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Sogno di una notte di mezza estate a Villa Carlotta

Località: Tremezzina
• Inizio: 21 giugno
• Fine: 21 giugno

Arriva a Tremezzina un appuntamento imperdibile, “Sogno di una notte di mezza estate”.

Richiamandosi al titolo di una commedia di William Shakespeare, l’evento promette emozioni e un tuffo nella natura all’interno di una cornice suggestiva e romantica.

A Villa Carlotta, dalle ore 18, sarà possibile infatti immergersi nel mondo delle erbe spontanee grazie alla passeggiata in cui imparare a riconoscerle e apprezzarne le numerose virtù. Un’occasione davvero ghiotta, non solo per ammirare la bellezza della villa e del lago, ma anche per addentrarsi del mondo di erbe dalle straordinarie proprietà e dal gusto eccezionale.

Non è un caso perciò che, all’interno dell’evento, si tenga anche una degustazione di prodotti preparati utilizzando come ingrediente le erbe spontanee; gli studenti dell’ENAIP Como metteranno a disposizione le loro abilità per preparare piatti a base di erbe di campo.

Dato il titolo dell’evento, poteva mancare una lettura animata? Certo che no!

In collaborazione con l’Associazione Fata Morgana, tra incantesimi e magia, si parte alla scoperta dell’opera shakespeariana “Sogno di una notte di mezza estate”.

Quando le luci del sole saranno ormai calate e le stelle faranno la comparsa sulla volta celeste, l’astrofisico Corrado Lamberti guiderà i presenti alla scoperta di costellazioni, pianeti e altri oggetti celesti.

Sarà presente anche un’esposizione temporanea “Un battito l’ali”, di Marta Allegrezza.

Ricordate la data, il 21 giugno è ormai alle porte e, per godere della bellezza di questo evento, la direzione consiglia di dotarsi di scarpe comode per poter passeggiare comodamente tra i bei giardini della Villa, una pila, una coperta e un cesto da pic-nic.

Per poter partecipare all’evento il costo sarà pari a 20 euro per gli adulti e 10 euro per i bambini; gli abitanti di Tremezzina e Griante avranno diritto a uno sconto e pagheranno l’ingresso 15 euro.

A questo link http://online.villacarlotta.it/prenotazioni-eventi?fbclid=IwAR2oZvUyryh0s6nwX6WRZCRnlAHjMJkMHyAAjzd2obJ9MfsftGvNdr0CZrE sarà possibile prenotare i biglietti direttamente online.

Riapertura 2019 Ville Lago di Como

La primavera è alle porte e con lei arriveranno tante novità sul Lago di Como, tante nuove esperienze vi attendono e tante occasioni non mancheranno; da tradizione però, nel mese di marzo, le ville più belle riapriranno i battenti.

Siete pronti a immergervi in un mondo di colori, profumi e suoni che anno dopo anno non smettono di affascinare turisti e visitatori?

Se avete voglia di cultura, di ammirare paesaggi incantevoli, sentirvi come i protagonisti di pellicole cinematografiche di successo, organizzate una visita a una delle bellissime ville che si affacciano sul Lago di Como, non ve ne pentirete!

Riapertura 2019 delle Ville del Lago di Como

La romantica Villa Carlotta, a Tremezzo, in cui è possibile soffermarsi deliziati di fronte ad “Amore e Psiche” di Canova o all’”Ultimo bacio di Romeo e Giulietta” di Hayez, riaprirà i cancelli il 22 marzo.

Villa Carlotta

Sarà possibile accedervi dalle 9 alle 19.30 fino al 29 settembre; dal 30 settembre al 27 ottobre si potrà visitarla dalle 9.30 alle 18.30 mentre, dal 28 ottobre al 3 novembre, dalle 10 alle 17.

Durante il ponte dell’Immacolata (6-7-8 dicembre) aprirà dalle 10 alle 17.

Vi invitiamo a visitare il sito ufficiale (http://www.villacarlotta.it) per verificare eventuali modifiche e controllare gli orari della biglietteria.

Avete mai visitato Villa del Balbianello? Splendida location che ha fatto da sfondo a film di successo, luogo ideale per matrimoni da sogno, villa da ammirare affacciandosi sulle acque lacustri incorniciate da un panorama indimenticabile, riaprirà il 15 marzo.

