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Il cannone di Mandello del Lario

Sulle sponde del Lago di Como, a Mandello, deliziosa cittadina tutta da scoprire, si trova un cannone, una delle “attrazioni” più fotografate in questa località.

Originale e inusuale è trovare un cannone sulla riva di un lago tuttavia, qui, succede anche questo; pare però che non abbia molto a che vedere con la storia del paese, e non sia stato posto in quella posizione a ricordo di qualche battaglia o evento particolare.

Il cannone venne ritrovato a Genova grazie ad alcuni scavi avvenuti nei pressi del porto e, proprio qui nasce il collegamento con Mandello; gli scavi erano infatti eseguiti da Luigi Alippi, originario di Maggiana, una frazione di Mandello.

Dopo il ritrovamento fu acquistato da Domenico Comini che possedeva un’officina in Tonzanico di Mandello e, successivamente, donato alla Pro Mandello.

Negli anni ’50, grazie proprio alla Pro Mandello, venne posto dove si trovano i giardini pubblici, vicini al nuovo porto e, ancora oggi, passeggiando dove si trovano i giardini, è possibile fermarsi ad ammirare il panorama e questo cannone.

Avvicinandosi è possibile notare che, sui rinforzi, sono presenti monogrammi e lettere.

Sul primo è inciso il peso della bocca da fuoco e la lettera “P” sotto a una corona, mentre, sul secondo si trovano i monogrammi di Giorgio III, che fu re di Gran Bretagna e Irlanda dal 25 ottobre 1760 al 1 gennaio 1801.

Cannone Mandello del Lario

Visitando la splendida Mandello, passeggiando sulle rive ammirando il lago e godendone della quiete nei periodi di minore affollamento oppure, immergendovi nel via vai dei turisti, vi consigliamo di fare un giro anche per i giardini pubblici.

Vi ricordiamo che presso i giardini non è possibile circolare in costume, accendere fuochi, campeggiare o accendere fuochi tuttavia, se li visiterete con un amico a 4 zampe, sappiate che sarà ben accolto ma, dovrà essere condotto al guinzaglio.

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Vassena, una chicca con vista sulla Grigna

Tra i piccoli borghi che consentono di ammirare il lago lontani dal turismo di massa, immersi in un’atmosfera romantica, c’è Vassena, piccola frazione del comune di Oliveto Lario, posto proprio ai piedi della mitica salita che conduce al Passo del Ghisallo.

Cosa vedere a Vassena

La località è molto piccola e raccolta il numero di abitanti non supera i 400 e, proprio per questo, rappresenta una vera e propria chicca da visitare con calma e in assoluto relax.

Anche se piccolina, Vassena ha una spiaggia lunga e bianca, a ciottoli, perfetta se in estate si ha voglia di un bagno rinfrescante o, più semplicemente, di prendere un po’ di sole; è molto frequentata nella stagione calda ma, grazie al suggestivo paesaggio lacustre, il suo fascino si mantiene intatto anche durante le fredde giornate invernali o in autunno, quando la vegetazione assume un colore caldo e dorato. Dalla spiaggia si può gettare uno sguardo sulla suggestiva piazzetta che precede l’ingresso a Onno.

Sempre dalla spiaggia, guardando il lago, si può ammirare il gruppo delle Grigne che si staglia di fronte ed offre lo spettacolo tipico dell’intero Lago di Como; suggestivo diventa il paesaggio quando al calar del sole, la luna fa capolino nel cielo e lentamente le ombre si allungano lasciando spazio al romanticismo.

Lasciandosi la spiaggia alle spalle, proseguendo per circa 300 metri, si trova sulla destra una piccola via (Via Milano), in leggera discesa verso il lago; imboccandola si giunge al piccolo imbarcadero. Qui si trovano la chiesetta del Paese, caratterizzata dal mosaico di Gesù che raggiunge i pescatori camminando sull’acqua.

Mosaico Chiesa Vassena

Sulla destra della Chiesa, passando di fianco alla Trattoria Al Lago (Da Danilo), che purtroppo ha chiuso nel 2016, si può raggiungere il piccolo molo, meta domenicale di molti pescatori.

Il paesaggio che si può godere dall’imbarcadero è splendido; guardando verso Lecco è possibile intravedere i contorni della città proprio sulla punta del lago. Vista da imbarcadero Vassena

Per una minuscola località come Vassena tante sono le emozioni che si possono provare, sia d’estate che d’inverno… anche solo di passaggio, ma vale la pena fare un salto.

Come arrivare a Vassena

In questo paesino si giunge percorrendo la strada che da Lecco porta a Bellagio e, qui, la si trova incastonata tra il paese di Onno, e la municipalità di cui è parte (Oliveto Lario), situata a soli 7 km da Bellagio.

Se si vuole raggiungere Vassena scendendo dal Passo del Ghisallo, la terribile salita amata dai ciclisti, dal passo si scende verso Civenna dove si può sostare presso 2 bellissimi punti panoramici, veri e propri balconi di fronte al lago.

Civenna

Si giunge poi a Oliveto Lario (anche qui è possibile sostare per lasciarsi stregare da una splendida visuale sulla punta del Lago in direzione Colico), poi si gira verso destra, in direzione Lecco.

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Parchi di divertimento attorno al Lago di Como

Il Lago di Como è un’autentica perla con le sue ville, gli scorci incantevoli e romantici che fanno innamorare i suoi visitatori, le attrazioni che accolgono ogni anno molti turisti; tutto attorno sorgono anche però parchi e luoghi di divertimento in cui passare qualche ora impegnandosi in attività avventurose e movimentate.

Lake Como Adventure Park

A Gravedona, sorge questo parco avventura che promette di offrire divertimento anche ai più piccini; immerso nella natura, prevede differenti percorsi, tutti sicuri, studiati appositamente per i bambini più piccoli, per i ragazzi e per gli adulti.

