Una finestra sul lago di Como: Capanna Mara

Tra i monti Bollettone e Palanzone, nel pieno centro delle colline del triangolo lariano costituito dalle città di Lecco, Como e Bellagio, si trova il Rifugio Capanna Mara.

Il rifugio, che reca quale citazione di benvenuto “Beata solitudo, sola beatitudo”, è uno dei più frequentati della zona, data la relativa facilità della salita e la vicinanza rispetto ai parcheggi; qui il cibo è assolutamente di qualità, tipico della zona, per cui, l’approdo consente di vivere bei momenti in mezzo alla natura, godendo della spettacolare vista su Grigna e Resegone, gustando buon cibo, e senza faticare troppo.

La salita che vi proponiamo prende l’avvio dal Parco Alpe del Viceré; il parcheggio si raggiunge salendo da Albavilla, seguendo l’indicazione per il Buco del Piombo. Proseguendo si giunge dopo vari tornanti al parcheggio a pagamento dell’Alpe del Viceré; seguendo la strada sulla destra si arriva alla Locanda del Viceré dove, in giornate tranquille, è possibile parcheggiare gratuitamente.

Verso La Capanna Mara

 

Abbandonata la macchina e lasciata alle spalle la Locanda del Viceré si prosegue sulla strada asfaltata che gira leggermente sulla destra; si inizia subito a salire ma non preoccupatevi, non è eccessivamente impegnativo. Dopo pochi minuti si incontra il Rifugio Cacciatori (circa 910 mt. di altitudine). Per i meno allenati è possibile fermarsi subito a riposare e mangiare, godendo della vista sul lago di Alserio (lo si ammira guardando verso il basso) e sul Resegone che si staglia in lontananza. Il rifugio, essendo piuttosto in basso, è spesso in ombra  quindi il suggerimento è di camminare per altri 35 minuti e arrivare in pieno sole!!

Verso Capanna Mara. Continuate!!!

La salita non è particolarmente impegnativa, pur se in qualche punto diviene un po’ più ripida. Complessivamente i cartelli indicatori segnalano circa 40 minuti; per i più allenati 25 – 30 minuti sono più che sufficienti, i meno allenati ci possono impiegare 50-55 minuti.

Superato il rifugio, la strada diventa sterrata e inizia la leggera salita; il percorso da seguire è segnato con il numero 23 tuttavia, è praticamente impossibile sbagliare… basta salire, sempre dritti, verso la méta!!

Il sentiero è composto nella parte iniziale di cemento e pietre, dopo di che diventa caratterizzato da sterrato e pietre. Questa alternanza tra le due superfici caratterizzerà di fatto l’intera salita.

La pendenza è abbordabile, in alcuni tratti è pressoché pianeggiante, in altri un po’ più ripida, comunque sempre gestibile senza eccessivi sforzi. Sulla destra in alcuni punti è possibile incontrare splendidi scorci che consentono di ammirare il paesaggio della Brianza sottostante e, in lontananza, la tipica forma “a sega” del Resegone di manzoniana memoria, assolutamente impossibile non riconoscerlo.

Resegone da metà salita verso Capanna Mara

Si prosegue così tra falsipiani e salite per circa 35 minuti, incrociando sentieri che salgono e che scendono con le indicazioni per il Monte Bollettone, il Monte Broncino e altre località; qua e là possiamo trovare panchine dove riposarci e anche qualche fonte d’acqua che, tuttavia, è sempre segnalata come non potabile.

Per questo vi consigliamo di portare dell’acqua direttamente da casa, nelle giornate particolarmente calde vi tornerà utile.

Continuiamo oltre le località Praa di Punt e Praa del Panza e ci avviciniamo velocemente al rifugio Capanna Mara.

Dopo circa 35 minuti di cammino (se si è mantenuto il passo del cartello indicatore) la natura si apre e siamo quasi giunti al nostro punto di arrivo. Il sole (se c’è) comincia a farsi sentire e la strada da sterrata torna ad essere in cemento e pietre per l’ultimo tratto che porta a Praa Bosc a 1105 m. di altitudine.

Resegone da Capanna Mara

Un ultimo sforzo, ci siamo!

Qui la salita si fa più dura e gli ultimi 5 minuti di camminata rappresentano il tratto più impegnativo.

Una volta giunti a Praa Bosc la strada torna sterrata, sulla sinistra si dipanano i sentieri che portano a Bocchetta di Lenno, Bocchetta di Palanzo, Rifugio Palanzone, Alpe Prina. Sulla sinistra si ridiscende verso Erba a 2.10 ore di cammino.

Una volta giunti a Capanna Mara ci si può rifocillare con un buon pranzo e riposare su una delle tante panchine della zona.

Dopo pranzo e dopo un attimo di relax, per chi volesse, consigliamo di procedere oltre il rifugio per altri 50 metri e andare ad ammirare la splendida visuale che offrono la Grigna proprio di fronte e più lontano sulla destra il Resegone.