Villa del Balbianello

Fino al 6 gennaio la si potrà visitare tutti i giorni, a esclusione del lunedì e il mercoledì non festivo, dalle 10 alle 18; dal giorno 1 novembre la chiusura sarà alle ore 17.00.

Anche in questo caso vi invitiamo a prendere visione del sito ufficiale per eventuali comunicazioni o verifiche degli orari della biglietteria  https://www.fondoambiente.it/luoghi/villa-del-balbianello/visita .

I giardini di Villa Melzi stanno per aprirsi però, si dovrà attendere sino al 23 marzo; fino a ottobre, dalle 9.30 alle 18.30 sarà quindi possibile passeggiare tra splendide e rare piante rivolgendo lo sguardo verso le acque blu e il profilo di Tremezzo che si staglia sullo sfondo. Per scoprire modifiche agli orari, novità e tenervi aggiornati, consigliamo di visitare il sito ufficiale: http://www.giardinidivillamelzi.it .

Villa Monastero, a Varenna, ha riaperto i giardini il giorno 1 marzo; potrete visitarla tutti i giorni dalle 10 alle 17; nei prossimi mesi l’apertura seguirà questi orari:

aprile dalle 10 alle 18.30

maggio-giugno-luglio e agosto dalle 10 alle 19.30

settembre dalle 10 alle 18.30

ottobre e fino al 3 novembre dalle 10 alle 18.

La  Casa Museo, ad eccezione di agosto, non sarà aperta tutti i giorni:

a marzo  si potrà visitarla il venerdì, sabato, domenica e i festivi dalle 10 alle 17

ad aprile il venerdì, sabato, domenica e i festivi dalle 10 alle 18.30

a maggio, il giovedì, il venerdì, sabato, domenica e i festivi dalle 10 alle 19.30

giugno e luglio, da martedì a domenica e festivi dalle 10 alle 19.30

agosto, tutti i giorni dalle 10 alle 19.30

settembre, da martedì a domenica e festivi dalle 10 alle 18.30

ottobre e fino al 3 novembre, venerdì, sabato, domenica e festivi dalle 10 alle 18.

Vi invitiamo a visitare il sito ufficiale (http://www.villamonastero.eu) per verificare eventuali modifiche all’orario, orari di biglietteria o altre comunicazioni.

Non ci resta che augurarvi buon divertimento con le Ville e i bellissimi giardini sul Lago di Como.

Cosa vedere alla Rocca di Angera

La Rocca di Angera è un luogo ricco di fascino e cultura da non perdere quando si visita questa bella cittadina; posta in posizione panoramica, si trova abbarbicata su uno sperone roccioso all’estremità meridionale del Lago Maggiore.

In origine proprietà della Mensa Arcivescovile, passa nelle mani della famiglia Visconti nel 1384; nel 1449 viene acquistata da Vitaliano Borromeo e, ancora oggi è proprietà della famiglia.

Visita alla Rocca d’Angera

Per visitare la Rocca di Angera è possibile arrivare in auto sino al piccolo parcheggio antistante e, dopo aver pagato il biglietto e superato la biglietteria, avviarsi sulla strada asfaltata che, in pochi passi, vi porterà al cospetto della grande costruzione.

Sulla sinistra si apre il panorama mozzafiato del Lago Maggiore e Arona; la Rocca si trova sulla destra mentre, di fronte è situato il bar.

Vista dalla Rocca di Angera

Dopo essere entrati, dalla grande piazza è possibile accedere immediatamente  al Museo della Bambola e del Giocattolo oppure, attardarsi ad ammirare il coperchio di sarcofago romano in pietra sarizzo risalente al VII d.C. o la sala storica con la Tinaia e il Torchio.

Tinaia alla Rocca di Angera

Museo della Bambola e del Giocattolo

Il Museo della Bambola e della Moda Infantile della Rocca di Angera è stato fortemente voluto dalla principessa Bona Borromeo nel 1988 e, da allora, è cresciuto grazie ai collaboratori e ai donatori che hanno voluto dare il loro contributo.

Ciò che era un tempo esposto all’interno del Petit Musée du Costume di Tours (collezionato con amore da Robert Pesché e dalla moglie Madame Gisèle Pesché) ora si trova esposto in queste sale che ne hanno raccolto l’eredità quando, il museo, ha rischiato di dover perdere tutto il lavoro di raccolta svolto, per via di mancati finanziamenti.

