le numerose attrazioni.

Avete voglia di respirare aria di vacanza e avventura, di relax e divertimento, di libertà e spensieratezza? Limone sul Garda allora fa per voi.

Situato sulla Gardesana Occidentale, deve il suo nome alla parola latina “Limen” che significa confine; in passato Limone sul Garda segnava il confine tra le terre di Brescia e quelle di Trento e, ancora oggi è l’ultimo comune del lato lombardo prima di Riva del Garda, che già fa parte del Trentino Alto Adige.

Le limonaie di Limone sul Garda

Questa perla gardesana è caratterizzata dalle piante di limoni che compaiono anche nello stemma della città, e dalle belle limonaie, terrazze ai piedi della Cima della Mughera; prima di ammirarle passeggiando al loro interno, l’ideale è giungere al paese grazie a un battello che offre un punto di vista totalmente inedito.

La più rinomata è la Limonaia del Castel, posta in centro paese, da poco ristrutturata e visitabile a pagamento; risale ai primi del settecento, ha una superficie totale di circa mq. 1.600 e, nel tempo, ha mantenuto la struttura originaria contraddistinta da pilastri o colonnine in pietra addossate alla roccia. Le colonne hanno la funzione di proteggere queste delicate piante dai venti gelidi del nord, si tratta di vere e proprie serre completate da travi in legno, aperte su tre lati, che permettono l’ingresso dei raggi solari, una giusta ventilazione e un riparo.

Limonaia a Limone sul Garda

Queste limonaie attirano turisti da sempre, persino Goethe nel suo viaggio in Italia nel 1786, passandovi di fronte con la barca restò a bocca aperta ed estasiato decantò: “La mattina era stupenda benché nuvolosa, ma all’alba tranquilla. Passammo davanti a Limone i cui giardini disposti a terrazze e piantati di limoni, hanno un ricco e bell’aspetto. Il giardino è costituito da file di bianchi pilastri quadrati, che stanno ad una certa distanza l’uno dall’altro e si spingono su per la montagna ad uso di gradinata. Sopra tali pilastri sono poste delle forti travi per coprire le piante durante l’inverno. L’osservazione e la contemplazione di tali piacevoli oggetti fu favorita dalla lenta navigazione…”.

In passato, pensare di trascorrere delle piacevoli giornate a Limone sul Garda non era semplice come oggi; fino al 1932, anno di completamento della strada Gardesana, era quasi isolato dal mondo, lo si poteva raggiungere tramite i monti oppure dal lago.

All’epoca il paese era abitato soprattutto da pescatori e coltivatori di agrumi e olivi; con l’avvento della strada vi fu un vero e proprio boom e divenne uno dei posti più visitati sul Lago di Garda.

Questo improvviso sviluppo non lo stravolse esageratamente, nonostante la nascita di numerosi hotel, mantenne la bellezza dell’antico borgo.

Una passeggiata nel borgo di Limone sul Garda

Passeggiare tra le vie di Limone sul Garda è suggestivo, pochi sono i tratti aperti al traffico locale perciò, ammirare le viette con i negozi caratteristici si trasforma in una pausa di vero relax; gli angoli suggestivi si susseguono, le fioriture di glicini e gerani sono uno spettacolo per gli occhi e riempiono la vista di colori e allegria.

Limone sul Garda

Piccole piazze, scalinate, il suggestivo porticciolo, vecchie case con i caratteristici portoncini, incantano i turisti che non perdono occasione per scattare qualche foto ricordo o un selfie da pubblicare su Facebook o Instagram.

Tra queste vie si trova la Chiesa di San Benedetto, con i suoi cinque altari in marmo: Altare Maggiore, Altare del S.S.Sacramento, Altare del S.Rosario, Altare di S.Antonio da Padova e Altare del Crocifisso; la Chiesa è stata costruita nel 1691 sui resti di una chiesa romanica antecedente al secolo XI.