Verso Capanna Mara Vista sul Lago

Da qui, con un nuovo piccolo sforzo, si può salire ancora un po’ sulla sinistra per giungere ad un punto di visuale  da cui è possibile vedere uno splendido scorcio del Lago di Como, ramo di Lecco  con la catena dei paesi della costa est lecchese del Lago (Abbadia Lariana, Varenna, Mandello).

Il castello di Vezio, un balcone su Varenna

Il Castello di Vezio, situato a Vezio, affascinante borgo e frazione di Perledo, è situato nei pressi della bella e romantica Varenna; vi si giunge inerpicandosi con l’auto che deve essere necessariamente lasciata nel piccolo parcheggio antistante oppure, i più allenati, possono arrivarvi tramite una comoda passeggiata.

Un borgo con un Castello

I pochi abitanti (circa 50 suddivisi in 20 famiglie) e i turisti possono muoversi solo a piedi, l’utilizzo delle automobili è assolutamente vietato, una fortuna per chi desidera godersi la vista delle piccole e caratteristiche viuzze che lo attraversano, snodandosi tra abitazioni in pietra dall’aspetto antico e intimo; una serie di strettoie, saliscendi e gradini, conducono verso il piccolissimo cimitero locale e da qui, proseguendo su un tracciato in piccola ghiaia, si giunge anche al famoso castello.

Superati il bar, il ristorante e il negozietto di souvenir ci si trova di fronte a una torre e a ruderi accoglienti che narrano di una storia antica; niente sale sontuose, arredi e oggetti ricchi di fascino ma solo ciò che rimane di un castello originario del 1100 che, tra le tante cose, offre una vista su un panorama mozzafiato.

Castello di Vezio

Dopo aver superato la biglietteria si gira liberamente e senza fretta; il primo ospite che accoglie i visitatori appartiene alla falconeria ed è un grosso gufo reale, Artù, tenuto a bada da una gabbia per via della sua particolare aggressività e ostilità.

La balconata del Castello di Vezio

Costeggiando il vialetto ghiaioso del Castello di Vezio, si giunge alla balconata che regala una spettacolare visuale del lago di Como; procedendo sulla sinistra, superati alcuni scalini, si giunge al giardino degli ulivi dove si trovano gli altri componenti della falconeria. Chi volesse godere appieno della loro bellezza lo potrà fare attendendo lo spettacolo.

Vista da Vezio

Proseguendo la visita, superate altre mura, si giunge alla torre, una ripida scala conduce ad un ponte sospeso (di pochi metri) che introduce alla torre stessa.

Almeno tre rampe portano alla visita di armi, armature e oggetti epocali; la parte del leone la fanno però dapprima il lariosauro  (fossili del rettile vissuto circa 200 anni fa nel sottostante lago sono qui esposti), poi,  giunti non senza fatica sulla sommità della torre ecco aprirsi lo scenario a 360° sul lago.

Fossile al Castello di Vezio

Siamo di fronte a Bellagio e i due rami sono perfettamente visibili, quello lecchese a sinistra e a destra il lariano; in una giornata serena lo spettacolo è impareggiabile, Varenna contribuisce a completare il quadro e rendere unico il panorama.

Usciti dalla torre, percorrendo il sentiero posto sulla sinistra, si attraversano alcuni giardini che portano all’ingresso dei sotterranei: l’avamposto difensivo del Gen. Cadorna (1915/18) posto proprio di fronte a Menaggio, luogo di un’ipotetica prima discesa tedesca e, proseguendo lungo il sentiero, dopo alcuni gradini ci si ritroverà di nuovo alla balconata iniziale, quindi all’ingresso.

Isola Madre, l’isola amata da Flaubert

L’Isola Madre, posizionata al centro del Golfo Borromeo, chiamata un tempo Isola di San Vittore e in seguito Isola Maggiore prima di assumere la denominazione attuale, è la più grande delle isole Borromee; lunga 330 metri e larga 220, attira turisti desiderosi di ammirare lo splendido panorama lacustre, la dimora storica caratterizzata da stanze sontuose ma, soprattutto, i giardini curati scrupolosamente.

La storia dell’Isola Madre

Nel lontano nono secolo, prima che l’isola iniziasse ad avere l’aspetto come noi lo conosciamo, presentava, sul suo territorio, una Chiesa, un cimitero e la coltivazione di alcuni ulivi; il suo nome non era tuttavia quello di Isola Madre, l’appellativo le verrà dato solo in un secondo momento.

Nel ‘500 Lancillotto Borromeo acquista l’isola dalla Curia di Novara e in breve (nel 1502) inizia i lavori per renderla la residenza in cui inserire anche arbusti, piante e coltivazioni agricole.

Non fu però Lancillotto a vedere realizzata l’opera perché morì pochi anni dopo l’acquisto; fu Renato Borromeo a portare a termine i lavori affidando, nel 1583, a Pellegrino Tibaldi (architetto di fiducia si San Carlo), il compito di sovraintendere i lavori e realizzare i giardini.