In questo museo, che si snoda tra 12 stanze, si ammirano bambole provenienti da varie epoche storiche e realizzate in differenti materiali; il museo, attraverso un percorso lineare nel tempo, si pone come obiettivo quello di mostrare le mutazioni nelle epoche e nei periodi storici.

Museo della bambola e del giocattolo Rocca di Angera

Le bambole, abbigliate e spesso dotate di corredo o intente a svolgere determinate mansioni, si susseguono nelle teche  mentre, pannelli bilingue illustrano i materiali e gli utilizzi; la ceramica per esempio, facile da lavare, resistente, già diffusa all’interno delle abitazioni, divenne anche materiale da costruzione dei balocchi.

Si rimane così a bocca aperta di fronte agli splendidi esemplari dai bei visi, con particolari definiti; piccole bambole adornate, abbigliate, rappresentano in alcuni casi una testimonianza della moda dell’epoca. Tra le più curiose si possono ammirare i “Frozen Charlie” realizzati totalmente in porcellana lucida, dalle belle gote colorate, senza articolazioni, o le bambole manichino francesi, con i loro corredi originali.

Museo della bambola e del giocattolo Rocca di Angera

Fanno bella mostra di sé anche modelli in miniatura di mobili provenienti dalla collezione Roberta della Seta Sommi Picenardi, o bei cavalli da giostra nella sezione in cui sono raccolte bambole giapponesi.

Molte delle bambole esposte sono costituite da miscugli di materiali: cartapesta, legno, porcellana. Vi sono poi le bellissime bambole in cera, tipiche della seconda metà del 19esimo secolo e i più recenti automi.

Alcune sono davvero curiose, come quella con il ventre apribile per ammirare il meccanismo che le permette di camminare o mandare baci, è anche caratteristica la “Gibson Girl”, ispirata dal personaggio disegnato dall’illustratrice Charles Dana Gibson.

Imperdibili sono poi le antiche maioliche d’Europa e d’Oriente.

Le Sale Storiche e il giardino medievale

Girovagando tra le sale della Rocca di Angera, ci si imbatte anche in alcune stanze che, attraverso mobili, suppellettili, dipinti e raffigurazioni, ci raccontano di storie e miti.

Un esempio è la Sala Mitologica dove rivivono i miti di Atalanta e Ippomene rappresentati da un dipinto di Guido Reni, o quello di Apollo e Marsia; nella Sala della Giustizia, affreschi del “Maestro di Angera”, vengono celebrate le gesta di Ottone Visconti, arcivescovo di Milano, che lottò contro Napo della Torre, sconfitto poi a Desio nel 1277.

Rocca d'Angera

Sopra i tre registri si trovano soggetti a carattere astronomico e astrologici.

Per godere di una vista panoramica davvero spettacolare è necessario salire sulla Torre (attenzione se soffrite di acrofobia oppure di claustrofobia, l’ultimo tratto prevede un piccolo breve passaggio che potrebbe mettere a disagio); da qui si può ammirare il Lago Maggiore e Arona posta di fronte alla Rocca, le Alpi e le Prealpi.

Naturalmente, visitando la Rocca di Angera non è possibile tralasciare il giardino Medievale con il giardino delle erbe piccole, realizzato in aiuole in cui si coltivano piante odorifere e medicinali; passeggiando si passa anche dal verziere o dal boschetto e, alzando lo sguardo, ci si sente protetti dalla Rocca che si erge maestosa e domina tutta l’area.

Giardino Medievale Rocca di Angera

Passare un pomeriggio alla Rocca di Angera significa immergersi in un’atmosfera fiabesca, fare un salto nel tempo, ammirare panorami strepitosi e, se vi avanza un po’ di tempo vi suggeriamo di visitare anche il paese, non ne resterete delusi.

Parco Villa Pallavicino, un incanto sul Lago Maggiore

Villa Pallavicino, a Stresa, sul Lago Maggiore, è un’attrattiva che dopo un periodo turbolento, ha riaperto i battenti per la gioia di grandi, piccini e per tutti gli amanti dei meravigliosi paesaggi del Verbano.

La storia di Villa Pallavicino

La villa venne costruita nel 1855 grazie al volere di Ruggiero Bonghi, filologo, politico e accademico   che, in quell’anno aveva incontrato Alessandro Manzoni proprio a Stresa e la desiderò come dimora privata; in seguito fu il Duca di Vallombrosa a ingrandire la villa prima di venderla nel 1862, quando giunse nelle mani della famiglia Pallavicino.

