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Livigno e il suo lago

Livigno, con i suoi 1816 metri di altezza è il comune più alto della Lombardia, nonché il secondo comune più alto d’Italia; situato in Valtellina, nella provincia di Sondrio, comprende la frazione di Trepalle, il comune abitato più alto d’Europa (2250 metri sul livello del mare).

Accoccolato ai piedi delle Alpi, che lo circondano interamente, è disteso in un immenso pianoro e attraversato dallo Spöl che, in italiano, si traduce con “Aqua Granda”; questo torrente nasce dalla Forcola di Livigno e si getta nel lago del Gallo, detto anche Lago di Livigno, e ha una curiosità: è un affluente dell’Inn che, a sua volta, è un affluente del Danubio. A conti fatti si può dunque dire che anche l’Italia porta acqua al “bel Danubio blu”.

Questa splendida cittadina, per la sua conformazione, l’altezza a cui si trova e il clima, particolarmente freddo in inverno (può raggiungere anche meno 30°) e fresco in estate, viene definito “Piccolo Tibet”.

Cosa fare a Livigno

Livigno, per la posizione in cui è situato gode di un beneficio particolare: è zona extra doganale.

Qui alcune imposte non si pagano, le merci si trovano senza IVA e, per questo, non solo il paese è meta turistica molto amata anche per lo shopping; vale la pena ricordare che ci sono delle tabelle da rispettare perché ci sono dei quantitativi da non superare per determinati articoli come alcolici, tabacchi, zucchero e altro. La parte del leone forse la fa però il carburante che, rispetto all’Italia, ha un costo a dir poco ridicolo.

Livigno

Località turistica per ogni stagione, è adatta a tutti; qui si praticano sport di ogni tipo, dallo sci (numerose le cabinovie e impianti di risalita, su tutte Mottolino e Carosello 3000), al trekking (ci sono sentieri e percorsi di varia difficoltà su ogni versante, che permettono di raggiungere rifugi o posti incantati, come cascate e laghi nascosti dagli occhi di tutti), pesca, golf, nuoto (all’Acquagranda, dove praticare nuoto, fitness, rilassarsi nelle zone dedicate alla spa e molto molto altro).

Sentieri Livigno

Il paese offre ogni tipo di comfort, sono presenti numerosi hotel, bar e locali, moltissimi negozi che permettono ogni tipo di acquisto; c’è davvero di tutto e, la via centrale, chiusa al traffico, ha negozi di ogni tipo, da quello tipico di oggettistica artigianale e di montagna, alle diffusissime profumerie, negozi di abbigliamento all’ultima moda, occhiali da sole ed elettronica, alcolici, il tutto con uno scenario da favola a fare da sfondo.

Livigno Centro

Livigno è un paese a misura anche di bambini; per i più piccini sono presenti molti parchi gioco inoltre, lungo lo Spöl si trova una bella ciclopedonale pianeggiante percorribile anche dai più piccini.

Turismo, shopping ma anche tanto ottimo cibo; impossibile non gustare i tipici piatti locali, dai pizzoccheri agli sciatt, alla polenta taragna, ma anche un bel tagliere di salumi e formaggi.

Tagliere a Livigno

Qui si beve anche dell’ottima birra artigianale, la 1816, la più “alta” d’Italia.

Un’attenzione particolare è data ai nostri amici a 4 zampe che sono benvenuti quasi ovunque e, non a caso, sono moltissimi i cani che si possono trovare a passeggio per il centro; per loro, sono previste anche aree di agility per correre e divertirsi.

Il Lago di Livigno

Il Lago del Gallo, anche detto Lago di Livigno, è metà italiano e metà svizzero; si tratta di un bacino artificiale perché, in territorio elvetico, si trova una diga che ne sfrutta le acque attraverso una centrale idroelettrica.

Questo genera un effetto negativo sulla parte italiana perché, essendo definita dagli svizzeri la capacità, a secondo delle annate, ci si può imbattere in situazioni piuttosto imbarazzanti; in estate si rischia così di trovare un lago triste, basso e con poca acqua.

Diga Lago di Livigno

Vicino alla diga si trova anche il tunnel Munt la Schera che può essere percorso dai veicoli in maniera alternata e, in inverno, quando i passi vengono chiusi per la neve, diventa l’unico modo per raggiungere la Svizzera. Per poterlo percorrere è necessario però pagare un pedaggio.

Il Lago di Livigno è perfetto per passare ore e ore in relax e divertimento; qui si possono noleggiare pedalò con cui solcare le placide acque oppure, più semplicemente, arrivare alla piattaforma situata al suo interno e fermarsi per prendere il sole e godere del panorama da un punto di vista unico.

Lago di Livigno

Da notare che il Lago di Livigno ha accolto più volte la Nazionale Italiana di canottaggio che, sulle sue acque hanno potuto effettuare i loro allenamenti.