L’appellativo di “Madre” viene conferito all’isola solo nel 1704 anche se, non è chiaro il motivo per cui venne presa questa decisione; secondo alcuni in onore dei Margherita Trivulzio, secondo altri come omaggio dell’Isola che aveva mostrato una supremazia storica nel Verbano.

Nel corso del 1800 vennero costruite le serre (1826) e realizzata la cappella di famiglia (1826) mentre, solo nel 1978 l’Isola Madre con il suo elegante Palazzo viene aperto al pubblico.

Nel 2006 accade qualcosa di terribile, è la notte del 28 giugno quando da nord a sud una tromba d’aria si abbatte sull’Isola sradicando alberi e provocando danni ingenti; il viale di porta Suna, con i rari esemplari di magnolie, rododendri, allori e altre specie viene cancellato.

Isola Madre

Anche il cipresso della Loggia del Cashmir che per 2 secoli aveva vegliato sul Palazzo venne abbattuto; i lavori per riportare alla vita questa pianta rara, la più grande d’Europa, furono minuziosi. Risollevato e reimpiantato, è oggi tornato al suo ruolo di guardiano di Palazzo.

I giardini dell’Isola Madre

L’Isola Madre è una continua sorpresa, i giardini sono infatti parzialmente all’italiana e, in parte, all’inglese.

Passeggiando e ammirando gli incantevoli esterni progettati alla fine del 18° secolo sulle tracce di un antico frutteto (divenuto poi uliveto e agrumeto), rimasti pressoché invariati nonostante lo scorrere del tempo, si incontrano esemplari di piante provenienti da tutto il mondo, alcune molto rare (ne è un esempio il cipresso del Kashmir che ha ormai compiuto i 200 anni di vita); in quello che è uno dei più antichi giardini botanici d’Italia, fanno bella mostra di sé l’anice stellato, cipressi, camelie (sono presenti oltre 150 specie), azalee, rododendri, magnolie, aranci trifogliati, aceri, banani, palme e molte altre varietà che contribuiscono a renderlo un luogo unico e spettacolare. All’interno del giardino si trova anche la nota “scala dei morti”, ricoperta da una splendida collezione di glicini.

Isola Madre

Seppure lo spettacolo offerto sia strepitoso nel corso di tutto l’anno, è proprio nella stagione primaverile che l’Isola Madre dà il meglio di sé, grazie alla fioritura di fiori e piante che tornano a rivivere dopo il torpore invernale; è perciò durante la bella stagione che, chi approda sull’Isola Madre, ricorda con maggior affetto e meraviglia gli senari di cui ha potuto godere.

Pavone all'Isola Madre

A sorpresa, è possibile imbattersi anche in numerose specie animali che qui hanno trovato un luogo di riparo, si tratta di pappagalli dalle piume variopinte, pavoni, fagiani, anatre e gallinelle, solo per fare qualche esempio.

Il palazzo

Il palazzo venne costruito fin dal principio per essere dimora estiva dei conti Borromeo e al suo interno, oltre agli splendidi arredi provenienti dalle dimore storiche di famiglia, sono custoditi arazzi, quadri e opere d’arte di notevole pregio, risalenti per lo più al diciassettesimo secolo; originale è la raccolta di marionette, resa ancor più interessante dalle scenografie e i fondali dei teatrini risalenti all’800, imperdibili sono poi la Sala delle Stagioni o quella delle Bambole, con una collezione di bambole ottocentesche.

Palazzo Isola Madre

Nella sala del collezionista è sto ricostruito il salottino presente a Tour e proprietà dei collezionisti Robert Pesché e Gisele Brault Pesché che, alla loro morte, lasciarono numerose raccolte alla famiglia Borromeo. Qui si ammirano dipinti del XIX e XX secolo, arredi, documenti e giocattoli.

Passeggiando tra le stanze, ammirando gli splendidi mobili d’epoca, è impossibile non fermarsi presso le finestre ed affacciarsi ad ammirare l’incantevole panorama che si stende davanti ai nostri occhi.

Per gli appassionati del genere, imperdibile è la sala del teatrino, inaugurato niente meno che per la visita di Carlo Alberto di Savoia alle Isole Borromee; seguono poi le marionette per teatro, i trucchi  usati per allestire le scene ma anche disegni, progetti, sceneggiature e spartiti.

I visitatori non possono che perdersi di fronte al teatrino dell’Inferno o al teatrino Medievale con i personaggi realizzati in maniera perfetta.

Teatrino dell'inferno Isola Madre

Proseguendo ci si imbatte nella camera da letto del generale Federico VI Borromeo e nella biblioteca, con un manichino del 18° secolo mentre, sopra al camino si trova un dipinto rappresentante la contessa Clelia Borromeo.

Si prosegue quindi attraverso la sala da pranzo, lo studio con un manichino che indossa l’uniforme dell’ambasciatore d’Austria presso la Santa Sede, la sala delle conferenze o dei Papi con un arazzo, tele, ed infine il salotto di famiglia con dipinti dei membri e un salottino sul cui soffitto si fa notare un bellissimo lampadario in vetro di Murano.