Spostandosi invece verso il porticciolo, seguendo le indicazioni e percorrendo una stretta ed erta via si giunge alla Chiesa di San Rocco; tra le rocce, piccola, risalente al XVI secolo, vi stupirà quando scoprirete che ha una terrazzina da cui godere di un panorama incantevole, quello di Limone del Garda che si specchia nelle acque del Lago.

Non resta poi che tuffarsi nel meraviglioso mondo del Museo del Turismo e quello dei Pescatori, situati nei pressi del porticciolo; se ancora non vi basta, c’è il Centro Comboniano del “Tesöl”. Limone diede i natali a Daniele Comboni (15 marzo 1831) il missionario fondatore degli Istituti Comboniani perciò, qui potrete visitarne la casa natale, conoscerne la vita, ispezionare il Piccolo Museo e la Cappella dei Missionari Comboniani.

Un “tuffo” nel relax

Se avete voglia di rilassarvi, respirare l’estate anche in inverno, vi consigliamo di passeggiare sul bellissimo Lungolago che si specchia sul lago dalle splendide acque blu e, dove, palme, ulivi, oleandri vi faranno pensare di essere in riviera.

Non mancano poi ristoranti, bar e negozi turistici in cui, oltre ad acquistare prodotti tipici, è possibile degustare piatti di lago e gustare vini locali (il Garda è noto per i suoi vigneti che producono Chiaretto, Bianco di Custoza e Groppello, tanto per fare qualche esempio).

Per gli amanti della tintarella e dei bagni nelle splendide acque trasparenti, che non hanno nulla da invidiare alle ben più note mete marittime, a Limone sorgono ben quattro spiagge: Grostol, Cola, Fonte Torrente San Giovanni e Tifù. Sono praticamente tutte libere con sassolini o ghiaia, dotate di servizi igienici e con la presenza di bar e piccoli ristoranti.

Spiaggia a Limone sul Garda

Se volete praticare sport, potrete dedicarvi non solo a quelli acquatici come kitesurf e vela ma, in questa località potrete sbizzarrirvi con escursioni in bicicletta o trekking sui vicini Monte Carone,  Monte Preàls, o lungo il sentiero del Sole.

Prima di salutarvi, vogliamo raccontarvi una curiosità legata a Limone sul Garda.

Alcuni dei suoi abitanti, quelli storici e longevi, hanno un DNA di cui andare fieri: nel 1979, a Milano, dopo una serie di esami condotti su un vasto numero di longevi cittadini, è stata scoperta una straordinaria proteina nel loro sangue, l’Apo A-1 Milano, una proteina veramente anomala, che riesce a proteggere cuore e arterie anche in presenza di elevati valori di colesterolo e trigliceridi. Questa proteina riesce a ripulire le arterie dai grassi evitando infarti e arteriosclerosi.

Perciò, immaginatevi seduti su panchina, al tavolino di un bar sorseggiando un aperitivo al tramonto, gustando un ottimo vino… ora smettete di immaginare e partite per Limone sul Garda, ve ne innamorerete.

Accessibilità Lago di Como, ecco cosa visitare

Il Lago di Como è semplicemente stupendo, con ville da sogno, giardini strepitosi e panorami che entrano nel cuore; tutti dovrebbero avere la possibilità di scoprirlo e ammirarlo però, accade a volte che persone con una mobilità ridotta, si trovino di fronte barriere insormontabili.

Gradini, salite impervie, buche, terreni sconnessi, marciapiedi stretti e passaggi in cui muoversi agevolmente diventano un buon motivo per rinunciare a conoscere questi luoghi; tra le tante attrazioni sul Lago di Como, vogliamo presentarvene alcune, imperdibili per chiunque decida di visitarlo, che potranno essere ammirate e affrontate anche da chi si muove con difficoltà o tramite una carrozzina.

Le ville accessibili sul Lago di Como

Le ville, spesso bellissime, in qualche caso non sono visitabili; purtroppo non è sempre possibile adeguare gli interni tuttavia, visitare anche solo gli esterni offre soddisfazioni, è magnifico aggirarsi e ammirare splendidi giardini curati che tutto il mondo ci invidia.

