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Il cannone di Mandello del Lario

Sulle sponde del Lago di Como, a Mandello, deliziosa cittadina tutta da scoprire, si trova un cannone, una delle “attrazioni” più fotografate in questa località.

Originale e inusuale è trovare un cannone sulla riva di un lago tuttavia, qui, succede anche questo; pare però che non abbia molto a che vedere con la storia del paese, e non sia stato posto in quella posizione a ricordo di qualche battaglia o evento particolare.

Il cannone venne ritrovato a Genova grazie ad alcuni scavi avvenuti nei pressi del porto e, proprio qui nasce il collegamento con Mandello; gli scavi erano infatti eseguiti da Luigi Alippi, originario di Maggiana, una frazione di Mandello.

Dopo il ritrovamento fu acquistato da Domenico Comini che possedeva un’officina in Tonzanico di Mandello e, successivamente, donato alla Pro Mandello.

Negli anni ’50, grazie proprio alla Pro Mandello, venne posto dove si trovano i giardini pubblici, vicini al nuovo porto e, ancora oggi, passeggiando dove si trovano i giardini, è possibile fermarsi ad ammirare il panorama e questo cannone.

Avvicinandosi è possibile notare che, sui rinforzi, sono presenti monogrammi e lettere.

Sul primo è inciso il peso della bocca da fuoco e la lettera “P” sotto a una corona, mentre, sul secondo si trovano i monogrammi di Giorgio III, che fu re di Gran Bretagna e Irlanda dal 25 ottobre 1760 al 1 gennaio 1801.

Cannone Mandello del Lario

Visitando la splendida Mandello, passeggiando sulle rive ammirando il lago e godendone della quiete nei periodi di minore affollamento oppure, immergendovi nel via vai dei turisti, vi consigliamo di fare un giro anche per i giardini pubblici.

Vi ricordiamo che presso i giardini non è possibile circolare in costume, accendere fuochi, campeggiare o accendere fuochi tuttavia, se li visiterete con un amico a 4 zampe, sappiate che sarà ben accolto ma, dovrà essere condotto al guinzaglio.

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Vassena, una chicca con vista sulla Grigna

Tra i piccoli borghi che consentono di ammirare il lago lontani dal turismo di massa, immersi in un’atmosfera romantica, c’è Vassena, piccola frazione del comune di Oliveto Lario, posto proprio ai piedi della mitica salita che conduce al Passo del Ghisallo.

Cosa vedere a Vassena

La località è molto piccola e raccolta il numero di abitanti non supera i 400 e, proprio per questo, rappresenta una vera e propria chicca da visitare con calma e in assoluto relax.

Anche se piccolina, Vassena ha una spiaggia lunga e bianca, a ciottoli, perfetta se in estate si ha voglia di un bagno rinfrescante o, più semplicemente, di prendere un po’ di sole; è molto frequentata nella stagione calda ma, grazie al suggestivo paesaggio lacustre, il suo fascino si mantiene intatto anche durante le fredde giornate invernali o in autunno, quando la vegetazione assume un colore caldo e dorato. Dalla spiaggia si può gettare uno sguardo sulla suggestiva piazzetta che precede l’ingresso a Onno.

Sempre dalla spiaggia, guardando il lago, si può ammirare il gruppo delle Grigne che si staglia di fronte ed offre lo spettacolo tipico dell’intero Lago di Como; suggestivo diventa il paesaggio quando al calar del sole, la luna fa capolino nel cielo e lentamente le ombre si allungano lasciando spazio al romanticismo.

Lasciandosi la spiaggia alle spalle, proseguendo per circa 300 metri, si trova sulla destra una piccola via (Via Milano), in leggera discesa verso il lago; imboccandola si giunge al piccolo imbarcadero. Qui si trovano la chiesetta del Paese, caratterizzata dal mosaico di Gesù che raggiunge i pescatori camminando sull’acqua.

Mosaico Chiesa Vassena

Sulla destra della Chiesa, passando di fianco alla Trattoria Al Lago (Da Danilo), che purtroppo ha chiuso nel 2016, si può raggiungere il piccolo molo, meta domenicale di molti pescatori.

Il paesaggio che si può godere dall’imbarcadero è splendido; guardando verso Lecco è possibile intravedere i contorni della città proprio sulla punta del lago. Vista da imbarcadero Vassena

Per una minuscola località come Vassena tante sono le emozioni che si possono provare, sia d’estate che d’inverno… anche solo di passaggio, ma vale la pena fare un salto.

Come arrivare a Vassena

In questo paesino si giunge percorrendo la strada che da Lecco porta a Bellagio e, qui, la si trova incastonata tra il paese di Onno, e la municipalità di cui è parte (Oliveto Lario), situata a soli 7 km da Bellagio.

Se si vuole raggiungere Vassena scendendo dal Passo del Ghisallo, la terribile salita amata dai ciclisti, dal passo si scende verso Civenna dove si può sostare presso 2 bellissimi punti panoramici, veri e propri balconi di fronte al lago.

Civenna

Si giunge poi a Oliveto Lario (anche qui è possibile sostare per lasciarsi stregare da una splendida visuale sulla punta del Lago in direzione Colico), poi si gira verso destra, in direzione Lecco.

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Passo del Ghisallo, la vetta dei ciclisti

A 754 metri sul livello del mare è situata una cima amata da tutti i ciclisti che, per giungervi, devono superare una lunga serie di tornanti con continui strappi in salita e una pendenza del tracciato pari a 9%, con picchi del 14% da un lato, e 10% dal lato opposto: il Passo del Ghisallo.

Arrivati sulla sua sommità si scorgono il Santuario della Madonna del Ghisallo, una terrazza panoramica, il museo del ciclismo, un ristorante e il comodo parcheggio a pagamento.

Gli amanti delle due ruote non possono esimersi da una visita al piccolo Santuario dedicato alla patrona dei ciclisti; molti professionisti e grandi nomi del ciclismo hanno per anni lasciato piccoli ricordi, cimeli, magliette autografate e addirittura biciclette che sono esposte appese alle pareti. Tra le tante si trovano anche quelle di Bartali e Coppi, oltre a quella del record dell’ora di Moser (1984).