Palazzo Isola Madre

Uscendo dal palazzo ci si troverà nuovamente nel giardino, al cospetto di una bella vasca di ninfee e un papiro.

Isola Madre

Visitando il Lago Maggiore è praticamente d’obbligo fermarsi ad ammirare le bellezze di quest’isola e, passeggiando tra le sale e i giardini ci si renderà conto che aveva dunque ragione Flaubert nel dichiarare che L’Isola Madre è il luogo più voluttuoso che abbia mai visto al mondo”.

Scopriamo Bellagio, la piccola Venezia

Bellagio, la perla del Lago di Como, è conosciuta anche come “piccola Venezia” per il suo aspetto romantico e la bellezza che la caratterizzano; viuzze strette, piccoli vicoli caratteristici percorribili solo a piedi, negozi di souvenir attraenti, scenari incantevoli e la presenza dell’acqua sui tre lati le fanno meritare l’appellativo.

Sorge su un promontorio, una penisola che si protende al centro del lago, una posizione privilegiata che consente di abbracciare la vista dell’intero lago dove, a destra si estende il ramo del Lago di Como mentre, a sinistra, si può ammirare il ramo di Lecco; questa sua posizione la rende anche il punto ideale per imbarcarsi dai tanti piccoli e suggestivi porticcioli su taxi acquatici e imbarcazioni private per raggiungere, in poco tempo, Cadenabbia, Menaggio, Varenna e altre splendide località.

Bellagio

Tale è la sua bellezza che in passato è stata scelta da Luchino Visconti per girare alcune scene di “Rocco e i suoi fratelli” ma anche da Sergio Leone per “C’era una volta in America”,  “Un attimo di vita” di Bobby Deerfield, “Un mese al lago” di John Irvin, solo per fare alcuni esempi.

Tra i vicoli di Bellagio

Punti caratteristici di Bellagio possono essere ammirati addentrandosi nei vicoli e percorrendo le scalinate costituite da acciottolati; sia il livello superiore che quello inferiore sono caratterizzati da affascinanti negozietti che vendono oggetti di artigianato locale, tessuti, ceramiche, murrine e oggetti in legno.

Bellagio Scalinata

Dopo lunghe camminate è possibile riposarsi sorseggiando un drink o mangiando un gelato sul lungolago o in uno dei bar posti sulle strade su cui, tra l’altro, si affacciano enoteche, pizzerie, ristoranti che offrono piatti unici, pizze, bibite, birre, gelati o semplici snack per spezzare la fame.

Senza nulla togliere ai panorami di Varenna e Colico, il lato più spettacolare è quello che abbraccia il ramo di Como, ammirabile proprio dal centro storico; la strada in questo punto è lastricata di portici e arcate che regalano ai turisti momenti spensierati di relax e shopping con i numerosi negozi posti su un lato, e il lago con terrazzine e punti di imbarco sull’altro.

Imperdibile e amata da tutti i turisti è la scalinata Serbelloni, ripida e caratterizzata da gradoni bassi e larghi, è circondata da negozi e ristoranti che si aprono sia sul lato destro che sul sinistro; chi vi passa davanti la riconosce immediatamente per i molti turisti che si fermano a fotografarla o che si scattano un selfie tenendola come sfondo.

Scalinata Serbelloni Bellagio

Le ville di Bellagio

La bella passeggiata sul lungolago di Bellagio conduce fino a Villa Melzi d’Eril, dimora storica ancora abitata, di cui è però possibile visitare i grandi giardini all’inglese, la cappella e il museo; la sua bellezza è tale che è stata scelta anche come set per film come “Haunted Summer” o l’italianissimo “Via Montenapoleone”.

Villa Melzi Bellagio

La villa, progettata da Giocondo Albertonelli per volere del duca Francesco Melzi d’Eril, mostra la “mano” di pittori e scultori come Andrea Appiani, Alessandro Sanquirico e Antonio Canova, solo per citarne alcuni.

I giardini furono invece affidati a Luigi Villoresi e Luigi Canonica che si erano già occupati della realizzazione dei giardini della Villa Reale di Monza, ed erano perciò in grado di dare al duca ciò che desiderava: una dimora che ricalcasse le orme di quella Monzese.

Nei bei giardini, passeggiando tra viali di cedro, camelie, aceri e platani, ci si imbatte in sculture, vasche di ninfee e un panorama di bellezza ineguagliabile, con il lago che si accoccola ai piedi della villa.

Da visitare ci sono il giardino degli aranci, la cappella e il delizioso chiosco moresco all’interno del quale si trovano i busti di Ferdinando I e di Marianna di Savoia, oltre a quelli del duca Ludovico Melzi e della moglie Josephine Melzi Barbò.

Qui e là fanno capolino numerose statue incorniciate da piante esotiche e rare, da siepi e arbusti, faggi e cedri; non mancano neppure un giardino roccioso e bellissimi bambù.