Villa Carlotta, costruita alla fine del 1600, è impegnata ormai da anni nell’abbattimento delle barriere architettoniche per garantire a tutti la possibilità di godere della bellezza del luogo e del patrimonio storico e artistico; non è un caso che da anni collabori con l’associazione ANFFAS di Menaggio nella rassegna “La disabilità incontra l’arte a Villa Carlotta”.

All’interno del giardino botanico sono presenti 2 impianti di risalita che permettono anche a chi ha difficoltà di deambulazione di spostarsi tra il primo e il secondo livello; muoversi con una carrozzina su terreni ghiaiosi può essere molto faticoso perciò sono stati introdotti dei salvaghiaia che rendono meno difficoltosa la visita. Il dispositivo ha infatti una funzione stabilizzante che facilita il transito evitando il rischio di scivolamenti per la ridotta aderenza del piede o della ruota sul terreno.

Villa Carlotta

Tutti potranno quindi bearsi dei meravigliosi affacci che si aprono qua e là, ammirare azalee, siepi, platani e sequoie, piante tropicali e angoli incantati.

Anche all’interno della villa è possibile spostarsi agevolmente grazie all’ascensore che permette di passare dal primo, al secondo piano.

In questo modo si potranno ammirare la camera di Carlotta, la sala dell’Arazzo, la strepitosa galleria con la raffigurazione di scene mitologiche, il soffitto stellato, la romanticissima Amore e Psiche del Canova o l’emozionante Ultimo bacio di Giulietta e Romeo di Hayez.

Villa Carlotta ha un Codice Etico, è particolarmente attenta alla sicurezza dei lavoratori, dei visitatori e dell’ambiente ma è anche sede del Club Internazionale dei Cavalieri per la Prevenzione dei Rischi-Knights for Risk Prevention.

A Villa Carlotta sono stati progettati percorsi specifici per i disabili in modo che possano fruire del patrimonio artistico, culturale e botanico, affrontando esperienze positive.

“Il parco, ad esempio, costituisce una sorta di catalogo vivente della biodiversità vegetale e questa diversità può offrire  esperienze arricchenti che favoriscano il benessere  nei confronti di visitatori con problemi di deambulazione, piuttosto che di privazione sensoriale (ciechi  e sordi in particolare) oppure a persone affette da patologie psichiche (in particolare bambini e adulti che soffrono di disturbi dello spettro autistico). Toccare foglie di diversa consistenza, cortecce, radici, semi, fiori, annusare i profumi, concentrarsi sulle textures dei materiali vegetali, magari grazie all’ausilio di semplici strumenti di interazione come, ad esempio, lenti d’ingrandimento o piccole cornici di cartone che aiutano a focalizzare l’attenzione su particolari da osservare: tutte queste attività favoriscono, a detta dei partecipanti e degli accompagnatori che spesso accompagnano i visitatori disabili, l’adozione di un atteggiamento positivo, la crescita dell’autostima (sono attività in cui le persone si sentono libere di esprimersi e possono portare il meglio di se nel gruppo partecipante).” (Dottoressa Mara Sugni, servizi educativi, Villa Carlotta)

Prossimamente, proprio per l’importanza dei progetti portati avanti da Villa Carlotta, vi parleremo di un’iniziativa che merita di essere conosciuta e necessita di supporto e condivisione; è raro che musei o enti mostrino tanta sensibilità verso chi ha difficoltà di accesso al patrimonio perciò, riteniamo importante condividere e aiutare a raggiungere obiettivi di questo livello.

La Villa del Balbianello, gestita dal FAI, dispone di giardini accessibili a persone con difficoltà motorie, anche in carrozzina; per arrivare all’ingresso vi sono diverse opzioni, è possibile percorrere un percorso pedonale che si addentra nel bosco per un chilometro circa oppure, accordandosi preventivamente, chiedere di poter essere accompagnati da un mezzo. Questo però è permesso  solo se non sono previsti eventi e, soprattutto, il mezzo di trasporto deve poi tornare in paese.