Ghisallo

Le donazioni sono divenute così tante che a un certo punto si è dovuto pensare a una soluzione alternativa, arrivando alla decisione di costruire il Museo del ciclismo che, inaugurato nel 2006, occupa un’area disposta su 3 piani e si può visitare a pagamento.

Sulla terrazza è possibile ammirare il monumento dedicato a Coppi, Bartali e Fiorenzo Magni ma non solo, oltre la balaustra si può godere di uno scenario spettacolare: le cime delle montagne Valtellinesi, la Grigna, parte del Lago di Como.

Passo del Ghisallo dintorni Lago di Como

Il bar situato a pochi passi dispone oltre agli ambienti interni, anche di un giardino all’aperto con posti a sedere in cui fermarsi per un rapido ristoro, gustare un ottimo gelato, un drink, una bibita rinfrescante o una birra; se un languorino dovesse farsi sentire si potranno gustare i piatti della casa o snack invitanti che stuzzicano l’appetito.

In breve, chi volesse far due passi nella natura potrà raggiungere Piano Rancio e arrivare a Monte San Primo dove pianori, sentieri e rifugi offriranno spazio per rilassarsi o fare un po’ di trekking.

Parchi di divertimento attorno al Lago di Como

Il Lago di Como è un’autentica perla con le sue ville, gli scorci incantevoli e romantici che fanno innamorare i suoi visitatori, le attrazioni che accolgono ogni anno molti turisti; tutto attorno sorgono anche però parchi e luoghi di divertimento in cui passare qualche ora impegnandosi in attività avventurose e movimentate.

Lake Como Adventure Park

A Gravedona, sorge questo parco avventura che promette di offrire divertimento anche ai più piccini; immerso nella natura, prevede differenti percorsi, tutti sicuri, studiati appositamente per i bambini più piccoli, per i ragazzi e per gli adulti.

Passare da una piattaforma all’altra affrontando ponti tibetani, tronchi oscillanti, teleferiche con le liane darà una scarica di adrenalina e farà sentire tutti gli ospiti come novelli Indiana Jones; in tutto ciò, personale specializzato sarà presente per supportare e garantire sicurezza ulteriore oltre a quella offerta dai caschetti e dalle imbragature.

Dal percorso Scoiattolo, perfetto per i bimbi che potranno essere seguiti passo-passo dai genitori, si passa attraverso al percorso Gufo, Volpe, Aquila (che raggiunge i 10 metri d’altezza) e Lupo (che arriva ai 18 metri), per accontentare tutti e dare anche ai più timorosi la possibilità di provare a mettersi in gioco.

Oltre a questi percorsi sono presenti un’arrampicata sull’albero, un percorso carrucola per i bambini, una zona pic-nic con possibilità di fare barbecue e un chiosco, tutto immerso nel verde e con una strepitosa vista sul Lago di Como.

L’accesso al parco è gratuito perciò, chi volesse entrare ma non affrontare nessuna della sfide, lo potrà fare senza pagare inoltre, anche i cani, se tenuti al guinzaglio (e mi raccomando, non dimenticate il necessario per raccogliere le deiezioni), sono i benvenuti.

Per maggiori informazioni vi invitiamo a visitare il loro sito internet https://www.lakecomoadventurepark.com/ e, per essere sempre aggiornati sulle aperture e sulle novità, non dimenticate di seguire la pagina Facebook dedicata https://www.facebook.com/LakeComoAdventurePark/ .

Driver Como

Se amate le macchine, se vi piace sfrecciare a tutto gas senza temere le multe dell’autovelox, questo è il “parco di divertimenti” che fa per voi e che, anche nelle giornate di pioggia, vi terrà occupati.

Su una superficie di 8000 mq, su 4 piani, si possono trovare spazi dedicati alla ristorazione e al divertimento con ristoranti, e locali in cui gustare un ottimo drink; se però siete alla ricerca di un po’ di adrenalina, ben 2 piani sono riservati a chi vuol mettersi in gioco e gareggiare.

Indoor Kart ed Ice Kart (per provare l’emozione di guidare su una pista che simula la presenza di ghiaccio) affiancano i simulatori di giuda in cui si potrà gareggiare in simultanea scegliendo il tipo di auto (Formula 3, Gran Turismo, Prototipo e Trofeo Abarth).

E per tutti gli appassionati, la F1 Experience: salite sull’originale Jordan e cercate di fare il miglior tempo in assoluto!

Per i più piccini è presente il Kids Park con piste di mini moto, F1 e altri giochi per passare il tempo in allegria.

Per essere sempre aggiornati sulle novità vi segnaliamo la pagina Facebook di Driver Como: https://www.facebook.com/drivercomo/

Jungle Rider Park

Tra i parchi di divertimento che si trovano sul Lago di Como, non può mancare il Jungle Rider Park, a Civenna.

Torniamo nella natura e nei percorsi adrenalinici che trasformano grandi e piccini in spericolati avventurieri che si lanciano in emozionanti avventure spericolate, sempre in tutta sicurezza.

Divertirsi spostandosi con corde e liane, passeggiare su ponti sospesi, immergersi nel verde del bosco grazie ai tragitti sugli alberi è un’emozione, l’ideale per passare una bella giornata tra relax e adrenalina.

I percorsi disponibili sono 6 (aria, brezza, vento, tornado, urgano e tifone) e variano in base al gradi di difficoltà, adattandosi alle varie età dei partecipanti e alle abilità; oltre a questi, è presente anche un Percorso Bimbi per i più piccini, dai 3 anni in poi.

Se nella versione più semplice l’altezza massima raggiunta è di un metro, proseguendo si sale sempre più su fino ad arrivare a 16 metri d’altezza dal suolo e impiegando, negli spostamenti, anche carrucole e corde sospese.

