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Livigno e il suo lago

Livigno, con i suoi 1816 metri di altezza è il comune più alto della Lombardia, nonché il secondo comune più alto d’Italia; situato in Valtellina, nella provincia di Sondrio, comprende la frazione di Trepalle, il comune abitato più alto d’Europa (2250 metri sul livello del mare).

Accoccolato ai piedi delle Alpi, che lo circondano interamente, è disteso in un immenso pianoro e attraversato dallo Spöl che, in italiano, si traduce con “Aqua Granda”; questo torrente nasce dalla Forcola di Livigno e si getta nel lago del Gallo, detto anche Lago di Livigno, e ha una curiosità: è un affluente dell’Inn che, a sua volta, è un affluente del Danubio. A conti fatti si può dunque dire che anche l’Italia porta acqua al “bel Danubio blu”.

Questa splendida cittadina, per la sua conformazione, l’altezza a cui si trova e il clima, particolarmente freddo in inverno (può raggiungere anche meno 30°) e fresco in estate, viene definito “Piccolo Tibet”.

Cosa fare a Livigno

Livigno, per la posizione in cui è situato gode di un beneficio particolare: è zona extra doganale.

Qui alcune imposte non si pagano, le merci si trovano senza IVA e, per questo, non solo il paese è meta turistica molto amata anche per lo shopping; vale la pena ricordare che ci sono delle tabelle da rispettare perché ci sono dei quantitativi da non superare per determinati articoli come alcolici, tabacchi, zucchero e altro. La parte del leone forse la fa però il carburante che, rispetto all’Italia, ha un costo a dir poco ridicolo.

Livigno

Località turistica per ogni stagione, è adatta a tutti; qui si praticano sport di ogni tipo, dallo sci (numerose le cabinovie e impianti di risalita, su tutte Mottolino e Carosello 3000), al trekking (ci sono sentieri e percorsi di varia difficoltà su ogni versante, che permettono di raggiungere rifugi o posti incantati, come cascate e laghi nascosti dagli occhi di tutti), pesca, golf, nuoto (all’Acquagranda, dove praticare nuoto, fitness, rilassarsi nelle zone dedicate alla spa e molto molto altro).

Sentieri Livigno

Il paese offre ogni tipo di comfort, sono presenti numerosi hotel, bar e locali, moltissimi negozi che permettono ogni tipo di acquisto; c’è davvero di tutto e, la via centrale, chiusa al traffico, ha negozi di ogni tipo, da quello tipico di oggettistica artigianale e di montagna, alle diffusissime profumerie, negozi di abbigliamento all’ultima moda, occhiali da sole ed elettronica, alcolici, il tutto con uno scenario da favola a fare da sfondo.

Livigno Centro

Livigno è un paese a misura anche di bambini; per i più piccini sono presenti molti parchi gioco inoltre, lungo lo Spöl si trova una bella ciclopedonale pianeggiante percorribile anche dai più piccini.

Turismo, shopping ma anche tanto ottimo cibo; impossibile non gustare i tipici piatti locali, dai pizzoccheri agli sciatt, alla polenta taragna, ma anche un bel tagliere di salumi e formaggi.

Tagliere a Livigno

Qui si beve anche dell’ottima birra artigianale, la 1816, la più “alta” d’Italia.

Un’attenzione particolare è data ai nostri amici a 4 zampe che sono benvenuti quasi ovunque e, non a caso, sono moltissimi i cani che si possono trovare a passeggio per il centro; per loro, sono previste anche aree di agility per correre e divertirsi.

Il Lago di Livigno

Il Lago del Gallo, anche detto Lago di Livigno, è metà italiano e metà svizzero; si tratta di un bacino artificiale perché, in territorio elvetico, si trova una diga che ne sfrutta le acque attraverso una centrale idroelettrica.

Questo genera un effetto negativo sulla parte italiana perché, essendo definita dagli svizzeri la capacità, a secondo delle annate, ci si può imbattere in situazioni piuttosto imbarazzanti; in estate si rischia così di trovare un lago triste, basso e con poca acqua.

Diga Lago di Livigno

Vicino alla diga si trova anche il tunnel Munt la Schera che può essere percorso dai veicoli in maniera alternata e, in inverno, quando i passi vengono chiusi per la neve, diventa l’unico modo per raggiungere la Svizzera. Per poterlo percorrere è necessario però pagare un pedaggio.

Il Lago di Livigno è perfetto per passare ore e ore in relax e divertimento; qui si possono noleggiare pedalò con cui solcare le placide acque oppure, più semplicemente, arrivare alla piattaforma situata al suo interno e fermarsi per prendere il sole e godere del panorama da un punto di vista unico.

Lago di Livigno

Da notare che il Lago di Livigno ha accolto più volte la Nazionale Italiana di canottaggio che, sulle sue acque hanno potuto effettuare i loro allenamenti.

Come arrivare a Livigno

Situato al centro d’Europa, crocevia verso la Svizzera, è raggiungibile tutto l’anno e, per arrivare è possibile scegliere tra 3 strade:

  • provenendo da Bormio si supera  il Passo del Foscagno poi si passa da Trepalle, il comune più alto d’Italia e, seguendo la strada, si arriva a Livigno;
  • si può arrivare anche percorrendo il Passo del Gallo (Svizzera). Superato il Ponte del Gallo e attraversato il Tunnel Munt la Schera, galleria a una sola corsia a passaggio alternato e a pagamento, si costeggia tutto il lago di Livigno e si arriva in paese;
  • la terza strada è quella che attraversa il Passo della Forcola passando dalla Svizzera attraverso la Val Poschiavo; il territorio svizzero chiude il passo nella stagione invernale, di solito da novembre a giugno.

Per chi arriva dall’Italia la strada principale resta la statale 38 dello Stelvio che percorre tutta la Valtellina, transita per Sondrio e, giungendo a Tirano, permette, in base alla stagione, di prendere la direzione di Bormio e il Passo del Foscagno oppure, svoltare verso Poschiavo e il passo della Forcola.

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Cosa fare e vedere a Castiglione del Lago

Castiglione del Lago è uno dei “Borghi più belli d’Italia”, affacciato sul Lago Trasimeno si trova in Umbria; visitarlo significa innamorarsi perdutamente di questa splendida località, delle sue vie, i panorami mozzafiato che offre, la cultura che si respira e, non è un caso che di lui ne parlarono con entusiasmo Stendhal, Goethe e la poetessa italiana Vittoria Aganoor.

Castiglione un tempo era un’isola e deve il suo nome alla fortezza, chiamata “Castello del Leone”, cui si arriva attraversando per intero il centro storico e che svetta sul promontorio offrendo un punto privilegiato di osservazione del lago.

Cosa vedere a Castiglione del Lago

A fare la parte del leone, oltre alla rocca, è proprio il centro storico con la sua pavimentazione ottocentesca e le mura che la proteggono delimitandola; passeggiare lungo il centro significa immergersi in un’atmosfera unica e frizzante, con i piccoli negozietti che vendono prodotti tipici e oggetti curiosi, ma anche locali in cui gustare le specialità del territorio, accompagnandole con un buon bicchiere di vino o una birra.

Castiglione del Lago

Caratteristica di questo borgo è il numero 3, il numero perfetto che rievoca la Santissima Trinità, qui infatti sono 3 le strade, 3 sono le piazze, 3 le Chiese e 3 sono anche le porte di accesso mentre triangolare era la Rocca.

Dopo aver lasciato l’auto in uno dei tanti parcheggi presso le mura e aver assaporato il panorama del lago visibile poco lontano, si può accedere tramite una delle porte; all’interno si incontra la Chiesa di Santa Maria Maddalena in cui è possibile ammirare i dipinti “Madonna del Latte”, “La cena di Emmaus” e la “Madonna in Trono”.

Nella via parallela si trova invece la Chiesa di San Domenico di Guzman, voluta dal duca della Corgna Fulvio II Alessandro per onorare un voto; la moglie era infatti affetta da una cancrena al braccio che non voleva guarire in nessun modo e, il duca pregò il santo di guarirla. La guarigione della donna ebbe come conseguenza la costruzione della chiesa, al cui interno si trova ciò che fu utilizzato per favorire la guarigione; sono inoltre custodite le tombe di Cesare Caporali e del duca Fulvio Alessandro.

All’interno della Chiesa si trovano anche i dipinti della Vergine con il Bambino, le statue di San Domenico e dell’Arcangelo Michele oltre a un organo seicentesco.