Passare da una piattaforma all’altra affrontando ponti tibetani, tronchi oscillanti, teleferiche con le liane darà una scarica di adrenalina e farà sentire tutti gli ospiti come novelli Indiana Jones; in tutto ciò, personale specializzato sarà presente per supportare e garantire sicurezza ulteriore oltre a quella offerta dai caschetti e dalle imbragature.

Dal percorso Scoiattolo, perfetto per i bimbi che potranno essere seguiti passo-passo dai genitori, si passa attraverso al percorso Gufo, Volpe, Aquila (che raggiunge i 10 metri d’altezza) e Lupo (che arriva ai 18 metri), per accontentare tutti e dare anche ai più timorosi la possibilità di provare a mettersi in gioco.

Oltre a questi percorsi sono presenti un’arrampicata sull’albero, un percorso carrucola per i bambini, una zona pic-nic con possibilità di fare barbecue e un chiosco, tutto immerso nel verde e con una strepitosa vista sul Lago di Como.

L’accesso al parco è gratuito perciò, chi volesse entrare ma non affrontare nessuna della sfide, lo potrà fare senza pagare inoltre, anche i cani, se tenuti al guinzaglio (e mi raccomando, non dimenticate il necessario per raccogliere le deiezioni), sono i benvenuti.

Per maggiori informazioni vi invitiamo a visitare il loro sito internet https://www.lakecomoadventurepark.com/ e, per essere sempre aggiornati sulle aperture e sulle novità, non dimenticate di seguire la pagina Facebook dedicata https://www.facebook.com/LakeComoAdventurePark/ .

Driver Como

Se amate le macchine, se vi piace sfrecciare a tutto gas senza temere le multe dell’autovelox, questo è il “parco di divertimenti” che fa per voi e che, anche nelle giornate di pioggia, vi terrà occupati.

Su una superficie di 8000 mq, su 4 piani, si possono trovare spazi dedicati alla ristorazione e al divertimento con ristoranti, e locali in cui gustare un ottimo drink; se però siete alla ricerca di un po’ di adrenalina, ben 2 piani sono riservati a chi vuol mettersi in gioco e gareggiare.

Indoor Kart ed Ice Kart (per provare l’emozione di guidare su una pista che simula la presenza di ghiaccio) affiancano i simulatori di giuda in cui si potrà gareggiare in simultanea scegliendo il tipo di auto (Formula 3, Gran Turismo, Prototipo e Trofeo Abarth).

E per tutti gli appassionati, la F1 Experience: salite sull’originale Jordan e cercate di fare il miglior tempo in assoluto!

Per i più piccini è presente il Kids Park con piste di mini moto, F1 e altri giochi per passare il tempo in allegria.

Per essere sempre aggiornati sulle novità vi segnaliamo la pagina Facebook di Driver Como: https://www.facebook.com/drivercomo/

Jungle Rider Park

Tra i parchi di divertimento che si trovano sul Lago di Como, non può mancare il Jungle Rider Park, a Civenna.

Torniamo nella natura e nei percorsi adrenalinici che trasformano grandi e piccini in spericolati avventurieri che si lanciano in emozionanti avventure spericolate, sempre in tutta sicurezza.

Divertirsi spostandosi con corde e liane, passeggiare su ponti sospesi, immergersi nel verde del bosco grazie ai tragitti sugli alberi è un’emozione, l’ideale per passare una bella giornata tra relax e adrenalina.

I percorsi disponibili sono 6 (aria, brezza, vento, tornado, urgano e tifone) e variano in base al gradi di difficoltà, adattandosi alle varie età dei partecipanti e alle abilità; oltre a questi, è presente anche un Percorso Bimbi per i più piccini, dai 3 anni in poi.

Se nella versione più semplice l’altezza massima raggiunta è di un metro, proseguendo si sale sempre più su fino ad arrivare a 16 metri d’altezza dal suolo e impiegando, negli spostamenti, anche carrucole e corde sospese.

Al parco di Civenna ci si può dedicare anche ad altre attività, alcune però solo su prenotazione:

soft air, per trasformarsi in soldati che cercano di sconfiggere gli avversari in guerre avvincenti cercando di “eliminarsi” a vicenda con pallini di plastica BIO;

tiro con l’arco, con un poligono a 3 postazioni, dagli 8 anni in poi;

archery combat, una sfida entusiasmante con arco e frecce

canyoning, escursioni di mezza giornata con guide esperte;

trekking in mountain bike elettrica.

All’interno del parco è presente anche il bar JRP! Per ottimi spuntini, per un aperitivo o una pausa di relax tra un’avventura e l’altra.

Per essere al corrente di tutte le novità e gli aggiornamenti vi consigliamo di seguire la pagina Facebook dedicata: https://www.facebook.com/JungleRaiderPark

Acquaworld

Non si trova direttamente sul lago ma a poco meno di un’ora di macchina dal Lago di Como il parco acquatico che, nel corso delle vacanze permette di passare una giornata diversa tra schizzi, onde, tanto divertimento e momenti di relax.

Acquaworld si trova a Concorrezzo ed è molto più di un semplice parco giochi grazie alla presenza, al suo interno, di aree dedicate al benessere e al fatto che la grande copertura lo rende ideale anche nei giorni di pioggia.

L’offerta è davvero molto vasta, sono presenti numerosi scivoli con varie pendenze e lunghezze, dal Baby Slide per i più piccini, fino allo Starlight o al Turbo Slide, solo per fare qualche esempio, ideali invece per chi vuole sentire l’adrenalina scorrere nelle vene.

Per i bimbi da 1 a 12 anni il galeone dei pirati è una ghiotta occasione per fare il pieno di divertimento tra piscine di palline, gonfiabili, scivoli; perfetto per i piccini è anche il mini word con giochi che rappresentano animali marini, scivoli e vasche con altezza dai 10 ai 30 centimetri.

Naturalmente ci sono tanti divertimenti per tutta la famiglia.

