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Passo del Ghisallo, la vetta dei ciclisti

A 754 metri sul livello del mare è situata una cima amata da tutti i ciclisti che, per giungervi, devono superare una lunga serie di tornanti con continui strappi in salita e una pendenza del tracciato pari a 9%, con picchi del 14% da un lato, e 10% dal lato opposto: il Passo del Ghisallo.

Arrivati sulla sua sommità si scorgono il Santuario della Madonna del Ghisallo, una terrazza panoramica, il museo del ciclismo, un ristorante e il comodo parcheggio a pagamento.

Gli amanti delle due ruote non possono esimersi da una visita al piccolo Santuario dedicato alla patrona dei ciclisti; molti professionisti e grandi nomi del ciclismo hanno per anni lasciato piccoli ricordi, cimeli, magliette autografate e addirittura biciclette che sono esposte appese alle pareti. Tra le tante si trovano anche quelle di Bartali e Coppi, oltre a quella del record dell’ora di Moser (1984).

Ghisallo

Le donazioni sono divenute così tante che a un certo punto si è dovuto pensare a una soluzione alternativa, arrivando alla decisione di costruire il Museo del ciclismo che, inaugurato nel 2006, occupa un’area disposta su 3 piani e si può visitare a pagamento.

Sulla terrazza è possibile ammirare il monumento dedicato a Coppi, Bartali e Fiorenzo Magni ma non solo, oltre la balaustra si può godere di uno scenario spettacolare: le cime delle montagne Valtellinesi, la Grigna, parte del Lago di Como.

Passo del Ghisallo dintorni Lago di Como

Il bar situato a pochi passi dispone oltre agli ambienti interni, anche di un giardino all’aperto con posti a sedere in cui fermarsi per un rapido ristoro, gustare un ottimo gelato, un drink, una bibita rinfrescante o una birra; se un languorino dovesse farsi sentire si potranno gustare i piatti della casa o snack invitanti che stuzzicano l’appetito.

In breve, chi volesse far due passi nella natura potrà raggiungere Piano Rancio e arrivare a Monte San Primo dove pianori, sentieri e rifugi offriranno spazio per rilassarsi o fare un po’ di trekking.

Mountain Academy

Località: Santa Maria Maggiore
• Inizio: 22 luglio
• Fine: 27 luglio

A pochi passi dal Lago Maggiore e dal Lago d’Orta, il comune di Santa Maria Maggiore, nella Val Vigezzo, ospita dal 22 al 27 luglio un evento straordinario per tutti gli amanti dell’arte che vogliano rivolgere la loro attenzione al territorio circostante: Mountain Academy.

6 giorni di corsi gratuiti di lezioni tenute da professionisti, di uscite, di laboratori che, grazie alla Collezione Poscio e all’Associazione Asilo Bianco, aspirano a creare un taccuino d’artista e rilanciare la Scuola di Belle Arti Rossetti Valentini, l’unica attiva sull’arco alpino.

Carlo Fornara e molti altri pittori vigezzini portavano con loro un taccuino nelle loro passeggiate, un quadernetto per catturare le luci migliori e i paesaggi più emozionanti; un quaderno intimo e personale che chi parteciperà ai corsi potrà imparare a creare.

Gli insegnanti che interverranno sono:

Annie-Paule Quinsac, curatrice e storica dell’arte

Maurizio Guerri, docente di Filosofia contemporanea

Giorgio Caione, curatore e fotografo

Lorella Giudici, curatrice e docente di Storia dell’arte

Francesca Appiani, curatrice del Museo Alessi

Massimo Melotti, curatore e docente di Antropologia culturale

AlpinTales, guida escursionistica-ambientale

Marcello Francone, Art Director Skira

Elyron, grafico

Libri Finti Clandestini, progetto editoriale sperimentale.

La mostra “Carlo Fornara. Alle radici del Divisionismo 1890-1910”, curata da Annie-Paule Quinsac, è il primo evento espositivo del progetto, visitabile fino il 20 ottobre a Domodossola, a Casa De Rodis.