Come arrivare a Livigno

Situato al centro d’Europa, crocevia verso la Svizzera, è raggiungibile tutto l’anno e, per arrivare è possibile scegliere tra 3 strade:

  • provenendo da Bormio si supera  il Passo del Foscagno poi si passa da Trepalle, il comune più alto d’Italia e, seguendo la strada, si arriva a Livigno;
  • si può arrivare anche percorrendo il Passo del Gallo (Svizzera). Superato il Ponte del Gallo e attraversato il Tunnel Munt la Schera, galleria a una sola corsia a passaggio alternato e a pagamento, si costeggia tutto il lago di Livigno e si arriva in paese;
  • la terza strada è quella che attraversa il Passo della Forcola passando dalla Svizzera attraverso la Val Poschiavo; il territorio svizzero chiude il passo nella stagione invernale, di solito da novembre a giugno.

Per chi arriva dall’Italia la strada principale resta la statale 38 dello Stelvio che percorre tutta la Valtellina, transita per Sondrio e, giungendo a Tirano, permette, in base alla stagione, di prendere la direzione di Bormio e il Passo del Foscagno oppure, svoltare verso Poschiavo e il passo della Forcola.

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Il Lago di Stramentizzo

Il Lago di Stramentizzo è un lago artificiale situato in Trentino Alto Adige, nella Val di Fiemme.

Alla scoperta del Lago di Stramentizzo

Curiosamente, appartiene sia alla provincia di Bolzano che quella di Trento, nel primo caso grazie al comune di Anterivo e, nel secondo, con il comune di Castello-Molina di Fiemme, sorto dall’unione degli abitati di Castello di Fiemme e Molina di Fiemme.

Oltre ad appartenere alle 2 province, separa anche 2 valli, la Val di Cembra e la Val di Fiemme; in quest’ultima arrivano le acque del Torrente Avisio, trattenuto dalla diga che lo racchiude lo sfrutta per la produzione di energia elettrica.

Un tempo qui sorgeva Stramentizzo, il paese che diede il nome al lago ma che, con la costruzione della diga, terminata nel 1956, fu sommerso e scomparve; l’evento avvenne per gradi, partendo dai primi trasferimenti avvenuti nel 1955, passando per l’ultima Messa celebrata nella chiesetta degli Angeli Custodi il 20 maggio 1956, la chiusura dell’anno scolastico con le acque che raggiugono ormai le prime case, la festa di addio a Stramentizzo il 24 giugno e l’abbandono dell’ultima famiglia il 2 luglio.

Controversa fu l’affaire campanile; inizialmente si voleva lasciarlo svettare al di fuori del lago come a Resia tuttavia, il parroco e alcuni abitanti si opposero, preferendo evitare la nostalgia di qualcosa che ormai era destinato a non essere più parte della vita quotidiana.

Il comune di Stramentizzo Nuovo, frazione di  Castello-Molina di Fiemme, fu costruito a monte del bacino idrico per poter ospitare gli abitanti del vecchio paese.

Il lago non è balneabile, è riserva di pesca e, tra le sue acque verdazzurre è possibile trovare esemplari di Trote, Cavedani, Sanguinerole e Scardole; per poter accedere alla zona di pesca si può accedere transitando lungo la Strada Statale 612 che, dalla Val di Fiemme, conduce alla Val di Cembra.

Pescare al Lago di Stramentizzo

L’alternativa è passare dal Nuovo Ponte che, che sorto nel 2014 in sostituzione del precedente, collega Castello-Molina di Fiemme a Valfloriana lungo la Strada Provinciale 71.

La struttura moderna ed elegante, caratterizzata da 2 archi metallici, ha un’altezza di 15 metri; attorno a lui, anche l’ambiente ha subito una riqualificazione, con la realizzazione di un piccolo parcheggio e un giardino dedicato alla memoria.

Ponte Lago Stramentizzo

Stretto tra la Statale 612 da un lato e la Provinciale 71 dall’altro, è incastonato tra la vegetazione e offre squarci indimenticabile sulle montagne che si riflettono nelle sue acque.

Come arrivare al Lago di Stramentizzo

Chi proviene da Bolzano e dal Brennero, deve percorrere l’Autostrada A22 fino all’uscita Egna-Ora, passare sulla Strada Provinciale 84 fino a Montagna dove, svoltando a destra ci si immette sulla  Strada Statale 48/Via delle Dolomiti; dovrà quindi percorrerla fino a Castello di Fiemme passando sulla Strada Statale 612 poi, svoltando a destra si porterà verso Molina di Fiemme e, in prossimità di Stramentizzo Nuovo, svolterà a sinistra sulla Strada Provinciale 71 dove sorgono il ponte e il lago.

Provenendo da Trento, prendere la Strada Statale 47 fino all’uscita Civezzano, procedere in direzione Civezzano/Baselga di Pinè/Fornace/Cavalese, passare sulla Strada Provinciale 71, arrivando dritti dritti al lago superando vari comuni tra cui Fornace, Lona-Lases, Segonzano e Casatta.

Arrivando dalla Val di Fassa si percorre la Strada Statale 48/Via delle Dolomiti in direzione Val di Fiemme, Cavalese, giunti a Castello di Fiemme si segue per Molina di Fiemme e Stramentizzo Nuovo dove si svolta a sinistra sulla Strada Provinciale 71, giungendo così alla meta.