I nuovi proprietari fecero piantare nuovi alberi, inserire statue, costruire viali, realizzare il giardino all’inglese, rendendo la villa simile a come la si può ammirare al giorno d’oggi; nel 1952, grazie alla marchesa Pallavicino, fu inserito anche un parco zoologico con animali provenienti da varie parti del mondo. Fu solo per merito di Stefano Lodovico Pallavicino e Luisa Cavazzi della Somaglia, la moglie, che nel 1956 aprì le porte al pubblico.

Il parco è aperto ai turisti mentre la villa ottocentesca a 3 piani, caratterizzata da belle terrazze, non è visitabile.

Villa Pallavicino a Stresa

La visita al parco Villa Pallavicino

Situato alle porte del paese, si affaccia sul lago da cui è separato dalla strada statale; per i visitatori è presente un ampio parcheggio riservato che consente di giungervi senza fatica.

Tra i colori e i profumi dei fiori, l’area zoologica è il paradiso dei più piccini che possono vedere e accarezzare animali che, in condizioni normali non hanno possibilità di ammirare; ma Villa Pallavicino non è solo questo, oltre alla bella villa ottocentesca in stile neoclassico sono presenti i giardini, le serre, un bar, un ristorante, aree picnic, un parco giochi. Tutto questo la rende il luogo ideale per trascorrere una bella giornata in famiglia.

Parco Villa Pallavicino

L’ingresso è a pagamento e, sebbene siano previsti alcuni percorsi specifici, nessuno è obbligato a seguire un giro particolare ma può decidere di dedicarsi prima ad alcune aree piuttosto che altre; generalmente si segue semplicemente la strada sterrata, larga al punto che potrebbe passarci anche una macchina.

Volendo fare il giro tipico e completo, dopo alcuni tornanti tra piante e prati ben tenuti, si giunge subito al Ristorante “Le scuderie” dove prelibati piatti di pesce di lago fanno la parte del leone; proseguendo si giunge a un bivio, girando a sinistra in pochi passi si raggiunge la fattoria (l’antica cascina). La zona recintata è accessibile e qui, mansueti animali che si muovono liberamente, possono essere avvicinati dai bambini che hanno la possibilità di accarezzarli; ci sono caprette, lama, daini e, in ambienti ricostruiti o gabbie adatte si trovano anche la zebra, il canguro, il furetto, il cacatua, l’aquila reale, il pappagallo, la volpe e tanti altri.

Parco Villa Pallavicino

Passeggiando tra i vialetti, tra rose, azalee e rododendri è anche possibile imbattersi nei pavoni e, se si è fortunati, potrebbero decidere di deliziarvi con una bella ruota.

I bambini non sapranno più da che parte girarsi ad ammirare questo e quell’altro animale, se vi recate a Villa Pallavicino con loro, preparatevi a un’esplosione di gioia continua.

Parco Villa Pallavicino

A Villa Pallavicino talvolta, quando i grandi spazi aperti lasciano lo spazio alle piante, sembra quasi di stare all’interno di un bosco, con tanti alberi, alcuni antichi e altri rari, ci sono infatti faggi rossi, il ginkgo biloba, le sequoie, magnolie e il cedro del Libano; il bosco sembra infittirsi soprattutto quando, dopo aver scavalcato un ruscelletto, ci si trova nella parte alta del parco, dove si incontra l’aula didattica. Quest’area è perfetta per i bambini e le scolaresche che possono effettuare attività di laboratorio.

Villa Pallavicino

Non può mancare poi il giro nel negozio Portobello in cui trovare magliette, souvenir e gadget del parco.

Proseguendo lungo il viale si raggiunge lo Chalet Bar dopodiché, finalmente, si arriva ai giardini botanici con fiori dai colori sgargianti e profumatissimi; nei pressi sorgono anche le serre e il parco giochi con altalene, scivoli e altri intrattenimenti per i più piccini.

Ogni angolo è una sorpresa, un modo per scoprire nuovi fiori, piante, e ammirare tanti animali che girano liberamente e, abituati alla presenza umana, si lasciano spesso avvicinare e toccare; chiunque si avvicini a loro, deve farlo con riguardo e, anche per i più piccini, questa è l’occasione per capire che non si tratta di giocattoli da strapazzare, ma di esseri viventi a cui accostarsi con estremo rispetto e attenzione.

