Lo svuotamento del Lago di Molveno

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Il Lago di Molveno, in Trentino Alto Adige, è anche nel 2019 il Lago più bello d’Italia (titolo che detiene dal 2014); lo scenario in cui si colloca è davvero suggestivo, le Dolomiti del Brenta si stagliano sullo sfondo e danno vita a un panorama suggestivo.

Meta turistica perfetta per tutte le stagioni, pet friendly, può essere “circumnavigato” in 3 ore circa grazie a un bellissimo sentiero che si affaccia sul lago, sul paese di Molveno, e sulle montagne che lo circondano.

Lo svuotamento del Lago di Molveno

Per chi è abituato a frequentarne le spiagge estive, a passeggiare lungo le sue rive di tanto in tanto, sarà uno shock vedere lo spettacolo del suo svuotamento.

Quello che è il lago più profondo del Trentino e uno dei più grandi, si restringe e ritira sino a scomparire e dar vita a uno spettacolo affascinante e inquietante allo stesso tempo; il paesaggio che si rivela a chi lo ammira da vuoto fa pensare alla superficie lunare.

All’improvviso i colori blu e verde, risultato dello specchiarsi del cielo e delle montagne scompare per lasciare posto a un bianco/grigio che attrae turisti da ogni parte del mondo: uno spettacolo imperdibile che lascia senza fiato.

Ogni 10 anni circa è infatti necessario eseguire lo svuotamento del Lago di Molveno in modo da permettere lavori di pulizia e manutenzione della galleria di scarico della centrale idroelettrica di Nembia; la condotta si trova infatti a 50 metri circa sotto al livello delle acque perciò, svuotarlo, almeno parzialmente, diventa essenziale.

SI tratta di un lavoro costoso che ha ripercussioni su tutta la zona perché, nonostante la curiosità attiri molte persone, non garantisce l’afflusso turistico abituale causando così perdite economiche oltre al naturale danno ambientale.

Lo svuotamento non avviene in maniera rapida e, altrettanto lentamente è il successivo riempimento ma tant’è, dagli anni ’50 questo procedimento va eseguito e il lago, da 820 mslm arriva a 770 mslm.

Proprio grazie allo svuotamento, nel 1952, è venuta alla luce un’antica foresta preistorica pietrificata; gli alberi che emersero erano quelli presenti quando il lago si formò in seguito alla frana avvenuta circa 4000 anni fa.

Non solo vennero rinvenuti tronchi fossili ma alcuni segni, fecero pensare che qui vi fosse anche un insediamento umano.

Insomma, un evento di manutenzione che, in un primo tempo penalizzava il paese e il turismo, è stato trasformato in un evento in grado di attirare turismo e diventare un momento imperdibile per scoprire uno scenario indimenticabile.

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