Per ragazzi e adulti ci sono scivoli, la vasca con le onde dove si tengono anche eventi, corsi, dj set, river e naturalmente l’area benessere con sauna, idromassaggio vasca esterna, la grotta temporale monsonico e molto altro.

Jungle Raider Park Extreme

A Caglio, tra canyon e torrenti, un parco avventura per grandi e piccini che abbiano voglia di divertirsi e mettere alla prova il proprio coraggio.

Il parco è estremo però, prevede percorsi Family anche per i più piccini che in tutta sicurezza potranno così imitare mamma e papà; sono previsti diversi livelli di difficoltà così che, sin dai 3 anni di età, ci si possa lanciare in avventure emozionanti seguiti e protetti dagli istruttori.

I percorsi Family sono 4, si parte dal percorso giallo, quello più semplice, con 8 ostacoli e piattaforme alte un metro, si passa da quello verde, leggermente più difficile, con 18 piattaforme che arrivano a massimo 3 metri d’altezza, fino al percorso marrone in cui si arriva sino ai 5 metri e si termina con il percorso blu scuro, con 15 ostacoli che arrivano sino a 8 metri e si adattano a bambini che siano alti almeno 140 centimetri.

Per gli adulti tutto si fa più estremo e più adrenalinico; se siete pronti a lanciarvi e volare, camminare sospesi ad altezze vertiginose, questo è sicuramente il posto che fa per voi.

Ben 7 attrazioni vi aspettano per farvi provare emozioni uniche; la maxi teleferica lunga 130 metri, alta 40 metri, vi farà toccare il cielo con un dito e, se proprio le teleferiche sono la vostra passione, sappiate che ce ne sono altre 4, la Teleferica Spider, la Teleferica Canyon (composta da 3 teleferiche)  che, in 450 metri vi farà superare il torrente, la Teleferica Verticale per toccare i 50 km orari e la Maxi Teleferica 2.0.

Il salto Extreme e il Ponte Orrido vi faranno saltare da 10 metri e attraversare il torrente con 2 carrucole poi, tornare indietro grazie a un ponte di 30 metri a picco sull’Orrido.

Preparatevi a divertirvi e provare emozioni e brividi ma, nel frattempo, per restare aggiornati sulle attività del Parco e sulle novità, vi invitiamo a seguire la pagina Facebook dedicata https://www.facebook.com/jrpxtreme .

Parco Avventura Resinelli

Sopra ad Abbadia Lariana, questo Parco Avventura è davvero per tutti, anche i bambini più piccoli (non solo in altezza) che qui potranno cercare di emulare gli adulti con percorsi davvero semplici, a soli 20 centimetri da terra.

Sono ben 4 i percorsi mini baby e il labirinto che possono essere affrontati in tutta sicurezza se non si è ancora arrivati ai 5 anni d’età e se non si è alti almeno 110 cm.

Per i bimbi più grandi ci sono invece i percorsi Baby con 30 giochi differenti; la dotazione di caschetto, moschettoni e imbragatura permette di iniziare a salire sui primi alberi in tutta sicurezza e con la compagnia di almeno un accompagnatore.

Per grandi e piccini c’è il tubing, lo scivolo lungo 40 metri che, all’apparenza sembra una bella “passeggiata” ma che, affrontato vi farà sentire tutt’altro che rilassati.

Per gli adulti o chi ha superato i 140 cm in altezza sono disponibili dei percorsi più complessi con 71 ostacoli; a seconda della preparazione atletica o della voglia di mettersi in gioco si potrà scegliere quello più adatto.

I più facili sono il percorso verde, grab e 4 monkey, da 1,8 a 6 metri d’altezza non richiedono nessuna preparazione, il percorso blu, con 10 ostacoli e un’altezza che arriva a 6,5 metri, richiede invece già una preparazione buona.

Peri più atletici ci sono i percorsi rosso, nero e impossibile, il primo difficile, il secondo molto difficile e il terzo molto molto difficile, fanno la gioia dei più spericolati.

Attorno al Lago di Como si trovano numerose possibilità di divertimento, non solo paesaggi stupendi ma anche la possibilità di tuffarsi nell’avventura, in un parco acquatico o lanciarsi alla guida di un kart in folli gare di velocità.

Nel programmare un week end o una vacanza sul Lago di Como, perchè non inserire anche una tappa in uno dei parchi di divertimento?

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Riapertura 2019 Ville Lago di Como

La primavera è alle porte e con lei arriveranno tante novità sul Lago di Como, tante nuove esperienze vi attendono e tante occasioni non mancheranno; da tradizione però, nel mese di marzo, le ville più belle riapriranno i battenti.

Siete pronti a immergervi in un mondo di colori, profumi e suoni che anno dopo anno non smettono di affascinare turisti e visitatori?

Se avete voglia di cultura, di ammirare paesaggi incantevoli, sentirvi come i protagonisti di pellicole cinematografiche di successo, organizzate una visita a una delle bellissime ville che si affacciano sul Lago di Como, non ve ne pentirete!

Riapertura 2019 delle Ville del Lago di Como

La romantica Villa Carlotta, a Tremezzo, in cui è possibile soffermarsi deliziati di fronte ad “Amore e Psiche” di Canova o all’”Ultimo bacio di Romeo e Giulietta” di Hayez, riaprirà i cancelli il 22 marzo.

Villa Carlotta

Sarà possibile accedervi dalle 9 alle 19.30 fino al 29 settembre; dal 30 settembre al 27 ottobre si potrà visitarla dalle 9.30 alle 18.30 mentre, dal 28 ottobre al 3 novembre, dalle 10 alle 17.

Durante il ponte dell’Immacolata (6-7-8 dicembre) aprirà dalle 10 alle 17.

Vi invitiamo a visitare il sito ufficiale (http://www.villacarlotta.it) per verificare eventuali modifiche e controllare gli orari della biglietteria.