Castiglione del Lago

Dopo aver percorso il centro, prima di arrivare al castello ci si imbatte nel comune, Palazzo della Corgna o Palazzo Ducale, voluto da Ascanio della Corgna nel 1563, che riporta al suo interno affreschi che celebrano il casato, le gesta di Ascanio, gli Dei dell’Olimpo e molti altri; il palazzo ospitò in passato personalità di spicco come Macchiavelli e Leonardo da Vinci.

La Rocca del Leone

Si giunge infine alla Rocca del Leone, realizzata nel 1200 da Federico II di Svevia, ha un bel giardino in cui è possibile trovare un po’ di frescura e dai cui camminamenti è possibile godere dello splendido spettacolo del lago mentre, il mastio, costituisce l’unico punto da cui è possibile ammirare ogni punto del lago; dal camminamento coperto invece si arriva direttamente al palazzo ducale.

Rocca a Castiglione del Lago

E’ sconsigliata la visita a chi soffre di vertigini e acrofobia perché il mastio potrebbe creare qualche problema, nonostante sia sicuro; chi invece soffre di claustrofobia è bene che eviti il camminamento coperto che, anche se non molto lungo e con qualche piccola apertura qua e là, è molto stretto e non molto alto.

Castiglione del Lago camminamenti

Nel corso del tempo la costruzione ha subito varie modifiche, nel 1503 fu migliorato e divenne residenza estiva di Giampaolo Baglioni e Malatesta IV in seguito, Ascanio della Corgna ottenne di poter inserire al suo interno un giardino all’italiana e sostituire alcune torri.

Negli anni successivi i proprietari si dedicarono principalmente agli interni quindi, passò prima sotto la giurisdizione pontificia poi, al comune.

Castiglione del Lago è un luogo ricco di storia e di fascino, se vi trovate in zona, non perdetevelo, sarebbe come lasciare un gioiello rinchiuso in uno scrigno; meglio ammirarlo, osservarlo, carezzarne la fulgida bellezza, organizzare una bella gita all’Isola Maggiore e fermarsi anche per un bagno rinfrescante nelle sue belle acque.

Castiglione del Lago

Diverse sono le spiagge attrezzate a Castiglione del Lago che permettono di passare un po’ di tempo tra tintarella, relax e bagni; sono presenti un Lido Comunale con sdraio, lettini, ombrelloni e offre la possibilità di noleggiare pedalò e canoe e, vicino al campeggio, si trova il Lido Arezzo, attrezzato, con giochi anche per i più piccini.

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Cosa fare e cosa vedere a Riva del Garda

Bellissimo paese adagiato sulle rive Trentine del Lago di Garda, Riva del Garda è un vero e proprio gioiello da assaporare passo dopo passo; passeggiando tra le sue vie, sono molte le bellezze da scoprire e ammirare, le gelaterie in cui gustare ottimi gelati, e i ristorantini romantici in cui assaggiare piatti tipici.

Una passeggiata tra le vie di Riva del Garda

Tante sono le cose da vedere a Riva del Garda, non solo il bellissimo lungolago da cui si gode di una vista invidiabile sul lago, sui monti circostanti, e sulla centrale idroelettrica che si specchia nelle acque; allegro e festoso durante le ore diurne, diventa romantico la sera quando il tramonto tinge il cielo, infiammandolo.

Anche nelle giornate più calde, costeggiando il lago quando soffia l’Ora (il vento che dalle 12 fino alle 16/17 circa spazza la costa) si gode di un delicato refrigerio; ma il lungolago è sempre bellissimo, con i locali e i ristoranti, Piazza Catena e Piazza III Novembre da un lato e la vista su un’acqua dai colori cangianti tra l’azzurro e il verde dall’altro.

In pieno centro è possibile fare un tuffo nel passato passeggiando per il Ghetto ebraico; chiamato anche Vicolo delle Larve o degli Ebrei, è ora una bella e colorata via dello shopping dove, al suo ingresso, una targa testimonia la presenza di questa importante comunità a Riva del Garda.

Ghetto Ebraico a Riva del Garda

Presente dal 1430 fino alla fine del ‘700, gli ebrei ebbero un’ampia autonomia e si integrarono perfettamente nella vita culturale, politica ed economica della città; al contrario di quello che accadde in altri luoghi, qui l’accesso non fu chiuso e regolato, le restrizioni e i regolamenti non furono mai applicati rigidamente.

Sempre nel centro, tra vicoli che si intersecano, splendidi e caratteristici negozi, ci si imbatte in tracce di un passato che non si può dimenticare; si possono incontrare Porta San Giuseppe, Porta San Marco, Porta Bruciata, Porta Marocco, Porta San Michele, Piazza Cavour e delle Erbe, la Chiesa di San Rocco e La Rocca, solo per fare qualche esempio.

Porta Bruciata era l’antico ingresso che permetteva il passaggio tra piazza San Rocco e la Piazza di Riva; ricordo delle antiche mura della città, conserva la parte inferiore con caratteristiche medievali mentre, superiormente, in seguito a un restauro risalente all’800, furono introdotti elementi di novità.

La Chiesa di San Rocco, risultato di un voto contro l’epidemia di peste del ‘500, fu in seguito ampliata e abbellita grazie a lasciti e donazioni; alcuni stucchi sono opera di Giacomo Eccher, l’autore di alcune opere presenti anche all’interno della Chiesa dell’Inviolata. In sacrestia è presente una rara statua lignea, una rappresentazione della città di Riva e una pala di Teofilo Polacco. Nel corso della prima guerra mondiale la Chiesa riportò gravi danni in seguito a una bomba che, colpendola, diede scampo solo all’abside e all’altare (gravi danni ebbero anche gli stucchi e la volta); solo un imponente intervento di recupero è riuscito a riportare allo splendore gli stucchi e l’arredo dell’altare.

Porta San Michele (o Porta d’Arco) prende il nome dalla Chiesa di San Michele; rimasta chiusa nel corso delle epidemie di peste, fu riaperta nel 1796 quando fu realizzata via Roma  e restaurata nel 1862 con lavori “importanti” (demolizione delle soprelevazioni, della torre campanaria, della scala e ricostruzione della torre, merlatura e una porta arcuata).

A volte è necessario “perdersi” tra le vie per scovare le zone meno frequentate ma ugualmente belle e caratteristiche; Piazza Marocco è una di queste. Per riuscire a trovarla è necessario attraversare il quartiere Marocco e qui, si potranno ammirare alcuni resti di un tempo passato, parti delle mura medievali e il rimanente di 3 torri. Nell’800 la Torre Moscardini ospitava le carceri e dietro alcune case è ancora possibile scorgere i resti dell’antica cinta muraria.

Anche se conosciuta più per il lago, la spiaggia, l’atmosfera rilassata e allegra, in ogni angolo di Riva del Garda si respira cultura, le porte sono una costante in cui ci si imbatte passeggiando nelle sue strade e, fermarsi ad osservarle, permettono di ricostruire una storia che ormai sembra essersi persa nelle nebbie del tempo.

Ecco allora comparire Porta San Giuseppe, che prende il nome dall’omonima Chiesa che nel 1275 era abitata da un eremita e, in seguito, vi fu annesso un ospedale di cui si occupava la confraternita dei Battuti, che si proponeva di servire la città attraverso opere di bene.

Come non citare poi Porta San Marco? Costruita sotto il dominio scaligero di Mastino II, vide modificare il suo nome nel XV secolo coni i Veneziani poi, nel 1536 il vescovo Bernardo Clesio fece apporre il suo stemma. Il piano superiore, ospitava un tempo le stanze per i posti di guardia.

Piazza delle Erbe Riva del Garda

Piazza Cavour ha perso la maggior parte delle caratteristiche originali per via di ricostruzioni e ammodernamenti, in passato, era luogo d’incontro dove si riunivano anche 200 capifamiglia mentre, Piazza delle Erbe, “nasce” in seguito alla demolizione di alcune case della famiglia Luciolli e presenta elementi tipici della piazza italiana, tra cui una bella fontana circolare.

Le sorprese non finiscono mai a Riva del Garda

Passeggiare per le strade di Riva del Garda, immergersi nell’allegra e vociante aria festosa, significa anche lasciarsi trasportare alla scoperta delle tante bellezze che svettano imponenti.

Impossibile non notare, anche da lontano, la Torre Apponale con il suo angioletto che la sovrasta; situata proprio nel centro, a guardia delle acque del lago, è alta 34 metri e dalla sua sommità, cui si giunge percorrendo 165 gradini, si gode di una vista incantevole.  L’angioletto è un segnavento che viene chiamato l’Anzolim de la Tor ed è il simbolo della città.