Al parco di Civenna ci si può dedicare anche ad altre attività, alcune però solo su prenotazione:

soft air, per trasformarsi in soldati che cercano di sconfiggere gli avversari in guerre avvincenti cercando di “eliminarsi” a vicenda con pallini di plastica BIO;

tiro con l’arco, con un poligono a 3 postazioni, dagli 8 anni in poi;

archery combat, una sfida entusiasmante con arco e frecce

canyoning, escursioni di mezza giornata con guide esperte;

trekking in mountain bike elettrica.

All’interno del parco è presente anche il bar JRP! Per ottimi spuntini, per un aperitivo o una pausa di relax tra un’avventura e l’altra.

Per essere al corrente di tutte le novità e gli aggiornamenti vi consigliamo di seguire la pagina Facebook dedicata: https://www.facebook.com/JungleRaiderPark

Acquaworld

Non si trova direttamente sul lago ma a poco meno di un’ora di macchina dal Lago di Como il parco acquatico che, nel corso delle vacanze permette di passare una giornata diversa tra schizzi, onde, tanto divertimento e momenti di relax.

Acquaworld si trova a Concorrezzo ed è molto più di un semplice parco giochi grazie alla presenza, al suo interno, di aree dedicate al benessere e al fatto che la grande copertura lo rende ideale anche nei giorni di pioggia.

L’offerta è davvero molto vasta, sono presenti numerosi scivoli con varie pendenze e lunghezze, dal Baby Slide per i più piccini, fino allo Starlight o al Turbo Slide, solo per fare qualche esempio, ideali invece per chi vuole sentire l’adrenalina scorrere nelle vene.

Per i bimbi da 1 a 12 anni il galeone dei pirati è una ghiotta occasione per fare il pieno di divertimento tra piscine di palline, gonfiabili, scivoli; perfetto per i piccini è anche il mini word con giochi che rappresentano animali marini, scivoli e vasche con altezza dai 10 ai 30 centimetri.

Naturalmente ci sono tanti divertimenti per tutta la famiglia.

Per ragazzi e adulti ci sono scivoli, la vasca con le onde dove si tengono anche eventi, corsi, dj set, river e naturalmente l’area benessere con sauna, idromassaggio vasca esterna, la grotta temporale monsonico e molto altro.

Jungle Raider Park Extreme

A Caglio, tra canyon e torrenti, un parco avventura per grandi e piccini che abbiano voglia di divertirsi e mettere alla prova il proprio coraggio.

Il parco è estremo però, prevede percorsi Family anche per i più piccini che in tutta sicurezza potranno così imitare mamma e papà; sono previsti diversi livelli di difficoltà così che, sin dai 3 anni di età, ci si possa lanciare in avventure emozionanti seguiti e protetti dagli istruttori.

I percorsi Family sono 4, si parte dal percorso giallo, quello più semplice, con 8 ostacoli e piattaforme alte un metro, si passa da quello verde, leggermente più difficile, con 18 piattaforme che arrivano a massimo 3 metri d’altezza, fino al percorso marrone in cui si arriva sino ai 5 metri e si termina con il percorso blu scuro, con 15 ostacoli che arrivano sino a 8 metri e si adattano a bambini che siano alti almeno 140 centimetri.

Per gli adulti tutto si fa più estremo e più adrenalinico; se siete pronti a lanciarvi e volare, camminare sospesi ad altezze vertiginose, questo è sicuramente il posto che fa per voi.

Ben 7 attrazioni vi aspettano per farvi provare emozioni uniche; la maxi teleferica lunga 130 metri, alta 40 metri, vi farà toccare il cielo con un dito e, se proprio le teleferiche sono la vostra passione, sappiate che ce ne sono altre 4, la Teleferica Spider, la Teleferica Canyon (composta da 3 teleferiche)  che, in 450 metri vi farà superare il torrente, la Teleferica Verticale per toccare i 50 km orari e la Maxi Teleferica 2.0.

Il salto Extreme e il Ponte Orrido vi faranno saltare da 10 metri e attraversare il torrente con 2 carrucole poi, tornare indietro grazie a un ponte di 30 metri a picco sull’Orrido.

Preparatevi a divertirvi e provare emozioni e brividi ma, nel frattempo, per restare aggiornati sulle attività del Parco e sulle novità, vi invitiamo a seguire la pagina Facebook dedicata https://www.facebook.com/jrpxtreme .

Parco Avventura Resinelli

Sopra ad Abbadia Lariana, questo Parco Avventura è davvero per tutti, anche i bambini più piccoli (non solo in altezza) che qui potranno cercare di emulare gli adulti con percorsi davvero semplici, a soli 20 centimetri da terra.

Sono ben 4 i percorsi mini baby e il labirinto che possono essere affrontati in tutta sicurezza se non si è ancora arrivati ai 5 anni d’età e se non si è alti almeno 110 cm.

Per i bimbi più grandi ci sono invece i percorsi Baby con 30 giochi differenti; la dotazione di caschetto, moschettoni e imbragatura permette di iniziare a salire sui primi alberi in tutta sicurezza e con la compagnia di almeno un accompagnatore.

Per grandi e piccini c’è il tubing, lo scivolo lungo 40 metri che, all’apparenza sembra una bella “passeggiata” ma che, affrontato vi farà sentire tutt’altro che rilassati.

Per gli adulti o chi ha superato i 140 cm in altezza sono disponibili dei percorsi più complessi con 71 ostacoli; a seconda della preparazione atletica o della voglia di mettersi in gioco si potrà scegliere quello più adatto.

I più facili sono il percorso verde, grab e 4 monkey, da 1,8 a 6 metri d’altezza non richiedono nessuna preparazione, il percorso blu, con 10 ostacoli e un’altezza che arriva a 6,5 metri, richiede invece già una preparazione buona.

Peri più atletici ci sono i percorsi rosso, nero e impossibile, il primo difficile, il secondo molto difficile e il terzo molto molto difficile, fanno la gioia dei più spericolati.