Mountain Academy programma

Artisti e scrittori sono stati invitati a un periodo di residenza presso il territorio per leggere con uno sguardo nuovo temi, luoghi e paesaggi; anche la ferrovia Vigezzina Centovalli sarà protagonista grazie alla Vigezzina Centovalli Art Project e l’intervento di numerosi artisti.

Un evento dedicato agli amanti dell’arte che, se vorranno prendervi parte (anche solo ad alcune giornate) dovranno iscriversi scrivendo a segreteria@asilobianco.it

In tutti i casi, per informazioni, è possibile scrivere all’indirizzo precedente o visitare il sito www.asilobianco.it.

di-lago e Transiti, l’arte contemporanea sbarca a Miasino, Novara e Cureggio

Località: Miasino – Cureggio – Novara
• Inizio: 28 giugno
• Fine: 21 luglio

Il 28 giugno alle ore 18:30, a Miasino, presso Villa Nigra, verrà inaugurata la mostra d’arte contemporanea internazionale di-lago e Transiti; questo evento unisce tre luoghi di valore storico-artistico: Villa Nigra a Miasino, il Battistero di San Giovanni Battista a Cureggio e il Battistero della Cattedrale di Santa Maria Assunta a Novara.

Le inaugurazioni nelle altre città avverranno invece in giorni differenti, il 29 giugno alle 16:30 a Novara e alle 18:30 a Cureggio.

A Villa Nigra, le opere d’arte di importanti artisti tedeschi e italiani, dialogano con l’ambiente in cui vengono inseriti, dando vita alla mostra di-lago e, il tema, è proprio quello dell’acqua.

Gli artisti in mostra sono:

Gerardo Di Fonzo

Harald Fuchs

Francesco Garbelli / Ferdinando Greco

Birgit Jensen

Birgit Kahle

Damaris Lipke

Maik+Dirk Löbbert

Marta Nijhuis

Peter Simon + Freya Hattenberger

Urs Twellmann

Frauke Wilken.

La mostra, curata da Asilo Bianco e l’associazione tedesca Lo spirito del lago, è a ingresso libero e, dal giovedì alla domenica vi si potrà accedere dalle 14 alle 18.

Tramsiti

Parallelamente si terrà “Transiti. Dall’acqua all’anima”, il progetto che unisce in un viaggio simbolico le località di Miasino, Cureggio e Novara, con le rispettive Villa Nigra, il Battistero di San Giovanni Battista e il Battistero della Cattedrale di Santa Maria Assunta.

Dopo l’inaugurazione, a Novara l’apertura sarà dal lunedì al sabato dalle – alle 12 e dalle 15 alle 18 mentre, la domenica, dalle 15 alle 18; a Cureggio invece il martedì e il giovedì dalle 16 alle 18, il sabato dalle 9 alle 12 e, saranno previste 2 aperture serali, il 6 e il 12 luglio, dalle 20 alle 24.

Per informazioni vi invitiamo a visitare il sito www.asilobianco.it oppure contattare segreteria@asilobianco.it o 320 952 56 17.

 

Anche in questo caso la visita è gratuita.

Sogno di una notte di mezza estate a Villa Carlotta

Località: Tremezzina
• Inizio: 21 giugno
• Fine: 21 giugno

Arriva a Tremezzina un appuntamento imperdibile, “Sogno di una notte di mezza estate”.

Richiamandosi al titolo di una commedia di William Shakespeare, l’evento promette emozioni e un tuffo nella natura all’interno di una cornice suggestiva e romantica.

A Villa Carlotta, dalle ore 18, sarà possibile infatti immergersi nel mondo delle erbe spontanee grazie alla passeggiata in cui imparare a riconoscerle e apprezzarne le numerose virtù. Un’occasione davvero ghiotta, non solo per ammirare la bellezza della villa e del lago, ma anche per addentrarsi del mondo di erbe dalle straordinarie proprietà e dal gusto eccezionale.