Torre Apponale

Sempre in centro è situato un museo molto particolare dedicato a rettili e ragni, Reptiland; se siete appassionati del genere, una puntatina ve la consigliamo mentre, se proprio vi impressionano, lasciate perdere, anche se piccolino e con un numero non esagerato di esemplari, potrebbe lasciarvi un brutto ricordo.

Potrete ammirare la Vipera del Gabon, il Cobra Sputatore, il Boa Constrictor, il Mamba Verde, il ragno dalle ginocchia rosse, lo scorpione imperatore e bellissime farfalle, tanto per fare qualche esempio. Il personale all’interno del museo è molto disponile e preparato, se avete curiosità o necessitate di informazioni chiedete pure, sono davvero molto gentili!

Di fronte a questo museo si trova invece la Rocca di Riva del Garda; costruita su un isolotto artificiale, la si raggiuge tramite un ponte e si specchia nelle acque del fossato in cui sono accoccolate molte barche in attesa di prendere il largo; la rocca, risalente al 1124 ebbe una funzione difensiva e fu ampliata dagli Scaligeri all’interno di un progetto di fortificazione di castelli e rocche proprio sul Garda.

Rimaneggiata più volte, nel 1852 il governo austriaco lo trasformò in caserma, introdusse delle balaustre interne, ridusse l’altezza delle 4 torri e apportò altri cambiamenti; ora, qui è ospitato il MAG, il Museo Alto Garda che ospita sia mostre temporanee che permanenti.

Rocca di Riva del Garda

Le temporanee sono situate al piano terra e al primo piano dove è ubicata anche la pinacoteca; qui si possono ammirare bellissimi dipinti di Hayez, Sacco, Gordigiani, della Scuola Lombarda mentre, al secondo piano, si trova la sezione dedicata all’archeologia e alla storia, rivissuta attraverso i ritrovamenti nella zona del Garda e non solo. Lo sguardo sul passato parte dall’uomo di Neandertal e transita poi nel Neolitico dove si ammirano anche corredi funerari, si giunge poi all’età del Rame, con le statue di stele ritrovate ad Arco e del Bronzo; degne di nota sono alcune ricostruzioni, come quella della Busa Brodeghera dove è stato rinvenuto lo scheletro di un uomo con oggetti databili al V-IV secolo a.C.

Salendo sul mastio si gode invece del panorama di Riva del Garda, del porticciolo e del Lago dalle belle acque azzurre.

Poco fuori dal centro, raggiungibile tramite una camminata abbastanza tranquilla di una trentina di minuti circa, è possibile visitare il Bastione che dal Monte Englo, vigila sul Basso Sarca. Fortificazione risalente al 1500 aveva funzione difensiva e di controllo; nel 1703, dopo aver subito, nel corso del tempo, uno svuotamento, fu distrutto dal generale Vendome e infine restaurato tra il 2006 e il 2008.

Bastione Riva del Garda

Internamente era strutturato su 3 piani: al livello interrato si trovavano i magazzini e le cisterne, al secondo piano un’area di difesa e un caminetto e, al terzo piano la zona operativa con le postazioni di tiro. Se desiderate fare delle foto panoramiche, questo, per la sua posizione privilegiata, è il posto giusto.

Per gli amanti di questo genere, a Riva del Garda sono anche presenti dei resti archeologici in Località Campi.

E ancora non è tutto

Riva del Garda non è solo cultura, in questa bellissima località c’è davvero molto da fare; ci sono spiagge in cui rilassarsi godendosi il sole (spiaggia dei sabbioni e dei pini, un po’ fuori mano, dopo il palazzo dei congressi o la spiaggia degli olivi per esempio), ma c’è anche la possibilità di fare tanto sport.

Queste acque e i venti la rendono la località ideale per praticare wind surf e vela, ma anche per praticare kitesurf o canoa; se la vostra passione sono invece le camminate o il trekking, non potrete lasciarvi sfuggire il sentiero del Ponale, recentemente messo in sicurezza e oggetto di numerosi lavori.

 Lago di Tenno

Nei dintorni di Riva del Garda invece vi suggeriamo di visitare le Cascate del Varone, i giochi di luce e i salti vi lasceranno a bocca aperta, uno spettacolo meraviglioso e indimenticabili si parerà di fronte a voi; se cercate invece un ambiente più tranquillo, possiamo indicarvi una gita al borgo di Tenno e al lago omonimo.

Alla scoperta dell’Isola Superiore o Isola dei Pescatori

L’Isola Superiore o Isola dei Pescatori, nel Lago Maggiore, è spesso considerata come un semplice punto di appoggio per pranzare mentre si visitano l’Isola Bella o l’Isola Madre; nonostante la si inserisca tra le Isole Borromee, è l’unica a non essere proprietà dei Borromeo, ed è anche la più piccola.

Al contrario delle altre 2 isole non ha grandi giardini e palazzi da visitare tuttavia, è molto caratteristica, allegra e divertente da conoscere.

Isola dei Pescatori

Unica isola tra le tre ad essere abitata in maniera stabile, anche se da poche persone, durante le giornate si anima di vita e dal brulicare di turisti che si aggirano curiosi tra i negozi caratteristici e gli ottimi ristoranti.

A spasso tra i vicoli dell’Isola dei Pescatori

L’Isola dei Pescatori, chiamata anche Isola Superiore, è un dedalo di stradine e vicoli caratteristici che si intersecano e offrono ai visitatori numerosi e affascinanti squarci; i lunghi balconi che si possono notare sulle case a più piani, sono utili per essiccare il pesce, risorsa fondamentale per quest’isola.

Non è un caso che nei numerosi ristoranti sia possibile degustare molti dei deliziosi pesci (tra cui il pesce persico e l’agone), pescati in queste acque e cucinati in maniera strepitosa.

Dal porticciolo in cui le barche risposano languide sulle placide acque del lago, è possibile ammirare la strada che conduce da Stresa e Baveno che si trovano sulla riva opposta mentre, recandosi sulla punta dell’isola, dopo aver superato alcuni ristoranti, ci si troverà al cospetto dell’Isola Bella.

Isola dei Pescatori

Tra le due isole si trova un isolotto davvero molto piccolo, comunemente chiamato la Malghera.

Percorrendo la strada su cui si affacciano ristoranti e negozi si giunge alla punta quindi, svoltando a sinistra ci si addentra nel cuore dell’Isola dei Pescatori e, tra i profumi di cibo che escono dalle cucine e dei ristoranti, e negozietti caratteristici di artigianato locale, si giunge alla Chiesetta di San Vittore; monumento nazionale, al suo interno si trova un affresco cinquecentesco raffigurante Sant’Anna. La Chiesa la si nota arrivando già con la barca quando si ammira il campanile che svetta facendosi largo tra il verde della vegetazione e il rosso dei tetti.  Sul retro si trova invece il piccolo cimitero.

All’interno della Chiesa sono poste anche la statua di San Vittore e quella dell’Assunta che, a ferragosto, in barca, viene portata in processione attorno alle altre isole mentre altre piccole imbarcazioni illuminate, la accompagnano nel pellegrinaggio. Dove si trova l’altare maggiore si ammirano invece i busti di S. Ambrogio, S. Gaudenzio, S. Francesco di Sales e S. Carlo Borromeo.

Isola dei Pescatori Chiesa di San Vittore

Proseguendo poi svoltando nuovamente a sinistra si arriva nei pressi della grande spiaggia in sassolini dove, nelle giornate più calde, è possibile approfittare per rinfrescarsi; qui si trova anche un viale alberato con alcune panchine, perfetto per fermarsi a riposare in attesa del battello o di svolgere altre attività.

Isola dei Pescatori spiaggia

Angoli curati, con fiori colorati attendono i turisti che possono vagare tra le viuzze in assoluta tranquillità, senza doversi preoccupare del traffico e del passaggio di automobili; tra i vicoli non passano infatti le macchine.

Isola dei Pescatori

Unico neo della romantica Isola dei Pescatori è il fenomeno dell’acqua alta che, in alcuni periodi, quando le precipitazioni insistono e divengono abbondanti, fanno si che il lago si allunghi fino a lambire le case.

Per godere al meglio di questo gioiellino, l’ideale è poterlo visitare nei periodi di minore affluenza, durante la primavera o in autunno, perché in estate è letteralmente presa d’assalto dai turisti; anche il tardo pomeriggio può essere una ghiotta occasione per sbarcare se si desidera passare una serata romantica godendo di uno scenario incantevole, magari cenando su una terrazza affacciata sul lago.