Attorno al Lago di Como si trovano numerose possibilità di divertimento, non solo paesaggi stupendi ma anche la possibilità di tuffarsi nell’avventura, in un parco acquatico o lanciarsi alla guida di un kart in folli gare di velocità.

Nel programmare un week end o una vacanza sul Lago di Como, perchè non inserire anche una tappa in uno dei parchi di divertimento?

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Santuario della Madonna del Bosco

Il Santuario della Madonna del Bosco a Imbersago, a pochi chilometri da Lecco, è un luogo culto molto amato e visitato da fedeli e turisti.

Recarvisi comporta immergersi in atmosfere di sacralità, di pentimento e raccoglimento; la lunga scalinata che dal parcheggio sottostante porta sino ai piedi del Santuario è una lunga strada di espiazione dei peccati, di richiesta di aiuto e di preghiera.

Prima di giungere alle sue porte però, si incontrano alcune chicche, tra cui la bella e suggestiva cappella dei miracoli.

Per accedere al Santuario esistono 2 possibilità, arrivare direttamente in automobile presso il parcheggio in posizione superiore, proprio accanto alla bella Chiesa; in alternativa è possibile salire dalla strada sottostante percorrendo i 349 gradini.

Salendo la Santa Scala, recitando il Santo Rosario Mariano, è possibile ottenere l’indulgenza di 300 giorni; è effettivamente un po’ lunga, i punti in cui fermarsi a risposare non sono molti perciò, nel caso in cui doveste decidere di affrontarla, tenetene conto.

Scalinata Santuario Madonna del Bosco

Essendo totalmente esposta al sole, in estate vi consigliamo di premunirvi di un copricapo.

Giunti alla sommità ci si trova al cospetto della statua in bronzo raffigurante Papa Roncalli, molto devoto alla Madonna del Bosco; alta 4 metri, realizzata da Enrico Manfrini, ai suoi lati racconta attraverso dei bassorilievi, sei episodi della vita del Papa.

Il miracolo del riccio e il miracolo de lupo

La storia del Santuario la si può far iniziare con quello che può essere definito un miracolo avvenuto il 9 maggio 1617; la costruzione non avvenne immediatamente ma quello, diede l’avvio a tutto.

In quel giorno, 3 pastorelli portavano il loro gregge nei boschi e, presso i 3 castagni che crescevano vicino alla sorgente, videro apparire la Vergine Maria; al termine della visione, Pietro, uno dei bimbi, notò la presenza di un riccio maturo che, in primavera, non aveva ragione di esistere.

Questo avvenimento fu colto come un segno e, ben presto, in quel luogo, si iniziò a venerare la Vergine che prese anche il nome di Madonna del Riccio.

Un secondo miracolo sembra però sia avvenuto in questo luogo; una mamma invocò la Madonna perché un lupo liberasse il suo bambino che teneva tra le fauci. Dopo l’invocazione, comparve la Vergine Maria che ammansì il lupo e liberò il bimbo.

Dalla Cappella del Miracolo al Santuario

Per ringraziare e onorare la Madonna, nel 1632, venne costruita la Cappella del Miracolo, lo Scurolo, ancora oggi visibile e visitabile; vi si accede salendo per intero la scalinata oppure, dai gradini che si trovano di fronte al sagrato del Santuario.

La Cappella è piccola e raccolta, al suo interno si trovano numerosi ex voto e la fonte, accanto alla quale si narra avvenne il primo miracolo. Dalla fonte sgorga acqua dalle proprietà miracolose; non è infrequente che i pellegrini o semplici curiosi vi si avvicinino per bere e bagnarsi. Qualcuno riempie anche numerose bottiglie da portare poi a casa con sé.

Cappella Santuario Madonna del Bosco

All’interno della Cappella si trova un bell’affresco del Barabino che rappresenta la Vergine con il Bambino Gesù; nello Scurolo, in gesso, è inoltre rappresentato il miracolo del lupo.

Il Santuario, posto superiormente, è situato in una posizione panoramica, da qui infatti lo sguardo si perde sulla Valle dell’Adda e si spinge fino alle Prealpi.

La costruzione, iniziata nel 1641 e benedetta nel 1646, fu più volte oggetto di modifiche fino ad assumere l’aspetto che ha oggi e che colpisce il fedele quando giunge al suo interno.

A pianta ottagonale, con tre navate, ospita al suo interno una statua della Madonna del Bosco, un affresco raffigurante la strage degli innocenti e, a sinistra, la Pietà; sul campanile, risalente al diciannovesimo secolo, è ben visibile una statua in bronzo dorato raffigurante la Madonna.

Esternamente si trovano alcune panchine, una pizzeria e una libreria.

Gli orari delle SS Messe al Santuario della Madonna del Bosco

Chi vuole partecipare a una delle Messe al Santuario della Madonna del Bosco, ha numerose possibilità, sia in settimana, nei giorni feriali, che il sabato e la domenica.

Sabato, prefestiva: ore 18

Domenica: ore 7.00 – 8.30 – 10.00 – 11.30 – 16.00 – 17.30

Lunedì, martedì, mercoledì e venerdì: ore 7.00 – 8.00 – 16.00

Giovedì: ore 7.00 – 9.00 – 16.00

Prima di recarvi al Santuario per assistere alla Santa Messa vi consigliamo di verificare gli orari sul sito http://www.madonnadelbosco.org .

Come arrivare al Santuario della Madonna del Bosco

Il Santuario della Madonna del Bosco è situato a Imbersago, in provincia di Lecco.

Arrivando da Lecco si prende la Strada Provinciale 583 in direzione Pescate e la si percorre proseguendo sempre dritto (a volte la via prende altri nomi, ma è sempre la stessa); si passano i comuni di Pescate, Garlate, Olginate, Capiate, fino ad Airuno dove, alla rotonda, si prende la seconda uscita (via Fratelli Kennedy).