Villa del Balbianello

Vi è anche la possibilità di accedere via lago tramite un taxiboat convenzionato in partenza dal Lido di Lenno o attraverso il servizio di trasporto privato; questo in base al tipo di disabilità.

I giardini rigogliosi si susseguono tra terrazzi e passeggiate e si affacciano su platani, magnolie, cipressi, glicini e altre splendide specie botaniche; gli affacci sul lago lasciano a bocca aperta, la vista della loggia rivela una bellezza senza tempo e cattura lo sguardo prima che si posi sul giardino all’italiana con le eleganti statue e i vasi fioriti.

All’interno l’abitazione è stata ristrutturata tuttavia, si estende su 5 piani con scale perciò, per chi si muove su carrozzina è impossibile da visitare.

Resta il fatto che anche solo la visita dei giardini vale la visita, la bellezza del luogo non si scorda facilmente.

Dopo la visita alla Villa, il Lido di Lenno vi aspetta per rifrescarvi dalla calura estiva o per un po’ di relax: il bar, il ristorante, la tensostruttura e il giardino, situati al piano terra, sono infatti accessibili a persone con difficoltà motorie (la spiaggia purtroppo, situata in posizione differente, non è accessibile).

A Varenna non è possibile tralasciare Villa Monastero, edificata sulle rovine di un monastero e più volte ristrutturata sino a divenire luogo di villeggiatura; passò attraverso vari proprietari sino a quando Marco De Marchi lasciò la proprietà in modo che potesse divenire pubblica.

Villa Monastero

La Casa Museo è accessibile alle persone con disabilità; uno shuttle elettrico permette a chi ha difficoltà di deambulazione di essere accompagnato fino a pochi metri dalla casa che, all’interno non ha barriere architettoniche ma è dotata di rampe e ascensori.

Chiunque visiti la bella villa rimane incantato già dall’ingresso, con il pavimento seicentesco ad effetto tridimensionale e l’imponente scalone in marmo nero di Varenna, rosso e giallo di Verona, bianco di Carrara.

Le sale sono tutte una più bella dell’altra, lo è la camera Kennedy e la suggestiva sala nera con il camino in marmo nero di Varenna e l’arazzo fiammingo ma, un tuffo nel passato e nella storia lo si fa anche grazie alla sala rossa con gli arredi neo rococò, l’arazzo settecentesco, o con la sala della musica con i due bei pianoforti.

A lasciare senza fiato è il bellissimo “bagno di Re Faruk” in stile pompeiano con richiami allo stile giapponese e alla vita marina.

Il giardino botanico è accessibile solo nella prima parte perché la seconda è caratterizzata da scale, giardini e terrazzamenti che rendono difficoltosa la percorrenza a chi presenta delle disabilità; la zona visitabile offre comunque paesaggi indimenticabili con il lago che lambisce la villa, i colori vividi e la bellezza della flora presente.

La funicolare e i lidi

Per ammirare il lago dall’alto, è d’obbligo un giro sulla funicolare di Brunate. La funicolare è accessibile anche a chi presenta disabilità motorie, la salita in vettura è permessa da uno scivolo che consente di arrivare in zona pianeggiante sia all’imbarco, che a Brunate, nella zona pianeggiante.

Funicolare di Brunate

Il Lago di Como è stupendo anche da ammirare, perché non passare perciò un po’ di tempo sulle sue rive o nei lidi, affacciati su un panorama indimenticabile, attendendo il tramonto o lasciandosi semplicemente rapire dai colori e dai suoi riflessi?

Vi presentiamo alcuni lidi e spiaggette accessibili.

Del Lido di Lenno vi abbiamo già parlato, è accessibile solo una parte ma lo spettacolo che si gode da questo punto è indimenticabile e, fermarsi qui per un po’ di relax dopo aver visitato la Villa del Balbianello rende la giornata semplicemente memorabile.