Per visitare le tre Isole Borromee (Isola Bella, Isola Madre e Isola dei Pescatori o Superiore) e le bellezze della zona, l’ideale è poter programmare un intero week-end soggiornando in uno degli hotel e appartamenti disponibili.

Come arrivare all’Isola dei Pescatori

Per visitare l’Isola dei Pescatori è necessario prendere un battello da Arona, Baveno, Stresa, per esempio; sono presenti servizi privati (piccoli battelli o motoscafi) oppure un servizio pubblico.

Dal sito http://www.navigazionelaghi.it è possibile verificare corse ed orari del servizio pubblico, ma anche scoprire quali corse sono consigliate a chi ha disabilità motorie e si sposta tramite l’ausilio di una carrozzina.

Cosa fare e cosa vedere a Limone sul Garda

Conoscete Limone sul Garda? Se vi capita di avere voglia di rilassarvi, godere di uno splendido panorama, passare le ore libere come se vi trovaste al mare, circondati dall’azzurro delle acque, dal rumore delle onde, fateci un pensierino, questa località è davvero incantevole!

Limone sul Garda, piccolo comune in provincia di Brescia, affacciato sul Lago di Garda, è un gioiello in cui trascorrere tempo rilassandosi e passando ore spensierate accoccolati sulla spiaggia, o passeggiando tra le numerose attrazioni.

Avete voglia di respirare aria di vacanza e avventura, di relax e divertimento, di libertà e spensieratezza? Limone sul Garda allora fa per voi.

Situato sulla Gardesana Occidentale, deve il suo nome alla parola latina “Limen” che significa confine; in passato Limone sul Garda segnava il confine tra le terre di Brescia e quelle di Trento e, ancora oggi è l’ultimo comune del lato lombardo prima di Riva del Garda, che già fa parte del Trentino Alto Adige.

Le limonaie di Limone sul Garda

Questa perla gardesana è caratterizzata dalle piante di limoni che compaiono anche nello stemma della città, e dalle belle limonaie, terrazze ai piedi della Cima della Mughera; prima di ammirarle passeggiando al loro interno, l’ideale è giungere al paese grazie a un battello che offre un punto di vista totalmente inedito.

La più rinomata è la Limonaia del Castel, posta in centro paese, da poco ristrutturata e visitabile a pagamento; risale ai primi del settecento, ha una superficie totale di circa mq. 1.600 e, nel tempo, ha mantenuto la struttura originaria contraddistinta da pilastri o colonnine in pietra addossate alla roccia. Le colonne hanno la funzione di proteggere queste delicate piante dai venti gelidi del nord, si tratta di vere e proprie serre completate da travi in legno, aperte su tre lati, che permettono l’ingresso dei raggi solari, una giusta ventilazione e un riparo.

Limonaia a Limone sul Garda

Queste limonaie attirano turisti da sempre, persino Goethe nel suo viaggio in Italia nel 1786, passandovi di fronte con la barca restò a bocca aperta ed estasiato decantò: “La mattina era stupenda benché nuvolosa, ma all’alba tranquilla. Passammo davanti a Limone i cui giardini disposti a terrazze e piantati di limoni, hanno un ricco e bell’aspetto. Il giardino è costituito da file di bianchi pilastri quadrati, che stanno ad una certa distanza l’uno dall’altro e si spingono su per la montagna ad uso di gradinata. Sopra tali pilastri sono poste delle forti travi per coprire le piante durante l’inverno. L’osservazione e la contemplazione di tali piacevoli oggetti fu favorita dalla lenta navigazione…”.

In passato, pensare di trascorrere delle piacevoli giornate a Limone sul Garda non era semplice come oggi; fino al 1932, anno di completamento della strada Gardesana, era quasi isolato dal mondo, lo si poteva raggiungere tramite i monti oppure dal lago.

All’epoca il paese era abitato soprattutto da pescatori e coltivatori di agrumi e olivi; con l’avvento della strada vi fu un vero e proprio boom e divenne uno dei posti più visitati sul Lago di Garda.

Questo improvviso sviluppo non lo stravolse esageratamente, nonostante la nascita di numerosi hotel, mantenne la bellezza dell’antico borgo.

Una passeggiata nel borgo di Limone sul Garda

Passeggiare tra le vie di Limone sul Garda è suggestivo, pochi sono i tratti aperti al traffico locale perciò, ammirare le viette con i negozi caratteristici si trasforma in una pausa di vero relax; gli angoli suggestivi si susseguono, le fioriture di glicini e gerani sono uno spettacolo per gli occhi e riempiono la vista di colori e allegria.

Limone sul Garda

Piccole piazze, scalinate, il suggestivo porticciolo, vecchie case con i caratteristici portoncini, incantano i turisti che non perdono occasione per scattare qualche foto ricordo o un selfie da pubblicare su Facebook o Instagram.

Tra queste vie si trova la Chiesa di San Benedetto, con i suoi cinque altari in marmo: Altare Maggiore, Altare del S.S.Sacramento, Altare del S.Rosario, Altare di S.Antonio da Padova e Altare del Crocifisso; la Chiesa è stata costruita nel 1691 sui resti di una chiesa romanica antecedente al secolo XI.

Spostandosi invece verso il porticciolo, seguendo le indicazioni e percorrendo una stretta ed erta via si giunge alla Chiesa di San Rocco; tra le rocce, piccola, risalente al XVI secolo, vi stupirà quando scoprirete che ha una terrazzina da cui godere di un panorama incantevole, quello di Limone del Garda che si specchia nelle acque del Lago.

Non resta poi che tuffarsi nel meraviglioso mondo del Museo del Turismo e quello dei Pescatori, situati nei pressi del porticciolo; se ancora non vi basta, c’è il Centro Comboniano del “Tesöl”. Limone diede i natali a Daniele Comboni (15 marzo 1831) il missionario fondatore degli Istituti Comboniani perciò, qui potrete visitarne la casa natale, conoscerne la vita, ispezionare il Piccolo Museo e la Cappella dei Missionari Comboniani.

Un “tuffo” nel relax

Se avete voglia di rilassarvi, respirare l’estate anche in inverno, vi consigliamo di passeggiare sul bellissimo Lungolago che si specchia sul lago dalle splendide acque blu e, dove, palme, ulivi, oleandri vi faranno pensare di essere in riviera.

Non mancano poi ristoranti, bar e negozi turistici in cui, oltre ad acquistare prodotti tipici, è possibile degustare piatti di lago e gustare vini locali (il Garda è noto per i suoi vigneti che producono Chiaretto, Bianco di Custoza e Groppello, tanto per fare qualche esempio).

Per gli amanti della tintarella e dei bagni nelle splendide acque trasparenti, che non hanno nulla da invidiare alle ben più note mete marittime, a Limone sorgono ben quattro spiagge: Grostol, Cola, Fonte Torrente San Giovanni e Tifù. Sono praticamente tutte libere con sassolini o ghiaia, dotate di servizi igienici e con la presenza di bar e piccoli ristoranti.

Spiaggia a Limone sul Garda

Se volete praticare sport, potrete dedicarvi non solo a quelli acquatici come kitesurf e vela ma, in questa località potrete sbizzarrirvi con escursioni in bicicletta o trekking sui vicini Monte Carone,  Monte Preàls, o lungo il sentiero del Sole.

Prima di salutarvi, vogliamo raccontarvi una curiosità legata a Limone sul Garda.

Alcuni dei suoi abitanti, quelli storici e longevi, hanno un DNA di cui andare fieri: nel 1979, a Milano, dopo una serie di esami condotti su un vasto numero di longevi cittadini, è stata scoperta una straordinaria proteina nel loro sangue, l’Apo A-1 Milano, una proteina veramente anomala, che riesce a proteggere cuore e arterie anche in presenza di elevati valori di colesterolo e trigliceridi. Questa proteina riesce a ripulire le arterie dai grassi evitando infarti e arteriosclerosi.

Perciò, immaginatevi seduti su panchina, al tavolino di un bar sorseggiando un aperitivo al tramonto, gustando un ottimo vino… ora smettete di immaginare e partite per Limone sul Garda, ve ne innamorerete.

Cosa fare e vedere ad Angera

Angera è una deliziosa cittadina che si affaccia sul Lago Maggiore e la sua rocca, il lungolago e la grande spiaggia pubblica attirano ogni anno numerosi visitatori e turisti.

Per poterla visitare con tutta calma e godere delle bellezze che offre, l’ideale sarebbe avere a disposizione qualche giorno ma, se proprio siete di fretta e tutto quello che avete è una sola giornata, vi suggeriamo cosa visitare.