Per chi non disponesse di un proprio mezzo, è disponibile un servizio di autobus che conduce al lago; informazioni utili si possono trovare qui http://www.ttesercizio.it/.

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Cosa fare e vedere al Lago del Segrino

Tra i comuni di Canzo, Longone al Segrino ed Eupilio, in Brianza, si trova il Lago del Segrino; di forma allungata, ha origine glaciale e nelle sue acque si specchiano i monti circostanti che tingono le sue acque di un colore verde piuttosto scuro.

In realtà l’acqua è pura e trasparente, tanto da renderlo il lago meno inquinato d’Europa; passeggiando lungo la pista ciclopedonale che corre tutto attorno, si possono ammirare ninfee, millefoglie d’acqua e canneti.

Sotto la limpida superficie fanno capolino numerose specie ittiche; tipiche di questo lago sono l’alborella, il pece persico e il luccio e, con un po’ di fortuna potrete vedere belle ranocchie gracidanti, un cormorano che scruta il paesaggio, lo sparviere, il picchio verde o il falco pecchiaiolo.

Il giro del Lago del Segrino

Il Lago del Segrino può essere interamente circumnavigato grazie alla ciclopedonale che si estende per 5 chilometri circa; a ogni ora è percorsa da persone che in bicicletta, a piedi o con i pattini la utilizzano per fare un po’ di sano movimento o rilassarsi. Il tempo di percorrenza a piedi è di un’ora circa a passo tranquillo.

La parte migliore è quella “interna” immersa nella natura, affiancata dai Monti Pesora e Cornizzolo, dove gli unici mezzi che si possono incontrare sono le biciclette; il tragitto si può infatti dividere in due parti in cui, la seconda, è affiancata dalla strada provinciale che conduce a Canzo, trafficata da auto, camion e moto ma ben protetta da un guardrail.

Il percorso è perfetto anche per famiglie con bambini piccoli, è necessario solo fare attenzione che non si allontanino da soli spingendosi troppo verso la riva.

Lago del Segrino

Nella stagione estiva si incontrano spesso bagnanti che prendono il sole sulla riva, fanno pic-nic, in qualche caso il barbecue o persone che, volendo godere un po’ di pace cercano zone d’ombra in cui leggere un buon libro o ascoltare musica affacciandosi sulle acque del lago. La raccomandazione, in tutti i casi è di non lasciare rifiuti, rispettare l’ambiente e non accendere fuochi se proibito.

Il giro del Lago del Segrino può essere affrontato in ogni stagione, in estate è consigliabile indossare un copricapo e dotarsi di acqua con cui reidratarsi, soprattutto quando si esce dalla zona che affianca i monti dove piante e arbusti creano fresche zone d’ombra; punti di partenza veri e propri non ce ne sono, se vi si giunge in macchina spesso l’inizio è dato da dove si riesce a parcheggiare l’automobile.

Lago del Segrino zona parcheggio

In generale è possibile parcheggiare nei pressi del lido (qui si trova una spiaggia, il bar, la piscina…) o poco più avanti, nell’area in cui in genere si possono ammirare cigni e anatre.

Lungo il percorso si incontra anche un’edicola votiva, l’Edicola del Caradùr indurmentaa, in cui una realizzazione di Walter Cremonini rappresenta una delle leggende del Lago del Segrino.

Lago del Segrino Edicola del Caradùr indurmentaa

Le leggende del Lago del Segrino

In passato molti furono i personaggi famosi, soprattutto scrittori che qui trovarono ispirazione: Stendhal (che lo paragonò a una gemma di smeraldo per via del particolare colore che assumono le sue acque), Ippolito Nievo, Gadda, Fogazzaro (il lago di Malombra sarebbe infatti il Lago del Segrino), Giuseppe Parini.

Tra i pittori vi fu invece Giovanni Segantini.

Legate al Lago del Segrino vi sono varie leggende, tra cui quella raffigurata sull’edicola votiva.

Il Lago del Segrino in inverno ghiaccia spesso e, anche dopo l’ultima grande guerra, uno strato di ghiaccio aveva rivestito le sue fredde acque; proprio in quel periodo, un uomo a bordo di un carro trainato da due buoi stava facendo ritorno a casa. Il viaggio verso la stalla può essere duro da affrontare quando si è stanchi così, aveva ceduto al sonno; non più in grado di controllare la strada seguita dai buoi, non si era accorto che avevano deviato inoltrandosi sulla lastra ghiacciata.

Giunto sull’altra riva, riaprendo gli occhi si accorse immediatamente dei segni degli zoccoli e delle ruote tracciate sul ghiaccio, attonito e spaventato si rese conto di aver attraversato il lago invece di costeggiarlo.

Decise così di far erigere una cappella alla Madonna, in ringraziamento per lo scampato pericolo.

Lago del Segrino edicola votiva

Un’altra leggenda è quella che vede protagonisti San Giorgio e il Drago; in riva al Lago del Segrino, tra i canneti, viveva un terrificante Drago che infastidiva passanti e abitanti della zona.