Ad Abbadia Lariana il parco Lido Chiesa Rotta è totalmente accessibile nella parte del pratone, qui è possibile avventurarsi con carrozzine senza incontrare nessun pericolo; per accedere invece alla spiaggetta c’è una piccola discesa cui è necessario fare attenzione, l’ideale è essere accompagnati da qualcuno che aiuti a percorrerla. Nella struttura è presente anche un bagno per disabili.

A Lierna, la famosa Riva Bianca è accessibile ai disabili e, se necessario, è possibile arrivare fino al castello direttamente in macchina, l’importante è avere il contrassegno (la zona è a traffico limitato ma il tagliando permette l’accesso).

Riva Bianca a Lierna

A Mandello del Lario è possibile accedere al lido, al ponte e alla passerella anche con la carrozzina; sono presenti bagni per disabili e dove c’è il parco si trovano parcheggi riservati.

Anche il Lido di Bellano è accessibile in quanto non sono presenti barriere architettoniche ed è tutto in zona pianeggiante; in questo caso sono disponibili 2 bagni per disabili.

Navigazione sul Lago di Como

Navigazione Lago di Como a Bellagio

Visitare il Lago di Como senza un giro in battello è praticamente impossibile; la vista che si gode dalle acque è strepitosa, solo da questa posizione è possibile ammirare e godere del panorama delle ville.

3 sono i motoscafi totalmente inaccessibili: Alcione, Falco e Rondine.

11 permettono l’accesso al solo ponte principale: Concordia, A. Volta e A. Manzoni, Milano, Città di Como, Città di Lecco, Tivano, tutte con una toilette per disabili e possibilità di rotazione di 360° al suo interno mentre, l’ Adda dispone di una toilette ma senza possibilità di rotazione. Le navi traghetto Stelvio, Spluga e Ghisallo permettono l’accesso al solo ponte principale ma non sono dotate di toilette accessibili ai disabili.

Le motonavi Orione e Bisbino hanno il ponte sole (di prua nel caso della Orione) inaccessibile alle carrozzine ma dispongono di montascale/ascensore e di 2 bagni per disabili con possibilità di rotazione di 360° all’interno; le motonavi Renzo, Lucia, Fra’ Cristoforo, Innominato hanno accesso limitato a parte del ponte principale e 1 bagno disponibile mentre Giglio, Iris e Ninfea non dispongono di un bagno adatto.

Le motonavi Cormorano, Fenicottero, Grifone, Civetta hanno la zona di prua inaccessibile alle carrozzine e dispongono di un bagno per disabili oltre a un montascale/ascensore; l’aliscafo Freccia delle Gerani è di norma accessibile e ha un bagno adatto, gli aliscafi Freccia delle Valli, G. Marconi, Voloire sono di norma accessibili e dispongono di 2 bagni.

Le navi traghetto Plinio e Lario permettono l’accesso al ponte principale e intermedio, hanno un bagno disponibile ed è presente un montascale/ascensore.

Gli aliscafi sono di norma accessibili tuttavia, a causa della loro struttura e delle pendenze delle passerelle che possono divenire eccessive, nel caso in cui si dovesse configurare una situazione di pericolo per i passeggeri o del personale di bordo, è possibile che venga rifiutato l’imbarco.

Per favorire gli imbarchi sulle navi di questa Gestione Governativa, sono previste rampe “Stepless” larghe 80 cm e con portata sino a 300kg; queste sono presenti su tutte le navi con eccezione degli aliscafi, dei traghetti (in quest’ultimo caso si utilizzano i ponti di accesso delle autovetture) e dei pontili di Como, Bellagio, Menaggio e Varenna.

Accessibilità Lago di Como, rampe stepless
© Navigazione Lago di Como

Un plauso va all’attuale Gestione Governativa che ha avviato un programma di formazione per il personale con oggetto la sensibilizzazione e l’assistenza alla disabilità ma, ha anche dato vita a un progetto che si pone l’obiettivo di individuare le soluzioni che favoriscano la mobilità, e permettano di offrire un viaggio piacevole anche a viaggiatori con disabilità.