Giardini di Villa Melzi

Di Villa Serbelloni è invece possibile visitarne i giardini; la visita guidata accompagna lungo i sentieri fino al punto da cui è possibile ammirare un panorama incredibile, una vista praticamente a 360° sul lago. In questo caso è consigliabile dotarsi di scarpe comode e, in estate, visto la lunghezza della visita, anche di acqua.

Facciamo 2 passi fino a…

Passeggiando per Bellagio non è possibile non dedicare del tempo al lungolago Europa; sufficientemente ampio da permettere di camminare senza doversi per forza fermare per la numerosa quantità di gente, regala scorci davvero bellissimi sul lago e sulla parte della cittadina caratterizzata da bar e dal punto in cui il traghetto attracca.

Lungolago Europa Bellagio

Aiuole, panchine, affacci creati ad hoc ne fanno un punto di interesse, romantico per le coppie e perfetto per le famiglie, anche con bambini piccoli che possono muoversi in sicurezza.

Addentrandosi nel paese, con una passeggiata non molto lunga si giunge anche alla punta spartivento, dove i due rami del lago di Como si uniscono; un giro sulla passerella che circonda il porticciolo e qualche foto panoramica per ricordare uno dei gioielli di Bellagio non possono mancare.

Bellagio

Sulla sponda opposta è possibile ammirare la splendida Varenna con Villa Monastero e Fiumelatte dove, solo in certi periodi dell’anno scorre Fiumelatte, il fiume più corto d’Italia (250 metri).

Qui sono presenti anche un ristorante e un ampio spiazzo verde con panchine su cui riposarsi o fermarsi ad ammirare la bellezza del lago.

Nella parte alta di Bellagio si trova invece la Basilica di San Giacomo, con la sua torre campanaria a 5 campane; costruita tra l’11° e il 12° secolo, nel corso del tempo ha subito diverse modifiche sino a tornare allo stile originario nel corso del ‘900.

La parte del leone la fa però l’interno dove si trovano costuditi un crocefisso risalente al periodo X-XII secolo, sculture, quadri e mosaici veneziani.

Bellagio

E’ anche custodito un Cristo che, si narra fosse costudito a Pian Di Spagna all’interno di un insediamento spagnolo e, travolto da una piena dell’Adda giunse sino al Lago di Como dove, trovato da pescatori di Bellagio, fu trasportato nella Chiesa. Ancora oggi viene venerato e portato in processione il venerdì Santo.

Nei dintorni di Bellagio molti sono i punti di interesse turistico raggiungibili in poco tempo, sia via terra che via lago, dal Monte San Primo, al Santuario della Madonna del Ghisallo, sia le altre graziose cittadine affacciate sulla sponda opposta del lago.

Capodanno 2017 a Desenzano del Garda

Località: Desenzano del Garda

  • Inizio: 31 dicembre 2016
  • Fine: 1 gennaio 2017

Il Capodanno si avvicina velocemente e se siete alla ricerca di un’idea su come trascorrerlo, potete prendere in considerazione l’idea di passarlo a Desenzano del Garda (e magari, approfittando del week-end, soggiornare più giorni) dove sono previsti eventi e momenti di intrattenimento per tutti: grandi e piccini, famiglie, single o coppie.

Festeggia a Desenzano del Garda con cibo e musica di qualità

Se vi piacerebbe trovare a Desenzano del Garda un locale in cui fare il cenone prima dello scoccare della mezzanotte, sappiate che sul Lungolago Battisti troverete sicuramente quello perfetto per voi, in attesa di ammirare i bellissimi fuochi artificiali che saluteranno il nuovo anno illuminando e specchiandosi nelle acque del Lago.

I fuochi saranno accompagnati da musica e luci che trascineranno i presenti in un clima festaiolo.

Presenti alla festa saranno i dj di Radio Number One che trasmetteranno in diretta da Piazza Giacomo Matteotti e accompagneranno le prime ore dell’anno con revival, house, musica commerciale e le hit dagli anni 90 sino ad oggi.

Chi vorrà, potrà di passare il capodanno acquistando uno dei tanti pacchetti che offrono il cenone e un party in discoteca, il karaoke, animazione per bambini e molto altro.

Potrete trovare tutte le offerte e le informazioni sul sito dedicato all’evento http://www.capodannodesenzano.it/ , contattando l’indirizzo email info@capodannosulgarda.it oppure rivolgendovi allo (+39) 339 5971144.

Cosa fare e vedere a Iseo

Avete voglia di scoprire paesaggi incantevoli, scenari indimenticabili e bellezze strepitose? Seguiteci in questo articolo e scoprirete la splendida Iseo, cittadina romantica, deliziosamente accoccolata sulle acque lacustri che in ogni stagione dell’anno riesce a rubare il cuore di chi la visita.

Siete pronti? Andiamo!

Iseo, dove si trova e cosa vedere

Iseo è un comune lombardo della provincia di Brescia affacciato sul lago omonimo, detto anche del Sebino;  situato sul lato sud orientale del lago, è un importante centro turistico che attira turisti e visitatori da tutto il mondo per ammirare le belle acque lacustri, ma anche per conoscerne la cultura e le tradizioni.