Parco Villa Pallavicino

Prima di uscire ovviamente ci si imbatte nella villa, l’antica dimora, che si affaccia sul lago; fin dall’inizio, già dai primi giardini all’inglese e per tutto il giro, è possibile alzare lo sguardo e perdersi nello splendore delle acque del lago che fanno da sfondo a questa bella location.

Come detto, questo potrebbe essere un giro tipico, ma nessuno vieta, ad esempio, di saltare la fattoria e continuare comunque il percorso verso una qualunque delle mete sopra citate, il tutto immersi nel verde con abeti, castagni, cipressi, ortensie, magnolie, rododendri, tanto per citarne alcuni; ai piedi di queste imponenti piante sono presenti cartelli che ne descrivono nome, specie, provenienza.

Parco Villa Pallavicino

Una giornata particolare (aperto generalmente da marzo a ottobre, dalle 10 alle 18 con ultimo ingresso alle ore 16), diversa, divertente, con un costo non esorbitante, in un parco di circa 20 ettari in cui perdersi tra 40 specie diverse di animali e innumerevoli piante, arbusti, fiori, nella più assoluta tranquillità, affacciati sul Lago Maggiore, all’ingresso di Stresa e a un passo dalle Isole Borromee.

Per verificare gli orari di apertura e i costi, vi consigliamo di visitare il sito istituzionale: Parcopallavicino.it

Minicrociera sul Lago di Pusiano e sbarco sull’Isola dei Cipressi

La mini crociera a bordo della motonave Enigma con sbarco e visita all’Isola dei Cipressi sul Lago di Pusiano, è un tuffo nella natura e nel turismo ecosostenibile; una bellissima gita che dura un paio d’ore circa e in cui il tempo scorre davvero velocissimo solcando le acque, ammirando paesaggi e godendo della bellezza dell’Isola.

La distanza che separa il punto di imbarco a Pusiano e l’Isola dei Cipressi è poca, in una decina di minuti, navigando con calma e godendo della prima parte della crociera, il tempo scorre davvero rapidissimo.

Le doverose “raccomandazioni” a bordo della motonave Enigma

A bordo, la guida illustra subito alcune semplici regole, intanto è vietato fumare (sia sulla nave che sull’Isola) e questo include anche la sigaretta elettronica poi, al piano superiore si trovano i giubbetti di salvataggio perciò, in caso di necessità, è necessario mantenere la calma e stare seduti, verranno distribuiti dall’equipaggio.

Una volta giunti sull’Isola si dovranno rispettare gli animali, stare a una distanza di 3-4 metri per evitare di infastidirli e farli sentire accerchiati; alcuni, come la gru coronata, in una situazione di “disagio” potrebbero infatti attaccare.

Ascoltando le “avvertenze” ci si è già allontanati dal molo e si può ammirare la piazza con il campanile di Santa Maria Nascente, speculare a quello che si trova a Bosisio Parini; si possono anche notare alcune case costruite a pelo d’acqua, dal 1985 cosa non più realizzabile.

Santa Maria Nascente Pusiano

Il tempo di raccomandare di stare tutti insieme e non girovagare da soli per evitare di farsi richiamare e si è pronti allo sbarco.

La visita all’Isola dei Cipressi

L’Isola dei Cipressi, dove si trova una stanza dei cipressi (sull’isola ce ne sono ben 105 e i più vecchi sono stati piantati nel 1700 dal Marchese del Molo) dal 2011 è proprietà della Fondazione Gerolamo Gavazzi.

Isola dei Cipressi

Dalla motonave, già prima di sbarcare si vedono alcuni animali che si aggirano sul prato di fronte al molo di attracco, quindi, dopo essere giunti di fronte al primo punto panoramico in cui è possibile ammirare le acque del Lago, ha inizio la vera e propria visita guidata dell’Isola.

La guida racconta aneddoti, informazioni e curiosità della villa facendo conoscere anche la sua storia e la storia dei suoi proprietari; sull’isola, che fu anche avamposto militare, giunsero personaggi di una certa importanza come Stendhal.

I canti degli uccelli e i racconti dell’attuale proprietario si intrecciano a quelli della guida e accompagnano la visita che si snoda tra le bellezze dell’Isola su cui si trova anche un piccolo museo all’interno del quale sono costuditi riproduzioni di barche, piccole attrezzature da giardinaggio, monete e altri oggetti.

Museo Isola dei Cipressi

E’ proprio il proprietario che dà il permesso, soprattutto ai più piccini, di raccogliere le piume colorate che i pavoni hanno perso però, ammonisce tutti di non strappare i fiori.