Per informazioni sono disponibili:

– un numero verde: 800551801,

– un indirizzo email: infocomo@navigazionelaghi.it

– una pagina internet: http://www.navigazionelaghi.it/ita/wheelchair_friendly.html

Prima di terminare l’articolo vorremmo ringraziare tutti coloro che si sono resi disponibili nel fornire indicazioni e informazioni dedicandoci il loro tempo prezioso, un aiuto per noi fondamentale per poter dare, a chi ne avesse necessità, notizie sicure.

Cosa fare e vedere ad Angera

Angera è una deliziosa cittadina che si affaccia sul Lago Maggiore e la sua rocca, il lungolago e la grande spiaggia pubblica attirano ogni anno numerosi visitatori e turisti.

Per poterla visitare con tutta calma e godere delle bellezze che offre, l’ideale sarebbe avere a disposizione qualche giorno ma, se proprio siete di fretta e tutto quello che avete è una sola giornata, vi suggeriamo cosa visitare.

Cosa vedere ad Angera in una giornata: La Rocca di Angera

Angera è conosciuta principalmente per la Rocca che si erge su uno sperone di roccia che domina il Lago Maggiore; per potervi accedere è necessario raggiungere la biglietteria quindi, una volta entrati, ammirare lo splendido panorama che si staglia al di sotto.

Rocca di Angera

Lo sguardo si perde sulle acque, sull’Isolino Partegora, e si estende sino ad Arona.

Costruita a scopo difensivo e di controllo dei traffici, grazie alla sua posizione privilegiata riusciva a dominare su una buona parte del Lago e controllare il territorio; non è un caso che giunti sulla sommità, una volta effettuato il giro del castello, lo sguardo si apra maggiormente sul panorama.

Se soffrite di vertigini, acrofobia o claustrofobia, valutate se sia il caso di salire; la stanza che precede l’ultimo tratto e i pochi gradini che conducono alla parte più alta, racchiusi tra strette mura e un “soffitto” basso, possono mettere a disagio.

Molte sono le stanze da visitare, bellissime e riccamente decorate, le Sale Storiche sono una gioia per gli occhi; gli affreschi e le tele, tra cui alcune realizzate dal “Maestro d’Angera”, le belle maioliche conservate nella Sala della Mitologia, fanno da cornice a poche suppellettili e finestre che si aprono su uno splendido scenario.

All’interno della Rocca di Angera, si trova poi il Museo della Bambola e del Giocattolo in cui è possibile ammirare bambole provenienti da varie parti del mondo e appartenenti a differenti epoche; gli amanti del collezionismo rimarranno incantati di fronte alle bambole di porcellana, cera, in legno, bambole francesi o con testa in biscuit a bocca aperta.

Museo del giocattolo Angera

Nucleo centrale del museo è la collezione della Principessa Bona Borromeo Arese, una delle più importanti in Europa, costituita da esemplari che vanno dal XVIII secolo fino ad oggi; in questa raccolta, la bambola che viene considerata più toccante è la 124/B, donata dalla baronessa Donata Ricciardi di Firenze che è accompagnata da una busta contenente una dedica affettuosa.

Prima di abbandonare la Rocca, è d’obbligo un tuffo nel giardino medievale, non solo per ammirare i panorami, ma anche le piante medicamentose e ornamentali.

A passeggio per Angera

Passare una giornata ad Angera offre molti spunti, c’è molto da vedere e molto da fare.

Aggirandovi per le strade del paese potreste imbattervi nella piccola Chiesa di Sant’Alessandro, Sisinno e Martirio, risalente al V-XVII secolo; per poterla visitare è necessario fare richiesta, arrivando, con molta probabilità la troverete chiusa.