In posizione invidiabile, nel tragitto che porta alla bella cittadina potrete facilmente godere dello splendore del territorio, da un lato è baciata dal lago mentre dall’altro, si affaccia su una zona pianeggiante che culmina con la Riserva Naturale Torbiere del Sebino, zona paludosa unica, in cui poter ammirare oltre alle “vasche” d’acqua, anche alcune particolari specie di flora e fauna. Ma non solo, Iseo si trova in Franciacorta, zona amata dagli appassionati di vini che qui possono degustare e acquistare anche gli spumanti in una delle tante cantine che punteggiano il territorio.

La parte da leone nel turismo a Iseo la fa però il lago, a partire dal porticciolo da cui è possibile salpare per un giro panoramico sul lago oppure per approdare su Monte Isola, l’isola lacustre più grande d’Italia che è possibile ammirare anche dal lungolago volgendo lo sguardo verso destra.

Iseo Monteisola

Il lungolago Guglielmo Marconi è una delle maggiori attrazioni di Iseo e, per raggiungerlo, è sufficiente recarsi in Piazza Gabriele Rosa e proseguire verso destra, procedendo lungo Largo Zanardelli. La visuale sulle Alpi è stupefacente e vi rapirà, camminando  però è necessario fare attenzione perché in alcuni casi non ci sono protezioni e, se ci fossero dei bambini potrebbe rivelarsi pericoloso; è consigliabile, almeno in questi tratti, tenerli per mano, soprattutto se il lungolago è molto affollato.

Per chi vuole godere di ogni aspetto del lago, Iseo offre anche alcuni monumenti di una certa importanza, come il Castello degli Oldofredi, nato come castello è passato poi ai frati cappuccini e infine abbandonato, la Pieve di S.Andrea con la bella tela di San Michele Arcangelo di Hayez, e la Chiesa della Madonna della Neve.

Iseo

Il bel centro storico è caratterizzato da piazze ampie con locali in cui fermarsi a rilassarsi; Piazza Garibaldi la si riconosce facilmente, al centro svetta infatti il monumento dedicato al condottiero. Scolpito da Pietro Boldini e inaugurato nel 1883, detiene 2 “record”: fu il primo monumento che in Italia venne dedicato al generale e, per la prima volta non venne rappresentato a cavallo.

Qui ancora oggi si svolge il mercato che ha origini antiche e anche se il tempo ha portato a fare delle modifiche, non ha perso la sua funzione, quella del mercanteggiare e di far incontrare le persone; in epoca medievale qui si trovava anche il broletto, sede del Comune.

Ad attorniare questo ampio spazio si trova la “casa dei Palatini” e, a pochi passi, la Chiesa di S. Maria del Mercato, risalente al quattordicesimo secolo ed edificata per volere degli Oldofredi.

Proseguendo lungo via Mirolte si arriva al castello Oldofredi, posto su una collinetta, appare maestoso e imponente dalla strada che lo affianca; di probabile uso difensivo, è a pianta rettangolare, presenta delle torri squadrate ai 4 angoli mentre, il fossato che era presente un tempo, oggi non esiste praticamente più.

Iseo Castello

Accedendo da una strada laterale, la stessa che conduce al Santuario della Madonna della Neve, ci si imbatte anche a un punto di accesso per il castello, quello in cui si trova il Museo delle due guerre e la biblioteca comunale. Riconoscerlo non è difficile perché nel giardino, ad accogliere il visitatore, si trova un cannone.

Addentrandosi è possibile ammirare lo stemma degli Oldofredi e i resti di un antico affresco ancora parzialmente visibile.

Proseguendo lungo la vietta che permette l’accesso al museo, si arriva al Santuario della Madonna della Neve; come accaduto spesso nel passato, il Santuario è il risultato dell’evoluzione di una precedente costruzione, in questo caso un’edicola sorta in occasione della peste che colpì la zona nel 1600.

L’immagine che compariva sull’edicola è oggi conservata e venerata all’interno insieme ad altri begli affreschi; l’esterno, in stile barocco presenta alcuni affreschi che raffigurano gli Evangelisti (anche se ormai quasi del tutto irriconoscibili), San Giovanni Battista e Sant’Antonio da Padova.

A una sola navata, ha una copertura a volta e 3 altari marmorei.

Iseo Madonna della Neve

Romanticismo e divertimento a Iseo

Prendendo invece Via Campo, ci si può imbattere in vicoletti caratteristici, scorci suggestivi e particolari spesso caratterizzati da bar o ristoranti che offrono una location del tutto esclusiva; come rinunciare a un aperitivo o una cena di fronte al tramonto sul lago?

Passeggiare mentre il sole cala all’orizzonte, ammirare il cielo che si colora di rosso e le lunghe ombre delle montagne allungarsi è un’esperienza che non potete perdere e, improvvisamente, vi accorgere di non voler più andar via ma continuare a respirare un’atmosfera magica e festaiola. Iseo è per tutti, è per le famiglie, per chi vuol divertirsi, per chi vuol passare una giornata o una serata romantica, ma anche per chi cerca solo un po’ di relax.