Si prosegue quindi sempre dritto lungo la Strada Provinciale 56, che diventa Via Dante Alighieri nel comune di Brivio; giunti allo stop si svolta a sinistra in Via Como/Strada Provinciale 342, superato il semaforo, all’altezza della Chiesa, si svolta leggermente a destra in Via Alessandro Manzoni, che diventerà Via Nuova Provinciale, poi Strada Provinciale 56. A un certo punto, in alto sulla destra, si staglierà il Santuario; giunti alla rotonda si svolta a destra in Via Madonna del Bosco fino al piazzale/parcheggio del Santuario stesso.

Arrivando da Bergamo si prende Via Carducci/Strada Provinciale 342 e non la si lascia per quasi tutto il percorso; si va sempre dritto passando i comuni di Curno, Ponte San Pietro, Ambivere, Pontida, Caprino Bergamasco, Cisano Bergamasco fino a Brivio dove, dopo aver attraversato il ponte sul fiume Adda, al semaforo, si svolta a sinistra immettendosi in Via Alessandro Manzoni, che diventerà Via Nuova Provinciale, poi Strada Provinciale 56. A questo punto si prosegue come chi proviene da Lecco.

Chi arriva da Como deve percorrere la Strada Provinciale 342 in direzione Lecco, dopo aver superato Lipomo, alla rotonda di Albese con Cassano, svolta a destra e si prosegue sempre sulla stessa Strada Provinciale superando varie rotonde (proseguendo sempre dritto) e vari comuni: Orsenigo, Alzate Brianza, Anzano nel Parco, Lurago D’erba, Nibionno, Bulciago, Barzago, Bevera di Sirtori, Rovagnat

A Calco, alla rotonda si prende la terza uscita, quindi di svolta a destra in Via S. Giorgio e si prosegue in Via Papa Giovanni XXIII svoltando a sinistra in Via Lecco, giungendo ad Arlate dove si svolta a destra in Via Nuova Provinciale, che diventerà Strada Provinciale 56; si sta percorrendo lo stesso tratto di chi arriva da Lecco come descritto precedentemente.

Giungendo invece da Milano, si deve percorrere via Palmanova/SPexSS11/SP11 andando a prendere l’autostrada A51 che, dopo Vimercate, diventerà Tangenziale Est/Strada Provinciale 41 poi Strada Provinciale 342 dir, fino a svoltare a destra in Via Martiri della Liberazione; giunti alla rotonda si prende la terza uscita, quella che immette in Via Milano/SP3 e diventa Strada Provinciale 56, passa il comune di Robbiate e giunge a Imbersago dove, alla rotonda, imbocca la terza uscita in Via Madonna del Bosco giungendo quindi al Santuario.

Arrivando invece dal centro della Brianza, come per esempio da alcuni comuni della provincia di Monza (es. Seregno e Lissone), si può percorrere la Strada Statale 36 del Lago di Como e dello Spluga in direzione Lecco, prendere l’uscita Carate Brianza portandosi sulla Strada Provinciale 11, percorrendola tutta fino a incrociare la Strada Provinciale 6 in cui ci si immette svoltando a sinistra;  alla rotonda si svolta a destra in Via Enrico Toti / Strada Provinciale 6 che si percorre attraversando i comuni di Villa Raverio e Besana in Brianza (ultimo tratto nominato Viale J. e R. Kennedy) fino a giungere a un grosso incrocio con semaforo. Si prosegue dritti in quella che diventa Strada Provinciale 54.

La si percorre fino all’ennesimo grosso incrocio nel comune di Monticello Brianza (Strada Provinciale 51) e ancora una volta si procede dritto passando i comuni di Missaglia e Lomaniga fino a Cernusco Lombardone, dopo curve, salite e discese.

Siamo all’ennesimo grosso incrocio con semaforo, si svolta a destra immettendoci sulla Strada Provinciale 342 dir, e subito dopo a sinistra immettendosi in Via Papa Giovanni XXIII/ Strada Provinciale 54 fino all’incrocio a Terzuolo dove si svolta a sinistra in Via Aldo Moro, questa altro non è che la Strada Provinciale 56 che come per chi giunge da Milano passa da Robbiate. VI rimandiamo alle indicazioni per chi arriva da Milano, per proseguire da questo punto in poi.

Per chi non disponesse di un mezzo proprio e volesse raggiungere il Santuario della Madonna del Bosco con altri mezzi, può giungere in treno fino alla stazione ferroviaria più vicina, che potrebbe essere quella di Arlate e da qui proseguire con un autobus sfruttando il servizio offerto da ASF Autolinee, oppure proseguendo a piedi; il Santuario dista circa un chilometro, una bella passeggiata di circa 15-20 minuti.

Una visita al Civico Museo Setificio Monti

Ad Abbadia Lariana, lungo Via Nazionale, al numero 93, si trova il Civico Museo Setificio Monti, una struttura che ospita oggetti legati all’attività serica; in origine il museo era una fabbrica in cui avveniva la torcitura della seta, terminata nel 1934.

La storia del filatoio

La storia del filatoio Monti inizia nel lontano 1818 quando il setaiolo Pietro Monti, da Milano si spostò ad Abbadia Lariana trasformando il preesistente follo da pannolini; nel 1869 ampliò la struttura e vi aggiunse un edificio in cui coltivare bachi da seta e filare. In questo modo la famiglia Monti ebbe il pieno controllo di tutto il processo produttivo della seta.

Al posto di uno dei 2 torcitoi circolari vennero inseriti 3 torcitoi rettangolari; uno, alla chiusura del filatoio nel 1934, fu acquistato dalla famiglia Abegg e donato poi al Museo Tecnorama di Winterthur.

Dal filatoio al Civico Museo Setificio Monti

Rimasta inutilizzata sino al 1978, tutta la struttura, composta di 2 edifici, venne poi acquistata dal comune e lentamente iniziò il recupero; con duro lavoro si restaurò un torcitoio e ora, rinnovato, lo si può ammirare ruotare e lavorare la seta.

Torcitoio Museo Setificio Monti

Dopo il restauro e dopo avervi inserito anche materiali provenienti da altri filatoi, nel 1998 è nato il Civico Museo Monti, una vera perla da visitare per conoscere un’antica attività.