Non riuscendo più a sopportarlo, si decise di cercare di calmarlo e ammansirlo utilizzando delle vittime sacrificali; i primi a essere sacrificati furono greggi e animali poi, si arrivò al punto di donargli vittime umane.

Un giorno toccò a Cleodolinda, la principessa figlia del Re di Morchiuso, lasciata in riva al lago legata a un albero di sambuco; qui, richiamato dalle sue lacrime, giunse un cavaliere su di un cavallo bianco, era San Giorgio che dapprima ferì con la lancia il collo del drago poi, con la cintura della fanciulla, lo legò portandolo al castello dove, con la spada e un colpo secco, lo decapitò, facendone rotolare la testa fino nelle acque del lago.

A questa leggenda è legata anche una ricetta tradizionale locale, i Pan Meitt de San Giorg che, il 24 aprile, giorno di San Giorgio, vengono preparati in ricordo dell’evento.

La principessa ancora sotto shock portava tra le mani un ramo di sambuco donatogli da San Giorgio e non si accorse che del polline e delle foglie erano cadute nell’impasto dei biscotti che la domestica stava preparando. Gli ingredienti dei biscotti erano: farina bianca, gialla, uova, zucchero, latte, burro e, da quel giorno, fiori essiccati di sambuco.

Come arrivare al Lago del Segrino

Per arrivare il Lago del Segrino, situato nei comuni di Canzo, Longone al Segrino ed Eupilio, nella provincia di Como, vi sono diverse strade, in base alla località di provenienza.

Arrivando da Milano, basta percorrere la Strada Statale 36 del Lago di Como e dello Spluga in direzione Lecco, prendere l’uscita di Bosisio Parini e procedere lungo Viale Brianza fino allo stop, quindi girare a destra precorrendo Via Alessandro Manzoni in direzione Cesana Brianza dove, alla rotonda, svoltando a sinistra ci si trova sulla Strada Provinciale 629.

Si procede verso il Comune di Pusiano (volendo si può evitare il traffico del paese prendendo la Variante 62, che condurrà poco più avanti, evitando il centro), giunti al semaforo si svolta a destra (Via Martinelli) e ci si trova lungo la Strada Provinciale 42 che non si lascia più fino alla mèta; si affrontano tornanti, rotonde, ma si procede sempre dritto, giungendo a Eupilio, fino a una rotonda che incrocia Via Roma. Il lago praticamente è di fronte.

Arrivando da Como lungo la Strada Provinciale 342 in direzione Lecco, non si abbandona mai la strada e si procede dritto; si attraversano i comuni di Lipomo, Tavernerio, Albese con Cassano, fino al Comune di Erba. La strada cambierà nome ma sarà sempre la stessa: Viale Lombardia, Via Prealpi, Viale Brianza e Viale Prealpi dove, giunti a una grossa rotonda si svolta a sinistra in Via Milano, detta Strada Provinciale 41.

Alla rotonda successiva si svolta a destra (lasciando a sinistra il supermercato Iperal) e subito dopo, all’ennesima rotonda, si gira a sinistra percorrendo Via Valassina (che è comunque sempre la  Strada Provinciale 41); non si lascia più affrontando anche tornanti e rotonde e si procede sempre dritto giungendo quindi a  Longone al Segrino, poi fino al Lido del Segrino in prossimità del lago.

Arrivando da Lecco si percorre la Strada Statale 36 del Lago di Como e dello Spluga in direzione Milano, si prende l’uscita Como/Erba trasferendosi quindi sulla Strada Provinciale 629.

Sempre dritto, si passa Suello, quindi Cesana Brianza dove ci si ricongiunge alla strada descritta più sopra per chi giunge da Milano.

Arrivando da Bellagio si percorre la Strada Provinciale 41 in direzione Civenna; è un’unica via percorribile, sempre dritto, attraversando i Comuni di Brogno e Guello frazioni di Bellagio, quindi Civenna, Ghisallo con l’omonima Madonna del Ghisallo, Magreglio, Barni, Lasnigo, Asso, Canzo e finalmente il Lago. La strada è piuttosto tortuosa  e costellata da ripetuti tornanti.

Per chi arriva da uno dei comuni situati sul ramo del Lago di Como di destra (per esempio Lezzeno e Nesso), si prende Via del Tivano, detta anche Strada Provinciale 44 e, come nei casi precedenti non si lascia mai il tracciato, si passano Zelbio, Pian del Tivano, Sormano fino a uno stop dove si incrocia la Strada Provinciale 41 che da sinistra proviene da Bellagio, si svolta a destra e si giunge ad Asso poi, Canzo e il Lago.

Chi arriva da uno dei comuni situati sul ramo del Lago di Lecco di sinistra come Vassena e Onno, deve prendere la  Strada Provinciale 46 (a tratti nominata Via Milano) e, come nei casi precedenti non lascia mai il tracciato; si passano San Giorgio, Maisano, Valbrona, Visino,  fino a uno stop dove si incrocia anche in questo caso la Strada Provinciale 41, si svolta a sinistra e si giunge ad Asso, quindi Canzo e il Lago.