Iseo

In questa bella cittadina sono presenti anche spiagge, sia libere che a pagamento; sono comode e ben curate e permettono di fare un bagno o rilassarsi al sole tuttavia, nella stagione estiva sono spesso prese d’assalto perciò, per accaparrarsi i posti migliori, può essere necessario arrivare la mattina presto.

Per i turisti Iseo è un toccasana di relax specie nella stagione primaverile ed estiva ma, grazie ai mercatini di Natale, in inverno si trasforma in un luogo da favola e, sotto la neve, il lago assume un aspetto inaspettatamente fiabesco.

Torna a Como la Città dei Balocchi

Località: Como

  • Inizio: 26 novembre 2016
  • Fine: 8 gennaio 2017

In vista delle festività natalizie arriva a Como una nuova edizione della “Città dei balocchi”, giunta quest’anno alla ventitreesima edizione.

Alla Città dei Balocchi ce n’è per tutti

Come gli scorsi anni alla Città dei Balocchi saranno molte le attività che terranno impegnati grandi e piccini facendo vivere loro attimi di spensieratezza e divertimento; percorrendo le vie di Como ci si imbatterà in molti eventi e installazioni che sarà impossibile rivedere poi nel corso dell’anno.

La pista di pattinaggio su ghiaccio attende chiunque voglia cimentarsi con i pattini in Piazza Cavour, dove è allestito anche il mercatino tipico, in cui acquistare prodotti sfiziosi e golosi o, semplicemente, curiosare un po’.

Presso i giardini nei pressi del pontile che porta verso l’installazione “Life Electric” si trova la ruota panoramica mentre, in Piazza Volta, a pochi minuti dalla Cattedrale, è stata posizionata una bella giostra in stile settecentesco.

Ci saranno inoltre una mostra di trenini in Piazzale de Gasperi, mostra di presepi e albero di Natale presso la Chiesa di San Giacomo e piazza Grimoldi, oltre al castello dei Balocchi al Broletto.

Spettacoli, eventi e il concorso Balocchiamo

Lungo tutto il periodo sono previsti spettacoli, laboratori didattici ed eventi “speciali” come il concerto di Natale, l’arrivo di Babbo Natale e della Befana, l’imperdibile Como Magic Light Festival che accende la città di luci colorate che creano un’atmosfera magica.

Se deciderete di visitare Como in questo periodo, non dimenticate la macchina fotografica a casa; anche quest’anno è attivo il concorso fotografico “Balocchiamo” perciò non dimenticate di inviare le vostre immagini via mail, condividerle su FB con l’hashtag #balocchiAmo o su Instagram con #instabalocchiAmo. In bocca al lupo!

Per conoscere il calendario degli eventi, i luoghi in cui si terranno, curiosità, immagini e video, vi invitiamo a visitare il sito dedicato alla manifestazione: http://www.cittadeibalocchi.it .

Villa Melzi d’Eril, una perla sul lago

Villa Melzi d’Eril, inserita nello splendido scenario del lago di Como si trova a Bellagio e, con i suoi terrazzamenti, le specie floreali e il panorama che regala, rappresenta una delle ville più belle da visitare.

Villa Melzi d’Eril tra storia e cultura

Progettata dall’architetto Giocondo Albertonelli su commissione del duca Francesco Melzi d’Eril, fu costruita tra il 1808 e il 1815; presenta al suo interno  decorazioni in stile neoclassico dovute principalmente all’influenza dell’architetto anche se, un ruolo di primo piano, nell’impreziosire la dimora, lo ebbero anche pittori del calibro di Andrea Appiani, Giuseppe Bossi, Alessandro Sanquirico e scultori come Antonio Canova, Giambattista Comolli e Pompeo Marchesi.

Il Duca, volendo una villa simile alla Villa Reale di Monza e ad altre ville già esistenti sul lago, decise di affidare la realizzazione dei giardini a Luigi Villoresi e Luigi Canonica che si erano occupati del parco di Monza.

Molti furono i personaggi famosi che ebbero il privilegio di essere ospitati all’interno della villa, tra questi Eugenio Beauharnais, L’Imperatore d’Austria Ferdinando I e l’Imperatrice Marianna, Franz Litz che pare abbia composto la “suonata a Dante” proprio qui, ispirato dalla scultura di Dante e Beatrice.

Stendhal stesso fu catturato dalla bellezza del luogo al punto da parlarne in “Rome, Florence et Naples” e nella “Certosa di Parma”.

Alla morte del Duca la villa passò alla famiglia dei Gallarati Scotti perché una delle sue figlie sposò Giancarlo Gallarati Scotti, che la ereditò.

Oltre alla splendida villa, nel complesso si trovano una cappella, la serra degli aranci, e il bellissimo giardino all’inglese punteggiato da statue, cimeli e monumenti; la villa non è visitabile mentre, aperti al pubblico sono i giardini, primo esempio di giardini all’inglese sul Lario, il museo e la cappella.