Il torcitoio, alto 9.5 metri e ha il diametro di 5, è articolato su 4 piani di lavoro, 9 valichi, 162 aspi e 972 fusi; uno dei pochi ancora funzionanti in Europa, è posto ancora nel sito originale e, temporaneamente, funziona con un motore elettrico. Metà, essendo di proprietà del Museo Tecnorama di Winterthur, è in comodato.

Torcitoio Museo Setificio Monti

Osservarlo in azione mentre gira, ammirare il movimento delle bobine, affascina i visitatori che si incantano di fronte a un macchinario così antico che pare tuttavia estremamente perfetto nella sua maestosa imponenza.

Il torcitoio sarà il primo macchinario ad accogliervi se una volta entrati al museo girerete verso sinistra mentre, sarà l’ultimo, se sceglierete di visitare prima le stanze superiori e lasciare il pezzo forte solo alla fine.

Lungo il percorso è possibile accedere alla sala di soffocazione a umido, utilizzata per soffocare le crisalidi nei bozzoli; metodo molto diffuso in Brianza, si componeva di un focolare con caldera d’acqua che produceva vapore che usciva poi dal camino e arrivava sul tetto.

La camera fu costruita attorno al 1890 e lo sportello del focolare è datato 1887; nel ‘900 smise di funzionare, fu murato, adibito a deposito fresco, manomesso e in seguito riportato a com’era in origine.

Nelle sale si possono ammirare accessori e strumenti del mestiere, la cavagna, vecchi articoli di giornale, un antico contratto collettivo nazionale del lavoro, un torcitoio da seta circolare, modellini; al suo interno è custodita anche una collezione di oggetti di valore donati dall’artista Ezio Moioli Olcio.

Museo Setificio Monti

Una vera chicca da non perdere, un piccolo gioiello per conoscere le tradizioni e i lavori del territorio che, in molti casi, sono andati scomparendo e non restano altro che queste testimonianze per conoscerli.

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Accessibilità Lago di Como, ecco cosa visitare

Il Lago di Como è semplicemente stupendo, con ville da sogno, giardini strepitosi e panorami che entrano nel cuore; tutti dovrebbero avere la possibilità di scoprirlo e ammirarlo però, accade a volte che persone con una mobilità ridotta, si trovino di fronte barriere insormontabili.

Gradini, salite impervie, buche, terreni sconnessi, marciapiedi stretti e passaggi in cui muoversi agevolmente diventano un buon motivo per rinunciare a conoscere questi luoghi; tra le tante attrazioni sul Lago di Como, vogliamo presentarvene alcune, imperdibili per chiunque decida di visitarlo, che potranno essere ammirate e affrontate anche da chi si muove con difficoltà o tramite una carrozzina.

Le ville accessibili sul Lago di Como

Le ville, spesso bellissime, in qualche caso non sono visitabili; purtroppo non è sempre possibile adeguare gli interni tuttavia, visitare anche solo gli esterni offre soddisfazioni, è magnifico aggirarsi e ammirare splendidi giardini curati che tutto il mondo ci invidia.

Villa Carlotta, costruita alla fine del 1600, è impegnata ormai da anni nell’abbattimento delle barriere architettoniche per garantire a tutti la possibilità di godere della bellezza del luogo e del patrimonio storico e artistico; non è un caso che da anni collabori con l’associazione ANFFAS di Menaggio nella rassegna “La disabilità incontra l’arte a Villa Carlotta”.

All’interno del giardino botanico sono presenti 2 impianti di risalita che permettono anche a chi ha difficoltà di deambulazione di spostarsi tra il primo e il secondo livello; muoversi con una carrozzina su terreni ghiaiosi può essere molto faticoso perciò sono stati introdotti dei salvaghiaia che rendono meno difficoltosa la visita. Il dispositivo ha infatti una funzione stabilizzante che facilita il transito evitando il rischio di scivolamenti per la ridotta aderenza del piede o della ruota sul terreno.

Villa Carlotta

Tutti potranno quindi bearsi dei meravigliosi affacci che si aprono qua e là, ammirare azalee, siepi, platani e sequoie, piante tropicali e angoli incantati.

Anche all’interno della villa è possibile spostarsi agevolmente grazie all’ascensore che permette di passare dal primo, al secondo piano.

In questo modo si potranno ammirare la camera di Carlotta, la sala dell’Arazzo, la strepitosa galleria con la raffigurazione di scene mitologiche, il soffitto stellato, la romanticissima Amore e Psiche del Canova o l’emozionante Ultimo bacio di Giulietta e Romeo di Hayez.

Villa Carlotta ha un Codice Etico, è particolarmente attenta alla sicurezza dei lavoratori, dei visitatori e dell’ambiente ma è anche sede del Club Internazionale dei Cavalieri per la Prevenzione dei Rischi-Knights for Risk Prevention.

A Villa Carlotta sono stati progettati percorsi specifici per i disabili in modo che possano fruire del patrimonio artistico, culturale e botanico, affrontando esperienze positive.

“Il parco, ad esempio, costituisce una sorta di catalogo vivente della biodiversità vegetale e questa diversità può offrire  esperienze arricchenti che favoriscano il benessere  nei confronti di visitatori con problemi di deambulazione, piuttosto che di privazione sensoriale (ciechi  e sordi in particolare) oppure a persone affette da patologie psichiche (in particolare bambini e adulti che soffrono di disturbi dello spettro autistico). Toccare foglie di diversa consistenza, cortecce, radici, semi, fiori, annusare i profumi, concentrarsi sulle textures dei materiali vegetali, magari grazie all’ausilio di semplici strumenti di interazione come, ad esempio, lenti d’ingrandimento o piccole cornici di cartone che aiutano a focalizzare l’attenzione su particolari da osservare: tutte queste attività favoriscono, a detta dei partecipanti e degli accompagnatori che spesso accompagnano i visitatori disabili, l’adozione di un atteggiamento positivo, la crescita dell’autostima (sono attività in cui le persone si sentono libere di esprimersi e possono portare il meglio di se nel gruppo partecipante).” (Dottoressa Mara Sugni, servizi educativi, Villa Carlotta)

Prossimamente, proprio per l’importanza dei progetti portati avanti da Villa Carlotta, vi parleremo di un’iniziativa che merita di essere conosciuta e necessita di supporto e condivisione; è raro che musei o enti mostrino tanta sensibilità verso chi ha difficoltà di accesso al patrimonio perciò, riteniamo importante condividere e aiutare a raggiungere obiettivi di questo livello.