Arrivando dal centro della Brianza come da alcuni comuni della provincia di Monza (per esempio Seregno e Lissone), si può percorrere la Strada Statale 36 del Lago di Como e dello Spluga in direzione Lecco oppure, prendere l’uscita per Giussano portandosi sulla Strada Provinciale 9 e proseguire dritto in direzione Como/Erba.

Si passano Arosio e Inverigo, con la strada che cambia denominazione in Strada Provinciale 41,  si supera Lurago D’erba e si giunge a Erba; alla rotonda già citata nel caso di chi arriva da Como (in quel caso si svoltava a sinistra… Viale Prealpi, dove giunti a una grossa rotonda si svolta a sinistra in Via Milano…), si va ancora dritti e si segue come nel caso di Como.

Una volta giunti al Lago del Segrino ci sarà da affrontare il problema del parcheggio; sono disponibili alcuni parcheggi al Lido, in zona cimitero, alla rotonda di Via Roma prendendo a destra se ne trovano in via Combattenti oppure, in Via Segrino per chi arriva da Canzo.

Per chi non disponesse di un mezzo proprio e volesse raggiungere il Lago del Segrino con altri mezzi potrà arrivare in treno fino alla stazione ferroviaria più vicina, per esempio quella di Erba e, da qui, proseguire con un autobus sfruttando il servizio offerto da  Asf Autolinee  oppure, quella di Canzo-Asso che è più vicina e, anche in questo caso, si può sfruttare lo stesso servizio di autobus che conduce nei pressi del lago oppure, per chi ama camminare, con una passeggiata di poco inferiore all’ora si raggiunge il lago stesso.

 

Abbazia di San Pietro al Monte a Civate

A pochi passi da Lecco, affacciata sulla Brianza e sul Lago di Annone, a 630 metri sul livello del mare, si trova l’Abbazia di San Pietro al Monte; raggiungibile a piedi dal paese di Civate tramite una ripida mulattiera lastricata di ciottoli, è il luogo perfetto per ammirare uno splendido panorama.

Panorama dall'Abbazia di San Pietro al Monte

Non occupata da religiosi, può essere visitata liberamente oppure seguendo le visite guidate tenute dagli “Amici di San Pietro”, preparati e disponibili, pronti a soddisfare ogni curiosità e svelare i segreti del luogo.

La leggenda dell’Abbazia di San Pietro al Monte

Varie sono le leggende che circondano la nascita dell’Abbazia, una di queste narra che Adalgiso, figlio di re Desiderio (re dei Longobardi), un giorno uscì a caccia e, visto un grosso cinghiale fece di tutto per catturarlo; il grosso animale, dopo una dura lotta corse a cercare riparo ed entrò in una chiesetta che si trovava su un monte.

Adalgiso lo seguì ed entrò in Chiesa ma improvvisamente perse la vista; padre Duro, che si occupava della Chiesa lo rassicurò, promettendogli che portando pazienza la vista sarebbe tornata e l’uomo, promise che se fosse accaduto, avrebbe fatto innalzare una Chiesa dedicata a San Pietro… e così accadde.

Abbazia di San Pietro al Monte, come arrivare

Giunti a Civate si abbandona l’auto presso uno dei tanti parcheggi e, seguendo i cartelli, si prosegue su una strada asfaltata in leggera pendenza.

Seguendo la strada, per ora tutta esposta al sole e girando a destra ci si imbatterà nella piccola frazione di Pozzo, dove si trova un ristorante (il Crotto del Capraio) in cui è possibile fermarsi per una pausa ristoratrice; sconsigliamo però di rifocillarsi prima di affrontare la salita perché potrebbe risultare difficile percorrerla a pancia piena.

Verso l'Abbazia di San Pietro al Monte

Superato il ristorante e le villette, si piega a destra, seguendo sempre le indicazioni e si affronta un sentiero lastricato di ciottoli; i cartelli  da seguire sono sempre quelli che indicano San  Pietro al Monte (45 minuti) o il sentiero numero 10 e, sulla strada, a sinistra, non dimenticate di ammirare la “Casota n.1”, testimonianza di epoca preistorica.

Proseguendo sul sentiero si giunge a un bosco, anche in questo caso si seguono i cartelli e si inizia a salire percorrendo un sentiero piuttosto ripido; da questo momento in poi non si dovrà mai abbandonare il ciottolato dal quale potrete ammirare un’edicola dedicata alla Madonna, la “Casota n.2”, e le spiegazioni su ciò che si troverà una volta giunti al monastero.

Mulattiera per San Pietro al Monte

Quando si incontrerà un bivio, proseguite seguendo il sentiero lastricato che continua a salire verso sinistra (segnavia San Pietro al Monte, sentiero 10) e non prendete in considerazione invece lo sterrato sulla destra che scende in basso verso Birone e Corno Birone (sentieri 9 e 7). Purtroppo in questo tratto non ci sono panchine perciò, nel caso in cui doveste avvertire la stanchezza, dovrete adattarvi e riposare su uno dei grandi massi situati a bordo sentiero.