Non è un caso perciò che, all’interno dell’evento, si tenga anche una degustazione di prodotti preparati utilizzando come ingrediente le erbe spontanee; gli studenti dell’ENAIP Como metteranno a disposizione le loro abilità per preparare piatti a base di erbe di campo.

Dato il titolo dell’evento, poteva mancare una lettura animata? Certo che no!

In collaborazione con l’Associazione Fata Morgana, tra incantesimi e magia, si parte alla scoperta dell’opera shakespeariana “Sogno di una notte di mezza estate”.

Quando le luci del sole saranno ormai calate e le stelle faranno la comparsa sulla volta celeste, l’astrofisico Corrado Lamberti guiderà i presenti alla scoperta di costellazioni, pianeti e altri oggetti celesti.

Sarà presente anche un’esposizione temporanea “Un battito l’ali”, di Marta Allegrezza.

Ricordate la data, il 21 giugno è ormai alle porte e, per godere della bellezza di questo evento, la direzione consiglia di dotarsi di scarpe comode per poter passeggiare comodamente tra i bei giardini della Villa, una pila, una coperta e un cesto da pic-nic.

Per poter partecipare all’evento il costo sarà pari a 20 euro per gli adulti e 10 euro per i bambini; gli abitanti di Tremezzina e Griante avranno diritto a uno sconto e pagheranno l’ingresso 15 euro.

A questo link http://online.villacarlotta.it/prenotazioni-eventi?fbclid=IwAR2oZvUyryh0s6nwX6WRZCRnlAHjMJkMHyAAjzd2obJ9MfsftGvNdr0CZrE sarà possibile prenotare i biglietti direttamente online.

Giardini d’Agrumi 2019 a Gargnano

Località: Gargnano

Inizio: 26 aprile 2019

Fine: 28 aprile 2019

Il 26 aprile torna “Giardini d’agrumi” che festeggia, in questo 2019, il raggiungimento della 5° edizione.

Promossa da Terre&Sapori d’alto Garda in collaborazione con il Comune di Gargnano, con la Regione Lombardia e con la Parrocchia di San Martino di Gargnano, la manifestazione dedicata alla promozione delle belle limonaie e degli agrumi prodotti nell’alto Garda, è un evento davvero imperdibile.

Giardini d'Agrumi

La tradizione qui è molto antica, le documentazioni risalgono al XV secolo perciò, perché non valorizzarla?

Tanti sono gli appassionati che ancora oggi dedicano il loro tempo a queste colture ed è giusto che il loro lavoro venga riconosciuto, ammirato, che ci si possa rendere conto di quanto fanno e, di quanto queste produzioni rendano il paesaggio, punteggiato dalle limonaie, unico al mondo.

Gli eventi di Giardini d’Agrumi 2019

Dal 26 al 28, presso il Chiostro di San Francesco, si troverà una tavola pomologica con gli agrumi coltivati nell’alto Garda, ma anche attrezzi e strumenti utilizzati nell’agrumicoltura; un tocco particolare sarà dato dalle decorazioni floreali con agrumi realizzate dagli studenti della Scuola agraria di Fondazione Minoprio (CO), sotto la supervisione del flower designer Rodolfo Casati, Caratese definito “l’Elfo dei boschi”.

Giardino d'agrumi

Anche quest’anno si ripeterà l’evento “Giardini d’Agrumi in barca”, l’ideale per poter ammirare le limonaie da un punto di vista privilegiato: il lago. A pagamento, punto di partenza sarà Gargnano e, tutte le informazioni saranno disponibili direttamente in loco.

Al porto di Gargnano, dal 25 aprile al 1 maggio, si potrà ammirare Limonaie Spring, l’installazione CRACKING ART©; come dice il titolo dell’installazione, l’idea è quella di rappresentare la nuova primavera delle limonaie del Garda.

Giardini d’Agrumi 2019 a Gargnano

Nell’ex Palazzo Municipale si potrà assistere alla mostra Agrumi e limonaie dell’alto Garda, mostra collettiva di fotografi gardesani; sempre nel palazzo, il 28 aprile, dalle 11 alle 18, si terrà lo show cooking a cura de “La Brigata di Goa” con la presenza di cuochi professionisti.