Avete mai visitato Villa del Balbianello? Splendida location che ha fatto da sfondo a film di successo, luogo ideale per matrimoni da sogno, villa da ammirare affacciandosi sulle acque lacustri incorniciate da un panorama indimenticabile, riaprirà il 15 marzo.

Villa del Balbianello

Fino al 6 gennaio la si potrà visitare tutti i giorni, a esclusione del lunedì e il mercoledì non festivo, dalle 10 alle 18; dal giorno 1 novembre la chiusura sarà alle ore 17.00.

Anche in questo caso vi invitiamo a prendere visione del sito ufficiale per eventuali comunicazioni o verifiche degli orari della biglietteria  https://www.fondoambiente.it/luoghi/villa-del-balbianello/visita .

I giardini di Villa Melzi stanno per aprirsi però, si dovrà attendere sino al 23 marzo; fino a ottobre, dalle 9.30 alle 18.30 sarà quindi possibile passeggiare tra splendide e rare piante rivolgendo lo sguardo verso le acque blu e il profilo di Tremezzo che si staglia sullo sfondo. Per scoprire modifiche agli orari, novità e tenervi aggiornati, consigliamo di visitare il sito ufficiale: http://www.giardinidivillamelzi.it .

Villa Monastero, a Varenna, ha riaperto i giardini il giorno 1 marzo; potrete visitarla tutti i giorni dalle 10 alle 17; nei prossimi mesi l’apertura seguirà questi orari:

aprile dalle 10 alle 18.30

maggio-giugno-luglio e agosto dalle 10 alle 19.30

settembre dalle 10 alle 18.30

ottobre e fino al 3 novembre dalle 10 alle 18.

La  Casa Museo, ad eccezione di agosto, non sarà aperta tutti i giorni:

a marzo  si potrà visitarla il venerdì, sabato, domenica e i festivi dalle 10 alle 17

ad aprile il venerdì, sabato, domenica e i festivi dalle 10 alle 18.30

a maggio, il giovedì, il venerdì, sabato, domenica e i festivi dalle 10 alle 19.30

giugno e luglio, da martedì a domenica e festivi dalle 10 alle 19.30

agosto, tutti i giorni dalle 10 alle 19.30

settembre, da martedì a domenica e festivi dalle 10 alle 18.30

ottobre e fino al 3 novembre, venerdì, sabato, domenica e festivi dalle 10 alle 18.

Vi invitiamo a visitare il sito ufficiale (http://www.villamonastero.eu) per verificare eventuali modifiche all’orario, orari di biglietteria o altre comunicazioni.

Non ci resta che augurarvi buon divertimento con le Ville e i bellissimi giardini sul Lago di Como.

Una visita al Civico Museo Setificio Monti

Ad Abbadia Lariana, lungo Via Nazionale, al numero 93, si trova il Civico Museo Setificio Monti, una struttura che ospita oggetti legati all’attività serica; in origine il museo era una fabbrica in cui avveniva la torcitura della seta, terminata nel 1934.

La storia del filatoio

La storia del filatoio Monti inizia nel lontano 1818 quando il setaiolo Pietro Monti, da Milano si spostò ad Abbadia Lariana trasformando il preesistente follo da pannolini; nel 1869 ampliò la struttura e vi aggiunse un edificio in cui coltivare bachi da seta e filare. In questo modo la famiglia Monti ebbe il pieno controllo di tutto il processo produttivo della seta.

Al posto di uno dei 2 torcitoi circolari vennero inseriti 3 torcitoi rettangolari; uno, alla chiusura del filatoio nel 1934, fu acquistato dalla famiglia Abegg e donato poi al Museo Tecnorama di Winterthur.

Dal filatoio al Civico Museo Setificio Monti

Rimasta inutilizzata sino al 1978, tutta la struttura, composta di 2 edifici, venne poi acquistata dal comune e lentamente iniziò il recupero; con duro lavoro si restaurò un torcitoio e ora, rinnovato, lo si può ammirare ruotare e lavorare la seta.

Torcitoio Museo Setificio Monti

Dopo il restauro e dopo avervi inserito anche materiali provenienti da altri filatoi, nel 1998 è nato il Civico Museo Monti, una vera perla da visitare per conoscere un’antica attività.

Il torcitoio, alto 9.5 metri e ha il diametro di 5, è articolato su 4 piani di lavoro, 9 valichi, 162 aspi e 972 fusi; uno dei pochi ancora funzionanti in Europa, è posto ancora nel sito originale e, temporaneamente, funziona con un motore elettrico. Metà, essendo di proprietà del Museo Tecnorama di Winterthur, è in comodato.

Torcitoio Museo Setificio Monti

Osservarlo in azione mentre gira, ammirare il movimento delle bobine, affascina i visitatori che si incantano di fronte a un macchinario così antico che pare tuttavia estremamente perfetto nella sua maestosa imponenza.

Il torcitoio sarà il primo macchinario ad accogliervi se una volta entrati al museo girerete verso sinistra mentre, sarà l’ultimo, se sceglierete di visitare prima le stanze superiori e lasciare il pezzo forte solo alla fine.

Lungo il percorso è possibile accedere alla sala di soffocazione a umido, utilizzata per soffocare le crisalidi nei bozzoli; metodo molto diffuso in Brianza, si componeva di un focolare con caldera d’acqua che produceva vapore che usciva poi dal camino e arrivava sul tetto.

La camera fu costruita attorno al 1890 e lo sportello del focolare è datato 1887; nel ‘900 smise di funzionare, fu murato, adibito a deposito fresco, manomesso e in seguito riportato a com’era in origine.

Nelle sale si possono ammirare accessori e strumenti del mestiere, la cavagna, vecchi articoli di giornale, un antico contratto collettivo nazionale del lavoro, un torcitoio da seta circolare, modellini; al suo interno è custodita anche una collezione di oggetti di valore donati dall’artista Ezio Moioli Olcio.