Passeggiando nel verde si giunge a una casetta sull’albero; bella, bellissima, conquista subito e se il proprietario permette di salire, sarebbe un peccato non approfittarne perché oltre ad essere arredata con gusto, permette di godere di una vista panoramica del lago.

Casa sull'albero Isola dei Cipressi

La casa è stata costruita nel 2006 da alcuni ragazzi scozzesi che svolgono questo lavoro per professione e, per poterlo fare, han dovuto risiedere sull’isola per 3 mesi senza avere a disposizione nessun confort.

Portando tutto il materiale hanno vissuto come il papà dell’attuale proprietario, senza nessun agio; il papà aveva infatti a disposizione una lampada a petrolio, dormiva in quello che è attualmente il museo, aveva a disposizione una branda e si lavava nelle acque del lago.

Passeggiando si arriva all’hotel degli insetti in cui si trovano piccole caselle all’interno delle quali si trovano insetti come la vespa italiana, ormai scomparsa in Italia (quelle esistenti sono ibride), ma qui ancora presente.

Ciò che attira però grandi e piccini, che incuriosisce, è la possibilità di ammirare i Wallaby che il proprietario aveva visto in un parco scozzese e, conosciuta la loro capacità di adattarsi facilmente, ha deciso di portare qui; in totale ce ne sono 15 e con un po’ di fortuna è possibile vedere anche i cuccioli mentre vengono allattati.

Wallaby Isola dei Cipressi

Dopo aver potuto guardare e scattare un po’ di fotografie a questi marsupiali con i loro cuccioli, si torna alla motonave per proseguire il giro del Lago.

La leggenda dell’Isola

In tempi passati, in Brianza, da Erba sino alla Valassina, un drago spadroneggiava facendo il bello e il cattivo tempo; qui viveva anche una bella principessa il cui nome era Teodolinda che, disgrazia sua, era destinata a diventare la sposa dell’animale.

Un giorno giunse un guerriero di nome Giorgio, passato poi alla storia come San Giorgio, che si innamorò della bella ragazza e cercò di escogitare un modo per liberarsi di lui.

L’impresa non era facile perché il drago era davvero enorme e un duello con lui non sarebbe stato facile da vincere così, elaborò un piano, decise di fargli odorare i fiori di sambuco (i dolci tipici di Pusiano sono fatti con farina gialla e fiori di sambuco) facendolo così addormentare.

Approfittando della situazione gli tagliò la testa che finì per rotolare verso il Lago di Pusiano.

Per la leggenda, secondo alcuni la testa rotolata divenne l’isola mentre, secondo altri, si inabissò semplicemente nel Lago, nel punto più profondo (27 metri), parallelo proprio all’Isola dei Cipressi.

Solcando le acque del Lago di Pusiano

Dopo aver completato il giro dell’Isola è il momento di conoscere il Lago di Pusiano su cui si affacciano 7 comuni; Pusiano è l’ultimo della provincia di Como, alcuni degli altri appartengono invece alla provincia di Lecco.

Lago di Pusiano

Ha un perimetro di 14 km e sulla sua superficie si praticano canottaggio, canoa, kayak, purtroppo non è più possibile fare sci d’acqua; durante la prima parte del giro si ammirano le ninfee bianche  e gialle mentre, quelle fucsia, qui, sono una rarità.

Salpati dall’Isola dei Cipressi ci si imbatte immediatamente nel centro remiero in cui si trova un campo di gare di canottaggio lungo 2 km e mezzo; anche se gare non se ne possono svolgere, poiché è stata vietata la costruzione di tribune, anche galleggianti, vengono atleti da tutto il mondo per allenarsi.

L’acqua, che appare liscia come l’olio, è di origine glaciale, molto dura, perfetta per chi desidera un allenamento intenso.

Sullo sfondo si stagliano il Monte Resegone e il Monte Barro mentre i cormorani, che altrove sono quasi una rarità, qui sono un problema perché ognuno mangia fino a 3 chili di pesce al giorno e, in un lago piccolo come quello di Pusiano, è una problematica.

Cormorano sul Lago di Pusiano

Chi vuole ammirare la natura e la fauna lacustre potrà godere della vista degli svassi che emergono qui e là mentre, di tanto in tanto fanno capolino le mattonelle che segnalano la presenza della carpa; sul Lago di Pusiano si svolge il carp fishing no kill, la carpa è pescata, fotografata, pesata, misurata e rimessa in acqua. Sulla piazzole a riva è possibile vedere le tende dei carpisti che riposano in attesa della notte quando, le carpe, faranno la loro comparsa.