Location di più eventi, l’ex Palazzo Municipale, il 26 aprile, dalle 16 alle 18 ospiterà Agrumi creativi che, con la partecipazione del flower designer Rodolfo Casati e degli studenti della Scuola di Minoprio, darà un saggio di composizione floreali con gli agrumi.

Il 27 aprile invece, dalle 17 alle 19, l’Associazione Italiana Architetti Paesaggisti terrà un workshop dedicato ai paesaggi terrazzati; nella stessa giornata, alle ore 21, presso il Chiostro di San Francesco, si terrà la lettura recitata di un racconto di Carlo Simoni con protagonista l’attrice Francesca Garioni e del gruppo musicale Prosdocimus.

Domenica 28 aprile, dalle ore 10 alle 13, il maestro Madonnaro Andrea Mariano Bottoli, nella piazza del porto, creerà un’opera ideata in onore della manifestazione, che avrà come soggetto proprio gli agrumi.

Giardino d'agrumi

Inerpicandosi fino a Bogliasco, Quarcina e Tesolo, ci si immergerà nella magica atmosfera che il profumato mondo degli agrumi è in grado di regalare; per merito di alcuni proprietari si potranno infatti visitare alcuni siti di coltivazione che, quest’anno si arricchiscono di 2 nuovi luoghi: il Giardino Bettoni-Cazzago e la limonaia Quarcina.

Ingesso gratuito, vista l’eccezionalità dell’evento, sarà la limonaia ecomuseo del Prato della Fame a Tignale.

Per completare la manifestazione non perdetevi anche i laboratori didattici, le visite guidate, il mercato dedicato agli agrumi e ai prodotti locali, i momenti musicali e i menu che i ristoranti prepareranno in onore dell’evento.

Per essere informati su tutte le iniziative potete seguire l’evento sulla pagina facebook dedicata https://www.facebook.com/terresaporialtogarda o il sito internet http://www.terresapori.it/ .

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5 film girati sul Lago di Como

Il Lago di Como è ricco di fascino, attrae ogni anno turisti da tutto il mondo, viene scelto dalle coppie di sposi per le location romantiche e fa innamorare per gli scenari mozzafiato.

Non è quindi un caso che sulle sue rive, nei suoi borghi, tra i giardini delle sue ville, siano state girate numerose scene di film di successo e famose serie tv.

1 Star Wars: Episodio II

Una parte di Star Wars: Episodio II – L’attacco dei cloni è stato girato in Italia e, per alcune scene è stata scelta come location proprio il Lago di Como.

Nonostante compaiano anche il Parco Civico Teresio Olivelli di Tremezzo e la Piana di Rogaro, ciò che si ricorda più facilmente è la Villa del Balbianello, a Lenno.

Nel 2002, George Lucas trasforma la bella villa in una parte della regione dei laghi di Naboo, ma non solo. Per il panorama mozzafiato che si gode dai suoi giardini, viene spesso scelta come luogo in cui sposarsi; non è infrequenti recarvisi e trovare coppie di sposini intenti a fare fotografie e scambiarsi promesse d’amore in una cornice incantevole.

Per Anakin Skywalker e Padmé Amidala è stato lo stesso perché è proprio qui, luogo del loro nascondiglio, che si lasciano andare a un bacio appassionato e ambientano il loro matrimonio.

2 Piccolo Mondo Antico

Piccolo Mondo Antico, di Antonio Fogazzaro, è un romanzo risalente nel 1895, ambientato tra la prima e la seconda guerra d’indipendenza; si tratta anche di uno dei primi romanzi italiani portati sul piccolo schermo.

Due sono le location che hanno ospitato gli attori che hanno dato vita ai personaggi che popolano le vicende che si susseguono nel periodo storico compreso tra la prima e la seconda guerra d’indipendenza, a partire dalla Valsolda.