Museo Setificio Monti

Una vera chicca da non perdere, un piccolo gioiello per conoscere le tradizioni e i lavori del territorio che, in molti casi, sono andati scomparendo e non restano altro che queste testimonianze per conoscerli.

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Balneabilità 2018 Lago di Como

Con l’estate è arrivato il sole, il caldo e la voglia di andare a fare un bagno al mare o al lago; se state pensando di andare a rinfrescarvi nelle acque del Lago di Como, sappiate che la maggior parte della spiagge sono balneabili, ci sono solo alcune eccezioni.

Via libera per:

Abbadia Lariana, balneabili Campeggio e Lido Lariano

Bellano, balneabile il Lido di Puncia

Colico, balneabili Inganna – LC 53, Lido di Colico, Laghetto Piona

Dervio, balneabile Campeggio Europa

Lecco, balneabili Località Pradello, Canottieri e Rivabella

Lierna, Balneabile Riva Bianca

Mandello del Lario, balneabili Olcio – LC 18, Camping Mandello, Lido di Mandello, Camping Nautilus

Oliveto Lario, balneabili Vassena, Spiaggia di Onno, Frazione Limonta

Perledo, balneabile Riva Gittana

Bagno? Per ora no, grazie

Non sono al momento balneabili 4 spiagge a causa di un numero elevato di cianobatteri o Escherichia coli:

Bellano, non è balneabile Spiaggia di Oro

Dorio, non balneabili Rivetta e Riva del Cantone

Pescate, non balneabile La Puna

Per motivi di sicurezza è invece temporaneamente vietata la balneazione a Lecco, in località Malpensata.

Non ci resta che augurarvi tanti buoni bagni nelle splendide acque del Lago di Como.

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Cosa fare e vedere a Torno, sul Lago di Como

Torno è un piccolo e incantevole borgo a pochi chilometri di distanza da Como; caratterizzato da vicoli stretti e case che si arroccano l’una sull’altra risalendo verso la montagna, non dispone del classico lungolago da percorrere ammirando i paesaggi, ma di affacci suggestivi che si incontrano qua e là.

Visitare Torno significa perdersi tra i vicoli e respirare un’atmosfera rilassante oppure, dal porticciolo raccolto e accogliente, fermarsi ad ammirare la bellezza del lago.

Le sue origini sono molto antiche, alcuni resti trovati nel territorio fanno presumere la sua esistenza già 2000 anni fa; i massi avelli testimoniano invece la presenza di comunità organizzate attorno ai secoli quarto e quinto. Distrutta nel 1522 per via dei difficili rapporti con Como e della rivalità commerciale, venne ricostruita solo in seguito.

Proprio nei pressi del piccolo porto, in piazza Casartelli, si trova la romanica Parrocchiale di Santa Tecla, ristrutturata nel XVII secolo; ha una sola navata, con bellissimi affreschi che decorano il soffitto, affreschi di Bartolomeo De Benzi e il rosone gotico che sovrasta la porta d’accesso, incastonata tra le canne dell’organo.

Torno porticciolo

Il Presepe semovente “Notte Santa”

Durante il periodo Natalizio qui è possibile ammirare il presepe semovente “Notte Santa” che affascina e diverte i più piccini, ma incuriosisce anche gli adulti che non potranno che restare incantati di fronte all’ingegnosa installazione; ideato nel 1932 da Angelo Ventura, è realizzato in legno, carta, roccia, sughero, muschio naturale più altri materiali aggiunti nel 1985 quando l’imprenditore lo donò alla Parrocchiale.

Presepe semovente Torno

Premendo un bottone posto a un lato si azionerà un sistema di bracci meccanici che attiveranno il movimento di carovane e persone mentre, grazie a un impianto idraulico e tubature, si alimentano una cascatella, un laghetto e un mulino. L’impianto elettrico illumina la capanna e le abitazioni mentre, sul fondale, si possono ammirare giochi di luce e lo scorrere del tempo rappresentato dal sole che lascia lo spazio alla notte e alla stella cometa che rischiara il coro degli Angeli.

La Chiesa di San Giovanni a Torno

Sull’imbarcadero si affaccia l’albergo Belvedere (la Locanda della famiglia Bonelli), set della soap opera “Vivere”, trasmessa in Italia dal 1999 al 2008.

Risalendo dal porticciolo ci si imbatte in un’altra Chiesa, appena varcata la soglia vi lascerà senza fiato; non aspettatevi ori e stucchi, l’opulenza è bandita per lasciare posto alla semplicità più assoluta, lo stile romanico gotico della Chiesa di San Giovanni è un invito al raccoglimento e alla ricerca della spiritualità. L’unica navata termina nel presbiterio protetto da una cancellata e, alle pareti, si possono ammirare opere di vari periodi storici.

Chiesa di San Giovanni a Torno

Già esistente nel XII secolo (anche se alcuni autori la fanno risalire al XIV secolo), subì delle modifiche nei secoli XV, XVI e XVII; Il campanile romanico risale al XII secolo mentre sul portale marmoreo attribuito agli scultori del Rodari, sono raffigurati i chiodi della crocce di Cristo, nella lunetta il suo battesimo, sulla cima viene ripreso il tema della Trinità mentre, 6 formelle raffigurano 6 Profeti.  La struttura è su base romanico-lombarda con elementi di epoca gotica; le pile dell’acqua santa sono, a sinistra di gusto risalente all’epoca romana, e a destra invece rinascimentale.

Tra le altre rappresentazioni vi sono in alto il Padre Eterno, lateralmente un Angelo e l’Annunciata, e 6 figure: San Pietro, Santa Lucia, San Sebastiano, San Paolo, Santa Caterina, San Rocco. Sull’arco trionfale si trova affrescata una scena dal Paradiso mentre, nei pressi dell’altare a sinistra, si possono ammirare i 15 misteri del Santo Rosario (XVII secolo).