Camminando all’interno del bosco, sulla sinistra incontrerete una leggera deviazione che porta a una fontanella e alcuni sassi disposti in modo da permettere di fermarsi a riposare; arrivati a questo punto non manca molto, un ultimo sforzo e sarete finalmente giunti in cima.

Verso l'Abbazia di San Pietro al Monte

Adesso il sentiero però si trasforma in gradini fatti di ciottoli, alzando gli occhi, oltre i rami delle piante inizierete a scorgere il cielo e, salendo sempre più, presto vedrete comparire anche il monastero.

Gli ultimi passi vi porteranno all’ingresso dove è consigliabile leggere le norme di comportamento quindi, una volta attraversato il sentiero nel prato, affrontate un’ultima curva e vi troverete di fronte la maestosità del monastero con i suoi gradoni sulla sinistra, e un bellissimo panorama sulla destra.

L’Abbazia di San Pietro al Monte

Fondata nel 772, iniziò la sua decadenza nel XII secolo e, nel 1661 quando l’ultimo cappellano venne ucciso, il monastero fu abbandonato; ciò che si può ammirare oggi è il risultato di distruzioni, abbandoni e ricostruzioni avvenute nel corso dei secoli.

Giunti in cima, ad accogliere il visitatore è l’ingresso in pietra recante la scritta “Ora et labora” quindi, superati i cancelli, l’Oratorio di San Benedetto si para di fronte, stagliandosi contro la montagna; risalente all’XI secolo, contiene al suo interno l’unica immagine di San Benedetto presente nel complesso.

Oratorio Abbazia di San Pietro al Monte Civate

A lato compare invece l’Abbazia di San Pietro al Monte, che accoglie con il suo scalone dai gradini irregolari cui vengono attribuiti vari significati; secondo alcuni i gradini sono 25, secondo chi invece ne conta 24 è chiaro il richiamo al numero 12, quello delle tribù di Israele e degli Apostoli. Dopo questi primi gradini ne seguono altri di fattura diversa che conducono all’ingresso, sono 6 e i primi 2 indicano Cristo nella natura umana e divina, il terzo è rappresentativo del Dio cristiano mentre gli altri 3 sono il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo.

Sul pronao è visibile un dipinto di Cristo che pone le chiavi del potere spirituale a San Pietro posto alla sua destra mentre, a sinistra, si trova San Paolo che riceve il libro della Parola; una volta entrati, volgendo lo sguardo verso l’ingresso è possibile ammirare affreschi splendidi che lasciano senza fiato sia nelle due cappelle laterali dei santi e degli angeli, che al di sopra dell’ingresso stesso, con la rappresentazione dell’ultimo capitolo dell’Apocalisse e la vittoria del bene sul male.

Abbazia di San Pietro al Monte

I visitatori più attenti noteranno che al posto del viso di Gesù c’è un cerchio grigio; purtroppo, in fase di ristrutturazione, ci si è accorti che quel punto era strutturato per accogliere un’applicazione simile a quella raffigurante l’agnello posto sulla parte superiore.

Qui, è possibile anche ammirare 4 colonne in cui, le incisioni di 3 seguono la stessa direzione mentre, seguono una direzione opposta sulla quarta.

Abbazia di San Pietro al Monte

Purtroppo, degli affreschi che percorrevano tutta la navata ne sono rimaste solo alcune tracce mentre, ancora visibili sono gli affreschi sul ciborio che sovrasta l’altare e che richiama quello presente nella Basilica di Sant’Ambrogio a Milano.

Cripta Abbazia San Pietro al Monte

All’interno dell’Abbazia di San Pietro al Monte è presente una cripta aperta al pubblico in cui spicca, tra affreschi sbiaditi, quello ben conservato di Sant’Agnese; è divisa in 3 piccole navate ed è raggiungibile tramite una scala risalente al periodo romano. E’ inoltre presente, nascosta dietro a una porta, una cripta più antica, di cui rimangono solo i resti (è possibile visitarla solo grazie alla visita guidata), e dove sono stati trovati in passato dei resti umani, analizzati, ma di cui non è possibile definire la datazione precisa della morte.

Cripta Abbazia San Pietro al Monte

Minicrociera sul Lago di Pusiano e sbarco sull’Isola dei Cipressi

La mini crociera a bordo della motonave Enigma con sbarco e visita all’Isola dei Cipressi sul Lago di Pusiano, è un tuffo nella natura e nel turismo ecosostenibile; una bellissima gita che dura un paio d’ore circa e in cui il tempo scorre davvero velocissimo solcando le acque, ammirando paesaggi e godendo della bellezza dell’Isola.

La distanza che separa il punto di imbarco a Pusiano e l’Isola dei Cipressi è poca, in una decina di minuti, navigando con calma e godendo della prima parte della crociera, il tempo scorre davvero rapidissimo.

Le doverose “raccomandazioni” a bordo della motonave Enigma

A bordo, la guida illustra subito alcune semplici regole, intanto è vietato fumare (sia sulla nave che sull’Isola) e questo include anche la sigaretta elettronica poi, al piano superiore si trovano i giubbetti di salvataggio perciò, in caso di necessità, è necessario mantenere la calma e stare seduti, verranno distribuiti dall’equipaggio.