A pochi passi si trova invece la Chiesa Parrocchiale di Santa Maria Assunta, risalente al XIV-XX secolo, sorse sulla necropoli paleocristiana e al suo interno sono custoditi bellissima affreschi e arredi.

Chiesa Parrocchiale di Santa Maria Assunta Angera

Edificata con pietra d’Angera, riconoscibile dal colore giallo, rosa o bianco, sopra l’ingresso presenta una lunetta con affrescata l’assunzione della Vergine Maria; internamente ha 3 navate e, in quella a destra, nella cappella della Madonna Addolorata, si trova una statua in legno della Madonna dei Sette Dolori.

Passeggiando per il centro, tra negozi e gelaterie, ci si imbatte nel Museo Civico Archeologico, il luogo ideale per scoprire la storia di questa bella cittadina; partendo dalla preistoria, le testimonianze rimaste trascinano il visitatore nell’evoluzione di Angera fino a condurlo all’epoca romana.

All’interno della Tana del Lupo, una grotta che si trova al di sotto della Rocca di Angera ma che purtroppo non si può visitare, sono state trovate le prima attestazioni di vita risalenti al Paleolitico e, proprio da qui, parte la storia che il museo narra.

Santuario della Madonna dei Miracoli Angera

Chi ama il turismo religioso deve assolutamente fermarsi presso il Santuario della Madonna dei Miracoli (o della Riva), nei pressi del lungolago; piccola e raccolta, è un vero e proprio gioiello dove, sull’altare, è esposto l’affresco della Madonna con il bambino. Proprio questo affresco, da cui un giorno si vide sgorgare del sangue, è la motivazione per cui la Chiesa è stata edificata.

Angera e il suo Lago

Angera è famosa per la Rocca ma lo è anche per essere lambita dal Lago Maggiore e, proprio davanti a questa cittadina si può ammirare un isolotto dal nome particolare: Isolino Partegora.

Isolino Partegora

All’interno del golfo di Angera si trova quest’area naturalistica circondata da canne, e ricoperta da una fitta vegetazione dove sono ospitate le lapidi di Sant’Arialdo (qui martirizzato per il volere del vescovo Guido da Velate e la sua concubina, Oliva de Vavassori) e i figli di Attilio Brovelli che ha donato l’isola al Comune di Angera.

Gli amanti del birdwatching possono ammirare varie specie come i cormorani, i germani reali, i cigni e le anatre.

La storia ci racconta però che su quest’isola, Alessandro Volta, muovendo i canneti e il fondo notò delle bolle d’aria e, riuscito a intrappolarle, nei giorni successivi ne provocò la combustione; senza saperlo aveva identificato quello che poi sarebbe stato chiamato “metano”.

L’isola la si ammira molto bene dalla Passeggiata Antonio Greppi, una bella “pista” che, da un lato si affaccia sulle acque del Lago Maggiore mentre, dall’altro lato si trova invece un bel prato su cui è possibile fermarsi a riposare, giocare, rilassarsi.

Procedendo lungo la passeggiata si arriva al Pontile Porto Asburgico dove alcune barche stanno pigramente in attesa di riprendere il largo e, a pochi passi, si dispiega la lunga spiaggia comunale; non si tratta di una spiaggia in sabbia o sassolini, ma in erba.

Spiaggia Angera

Non è possibile fare il bagno, tuffarsi e accendere fuochi (escluso perciò il barbecue), però ci si rilassa piacevolmente ammirando Arona, leggendo un libro o ammirando i bei cigni che nuotano nell’acqua; se il caldo dovesse proprio farsi insopportabile, si potrà cercare un po’ di riparo sotto le piante che costeggiano la spiaggia e il lungolago.

Ad Angera sono molte le cose da vedere, a partire dalla Rocca, sino al lungolago che fa apprezzare particolarmente il paesaggio; un weekend è perfetto per visitarla con tutta calma tuttavia, con un’ottima organizzazione, anche in un solo giorno si può godere delle bellezze artistiche, storiche e naturali che il paese offre.