Le boe gialle utilizzate per il ripopolamento del lago sono collocate annualmente in accordo con il Parco Lambro e vengono monitorate tramite un sistema satellitare.

Non visibile dalla motonave Enigma è la diga più antica d’Italia (1812), Cavo Diotti, finanziata da un avvocato milanese che, anziano, non vide mai l’opera finita; il lago aveva periodi di forte siccità e inondazione così, serviva uno strumento di regolazione del flusso.

Di nuovo la guida, spiega ciò che si vede sulle rive e nei dintorni, aneddoti (qui venne varato ufficialmente il primo battello a vapore d’Italia che però, nessun italiano era in grado di comandare), storia, origini di luoghi e di personaggi famosi che passarono da qui.

Lago di Pusiano

La gentilezza dell’equipaggio è un valore aggiunto, competenti, disponibili, pronti a rispondere a qualsiasi domanda, nei giorni di caldo torrido hanno offerto acqua fresca a tutti gli accaldati partecipanti alla crociera.

Per poter effettuare il giro del Lago di Pusiano è necessario prenotare verificando che nella data scelta ci siano posti disponibili; per godere al meglio della vista del lago, i posti al secondo piano, sono probabilmente i migliori.

Accessibilità della motonave Enigma e dell’Isola dei Cipressi

Chi ha difficoltà motorie può effettuare sia la semplice crociera sul Lago di Pusiano che la visita all’Isola dei Cipressi; per accedere alla nave è necessario passare su una pedana mobile, l’unica difficoltà può essere rappresentata da un piccolo gradinetto al punto di imbarco di Pusiano.

Sulla motonave è possibile ospitare una sola carrozzina per questo, la prenotazione con richiesta di riservare un posto libero è più che mai necessaria; sulla nave gli spazi sono molto stretti e sono presenti delle scale per accedere al piano superiore quindi sarà necessario fermarsi a quello inferiore.

Sull’Isola dei Cipressi la visita si snoda passando su prati e sentieri, un aiuto per percorrere il primo pezzo in salita può rendersi utile; verso la fine del percorso è presente anche una scalinata che conduce all’area da cui si possono ammirare i Wallaby tuttavia, è possibile anche effettuare un percorso alternativo (con accompagnatore) che non prevede barriere architettoniche.

La motonave Enigma

Prima di concludere, ecco alcune informazioni sulla motonave Enigma che garantisce una navigazione ecologica e un turismo ecosostenibile.

Utilizzata in passato sul fiume Mincio, è stata poi portata sul Lago di Pusiano dove permette di realizzare minicrociere volte alla conoscenza del lago stesso, gite all’Isola dei Cipressi, escursioni per gruppi, feste private, serate di ballo, gite scolastiche, escursioni didattiche, scuole pesca e altro ancora.

Motonave Enigma Lago di Pusiano

Con 78 posti a sedere disposti su 2 piani, dispone di una struttura in acciaio e un’alimentazione a energia solare permessa dai pannelli solari che rendono così il giro sul lago totalmente ecologico e a impatto zero sull’ambiente;  grazie alla possibilità di “chiuderla” lateralmente, può essere utilizzata anche in caso di pioggia mentre, il riscaldamento fa si che la navigazione possa avvenire anche in inverno.

Il sistema di filodiffusione consente di ascoltare le spiegazioni della guida senza alcuna difficoltà; sono inoltre presenti i servizi igienici.

Per partecipare è necessario prenotare secondo le indicazioni del sito ufficiali: navigazionepusiano.com

Villa Melzi d’Eril, una perla sul lago

Villa Melzi d’Eril, inserita nello splendido scenario del lago di Como si trova a Bellagio e, con i suoi terrazzamenti, le specie floreali e il panorama che regala, rappresenta una delle ville più belle da visitare.

Villa Melzi d’Eril tra storia e cultura

Progettata dall’architetto Giocondo Albertonelli su commissione del duca Francesco Melzi d’Eril, fu costruita tra il 1808 e il 1815; presenta al suo interno  decorazioni in stile neoclassico dovute principalmente all’influenza dell’architetto anche se, un ruolo di primo piano, nell’impreziosire la dimora, lo ebbero anche pittori del calibro di Andrea Appiani, Giuseppe Bossi, Alessandro Sanquirico e scultori come Antonio Canova, Giambattista Comolli e Pompeo Marchesi.