Cosa vedere ad Angera in una giornata: La Rocca di Angera

Angera è conosciuta principalmente per la Rocca che si erge su uno sperone di roccia che domina il Lago Maggiore; per potervi accedere è necessario raggiungere la biglietteria quindi, una volta entrati, ammirare lo splendido panorama che si staglia al di sotto.

Rocca di Angera

Lo sguardo si perde sulle acque, sull’Isolino Partegora, e si estende sino ad Arona.

Costruita a scopo difensivo e di controllo dei traffici, grazie alla sua posizione privilegiata riusciva a dominare su una buona parte del Lago e controllare il territorio; non è un caso che giunti sulla sommità, una volta effettuato il giro del castello, lo sguardo si apra maggiormente sul panorama.

Se soffrite di vertigini, acrofobia o claustrofobia, valutate se sia il caso di salire; la stanza che precede l’ultimo tratto e i pochi gradini che conducono alla parte più alta, racchiusi tra strette mura e un “soffitto” basso, possono mettere a disagio.

Molte sono le stanze da visitare, bellissime e riccamente decorate, le Sale Storiche sono una gioia per gli occhi; gli affreschi e le tele, tra cui alcune realizzate dal “Maestro d’Angera”, le belle maioliche conservate nella Sala della Mitologia, fanno da cornice a poche suppellettili e finestre che si aprono su uno splendido scenario.

All’interno della Rocca di Angera, si trova poi il Museo della Bambola e del Giocattolo in cui è possibile ammirare bambole provenienti da varie parti del mondo e appartenenti a differenti epoche; gli amanti del collezionismo rimarranno incantati di fronte alle bambole di porcellana, cera, in legno, bambole francesi o con testa in biscuit a bocca aperta.

Museo del giocattolo Angera

Nucleo centrale del museo è la collezione della Principessa Bona Borromeo Arese, una delle più importanti in Europa, costituita da esemplari che vanno dal XVIII secolo fino ad oggi; in questa raccolta, la bambola che viene considerata più toccante è la 124/B, donata dalla baronessa Donata Ricciardi di Firenze che è accompagnata da una busta contenente una dedica affettuosa.

Prima di abbandonare la Rocca, è d’obbligo un tuffo nel giardino medievale, non solo per ammirare i panorami, ma anche le piante medicamentose e ornamentali.

A passeggio per Angera

Passare una giornata ad Angera offre molti spunti, c’è molto da vedere e molto da fare.

Aggirandovi per le strade del paese potreste imbattervi nella piccola Chiesa di Sant’Alessandro, Sisinno e Martirio, risalente al V-XVII secolo; per poterla visitare è necessario fare richiesta, arrivando, con molta probabilità la troverete chiusa.

A pochi passi si trova invece la Chiesa Parrocchiale di Santa Maria Assunta, risalente al XIV-XX secolo, sorse sulla necropoli paleocristiana e al suo interno sono custoditi bellissima affreschi e arredi.

Chiesa Parrocchiale di Santa Maria Assunta Angera

Edificata con pietra d’Angera, riconoscibile dal colore giallo, rosa o bianco, sopra l’ingresso presenta una lunetta con affrescata l’assunzione della Vergine Maria; internamente ha 3 navate e, in quella a destra, nella cappella della Madonna Addolorata, si trova una statua in legno della Madonna dei Sette Dolori.

Passeggiando per il centro, tra negozi e gelaterie, ci si imbatte nel Museo Civico Archeologico, il luogo ideale per scoprire la storia di questa bella cittadina; partendo dalla preistoria, le testimonianze rimaste trascinano il visitatore nell’evoluzione di Angera fino a condurlo all’epoca romana.

All’interno della Tana del Lupo, una grotta che si trova al di sotto della Rocca di Angera ma che purtroppo non si può visitare, sono state trovate le prima attestazioni di vita risalenti al Paleolitico e, proprio da qui, parte la storia che il museo narra.

Santuario della Madonna dei Miracoli Angera

Chi ama il turismo religioso deve assolutamente fermarsi presso il Santuario della Madonna dei Miracoli (o della Riva), nei pressi del lungolago; piccola e raccolta, è un vero e proprio gioiello dove, sull’altare, è esposto l’affresco della Madonna con il bambino. Proprio questo affresco, da cui un giorno si vide sgorgare del sangue, è la motivazione per cui la Chiesa è stata edificata.

Angera e il suo Lago

Angera è famosa per la Rocca ma lo è anche per essere lambita dal Lago Maggiore e, proprio davanti a questa cittadina si può ammirare un isolotto dal nome particolare: Isolino Partegora.

Isolino Partegora

All’interno del golfo di Angera si trova quest’area naturalistica circondata da canne, e ricoperta da una fitta vegetazione dove sono ospitate le lapidi di Sant’Arialdo (qui martirizzato per il volere del vescovo Guido da Velate e la sua concubina, Oliva de Vavassori) e i figli di Attilio Brovelli che ha donato l’isola al Comune di Angera.

Gli amanti del birdwatching possono ammirare varie specie come i cormorani, i germani reali, i cigni e le anatre.

La storia ci racconta però che su quest’isola, Alessandro Volta, muovendo i canneti e il fondo notò delle bolle d’aria e, riuscito a intrappolarle, nei giorni successivi ne provocò la combustione; senza saperlo aveva identificato quello che poi sarebbe stato chiamato “metano”.

L’isola la si ammira molto bene dalla Passeggiata Antonio Greppi, una bella “pista” che, da un lato si affaccia sulle acque del Lago Maggiore mentre, dall’altro lato si trova invece un bel prato su cui è possibile fermarsi a riposare, giocare, rilassarsi.

Procedendo lungo la passeggiata si arriva al Pontile Porto Asburgico dove alcune barche stanno pigramente in attesa di riprendere il largo e, a pochi passi, si dispiega la lunga spiaggia comunale; non si tratta di una spiaggia in sabbia o sassolini, ma in erba.

Spiaggia Angera

Non è possibile fare il bagno, tuffarsi e accendere fuochi (escluso perciò il barbecue), però ci si rilassa piacevolmente ammirando Arona, leggendo un libro o ammirando i bei cigni che nuotano nell’acqua; se il caldo dovesse proprio farsi insopportabile, si potrà cercare un po’ di riparo sotto le piante che costeggiano la spiaggia e il lungolago.

Ad Angera sono molte le cose da vedere, a partire dalla Rocca, sino al lungolago che fa apprezzare particolarmente il paesaggio; un weekend è perfetto per visitarla con tutta calma tuttavia, con un’ottima organizzazione, anche in un solo giorno si può godere delle bellezze artistiche, storiche e naturali che il paese offre.

Un giorno ad Argegno, ecco cosa vedere

Percorrendo la Statale Regina, costeggiando e ammirando lo splendido panorama che il lago regala, si giunge ad Argegno, incantevole borgo che cela vere e proprie perle; al centro del paese si trova un piccolo e comodo parcheggio, perfetto per abbandonare l’auto e partire alla scoperta delle bellezze del luogo. Ma, cosa si può vedere ad Argegno?

In pochi passi si raggiunge il cuore del paese dove, attorno a una fontana, si raccolgono caffè, ristoranti e un’enoteca; attraversando la piazza si arriva nella parte storica fatta di vicoli, case strette le une alle altre, portici e scorci suggestivi.

Il cuore di Argegno

In questa zona si trova l’area medievale, la più antica, mentre nella zona alta quella più recente e moderna; restando però in quella inferiore, è un tuffo nel passato passeggiare in Vicolo Mulini dove un tempo si trovava una roggia, la Roggia Molinara, che permetteva di canalizzare le acque del Telo che avrebbero fornito energia ai 4 mulini per la macinazione di frumento, grano e castagne.

Argegno

I mulini, ancora esistenti, oggi sono stati trasformati in abitazioni private.

Ad Argegno ci sono molte cose da vedere, avvicinandosi al fiume, si scopre il tratto in cui erano dislocati gli opifici e si giunge al ponte romanico a sesto acuto ancora perfettamente conservato; da qui è possibile ammirare, oltre la strada che attraversa il paese, la meraviglia del paesaggio lacustre in cui il blu delle acque del lago crea un netto contrasto con i colori delle montagne che lo abbracciano.

Argegno Ponte

Continuando a camminare alla scoperta del paese, ci si avvicina alla foce del Telo e al piccolo imbarcadero dal doppio molo in cui le barche, riposando, sembrano ansiose di poter riprendere il largo; nella stessa zona si trovano il Lido e la Chiesa della Santissima Trinità. Dallo spiazzo antistante lo spettacolo è davvero bellissimo, le acque avvolgono l’Isola Comacina e mostrano uno scorcio di Sala Comacina.