All’interno della Chiesa secondo la tradizione è custodito il Sacro Chiodo, uno di quelli utilizzati per crocifiggere Cristo; lo si trova dietro l’altare maggiore, in un’arca murata, chiusa da 7 chiavi.

Il Sacro Chiodo

L’arrivo del Sacro Chiodo a Torno è narrato da una leggenda che, secondo alcuni nasconde invece una verità che ha origine nel 1099.

L’arcivescovo Alemanno tornava dalla Terrasanta con uno dei chiodi utilizzati per crocifiggere Gesù e, la sua idea, era quello di portarlo in Germania passando per l’Italia; si fermò a Torno, cittadina più tranquilla rispetto a Como, deciso a trascorrervi una sola notte.

Quando tentò di partire un forte maltempo lo costrinse a rimandare al giorno successivo; il giorno dopo accadde la stessa cosa e anche il terzo giorno dovette rinunciare. L’arcivescovo prese questa impossibilità di partire come un segno del destino: la reliquia doveva restare a Torno.

Fu così collocata nella Chiesa di San Giovanni.

Le bellezze di Torno non finiscono mai

Arrivando dal Lago si ammira una delle più belle ville lariane, Villa Pliniana, voluta nel 1577 dal Conte Giovanni Anguissola che, negli anni, ha ospitato personaggi come Foscolo, Stendhal, Fogazzaro, Rossini, Napoleone e molti altri. Non è aperta al pubblico ma è stata il set di “Malombra”, tratto dal romanzo di Fogazzaro  qui pare che nel 1813 Rossini abbia composto, in pochi giorni, Tancredi.

Celebre per una fonte funzionante a intermittenza, suscitò l’interesse di Leonardo da Vinci che, incuriosito da fenomeno, volle cercare di comprenderne l’origine; della fonte ne parlò Plinio il Giovane in una lettera inviata a Licinio Stura e oggi riportata su tavole in marmo riportate sotto i portici.

Quando si visita Torno, armandosi di scarpe comode e pazienza,  non si può non salire siano alla frazione di Montepiatto e, da lì, andare a curiosare la pietra pendula; la strada è ripida, non è possibile salire in macchina a meno che non si abbia un’autorizzazione ma, la passeggiata, che stancherà i meno allenati, regalerà una vista strepitosa sul lago.

Pietra pendula

Primavera, estate o autunno vanno ugualmente bene per passeggiare su questo sentiero, soprattutto se si sceglie di passare attraverso il bosco; le tre stagioni regalano colori indimenticabili rendendo la camminata estremamente piacevole e suggestiva. In caso di neve, nel coeso dell’inverno invece lassare attraverso il sentiero che si snoda nel bosco può rivelarsi difficoltoso per la formazione di ghiaccio.

Visita al Forte di Fuentes di Colico

Situato a Colico, a pochi minuti di strada da Forte Montecchio Nord, sul Montecchio Est, si trova il Forte di Fuentes di cui sono rimasti alcuni resti; le macchine non possono arrivare sino all’ingresso perciò, per poterlo raggiungere è necessario percorrere un tratto di strada a piedi, in salita.

Questa strada è stata realizzata nel corso della prima guerra mondiale quando furono costruite le batterie corazzate sommitali.

La storia del Forte di Fuentes

A disporne l’edificazione fu don Pedro Enriquez de Acevedo conte di Fuentes, governatore del Ducato di Milano per conto del re di Spagna; la decisione di costruirlo in una posizione strategica derivò dalla necessità di difendere il confine dell’alto Lario dalle aggressioni del Libero Stato delle Tre Leghe, quelli che oggi si definiscono Grigioni svizzeri, che tentavano di espandersi passando dalla Valtellina e dalla Valchiavenna, già da loro controllate.

I terreni furono acquistati facendo leva sulla diocesi di Como e sulla Riforma, all’epoca vista dai cattolici come qualcosa di eretico.

Nel 1603 iniziarono i lavori guidati dall’architetto Gabrio Busca, l’ultimo appalto di cui si ha conoscenza risale al 1609 (quando il forte era già attivo) anche se si sa che fino al 1627 fu soggetto a modifiche; circondato da paludi, rendeva difficile ai nemici avvicinarsi e posizionare l’artiglieria tuttavia, queste presenze, rendevano l’aria insalubre, diffondendo la malaria e causando frequenti decessi tra i soldati che vi soggiornavano.

Fino al 1736 il Forte rimase agli Spagnoli poi, fu coinvolto nella guerra di successione polacca e, quando era nelle mani degli Austriaci, venne conquistato dai Gallo-Sardi; riconquistato in seguito dagli Austriaci, nel 1769 dopo essere stato giudicato militarmente inutile venne privato degli armamenti e in seguito, nel 1782 dichiarato chiuso come fortezza dall’Imperatore Giuseppe II d’Austria.

Il terreno venne quindi venduto all’asta e acquistato da un austriaco che lo trasformò in una fattoria; nel 1796 con le truppe napoleoniche si decise di smantellare i tetti e le strutture per “ingraziarsi” i Grigioni che avevano sempre mal sopportato il forte.

Nel corso della Prima Guerra Mondiale fu riabilitato e vennero realizzate otto postazioni per cannoni da 149 G con polveriera sotterranea e riservette e, in seguito, la proprietà passò alla Provincia di Lecco.

La visita al Forte

Il primo ambiente che si ammira, arrivati al Forte è la grande piazza d’armi della misura di circa 100 metri per 16, un ambiente ampio attorno al quale si raccoglievano altre costruzioni come la Chiesa di Santa Barbara, la caserma, gli alloggiamenti del comandante e, sul fondo, il palazzo del Governatore.

Forte Fuentes Colico

Alla piazza d’armi si accedeva dalla porta secondaria o del soccorso; la porta principale era usata con meno frequenza perciò, appena caduta in disuso, la si iniziò a chiamare “porta vecchia”.