Il Duca, volendo una villa simile alla Villa Reale di Monza e ad altre ville già esistenti sul lago, decise di affidare la realizzazione dei giardini a Luigi Villoresi e Luigi Canonica che si erano occupati del parco di Monza.

Molti furono i personaggi famosi che ebbero il privilegio di essere ospitati all’interno della villa, tra questi Eugenio Beauharnais, L’Imperatore d’Austria Ferdinando I e l’Imperatrice Marianna, Franz Litz che pare abbia composto la “suonata a Dante” proprio qui, ispirato dalla scultura di Dante e Beatrice.

Stendhal stesso fu catturato dalla bellezza del luogo al punto da parlarne in “Rome, Florence et Naples” e nella “Certosa di Parma”.

Alla morte del Duca la villa passò alla famiglia dei Gallarati Scotti perché una delle sue figlie sposò Giancarlo Gallarati Scotti, che la ereditò.

Oltre alla splendida villa, nel complesso si trovano una cappella, la serra degli aranci, e il bellissimo giardino all’inglese punteggiato da statue, cimeli e monumenti; la villa non è visitabile mentre, aperti al pubblico sono i giardini, primo esempio di giardini all’inglese sul Lario, il museo e la cappella.

Il chiosco moresco, adibito in passato a luogo in cui prendere il tè e ascoltare musica, conserva al suo interno i busti dell’imperatore d’Austria Ferdinando I e dell’imperatrice Marianna di Savoia, del duca Ludovico Melzi  e della moglie Josephine Melzi Barbò; nei toni del bianco e dell’azzurro, ha una vista incantevole non solo sul lago ma anche sul monumento dedicato a Dante e Beatrice.

Villa Melzi Bellagio

Lo splendore dei giardini di Villa Melzi d’Eril

Prima di arrivare alla villa si deve attraversare un lungo viale e superati il cedro, la tuja, la camelia, l’acero e molte altre specie, ci si trova ad ammirare un filare di platani potati bassi, a ombrello.

Superati i platani si arriva alla statua di Apollo e alla villa che si fa notare per le linee semplici e una scalinata a doppia rampa con 4 leoni in stile egizio, opera del Comolli e risalenti al 1810 circa; proprio di fronte si trova una vasca con ninfee e, da questo punto, si apre una bella visuale del lago.

Villa Melzi d'Eril a Bellagio

Oltre la villa si incontra la statua di Meleagro e, superato un nuovo filare di platani si trova la cappella fatta costruire tra il 1815 e il 1820 su progetto di Comolli; al suo interno si ammirano dipinti di Giuseppe Bossi, il Redentore di Comolli, 4 Angeli opera di Pompeo Marchesi e altre opere realizzate da Angelo Monticelli.

Villa Melzi a Bellagio

All’interno dei giardini ricchi di azalee e rododendri, piante esotiche e rare, siepi di camelie, ci si sposta comodamente passeggiando e ammirando piante secolari che si alternano a specie rare e preziose come i faggi rossi, i cedri del Libano, il Liriodendron tulipifera; numerosi sono gli affacci in queste passeggiate e, per chi vuole godere appieno della vista del lago, numerosi sono i punti in cui fermarsi, anche all’ombra, per immortalare un panorama incantevole.

Tra piante e specie anche di origine esotica, fanno bella mostra di sé bambù e un giardino roccioso impreziosito da fiori e piante che ogni anno vengono rinnovate e, grazie alla mescolanza di colori, creano un effetto scenico di tutto rispetto.

Chi visita villa Melzi d’Eril non può non prevedere quindi una sosta alla cappella, alla serra e all’ex orangerie, ora trasformata in museo con cimeli del periodo napoleonico, reperti archeologici e affreschi rinascimentali.

Molto carino da osservare è anche il capanno degli attrezzi, ben integrato nel giardino e adagiato su uno spiazzo, attorniato da alcune piante.

Giardini di Villa Melzi d'Eril

Anche villa Melzi, come molte altre ville lariane è stata set di fiction e film; nel 1988 Ivan Passer ambientò qui “Haunted Summer”, nel 1990 Roger Cornan la scelse invece per e “Frankenstein oltre le frontiere del tempo”, Vanzina la volle nel 1986 per “Via Montenapoleone”. E questi sono solo alcuni esempi.

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