Argegno

Rivolgendo invece gli occhi dalla parte opposta, verso il centro del paese, ci si aspetterebbe di ammirare il “classico” centro abitato con le case addossate le une alle altre ma, grazie alla pendenza, le abitazioni si arrampicano l’una sull’altra e assumono l’aspetto tipico della riviera ligure.

Tra le Chiese e il Lido

Tra le case “sbuca” anche il campanile a torre della Chiesa Patronale di Santa Margherita, posta in posizione piuttosto defilata e panoramica, a 200 metri circa a sud del paese, vicino al cimitero; al suo interno si trovano 3 navate (di cui l’ultima costruita nel corso dell’800) e un’abside poligonale, alla destra ci sono invece la sagrestia e il campanile, non esterni ma integrati alla struttura.

Proprio all’interno di una di queste, è custodita la statua di Santa Margherita oltre a tele che raffigurano sempre Santa Margherita, il Crocifisso e San Tommaso.

Non si smetterebbe mai di ammirare il delizioso scenario che si para di fronte agli occhi di chi si trova a sostare in questo luogo tuttavia, a un certo punto, anche la bella Chiesa della SS Trinità reclama una visita; in stile neo-romanico, con facciata a capanna, fu costruita sopra una Chiesa del 1600 e consacrata nel 1929 dal Vescovo Adolfo Pagani. Sulla facciata spiccano i mosaici dei 4 evangelisti, Sant’Anna (patrona di Argegno), Sant’Abbondio (partono di Como) e il rosone a vetri.

Argegno Chiesa SS Trinità

All’interno, volgendo lo sguardo verso l’alto si noterà il tetto a capanna mentre, guardando verso l’ingresso, il rosone dagli splendidi colori sovrasta l’organo originale, appartenente alla chiesa precedente, sostenuto da 2 acquasantiere in granito.

Numerose sono le statue qui presenti: della Madonna, San Giuseppe, Santa Teresina, Sant’Antonio e Sacro Cuore; a sinistra invece si trova una tela restaurata che rappresenta la Natività.

Se ci si aspetta di trovare una Chiesa in un luogo raccolto e silenzioso, ad Argegno ci si rende conto che non è così perché, proprio di fronte si trova il Lido che, nelle calde estati, ospita chi abbia voglia di stare in compagnia o rinfrescarsi con un bel bagno. Il Lido è perfetto anche per chi voglia godersi un aperitivo o mangiare qualcosa a due passi dalle acque del Lago di Como, godendo del meraviglioso panorama che si ammira da questa posizione.

Il Lido di Argegno non è infatti solo spiaggia e piscina ma è anche un ristorante, bar e pizzeria che, nelle serate di venerdì prevede anche intrattenimento musicale.

Lido di Argegno

Risalendo le scale che si trovano a sinistra della Chiesa e seguendo poi la strada girando a destra, si incontra la funivia che conduce al Belvedere di Pigra definito, non a caso, il “balcone del lago”.

Una risalita lenta e panoramica che regala scenari mozzafiato; dalla funivia al belvedere sono circa 650 metri e, all’arrivo, lo sguardo si perderà tra i paesi di Laglio, Nesso, Argegno, Lezzeno, Bellagio, Varenna, Punta Balbianello e l’Isola Comacina. Ma non solo, i monti che si specchiano nel Lago si possono ora ammirare da una posizione del tutto nuova, da qui il Sasso Gordona, Monte San Primo, la Grigna, la Grignetta e il Pizzo dei Tre Signori si trasformano in una cornice indimenticabile.

Argegno Funivia Pigra

Una volta giunti sulla cima il panorama lascia a bocca aperta ma una visita la merita anche il borgo, con i suoi scorci caratteristici, le belle case con le facciate in pietra che compaiono qua e là tra case più moderne, le fontane e le Chiese (Santa Margherita e San Rocco); chi ama le escursioni, da qui potrà partire per l’Alpe di Colonno o in direzione Monte Galbiga.

Anche se piccolino, il paese di Argegno è una vera e propria perla tutta da scoprire perché, statene certi, una volta che vi sarà entrato nel cuore, non lo scorderete più.

Cosa fare e vedere a Bardolino, sul Lago di Garda

Bardolino, splendida e ridente cittadina a una trentina di chilometri da Verona, si affaccia sulle rive del Lago di Garda offrendo a turisti e abitanti la possibilità di trascorrere il tempo crogiolandosi tra giornate al sole, visite culturali e tanto sport; chi è alla ricerca di movimento e sport troverà infatti pane per i suoi denti con la possibilità di fare canottaggio, windsurf, vela e altri sport acquatici.

Sole e relax a Bardolino

Le spiagge attrezzate, lambite da un’acqua limpida e cristallina, sono il luogo ideale in cui trovare un po’ di pace e relax fuggendo dalla frenetica vita cittadina mentre, le gelaterie e i bar, in cui fermarsi a gustare un ottimo gelato, birra, drink o uno stuzzichino per spezzare la fame, sono il riparo ideale per riposarsi dopo aver percorso il bel lungolago o aver passato la giornata visitando le numerose attrazioni.

Il Lido Mirabello Beach, su punta Mirabello, presso il Lungolago Cipriani è a pagamento ma al suo interno è anche possibile fermarsi per mangiare o, più semplicemente bere qualcosa godendo di uno spettacolo strepitoso; al lato opposto, presso la Riva Corniciello si trova invece il Lido Holiday Beach, anche in questo caso a pagamento, è molto più che un semplice stabilimento balneare perché oltre alla possibilità di prendere il sole, mangiare, bere, è anche uno spazio di Disco Music.

Lido Mirabello Beach Bardolino

Una spiaggetta gratuita è invece Spiaggia Punta Corniciello, non molto grande ma aperta a tutti.

Bardolino tra storia e spiritualità

Visitando Bardolino non si può non cercare le tracce del vecchio castello.

Il Castello di Bardolino, edificato alla fine del IX secolo e nel tempo ristrutturato e modificato per venire incontro alle esigenze della popolazione, presentava una cinta muraria quadrata, due porte e 4 torri, una per lato; di questa imponente costruzione ora sono visibili solo le 2 porte e la torre ma, passeggiando tra questi resti, non si può non subire il fascino dei tempi passati.

Camminando tra le vie punteggiate di negozi, bar e ristoranti, non è difficile notare la presenza di ciò che ne rimane anche se, per ammirare e comprendere al meglio la struttura che aveva avuto in passato, l’ideale è mettersi alla ricerca delle porte e della torretta. Porta San Giovanni si trova a nord mentre Porta Verona è posta verso la parte sud del paese; per ammirare la torretta, in leggera pendenza per il cedimento del terreno, ci si dovrà recare nei pressi del porto. L’incontro tra la storia, la modernità e la bellezza del lago regalano uno scenario unico e indimenticabile.

Porta del Castello di Bardolino

Chi ama il turismo religioso e d’arte, potrà ammirare la Chiesa di San Zeno con pianta a croce latina, e quella romanica di San Severo, oltre alla Chiesa di San Vito e di San Nicolò e Severo.

Degna di nota è la Chiesa di San Zeno, piccola e raccolta, posta al di fuori del centro storico, è difficile da scorgere perché incastonata tra le abitazioni e non presenta nessun elemento che la facciano ritenere un edificio religioso di spicco; chiesa Carolingia risalente al IX secolo, ha un arco trionfale, navata con colonne romane sormontate da capitelli di ispirazione corinzia e ionica e non ha un vero e proprio campanile quanto, piuttosto, una campana inserita in una struttura nella parte superiore. All’interno sono ancora visibili alcuni affreschi originali, ai lati del coro si possono ammirare infatti un parte della Madonna in trono col Bambino, e il San Pietro.

San Zeno a Bardolino

La Chiesa di S. Nicolò e S. Severo

La Chiesa di S. Nicolò e San Severo la si può ammirare dal porto, sullo sfondo, alla fine di Piazza Matteotti. L’attuale Chiesa è stata costruita in sostituzione della precedente dedicata a San Nicolò protettore dei naviganti e, la facciata è stata terminata nel 1880; l’interno è a croce latina e, subito all’ingresso, nella cappella a destra si trova il Battistero con l’antico fonte in marmo e la vetrata istoriata che raffigura il battesimo di Gesù.

Nel timpano si legge la dedicazione della Chiesa a Dio Ottimo Massimo e ai Santi Nicolò e Severo mentre, sotto al porticato, 2 lapidi ricordano Bartolomeo Giuliari (architetto che progettò e diresse la costruzione) e Filippo Alessandro De Gianfilippi (che sostenne le spese per la costruzione).