I soldati utilizzavano la piazza per ritrovarsi e ricevere gli ordini ma era anche il centro delle attività di chi si occupava dei mulini, forno e magazzini.

Lasciandosi alle spalle la piazza, si arriva al belvedere che domina il Pian di Spagna e Colico; da questo punto è possibile ammirare il fiume Adda che si getta nel Lago di Como e, sullo sfondo, anche Forte Montecchio Nord.

Forte Fuentes Colico

Procedendo nella visita, seguendo il percorso, si incontra la porta vecchia dove si possono scorgere 2 aperture, una più grande che consentiva il passaggio anche ai carri mentre, lateralmente, sulla destra, una più piccola, utilizzata come passaggio dei soli pedoni.

La scala ha invece preso il posto degli antichi ponti levatoi.

Tornando verso la piazza d’armi, sulla sinistra si trovano i resti della Chiesa di Santa Barbara ultimata nel 1608 e al cui lato si trovavano gli alloggi del cappellano e del comandante del forte; ormai poco è rimasto della struttura un tempo ricca di affreschi e arredi in argento.

Forte Fuentes Colico

Accanto alla Chiesa si trova il palazzo del Governatore, edificato su 2 piani, era costituito da 7 camere per piano, e i magazzini; all’interno un tempo si trovava una scala in pietra mentre, all’esterno, c’era un colonnato di cui ormai non rimane più nulla.

Nel palazzo era presente un grande camino principale e dei camini più piccoli in altre stanze; nonostante il palazzo, raramente i nobili dimorarono qui a causa dell’aria insalubre. Lo stesso Duca visitò il Forte una sola volta, nel 1605.

Nel Forte era presente anche una ghiacciaia scavata nella roccia dove, in inverno la neve si ammassava permettendo la conservazione di carni e altri alimenti. Questa parte posteriore del Forte non era esente da critiche poiché ritenuta troppo debole e scoperta a eventuali attacchi provenienti dai nemici.

Forte Fuentes Colico

Dopo aver dato uno sguardo al palazzo del Governatore, tornando verso la grande piazza d’armi, ci si inerpica nella zona degli alloggi dei militari; distribuiti su più piani, potevano ospitare anche 300 persone e, lì accanto, si trovava la zona che ospitava un mulino per la macinazione del frumento.

Vi erano poi una vasca per conservare l’acqua che doveva essere portata dall’esterno, a dorso di mulo e, proseguendo nel cammino, le postazioni che nella prima guerra mondiale ospitavano i cannoni.

Il Forte di Fuentes rappresenta una bella testimonianza della storia passata del nostro paese e merita sicuramente una visita; per visitarlo basta recarsi a Colico, in Via Forte di Fuentes 24. Per conoscere gli orari e i prezzi, vi consigliamo di visitare il sito Fortedifuentes.it.

Come arrivare alla sorgente di Fiumelatte

Fiumelatte, dopo il fiume Aril, è il fiume più corto d’Italia, nasce nelle Grigne, il suo corso è pari a 250 metri e si snoda verso Fiumelatte, località che prende il nome proprio da questo “strano” corso d’acqua.

Chi volesse visitarne la sorgente dovrà tenere conto del fatto che il fiume non scorre per tutto l’anno, di solito scompare verso ottobre e ricompare a marzo, ma è comunque sempre raggiungibile con una comoda passeggiata di una trentina di minuti, facile e adatta a tutti.

Il sentiero per la sorgente di Fiumelatte

Per poter arrivare alla sorgente di Fiumelatte è necessario partire da Varenna e, l’imbocco verso la via che conduce alla sorgente è il silos che si trova di fronte a Villa Monastero; qui, una strada asfaltata e a una sola corsia conduce al cimitero.

Arrivati a questo punto si dovranno affrontare 2 rampe di scale, una più semplice e una più ripida; superato questo punto, parte il sentiero vero e proprio.

Passeggiando sulla strada asfaltata, guardando sulla destra, si gode il bel panorama del lago ed è possibile ammirare la punta di Bellagio, quella della Villa del Balbianello e, scrutando con attenzione, anche l’Isola Comacina.

Verso la sorgente di Fiumelatte

Lateralmente si possono osservare bellissimi ulivi tuttavia, questi non offrono riparo e la strada, soprattutto in estate, è completamente esposta al sole.

Sconsigliamo vivamente di cercare di arrivare al cimitero e parcheggiare perché non è possibile perciò, se alla passeggiata prendono parte persone che potrebbero soffrire il calore di questo tratto, è meglio che si facciano portare al cimitero e partano direttamente da lì.

Giunti al cimitero, se lo si vorrà, si potrà riposare qualche istante sulle panchine prima di affrontare la scalinata che conduce al bosco e al sentiero; se sarete fortunati potrete anche ammirare qualche scoiattolo che fa capolino tra gli alberi.

Verso la sorgente di Fiumelatte

Superate le scalinate,  si costeggerà il cimitero e si inizierà ad addentrarsi nel fresco bosco; il sentiero è unico e basta seguirlo per giungere alla fonte. A un certo punto si incontreranno dei cartelli di cui uno indicante il “Sentiero del viandante”, ignorateli e proseguite sempre dritti su quello che stavate già affrontando.

Dopo non molto inizierete ad avvertire il fragore della cascata e in pochi attimi giungerete a un piccolo spiazzo in cui si trova un tavolo con delle panchine; quest’area è già l’ideale per un pic nic ma subito dietro, per i più esigenti è presente un grande spazio con area pic nic, “casetta” per il barbecue, e la bella cascata che si origina dalla sorgente.

Area pic nic alla sorgente di Fiumelatte

Tramite passerelle e scale è possibile godere dello spettacolo da più punti di osservazione, la si potrà ammirare standogli di fronte oppure ai lati e, salendo le ripide scale in ferro, in pochi minuti ci si avvicinerà sempre di più alla sorgente; ammirando le cascate, notando il colore bianco lattiginoso della spuma, si intuirà immediatamente il motivo per cui è stato chiamato proprio Fiumelatte.