La Villa del Balbianello, gestita dal FAI, dispone di giardini accessibili a persone con difficoltà motorie, anche in carrozzina; per arrivare all’ingresso vi sono diverse opzioni, è possibile percorrere un percorso pedonale che si addentra nel bosco per un chilometro circa oppure, accordandosi preventivamente, chiedere di poter essere accompagnati da un mezzo. Questo però è permesso  solo se non sono previsti eventi e, soprattutto, il mezzo di trasporto deve poi tornare in paese.

Villa del Balbianello

Vi è anche la possibilità di accedere via lago tramite un taxiboat convenzionato in partenza dal Lido di Lenno o attraverso il servizio di trasporto privato; questo in base al tipo di disabilità.

I giardini rigogliosi si susseguono tra terrazzi e passeggiate e si affacciano su platani, magnolie, cipressi, glicini e altre splendide specie botaniche; gli affacci sul lago lasciano a bocca aperta, la vista della loggia rivela una bellezza senza tempo e cattura lo sguardo prima che si posi sul giardino all’italiana con le eleganti statue e i vasi fioriti.

All’interno l’abitazione è stata ristrutturata tuttavia, si estende su 5 piani con scale perciò, per chi si muove su carrozzina è impossibile da visitare.

Resta il fatto che anche solo la visita dei giardini vale la visita, la bellezza del luogo non si scorda facilmente.

Dopo la visita alla Villa, il Lido di Lenno vi aspetta per rifrescarvi dalla calura estiva o per un po’ di relax: il bar, il ristorante, la tensostruttura e il giardino, situati al piano terra, sono infatti accessibili a persone con difficoltà motorie (la spiaggia purtroppo, situata in posizione differente, non è accessibile).

A Varenna non è possibile tralasciare Villa Monastero, edificata sulle rovine di un monastero e più volte ristrutturata sino a divenire luogo di villeggiatura; passò attraverso vari proprietari sino a quando Marco De Marchi lasciò la proprietà in modo che potesse divenire pubblica.

Villa Monastero

La Casa Museo è accessibile alle persone con disabilità; uno shuttle elettrico permette a chi ha difficoltà di deambulazione di essere accompagnato fino a pochi metri dalla casa che, all’interno non ha barriere architettoniche ma è dotata di rampe e ascensori.

Chiunque visiti la bella villa rimane incantato già dall’ingresso, con il pavimento seicentesco ad effetto tridimensionale e l’imponente scalone in marmo nero di Varenna, rosso e giallo di Verona, bianco di Carrara.

Le sale sono tutte una più bella dell’altra, lo è la camera Kennedy e la suggestiva sala nera con il camino in marmo nero di Varenna e l’arazzo fiammingo ma, un tuffo nel passato e nella storia lo si fa anche grazie alla sala rossa con gli arredi neo rococò, l’arazzo settecentesco, o con la sala della musica con i due bei pianoforti.

A lasciare senza fiato è il bellissimo “bagno di Re Faruk” in stile pompeiano con richiami allo stile giapponese e alla vita marina.

Il giardino botanico è accessibile solo nella prima parte perché la seconda è caratterizzata da scale, giardini e terrazzamenti che rendono difficoltosa la percorrenza a chi presenta delle disabilità; la zona visitabile offre comunque paesaggi indimenticabili con il lago che lambisce la villa, i colori vividi e la bellezza della flora presente.

La funicolare e i lidi

Per ammirare il lago dall’alto, è d’obbligo un giro sulla funicolare di Brunate. La funicolare è accessibile anche a chi presenta disabilità motorie, la salita in vettura è permessa da uno scivolo che consente di arrivare in zona pianeggiante sia all’imbarco, che a Brunate, nella zona pianeggiante.

Funicolare di Brunate

Il Lago di Como è stupendo anche da ammirare, perché non passare perciò un po’ di tempo sulle sue rive o nei lidi, affacciati su un panorama indimenticabile, attendendo il tramonto o lasciandosi semplicemente rapire dai colori e dai suoi riflessi?

Vi presentiamo alcuni lidi e spiaggette accessibili.

Del Lido di Lenno vi abbiamo già parlato, è accessibile solo una parte ma lo spettacolo che si gode da questo punto è indimenticabile e, fermarsi qui per un po’ di relax dopo aver visitato la Villa del Balbianello rende la giornata semplicemente memorabile.

Ad Abbadia Lariana il parco Lido Chiesa Rotta è totalmente accessibile nella parte del pratone, qui è possibile avventurarsi con carrozzine senza incontrare nessun pericolo; per accedere invece alla spiaggetta c’è una piccola discesa cui è necessario fare attenzione, l’ideale è essere accompagnati da qualcuno che aiuti a percorrerla. Nella struttura è presente anche un bagno per disabili.

A Lierna, la famosa Riva Bianca è accessibile ai disabili e, se necessario, è possibile arrivare fino al castello direttamente in macchina, l’importante è avere il contrassegno (la zona è a traffico limitato ma il tagliando permette l’accesso).

Riva Bianca a Lierna

A Mandello del Lario è possibile accedere al lido, al ponte e alla passerella anche con la carrozzina; sono presenti bagni per disabili e dove c’è il parco si trovano parcheggi riservati.

Anche il Lido di Bellano è accessibile in quanto non sono presenti barriere architettoniche ed è tutto in zona pianeggiante; in questo caso sono disponibili 2 bagni per disabili.