 Chiesa di S. Nicolò e San Severo a Bardolino

La navata e il transetto sono coperti da volta a botte, la crociera invece è coperta da una cupola ribassata; sui lati della navata, sopra le colonne, si legge la preghiera di intercessione ai santi cui la Chiesa è dedicata: O electi patroni Nicolae et Severe e superum sedibus nos protegite et clari meritis apud deum altissimum pro nobis quaesumus ne pereamus enixe orate.

Bellissima da ammirare è la raffigurazione dei Dodici Apostoli di Giovanni Bevilaqua così come lo sono le statue devozionali: da Santa Rita a sant’Antonio da Padova, da San Giovanni Battista a San Zeno, da San Rocco a Sant’Umberto e molte altre.

Ciò che lascia senza fiato sono inoltre le vetrate policrome in cui sono rappresentate scene estrapolate dai Vangeli e dall’Antico Testamento (la cacciata dal Paradiso Terrestre e dal Tempio, l’Annunciazione, la proclamazione delle beatitudini da parte di Gesù, Emmaus e le allegorie della pace e della vittoria).

Imperdibile è anche una visita alla Chiesa di San Severo, un tempo parrocchiale di Bardolino, fu in seguito destinata ad altri utilizzi; edificio romanico con campanile con lesene angolari e facciata a doppio spiovente, al suo interno si trova una cripta e affreschi del XII secolo che raffigurano le Storie della Vergine e dell’Apocalisse, e le Storie della Vera Croce.

San Severo a Bardolino

Olio e vino, un tuffo nell’enogastronomia di Bardolino

Mentre si va alla ricerca di simpatici souvenir o di locali, vi consigliamo di assaggiare una delle tante prelibatezze che questa località offre, ottimi piatti di pesce di lago, pietanze condite con uno degli oli più buoni d’Italia, o un calice di Bardolino, il vino che qui è protagonista assoluto della vita enogastronomica.

Non è un caso che a pochi passi, nella frazione di Cisano, si trovi il Museo dell’olio d’oliva in cui è possibile osservare gli strumenti che permettono di ottenere l’olio (un frantoio e varie presse), guardare video, degustare e acquistare oli e specialità in olio d’oliva.

Decidere di visitare il museo dell’olio richiede un po’ di tempo perciò, se ci si vuole immergere totalmente in questa esperienza, nel programmare la visita è necessario tenerne conto; l’ingresso è gratuito e immediatamente si ammirano strumenti di lavorazione come un torchio a mano o ad acqua, utilizzati nel passato. Un’audioguida, da cui è possibile selezionare la lingua, spiega il funzionamento degli strumenti, mostrandone l’utilizzo.

Museo dell'olio d'oliva Cisano

Procedendo nelle sale successive si ammirano anche altri strumenti, attrezzi e una bella raccolta di oliere; una sala è predisposta per la visione di un video della durata di 20 minuti circa sulla storia e l’utilizzo dell’olio. Il filo conduttore del museo è il passaggio dall’artigianato rurale alla tecnologia industriale

Prima di uscire, una rappresentazione mostra “dal vivo” la lavorazione delle olive attraverso una pressa azionata dalla forza dell’acqua quindi, terminata questa esperienza sensoriale si accedere allo shop. Nel negozio si possono fare degustazioni di oli naturali o aromatizzati, paté di olive, aceto balsamico e sughi che, se apprezzati, potranno essere acquistati (tra i tanti prodotti ci sono anche creme e saponi a base di olio).

Assolutamente imperdibile a Bardolino,  è il Museo del Vino in via Costabella, a pochi chilometri dall’abitato; il Museo è inserito all’interno della proprietà della Cantina Zeni e, tramite un percorso ben strutturato, è possibile ammirare attrezzi utilizzati in passato per la coltivazione, la raccolta e la vinificazione. Su supporti cartacei sono ben spiegati i pezzi esposti e il loro utilizzo perciò il visitatore non si troverà spiazzato e in dubbio su ciò che vede; prima di terminare la visita si giunge a una saletta da cui, grazie alle pareti in vetro è possibile scorgere uno “spaccato” della lavorazione così come avviene al giorno d’oggi all’interno della cantina Zeni.

Museo del Vino Cantina Zeni Bardolino

Vari sono i tipi di degustazione, una è gratuita e self-service, una a pagamento; nella bottaia è invece possibile scegliere una degustazione guidata con spiegazioni molto precise e un accompagnamento con grissini e formaggio oppure, scegliendo l’esperienza del percorso olfattivo è possibile assaggiare i 2 vini che in quel momento sono proposti. Entrambe sono a pagamento.

Dopo aver visitato Bardolino desidererete ritornarvi, lo splendore del centro e del lago, le meraviglie enogastronomiche e le attrazioni vi entreranno nel cuore e non lo abbandoneranno più.

Siete pronti per trascorrere la vostra vacanza da sogno a Bardolino?



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Cosa fare e vedere a Sarnico, sul Lago d’Iseo

Sarnico è un piccolo e delizioso paesino affacciato sulle rive del Lago d’Iseo che offre tranquillità e relax assoluto a chi decide di passare qui le sue vacanze o i momenti liberi.

La nascita di Sarnico come abitato risale alle invasioni barbariche, tra il VI e l’VIII secolo; nel 1000 circa fu costruito un castello proprio per difendere dalle invasioni tuttavia, nel 1521, gli Svizzeri di Massimiliano lo attaccarono distruggendolo in larga parte. Alcuni elementi, sopravvissuti, sono ancora visibili nell’abitato: nella parte inferiore della torre dell’orologio e i ruderi della “Rocha de Zucchellis”, riportati alla luce nel 1999 dalla Protezione Civile.

Il lungolago Garibaldi, moderno e romantico, si affaccia su acque calme percorse da numerosi cigni e anatroccoli che si muovono velocemente attorno alle piccole barche ormeggiate qua e là nel porticciolo turistico; lungo il percorso, chi dovesse avvertire la stanchezza, potrà fermarsi a riposare su una delle tante panchine disposte strategicamente.

Lungolago Sarnico

A seconda da dove si arriva, il lungolago si trasforma in lungofiume dove, nei pressi del ponte, l’Oglio si sposa con il Lago d’Iseo.

Passeggiando, da un lato è il lago ad attirare l’attenzione mentre, attraversata la strada, sono disposte gelaterie, bar e ristoranti in cui fermarsi per guastare un ottimo gelato, bere una birra, un aperitivo o un drink rinfrescante.

Vedere la Sarnico “storica”

Facendo due passi sul lungolago ci si imbatte nella Piazza XX Settembre, punto ideale da cui partire per scoprire il caratteristico centro storico; addentrandosi ci si troverà a passeggiare tra strette viuzze e vicoli punteggiati da splendidi negozi per lo shopping, attività gastronomiche e case colorate. Imperdibile a tal proposito è via Lantieri, dove si trova anche la Pro Loco che potrà dare ai turisti qualche informazione utile su questa bella cittadina e le sue manifestazioni.

Via Lantieri Sarnico

Percorrendo Via San Paolo si incontra Palazzo Gervasoni, ex convento situato nella parte alta del centro storico che ospita all’interno, nella parte più antica, la Pinacoteca Gianni Bellini, in cui spostandosi tra i tre piani è possibile ammirare quadri, sculture, mobili d’epoca e crocifissi donati da Don Gianni Bellini.

Prima di divenire sede della pinacoteca, dopo aver ospitato le suore, Palazzo Gervasoni fu trasformato in residenza privata e, ancora oggi, nonostante le ristrutturazioni, sono visibili il ballatoio o parte del chiostro, elementi che ricordano la precedente destinazione d’uso.

Inaugurata nel 2002 grazie a una donazione di 150 opere circa di cui in maggioranza quadri risalenti al periodo compreso tra il 1500 e il 1700, mostra anche mobili d’epoca, statue marmoree e lignee, oltre ai 4 crocifissi processionali.

Torre dell'Orologio Sarnico

Lì vicino si trovano anche la Chiesa di San paolo e la medievale Torre dell’orologio, incastonata sopra l’antico fortilizio e, per questo motivo le viene attribuita una grande importanza storica; la Chiesa di San Paolo, accanto alla  Torre, è probabilmente la più antica di Sarnico e al suo interno sono visibili gli affreschi di S. Pietro e Paolo, la Madonna con Bambino, I due Santi, l’Addolorata. Molto di ciò che era presente in origine venne purtroppo però smantellato alla fine del 1600.