Una volta giunti sull’Isola si dovranno rispettare gli animali, stare a una distanza di 3-4 metri per evitare di infastidirli e farli sentire accerchiati; alcuni, come la gru coronata, in una situazione di “disagio” potrebbero infatti attaccare.

Ascoltando le “avvertenze” ci si è già allontanati dal molo e si può ammirare la piazza con il campanile di Santa Maria Nascente, speculare a quello che si trova a Bosisio Parini; si possono anche notare alcune case costruite a pelo d’acqua, dal 1985 cosa non più realizzabile.

Santa Maria Nascente Pusiano

Il tempo di raccomandare di stare tutti insieme e non girovagare da soli per evitare di farsi richiamare e si è pronti allo sbarco.

La visita all’Isola dei Cipressi

L’Isola dei Cipressi, dove si trova una stanza dei cipressi (sull’isola ce ne sono ben 105 e i più vecchi sono stati piantati nel 1700 dal Marchese del Molo) dal 2011 è proprietà della Fondazione Gerolamo Gavazzi.

Isola dei Cipressi

Dalla motonave, già prima di sbarcare si vedono alcuni animali che si aggirano sul prato di fronte al molo di attracco, quindi, dopo essere giunti di fronte al primo punto panoramico in cui è possibile ammirare le acque del Lago, ha inizio la vera e propria visita guidata dell’Isola.

La guida racconta aneddoti, informazioni e curiosità della villa facendo conoscere anche la sua storia e la storia dei suoi proprietari; sull’isola, che fu anche avamposto militare, giunsero personaggi di una certa importanza come Stendhal.

I canti degli uccelli e i racconti dell’attuale proprietario si intrecciano a quelli della guida e accompagnano la visita che si snoda tra le bellezze dell’Isola su cui si trova anche un piccolo museo all’interno del quale sono costuditi riproduzioni di barche, piccole attrezzature da giardinaggio, monete e altri oggetti.

Museo Isola dei Cipressi

E’ proprio il proprietario che dà il permesso, soprattutto ai più piccini, di raccogliere le piume colorate che i pavoni hanno perso però, ammonisce tutti di non strappare i fiori.

Passeggiando nel verde si giunge a una casetta sull’albero; bella, bellissima, conquista subito e se il proprietario permette di salire, sarebbe un peccato non approfittarne perché oltre ad essere arredata con gusto, permette di godere di una vista panoramica del lago.

Casa sull'albero Isola dei Cipressi

La casa è stata costruita nel 2006 da alcuni ragazzi scozzesi che svolgono questo lavoro per professione e, per poterlo fare, han dovuto risiedere sull’isola per 3 mesi senza avere a disposizione nessun confort.

Portando tutto il materiale hanno vissuto come il papà dell’attuale proprietario, senza nessun agio; il papà aveva infatti a disposizione una lampada a petrolio, dormiva in quello che è attualmente il museo, aveva a disposizione una branda e si lavava nelle acque del lago.

Passeggiando si arriva all’hotel degli insetti in cui si trovano piccole caselle all’interno delle quali si trovano insetti come la vespa italiana, ormai scomparsa in Italia (quelle esistenti sono ibride), ma qui ancora presente.

Ciò che attira però grandi e piccini, che incuriosisce, è la possibilità di ammirare i Wallaby che il proprietario aveva visto in un parco scozzese e, conosciuta la loro capacità di adattarsi facilmente, ha deciso di portare qui; in totale ce ne sono 15 e con un po’ di fortuna è possibile vedere anche i cuccioli mentre vengono allattati.

Wallaby Isola dei Cipressi

Dopo aver potuto guardare e scattare un po’ di fotografie a questi marsupiali con i loro cuccioli, si torna alla motonave per proseguire il giro del Lago.

La leggenda dell’Isola

In tempi passati, in Brianza, da Erba sino alla Valassina, un drago spadroneggiava facendo il bello e il cattivo tempo; qui viveva anche una bella principessa il cui nome era Teodolinda che, disgrazia sua, era destinata a diventare la sposa dell’animale.

Un giorno giunse un guerriero di nome Giorgio, passato poi alla storia come San Giorgio, che si innamorò della bella ragazza e cercò di escogitare un modo per liberarsi di lui.

L’impresa non era facile perché il drago era davvero enorme e un duello con lui non sarebbe stato facile da vincere così, elaborò un piano, decise di fargli odorare i fiori di sambuco (i dolci tipici di Pusiano sono fatti con farina gialla e fiori di sambuco) facendolo così addormentare.

Approfittando della situazione gli tagliò la testa che finì per rotolare verso il Lago di Pusiano.

Per la leggenda, secondo alcuni la testa rotolata divenne l’isola mentre, secondo altri, si inabissò semplicemente nel Lago, nel punto più profondo (27 metri), parallelo proprio all’Isola dei Cipressi.

Solcando le acque del Lago di Pusiano

Dopo aver completato il giro dell’Isola è il momento di conoscere il Lago di Pusiano su cui si affacciano 7 comuni; Pusiano è l’ultimo della provincia di Como, alcuni degli altri appartengono invece alla provincia di Lecco.