Non è un caso perciò che anche Villa di Oria, sulle rive comasche del Lago di Lugano, sia stata protagonista della rappresentazione; proprietà del Fai (Fondo per l’ambiente Italiano) grazie al lascito di Giuseppe Roi, pronipote proprio di Fogazzaro, incanta con le sue atmosfere retrò, il bellissimo giardino pensile, lo scrittoio di Fogazzaro.

E se “investigate” sul luogo in cui il corpicino di Ombretta incontrò il suo fatale destino, sappiate che la darsena è ciò che state cercando.

Accanto a Villa di Oria, anche la Villa del Balbianello (sempre proprietà del Fai), a Lenno, compare sullo schermo ospitando la storia tra Franco Maironi e Luisa Rigey.

3 Rocco e i suoi fratelli

Rocco e i suoi fratelli, diretto da Luchino Visconti negli anni ’60 ha trovato ospitalità sul Lago di Como, nello splendore dell’incantevole Bellagio.

La perla del Lago di Como, amata in tutto il mondo e meta di turisti di tutte le nazionalità, è stata scelta anche per girare una scena del film; il lungolago è protagonista della gita domenicale di Nadia e Simone che si fermano ad ammirare l’Hotel Grande Bretagne, all’epoca ancora in funzione.

Lungolago Europa Bellagio

A pochi passi dall’imbarcadero, passeggiando e ammirando il Lago dal Lungolago Europa, potrete immergervi nelle atmosfere di un film di grande successo; percorrendolo potreste sentirvi anche come Robert de Niro o Elizabeth McGovern in “C’era una volta in America”.

4 Casinò Royale

Il Lago di Como è il set ideale anche per James Bond, l’agente segreto più amato e affascinante di tutta la storia.

A girare alcune scene di questo episodio della saga, è stato Daniel Craig che ha avuto la fortuna di poter visitare Villa del Balbianello; di nuovo, la villa di Lenno è incoronata come una delle più belle del Lario e, sia per la sua struttura, che per i giardini e il panorama che si gode dalla loggia e dagli spazi verdi, viene scelta per film di successo.

In questo caso però, il ruolo attribuitogli è quello di un ospedale in cui l’affascinante agente segreto trascorre un periodo di convalescenza in compagnia della sua Vesper.

Anche Villa La Gaeta compare in questo film, se volete contemplarla in tutto il suo splendore vi consigliamo di progettare un giro sul lago, dalle splendide acque lacustri potrete ammirare le sue torrette e l’architettura medievale che la caratterizza.

5 Ocean’s Twelve

George Clooney ha dimostrato l’amore e la passione per il Lago di Como acquistando Villa Oleandra, il luogo in cui è stato più volte fotografato anche in compagnia della bella Elisabetta Canalis.

La villa però è stata anche in primo piano del film che lo ha visto protagonista con Julia Roberts, Catherine Zeta-Jones, Brad Pitt e Matt Damon; nel 2004 infatti il cast è volato sulle rive del Lago di Como per ambientare il film diretto da Steven Soderbergh.

Villa Erba Cernobbio

Non molto lontano dalla dimora di Clooney si trova un’altra villa che ha fatto da sfondo a questo film, Villa Erba; situata a Cernobbio, aperta per fiere e congressi, si lascia ammirare annualmente in occasione del Concorso d’Eleganza Villa d’Este quando, tra automobili e moto d’epoca e più moderne, risplende in tutta la sua bellezza.

La leggenda del Lago Trasimeno

La leggenda del Lago Trasimeno, contribuisce ad accrescere il romanticismo di questo specchio d’acqua in grado di regalare emozioni e scenari mozzafiato.

Passeggiando sulle sue rive, ammirando la bellezza delicata dei borghi affacciati che si lasciano cullare, specchiandosi nelle sue acque placide, vien facile pensare che, proprio qui, si siano avvicendate storie d’amore da tramandare.

La leggenda del Lago Trasimeno, Agilla e il principe Trasimeno

Protagonisti della leggenda del Lago Trasimeno sono la ninfa Agilla e il principe Trasimeno, figlio del re Tirreno.