Navigazione sul Lago di Como

Navigazione Lago di Como a Bellagio

Visitare il Lago di Como senza un giro in battello è praticamente impossibile; la vista che si gode dalle acque è strepitosa, solo da questa posizione è possibile ammirare e godere del panorama delle ville.

3 sono i motoscafi totalmente inaccessibili: Alcione, Falco e Rondine.

11 permettono l’accesso al solo ponte principale: Concordia, A. Volta e A. Manzoni, Milano, Città di Como, Città di Lecco, Tivano, tutte con una toilette per disabili e possibilità di rotazione di 360° al suo interno mentre, l’ Adda dispone di una toilette ma senza possibilità di rotazione. Le navi traghetto Stelvio, Spluga e Ghisallo permettono l’accesso al solo ponte principale ma non sono dotate di toilette accessibili ai disabili.

Le motonavi Orione e Bisbino hanno il ponte sole (di prua nel caso della Orione) inaccessibile alle carrozzine ma dispongono di montascale/ascensore e di 2 bagni per disabili con possibilità di rotazione di 360° all’interno; le motonavi Renzo, Lucia, Fra’ Cristoforo, Innominato hanno accesso limitato a parte del ponte principale e 1 bagno disponibile mentre Giglio, Iris e Ninfea non dispongono di un bagno adatto.

Le motonavi Cormorano, Fenicottero, Grifone, Civetta hanno la zona di prua inaccessibile alle carrozzine e dispongono di un bagno per disabili oltre a un montascale/ascensore; l’aliscafo Freccia delle Gerani è di norma accessibile e ha un bagno adatto, gli aliscafi Freccia delle Valli, G. Marconi, Voloire sono di norma accessibili e dispongono di 2 bagni.

Le navi traghetto Plinio e Lario permettono l’accesso al ponte principale e intermedio, hanno un bagno disponibile ed è presente un montascale/ascensore.

Gli aliscafi sono di norma accessibili tuttavia, a causa della loro struttura e delle pendenze delle passerelle che possono divenire eccessive, nel caso in cui si dovesse configurare una situazione di pericolo per i passeggeri o del personale di bordo, è possibile che venga rifiutato l’imbarco.

Per favorire gli imbarchi sulle navi di questa Gestione Governativa, sono previste rampe “Stepless” larghe 80 cm e con portata sino a 300kg; queste sono presenti su tutte le navi con eccezione degli aliscafi, dei traghetti (in quest’ultimo caso si utilizzano i ponti di accesso delle autovetture) e dei pontili di Como, Bellagio, Menaggio e Varenna.

Accessibilità Lago di Como, rampe stepless
© Navigazione Lago di Como

Un plauso va all’attuale Gestione Governativa che ha avviato un programma di formazione per il personale con oggetto la sensibilizzazione e l’assistenza alla disabilità ma, ha anche dato vita a un progetto che si pone l’obiettivo di individuare le soluzioni che favoriscano la mobilità, e permettano di offrire un viaggio piacevole anche a viaggiatori con disabilità.

Per informazioni sono disponibili:

– un numero verde: 800551801,

– un indirizzo email: infocomo@navigazionelaghi.it

– una pagina internet: http://www.navigazionelaghi.it/ita/wheelchair_friendly.html

Prima di terminare l’articolo vorremmo ringraziare tutti coloro che si sono resi disponibili nel fornire indicazioni e informazioni dedicandoci il loro tempo prezioso, un aiuto per noi fondamentale per poter dare, a chi ne avesse necessità, notizie sicure.

Life Electric, un omaggio a Volta sul Lago di Como

Passeggiando sul lungolago di Como è possibile ammirare, all’interno del primo bacino del Lago di Como, al termine della diga foranea, Life Electric, il monumento in onore di Alessandro Volta cui la bella cittadina diede i natali.

L’opera è frutto dell’estro dell’archistar Daniel Libeskind che l’ha donata alla città e, nelle sue parole:  “The Life Electric si ipira alla tensione elettrica tra due poli di una batteria, il grande dono di Volta all’umanità. La forma dell’installazione trova cardine nella mia costante ricerca sulla rappresentazione architettonica dell’energia. L’opera congiunge gli elementi: luce, vento e acqua. Un’installazione, una gateway fisica e ideale aperta sul ventunesimo secolo”.

Alta 14, 25 metri da terra, fonde elementi scientifici e naturali, si ispira ai due poli di una batteria ed è ecocompatibile, non a caso, la scelta dell’illuminazione è ricaduta sulle luci a led.

Life Electric, un monumento al centro del lago

Inaugurata il 2 ottobre 2015, si può raggiungere percorrendo l’intera passerella che si inoltra nel lago, affrontando ciò che la natura offre in quel momento, mille riflessi con il sole battente, schizzi freschi e a volte molto abbondanti in caso vento.

L’ingresso è sicuro, largo a sufficienza per garantire l’accesso a molte persone contemporaneamente, ai lati è posta una ringhiera protettiva lungo la quale è possibile fermarsi per ammirare Como e il panorama circostante da una postazione privilegiata, o lasciarsi affascinare dalle tante imbarcazioni qui ormeggiate; i più piccini non mancheranno di restare estasiati davanti a cigni e paperelle che solcano le acque del lago.

LIfe Electric Como

Arrivati proprio sotto l’installazione non vi resterà che ammirare il paesaggio, scattare qualche foto ricordo o riposare per un po’ sedendovi lungo il bordo che la percorre per intero; la location affascinante invoglia a fermarsi e godere di questo angolo di città che galleggia sulle acque del lago, una piazza tra le onde, un modo nuovo e insolito di vivere Como.

Di sera, inoltrarsi nel lago sulla passerella è ancora più bello, lo spettacolo di una Como illuminata è  romantica e indimenticabile al tempo stesso; nel caso in cui capitaste a Como, non tralasciate assolutamente una visita Life Electric perché  vi regalerà una nuova visuale su una città già bellissima di suo.

Se decidete di visitarla in un giorno ventoso o particolarmente fresco, copritevi bene, l’aria qui tende ad essere più fredda e sferzante che sulla terraferma.