Lago di Pusiano

Ha un perimetro di 14 km e sulla sua superficie si praticano canottaggio, canoa, kayak, purtroppo non è più possibile fare sci d’acqua; durante la prima parte del giro si ammirano le ninfee bianche  e gialle mentre, quelle fucsia, qui, sono una rarità.

Salpati dall’Isola dei Cipressi ci si imbatte immediatamente nel centro remiero in cui si trova un campo di gare di canottaggio lungo 2 km e mezzo; anche se gare non se ne possono svolgere, poiché è stata vietata la costruzione di tribune, anche galleggianti, vengono atleti da tutto il mondo per allenarsi.

L’acqua, che appare liscia come l’olio, è di origine glaciale, molto dura, perfetta per chi desidera un allenamento intenso.

Sullo sfondo si stagliano il Monte Resegone e il Monte Barro mentre i cormorani, che altrove sono quasi una rarità, qui sono un problema perché ognuno mangia fino a 3 chili di pesce al giorno e, in un lago piccolo come quello di Pusiano, è una problematica.

Cormorano sul Lago di Pusiano

Chi vuole ammirare la natura e la fauna lacustre potrà godere della vista degli svassi che emergono qui e là mentre, di tanto in tanto fanno capolino le mattonelle che segnalano la presenza della carpa; sul Lago di Pusiano si svolge il carp fishing no kill, la carpa è pescata, fotografata, pesata, misurata e rimessa in acqua. Sulla piazzole a riva è possibile vedere le tende dei carpisti che riposano in attesa della notte quando, le carpe, faranno la loro comparsa.

Le boe gialle utilizzate per il ripopolamento del lago sono collocate annualmente in accordo con il Parco Lambro e vengono monitorate tramite un sistema satellitare.

Non visibile dalla motonave Enigma è la diga più antica d’Italia (1812), Cavo Diotti, finanziata da un avvocato milanese che, anziano, non vide mai l’opera finita; il lago aveva periodi di forte siccità e inondazione così, serviva uno strumento di regolazione del flusso.

Di nuovo la guida, spiega ciò che si vede sulle rive e nei dintorni, aneddoti (qui venne varato ufficialmente il primo battello a vapore d’Italia che però, nessun italiano era in grado di comandare), storia, origini di luoghi e di personaggi famosi che passarono da qui.

Lago di Pusiano

La gentilezza dell’equipaggio è un valore aggiunto, competenti, disponibili, pronti a rispondere a qualsiasi domanda, nei giorni di caldo torrido hanno offerto acqua fresca a tutti gli accaldati partecipanti alla crociera.

Per poter effettuare il giro del Lago di Pusiano è necessario prenotare verificando che nella data scelta ci siano posti disponibili; per godere al meglio della vista del lago, i posti al secondo piano, sono probabilmente i migliori.

Accessibilità della motonave Enigma e dell’Isola dei Cipressi

Chi ha difficoltà motorie può effettuare sia la semplice crociera sul Lago di Pusiano che la visita all’Isola dei Cipressi; per accedere alla nave è necessario passare su una pedana mobile, l’unica difficoltà può essere rappresentata da un piccolo gradinetto al punto di imbarco di Pusiano.

Sulla motonave è possibile ospitare una sola carrozzina per questo, la prenotazione con richiesta di riservare un posto libero è più che mai necessaria; sulla nave gli spazi sono molto stretti e sono presenti delle scale per accedere al piano superiore quindi sarà necessario fermarsi a quello inferiore.

Sull’Isola dei Cipressi la visita si snoda passando su prati e sentieri, un aiuto per percorrere il primo pezzo in salita può rendersi utile; verso la fine del percorso è presente anche una scalinata che conduce all’area da cui si possono ammirare i Wallaby tuttavia, è possibile anche effettuare un percorso alternativo (con accompagnatore) che non prevede barriere architettoniche.

La motonave Enigma

Prima di concludere, ecco alcune informazioni sulla motonave Enigma che garantisce una navigazione ecologica e un turismo ecosostenibile.

Utilizzata in passato sul fiume Mincio, è stata poi portata sul Lago di Pusiano dove permette di realizzare minicrociere volte alla conoscenza del lago stesso, gite all’Isola dei Cipressi, escursioni per gruppi, feste private, serate di ballo, gite scolastiche, escursioni didattiche, scuole pesca e altro ancora.

Motonave Enigma Lago di Pusiano

Con 78 posti a sedere disposti su 2 piani, dispone di una struttura in acciaio e un’alimentazione a energia solare permessa dai pannelli solari che rendono così il giro sul lago totalmente ecologico e a impatto zero sull’ambiente;  grazie alla possibilità di “chiuderla” lateralmente, può essere utilizzata anche in caso di pioggia mentre, il riscaldamento fa si che la navigazione possa avvenire anche in inverno.

Il sistema di filodiffusione consente di ascoltare le spiegazioni della guida senza alcuna difficoltà; sono inoltre presenti i servizi igienici.

Per partecipare è necessario prenotare secondo le indicazioni del sito ufficiali: navigazionepusiano.com