All’interno del lago viveva una bellissima ninfa che passava le giornate cantando con voce suadente e ammirando ciò che accadeva tutto intorno a lei; tra le acque faceva capolino un’isoletta, l’Isola di Polvese, quella che avrebbe visto consumarsi la passione che travolse Agilla.

Accadde infatti che un giorno, la bella ninfa, vide il principe Trasimeno; folgorata dalla sua bellezza, decise di attirarlo a sé cantando per lui. Tra i due scoppiò l’amore e, nonostante l’iniziale avversione, Re Tirreno concesse in seguito che coronassero il loro sogno d’amore.

Si sposarono e trascorsero il giorno seguente le nozze su quell’isola, beandosi l’uno dell’altra, amandosi e credendo che il loro amore sarebbe stato eterno, che nulla li avrebbe mai separati.

Il destino però, baro e crudele, aveva in serbo per gli amanti una brutta sorpresa.

Trasimeno decise di tuffarsi nelle acque del lago per fare un bagno ma ahimè, non ne riemerse; la sua sposa, disperata e innamorata, iniziò a cercarlo in lungo e in largo, nelle profondità delle acque, sull’isola, nelle barche che punteggiavano la superficie, ovunque immaginasse di poterlo trovare.

Ma era svanito, le sue tracce erano scomparse, a lei non restava che vagare cercando di non perdere la speranza che un giorno, forse, il suo amato sarebbe ricomparso.

Ma non accadde mai, il destino li aveva condannati a non vivere in eterno il loro amore e Agilla, nonostante il fallimento che incontrava ogni giorno nelle sue ricerche, non smise mai di cercare, di accarezzare l’idea che un giorno si sarebbero ritrovati.

Ancora oggi, quando il vento fruscia attraverso gli alberi, si mormora che sia la povera Agilla che si dispera e lamenta per la perdita del suo grande amore mentre, se una barca, rischia di rovesciarsi per un’onda, si pensa sia la ninfa che crede di aver finalmente ritrovato Trasimeno.

La leggenda del Lago di Braies

Il Lago di Braies, bello e incantevole, situato nel paese omonimo in provincia di Bolzano, è uno specchio dalle acque in cui specchiarsi e, ammirando la sua bellezza, non è difficile pensare alla leggenda che aleggia sulla sua superficie.

A 1496 metri di altitudine, è accoccolato alle pendici della Croda del Becco e si fa amare immediatamente per le sue acque spettacolari e lo splendore della natura che lo attornia; in estate è meta di turisti provenienti da tutto il mondo che cercano di conquistare un posto in prima fila per riempirsi gli occhi di tanta bellezza.

Come accade per molti laghi e per molte attrazioni, anche in questo caso una leggenda ammanta il luogo di un’aura di mistero, rendendolo ancor più affascinante e donando un po’ di valore aggiunto a quello che viene definito “Perla delle Dolomiti”.

La leggenda del Lago di Braies

Un tempo sulle montagne di Braies viveva una popolazione di selvaggi, erano non proprio belli d’aspetto, però sicuramente non cattivi; questi uomini possedevano numerose pietre preziose e oro che riuscivano a trovare proprio in queste terre.

Gli ori che custodivano, non erano da loro tanto amati per il valore commerciale, bensì per il fatto che induriva i loro cuori e li rendeva più forti; con questi preziosi realizzavano poi oggetti e gioielli che potevano essere utilizzati come omaggi.

Un giorno fecero un incontro inaspettato, si trovarono di fronte i pastori che erano arrivati sino alla valle attorno al Lago di Braies per far pascolare le loro mandrie; i selvaggi, decisero loro di dare un dono di benvenuto e li omaggiarono di alcuni monili e di oro.

Proprio il luccichio dell’oro fece nascere nei i nuovi arrivati il desiderio di averne sempre di più ed erano convinti che fosse semplice scovarlo nella valle tuttavia, si accorsero ben presto che non era affatto così.

Cosa fare quindi per entrarne in possesso?

L’unico modo sembrava quello di rubarlo ai selvaggi che iniziarono così a subire continue razzie che facevano poco alla volta diminuire i loro preziosi.