Il chiosco moresco, adibito in passato a luogo in cui prendere il tè e ascoltare musica, conserva al suo interno i busti dell’imperatore d’Austria Ferdinando I e dell’imperatrice Marianna di Savoia, del duca Ludovico Melzi  e della moglie Josephine Melzi Barbò; nei toni del bianco e dell’azzurro, ha una vista incantevole non solo sul lago ma anche sul monumento dedicato a Dante e Beatrice.

Villa Melzi Bellagio

Lo splendore dei giardini di Villa Melzi d’Eril

Prima di arrivare alla villa si deve attraversare un lungo viale e superati il cedro, la tuja, la camelia, l’acero e molte altre specie, ci si trova ad ammirare un filare di platani potati bassi, a ombrello.

Superati i platani si arriva alla statua di Apollo e alla villa che si fa notare per le linee semplici e una scalinata a doppia rampa con 4 leoni in stile egizio, opera del Comolli e risalenti al 1810 circa; proprio di fronte si trova una vasca con ninfee e, da questo punto, si apre una bella visuale del lago.

Villa Melzi d'Eril a Bellagio

Oltre la villa si incontra la statua di Meleagro e, superato un nuovo filare di platani si trova la cappella fatta costruire tra il 1815 e il 1820 su progetto di Comolli; al suo interno si ammirano dipinti di Giuseppe Bossi, il Redentore di Comolli, 4 Angeli opera di Pompeo Marchesi e altre opere realizzate da Angelo Monticelli.

Villa Melzi a Bellagio

All’interno dei giardini ricchi di azalee e rododendri, piante esotiche e rare, siepi di camelie, ci si sposta comodamente passeggiando e ammirando piante secolari che si alternano a specie rare e preziose come i faggi rossi, i cedri del Libano, il Liriodendron tulipifera; numerosi sono gli affacci in queste passeggiate e, per chi vuole godere appieno della vista del lago, numerosi sono i punti in cui fermarsi, anche all’ombra, per immortalare un panorama incantevole.

Tra piante e specie anche di origine esotica, fanno bella mostra di sé bambù e un giardino roccioso impreziosito da fiori e piante che ogni anno vengono rinnovate e, grazie alla mescolanza di colori, creano un effetto scenico di tutto rispetto.

Chi visita villa Melzi d’Eril non può non prevedere quindi una sosta alla cappella, alla serra e all’ex orangerie, ora trasformata in museo con cimeli del periodo napoleonico, reperti archeologici e affreschi rinascimentali.

Molto carino da osservare è anche il capanno degli attrezzi, ben integrato nel giardino e adagiato su uno spiazzo, attorniato da alcune piante.

Giardini di Villa Melzi d'Eril

Anche villa Melzi, come molte altre ville lariane è stata set di fiction e film; nel 1988 Ivan Passer ambientò qui “Haunted Summer”, nel 1990 Roger Cornan la scelse invece per e “Frankenstein oltre le frontiere del tempo”, Vanzina la volle nel 1986 per “Via Montenapoleone”. E questi sono solo alcuni esempi.

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#ARONATALE, il Natale sbarca ad Arona

Località: Arona

  • Inizio: 11 dicembre 2016
  • Fine: 11 dicembre 2016

Torna la magia del Natale, delle luci, dei suoni, dei profumi, dei mercatini e dei sorrisi dei più piccini che attendono felici la notte più bella e magica dell’anno.

Arona si appresta a festeggiare alla grande richiamando grandi e bambini nelle strade, sfidando il freddo per condividere l’arrivo del Natale, per ammirare la città accendersi di colori e allegria; #ARONATALE sbarca sulle rive del lago Maggiore domenica 11 dicembre e, per tutta la giornata promette di allietarvi con le belle bancarelle, ben 150, in cui gli hobbisti potranno esporre i loro prodotti.

Dalla Pro Loco Arona, un grande evento

L’evento, organizzato dalla Pro Loco Arona, si snoderà tra il Lungolago Marconi e la Piazza del popolo; curiosando tra una bancarella e l’altra, si potranno cercare regali unici e originali, oggetti curiosi ma anche tante prelibatezze per concedersi una coccola o da regalare, magari mettendole in un bel pacco home made.

Mercatini di Natale

 

Non solo mercatini ma tanti eventi anche per i bimbi che potranno gustare dei buonissimi stecchi di zucchero filato (solo i bimbi? Anche i genitori naturalmente… del resto è il momento giusto per tornare un po’ bambini!), calde frittelle zuccherate, tanti dolci, e conoscere i Pony di Camelot.

Non mancherà la pista di pattinaggio che farà divertire tutti, sia chi deciderà di mettere i pattini ai piedi e buttarsi nella mischia, ridendo anche delle cadute, sia chi invece, più timoroso, deciderà di stare a guardare chi pattina, ammirando le “acrobazie” dei più bravi, e le “ammaccature” di chi, piuttosto malfermo, finirà per cadere rovinosamente sul ghiaccio.

Arona vi aspetta per tutta la giornata per festeggiare con voi l’arrivo del Natale 2016, non mancate!