Sorgente di Fiumelatte

La sorgente di Fiumelatte la si può osservare guardando verso il basso, protetta da una grata; sembra quasi impossibile che quelle acque chete, di lì a poco si trasformeranno nei bei salti d’acqua che si è potuto ammirare arrampicandosi sempre più.

Da qui potrete di nuovo ammirare il panorama del lago che, una volta immersi nel bosco, si è praticamente perso di vista.

Per tornare a Varenna basterà quindi seguire il percorso a ritroso e, con passo tranquillo, in 15 minuti circa vi ritroverete nella zona antistante al cimitero.

La funicolare Como/Brunate

Visitando Como è praticamente d’obbligo salire sulla funicolare Como-Brunate; il viaggio, anche se di breve durata, permette di godere di uno spettacolo unico, un nuovo punto di osservazione in cui il Lago di Como si stende ai nostri piedi.

Per raggiungere Brunate esiste anche una strada asfaltata tuttavia, non è sempre percorribile, in alcuni giorni infatti viene interdetta al traffico, solo i residenti hanno la possibilità di spostarsi tra Como e Brunate in automobile senza subire restrizioni.

Funicolare Como/Brunate

La storia della funicolare Como-Brunate

La storia della funicolare che da Como porta a Brunate inizia alla fine dell’800, la costruzione venne avviata il 4 gennaio 1893 mentre l’11 novembre 1894, venne inaugurata; da questo momento i comaschi poterono salire a Brunate in “soli” 20 minuti.

Passarono pochi anni e vennero apportati i primi cambiamenti, nel 1911, la trazione da vapore divenne elettrica.

Nel 1912 sotto il Carescione, venne installato il “cannone di mezzogiorno”, quello che per molto tempo fu uno dei simboli della città di Como; posto nel punto in cui avveniva lo scambio della funicolare, ogni mezzogiorno ancora oggi fa avvertire un fragoroso boato che si avverte in tutto il paese.

Questo vecchio cannone Austriaco fu installato inizialmente dalla Pro Como per far si che quando il cielo si faceva scuro e la grandine rischiava di distruggere i vigneti di Garzola, si scongiurasse l’evento; in seguito perse questa funzione ma continuò a segnalare l’ora dell’aperitivo.

Nel corso degli anni ’30 la stazione di Brunate venne rinnovata, così come furono rinnovati gli impianti mentre il tempo di percorrenza scese a 6 minuti e 30 secondi; negli anni ’70 si costituì un consorzio per la gestione delle linee extraurbane della provincia di Como che per un po’ gestì anche la funicolare.

Nel 1981 la proprietà passò alla Regione Lombardia; nel 1999, in occasione delle celebrazioni per l’anniversario di Volta, l’impianto venne automatizzato.

Dal luglio 2005 la gestione è affidata al Consorzio Mobilità Funicolare & Bus, al suo interno, il ruolo operativo di gestione del servizio è affidato all’ATM.

Con la funicolare da Como a Brunate

Per poter salire sulla funicolare Como/Brunate è necessario lasciare il centro di Como e recarsi in Piazza Alcide de Gasperi; superato l’ingresso ci si imbatte nella biglietteria (al momento non è prevista una biglietteria automatica anche se, in futuro dovrebbe essere installata) e un piccolo bar.

Dopo aver acquistato e obliterato il biglietto non si dovrà far altro che attendere l’arrivo della funicolare; nel caso in cui doveste attendere molto (in realtà il viaggio dura 7 minuti quindi non si dovrà aspettare chissà quanto), potrete passare un po’ di tempo nello spazio antistante l’obliteratrice, ammirando le vecchie immagini appese alle pareti che testimoniano la storia della funicolare.

Ingresso funicolare a Como

Le vetture in salita e discesa sono 2, una color malva chiamata BRUco (contrassegnata dal numero 12) e la bruCO di colore rosso (è la numero 13).

Una volta che la funicolare sarà arrivata, salendo si inizierà a godere dello spettacolo; il consiglio, se ci si riesce, è quello di posizionarsi sulla prima carrozza, di fronte alla vetrata panoramica, in questo modo si godrà del panorama dalla prima fila. E’ consigliabile stare in piedi se si vuole ammirare la visuale perché, sedendosi, con buona probabilità qualcuno si metterà in piedi davanti a voi oscurando il paesaggio.

In totale ci sono 24 posti a sedere (anche dai finestrini laterali si gode di una bella visuale, seppur non paragonabile a quella della vetrata panoramica) e 56 in piedi; entrando non si potrà non notare immediatamente lo stile liberty in cui sono realizzate.

Vista dalla funicolare Como/Brunate

Poco dopo la partenza, sotto al Carescione, è possibile notare il cannone di mezzogiorno mentre, a metà circa, si incrocia la funicolare in discesa.

Arrivati in alto, dopo 7 minuti, si potrà godere dello spettacolo mozzafiato della Città di Como e delle splendide acque azzurre oppure, si potrà decidere di seguire uno dei sentieri che vi porteranno Santa Rita al CAO, al Faro Voltiano, alla fonte del Pissarottino dove si trova il Belvedere con una bellissima vista sul lago.

Bar e ristoranti attendono invece chi preferisce fermarsi a rifocillarsi di fronte a un panorama incantevole.

Accessibilità della funicolare Como/Brunate

La funicolare Como/Brunate è accessibile anche a chi ha difficoltà motorie; superata l’obliteratrice è infatti disponibile uno scivolo che per mette di accedere alla vettura.

Funicolare Como/Brunate

Anche all’arrivo, la discesa e la salita avvengono in zona pianeggiante permettendo a tutti di poter godere di questa esperienza e godere dello spettacolo del lago da una posizione privilegiata.