Fu così che presero una decisione drastica, era necessario proteggere l’oro perciò si misero alla ricerca di una soluzione che permettesse loro di salvare il salvabile; fu così che fecero sgorgare delle sorgenti dal terreno che si unirono andando a formare un lago che separò la valle dei pastori dalle montagne impedendo ulteriori razzie.

All’interno delle sorgenti nascosero le pietre preziose e l’oro che regalarono alle sue acque un colore strepitoso.

Così, con una bella leggenda, ecco spiegata la nascita del Lago di Braies.

Siete pronti a trascorrere la vostra vacanza da sogno sul Lago di Braies?



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European Liszt Night Tour a Menaggio

Località: Menaggio

  • Inizio: 27 ottobre
  • Fine: 27 ottobre

A Menaggio il 27 ottobre arriva un evento davvero imperdibile, l’European Liszt Night Tour in cui si esibiranno i vincitori dei tre concorsi più importanti dedicati a Franz Liszt, il Liszt Ferenc International Piano Competition, l’ International Franz Liszt Piano Competition e l’ Internationaler FRANZ LISZT Klavierwettbewerb Weimar-Bayreuth.

Ogni 3 anni i vincitori vengono riuniti per prendere parte a una tournée che si svolge nei luoghi legati a Liszt e, quest’anno, arriveranno anche in Italia dove il compositore soggiornò con la sua amante, Marie d’Agoult; dalla relazione tra i due, proprio a Como, all’ Albergo dell’Angelo, nacque la figlia Cosima Francesca Gaetana che divenne la seconda moglie di Richard Wagner.

Nell’European Liszt Night a Menaggio si esibiranno: Alexander Ullmann, Tomoki Sakata, Alexey Sychev.

Alle ore 21 inizierà l’esibizione di Tomoki Sakata, proseguirà con Alexander Ullmann e infine Alexey Sychev.

Anche se l’ingresso all’evento che si terrà a Villa Vigoni è gratuito, la prenotazione è comunque consigliata.

Visita al Forte di Fuentes di Colico

Situato a Colico, a pochi minuti di strada da Forte Montecchio Nord, sul Montecchio Est, si trova il Forte di Fuentes di cui sono rimasti alcuni resti; le macchine non possono arrivare sino all’ingresso perciò, per poterlo raggiungere è necessario percorrere un tratto di strada a piedi, in salita.

Questa strada è stata realizzata nel corso della prima guerra mondiale quando furono costruite le batterie corazzate sommitali.

La storia del Forte di Fuentes

A disporne l’edificazione fu don Pedro Enriquez de Acevedo conte di Fuentes, governatore del Ducato di Milano per conto del re di Spagna; la decisione di costruirlo in una posizione strategica derivò dalla necessità di difendere il confine dell’alto Lario dalle aggressioni del Libero Stato delle Tre Leghe, quelli che oggi si definiscono Grigioni svizzeri, che tentavano di espandersi passando dalla Valtellina e dalla Valchiavenna, già da loro controllate.

I terreni furono acquistati facendo leva sulla diocesi di Como e sulla Riforma, all’epoca vista dai cattolici come qualcosa di eretico.

Nel 1603 iniziarono i lavori guidati dall’architetto Gabrio Busca, l’ultimo appalto di cui si ha conoscenza risale al 1609 (quando il forte era già attivo) anche se si sa che fino al 1627 fu soggetto a modifiche; circondato da paludi, rendeva difficile ai nemici avvicinarsi e posizionare l’artiglieria tuttavia, queste presenze, rendevano l’aria insalubre, diffondendo la malaria e causando frequenti decessi tra i soldati che vi soggiornavano.

Fino al 1736 il Forte rimase agli Spagnoli poi, fu coinvolto nella guerra di successione polacca e, quando era nelle mani degli Austriaci, venne conquistato dai Gallo-Sardi; riconquistato in seguito dagli Austriaci, nel 1769 dopo essere stato giudicato militarmente inutile venne privato degli armamenti e in seguito, nel 1782 dichiarato chiuso come fortezza dall’Imperatore Giuseppe II d’Austria.

Il terreno venne quindi venduto all’asta e acquistato da un austriaco che lo trasformò in una fattoria; nel 1796 con le truppe napoleoniche si decise di smantellare i tetti e le strutture per “ingraziarsi” i Grigioni che avevano sempre mal sopportato il forte.

Nel corso della Prima Guerra Mondiale fu riabilitato e vennero realizzate otto postazioni per cannoni da 149 G con polveriera sotterranea e riservette e, in seguito, la proprietà passò alla Provincia di Lecco.

La visita al Forte

Il primo ambiente che si ammira, arrivati al Forte è la grande piazza d’armi della misura di circa 100 metri per 16, un ambiente ampio attorno al quale si raccoglievano altre costruzioni come la Chiesa di Santa Barbara, la caserma, gli alloggiamenti del comandante e, sul fondo, il palazzo del Governatore.

Forte Fuentes Colico

Alla piazza d’armi si accedeva dalla porta secondaria o del soccorso; la porta principale era usata con meno frequenza perciò, appena caduta in disuso, la si iniziò a chiamare “porta vecchia”.

I soldati utilizzavano la piazza per ritrovarsi e ricevere gli ordini ma era anche il centro delle attività di chi si occupava dei mulini, forno e magazzini.

Lasciandosi alle spalle la piazza, si arriva al belvedere che domina il Pian di Spagna e Colico; da questo punto è possibile ammirare il fiume Adda che si getta nel Lago di Como e, sullo sfondo, anche Forte Montecchio Nord.

Forte Fuentes Colico

Procedendo nella visita, seguendo il percorso, si incontra la porta vecchia dove si possono scorgere 2 aperture, una più grande che consentiva il passaggio anche ai carri mentre, lateralmente, sulla destra, una più piccola, utilizzata come passaggio dei soli pedoni.

La scala ha invece preso il posto degli antichi ponti levatoi.

Tornando verso la piazza d’armi, sulla sinistra si trovano i resti della Chiesa di Santa Barbara ultimata nel 1608 e al cui lato si trovavano gli alloggi del cappellano e del comandante del forte; ormai poco è rimasto della struttura un tempo ricca di affreschi e arredi in argento.

Forte Fuentes Colico

Accanto alla Chiesa si trova il palazzo del Governatore, edificato su 2 piani, era costituito da 7 camere per piano, e i magazzini; all’interno un tempo si trovava una scala in pietra mentre, all’esterno, c’era un colonnato di cui ormai non rimane più nulla.

Nel palazzo era presente un grande camino principale e dei camini più piccoli in altre stanze; nonostante il palazzo, raramente i nobili dimorarono qui a causa dell’aria insalubre. Lo stesso Duca visitò il Forte una sola volta, nel 1605.

Nel Forte era presente anche una ghiacciaia scavata nella roccia dove, in inverno la neve si ammassava permettendo la conservazione di carni e altri alimenti. Questa parte posteriore del Forte non era esente da critiche poiché ritenuta troppo debole e scoperta a eventuali attacchi provenienti dai nemici.

Forte Fuentes Colico

Dopo aver dato uno sguardo al palazzo del Governatore, tornando verso la grande piazza d’armi, ci si inerpica nella zona degli alloggi dei militari; distribuiti su più piani, potevano ospitare anche 300 persone e, lì accanto, si trovava la zona che ospitava un mulino per la macinazione del frumento.

Vi erano poi una vasca per conservare l’acqua che doveva essere portata dall’esterno, a dorso di mulo e, proseguendo nel cammino, le postazioni che nella prima guerra mondiale ospitavano i cannoni.

Il Forte di Fuentes rappresenta una bella testimonianza della storia passata del nostro paese e merita sicuramente una visita; per visitarlo basta recarsi a Colico, in Via Forte di Fuentes 24. Per conoscere gli orari e i prezzi, vi consigliamo di visitare il sito Fortedifuentes.it.