Nei pressi, all’incrocio tra via Parigi e via Buelli si trova anche la Torre Civica; anche in questo caso sono visibili tracce delle antiche mura mentre, internamente è disposta su 3 livelli in cui vengono tenute mostre ed eventi.

Torre Civica Sarnico

Il centro storico di Sarnico è molto raccolto perciò si possono visitare i siti che abbiano una certa importanza senza doversi spostare per lunghi tratti; presso le “attrazioni” sono poste indicazioni che permettono di capire cosa si sta guardando e mostrano che direzione prendere per ammirare le successive.

In Piazza SS. Redentore è possibile contemplare la bella Chiesa dedicata al San Martino Vescovo;  sulla facciata sono visibili, partendo dall’alto, le statue dell’Assunta (cui la Chiesa in realtà sarebbe dedicata), San Martino e San Carlo subito sotto e infine, nella parte più bassa, San Paolo e San Pietro.

Di origine quattrocentesca è stata ricostruita nel ‘700 mentre, nel 1800 il campanile fu sopraelevato; in stile neoclassico, all’interno presenta una sola navata, capitelli corinzi, un altare ligneo, alcuni quadri come “San Martino e l’Imperatore Valentino” e “San Francesco d’Assisi sostenuto dagli angeli”.

Chiesa di San Martino Sirmione

Molti sono i decori presenti all’interno della Chiesa e tanti sono gli altari; tra questi, vicino all’ingresso, se ne trova uno in cui compare la statua di Santa Rita e l’invocazione da recitare per ottenere la grazia (Santa Rita è considerata l’avvocata dei casi impossibili).

Talmente tanti sono i dipinti, le statue e gli elementi decorativi da ammirare in questa Chiesa che, passeggiare lungo le navate, arrivando sino al bellissimo altare, è come muoversi all’interno di una galleria d’arte.

Bei panorami, spiritualità e relax

Spostandosi invece sul lungolago e percorrendolo tutto partendo dal porticciolo sino a Villa Faccanoni (privata e perciò non visitabile), consigliamo di imboccare la via sulla destra e piegare poi a sinistra verso il Lido Fosio. A questo punto basterà seguire la strada in salita per gustare il panorama di Sarnico visto dall’alto ma, soprattutto, arrivare al  punto in cui lo sguardo si posa sul ponte di via Roma, il punto in cui il fiume Oglio si trasforma nel Lago di Iseo.

Cappello dei Mortini Sarnico

Lungo il tragitto ci si imbatte nella Cappelletta dei Mortini, costruita nel 1633 in ricordo dei morti per l’epidemia di peste che furono seppelliti proprio in questo luogo; sono ancora visibili alcuni affreschi raffiguranti scheletri, San Sebastiano, San Rocco e due frasi con cui si mette in guardia dal fatto che la morte non si ferma di fronte a nulla:  “contro morbo crudel ragion non vale nemmen l’eccelsa dignità papale”. Al lato opposto si trova l’altra scritta parzialmente leggibile: “Che mi giovarono la corona e il trono se poi…”.

Sarnico non è solo lungolago e cultura poiché la cittadina offre la possibilità di ammirare i cantieri navali Riva, conosciuti in tutto il mondo e sinonimo di lusso, eleganza e bellezza; è possibile prendere parte a escursioni grazie alle motonavi, dedicarsi al trekking, rilassarsi, e prendere il sole in uno dei lidi.

Lido Sarnico

Molti sono i lidi presenti, dal già nominato Lido Fosio, fino a Lido Cadè, Lido Nettuno e molti altri; il Lido Nettuno offre servizi, aree per pic nic, campi da beach volley, da calcetto, aree giochi per i più piccini, altri Lidi invece offrono meno servizi ma l’utilizzo è gratuito.

Cosa vedere sul Lago di Como in un week end

Se vi state chiedendo cosa vedere sul Lago di Como in un week end o in 3 giorni, scegliendo tra le tante proposte, le ville, i musei, e le attrazioni, vi suggeriamo cosa non perdere e che itinerario seguire.

Itinerario, cosa vedere sul Lago di Como in un week end

Visitare questo lago è un sogno, scenari affascinanti, panorami mozzafiato, luoghi emozionanti e ricchi di storia vi attendono per riempirvi gli occhi e il cuore: gli stretti vicoli di Bellagio, Villa Carlotta in cui ammirare Amore e Psiche di Canova, la Villa del Balbianello, così bella da essere utilizzata come set cinematografico.

Lago di Como, cosa visitare – Primo giorno

Il consiglio è di dividere la giornata in due parti, dedicando la prima al centro e allo shopping, lasciando alla seconda parte della giornata il tempo per una delle splendide ville che si affacciano sul lago.

Bellagio

Iniziamo il nostro tour da Bellagio, chiamata anche la “piccola Venezia”; non è costruita sull’acqua e per esplorarla non ci si deve muovere sui battelli solcando canali, ma la sua bellezza è evidente.

Bellagio è romantica ed entusiasmante, muoversi tra i suoi vicoli significa immergersi in un’atmosfera unica, respirare un’aria frizzante e allegra; salendo e scendendo dalle scale, o percorrendo la strada che costeggia il lago, si scoprono molti piccoli negozi caratteristici, alcuni vendono oggetti di artigianato, altri oggetti di grande valore economico.

La scalinata Serbelloni

Prima di arrivare alla celebre scalinata merita una visita la Basilica di San Giacomo con le sue belle tavole quattrocentesche, le sculture romaniche e un “Cristo morto” venerato, pregato, e portato in processione ogni anno. Di questo si narra che fosse posizionato il località Piazza di Spagna ma, una piena del fiume Adda lo trascinò nel lago dove fu rinvenuto da pescatori di Bellagio.

Incastonata tra negozietti e bellissimi bar e ristoranti è la scalinata Serbelloni; sempre affollata di persone, è un fiorire di locali e boutique dove poter acquistare souvenir caratteristici.

Scalinata Serbelloni

Prima di passare alla prossima tappa, per vivere appieno l’atmosfera del luogo, perché non gustare un buon aperitivo in riva al lago? Uno Spritz, un bicchiere di  ottimo vino bianco o una bibita fresca prima del pranzo, con le onde che lambiscono la riva, rasserenano l’animo e fanno sentire in pace con il mondo. Lo spettacolo è strepitoso, con piccole imbarcazioni o traghetti che solcano le acque e turisti che sbarcano sorridenti e felici.

Due passi sul lungolago e ora, rifocillati e riposati, abbandoniamo l’allegra confusione del centro per tuffarci nei giardini di Villa Melzi.

I giardini di Villa Melzi d’Eril

Seguendo tutto il lungolago e affrontando pochi passi in salita si giunge ai cancelli di Villa Melzi d’Eril, abitazione dalle linee neoclassiche; fu costruita tra il 1808 al 1810 per volere di Francesco Melzi d’Eril che incaricò Giocondo Albertolli, chiedendo una villa elegante come la Villa Reale di Monza.

Gli interni in cui si trovano decorazioni in stile neoclassico non sono purtroppo visitabili perciò, il pomeriggio si snoderà tra i viali del giardino; anche in questo caso, la realizzazione fu a affidata a Luigi Canonica e Luigi Villoresi che in passato si erano occupati di realizzare il Parco di Monza.

Cosa vedere sul Lago di Como, Villa Melzi d'Eril

I giardini hanno splendidi affacci sul lago e, camminando sui viali, oltre ad ammirare le belle piante, non si può fare a meno di gettare uno sguardo alle acque e al bel panorama che si gode da questa posizione.

Si viene accolti da una vasca con ninfee quindi, pochi passi oltre, il bel chiosco in stile moresco che si affaccia sul lago e offre una bella visuale su Bellagio, a destra; sempre qui si possono ammirare alcune sculture, come quella di Dante e Beatrice.

Il parco e la sua posizione sono  il punto di forza di Villa Melzi e, passo dopo passo ve ne renderete conto; ogni angolo è caratteristico e ricco di fascino, non stupitevi se di tanto in tanto troverete qualche pittore impegnato a ritrarre il bellissimo paesaggio.

Gli appassionati di botanica potranno ammirare piante più comuni accanto a piante esotiche e rare ma, anche chi non conosce la materia, ne farà la conoscenza grazie ai cartellini che specificano le varie specie.

Prima di abbandonare i giardini e i numerosi punti panoramici, meritano una visita anche la serra aranciera ora trasformata in museo, e la cappella progettata dall’Albertolli, con le sue belle sculture.

Lago di Como, cosa visitare – Secondo giorno

Tra le cose da vedere sul Lago di Como, un must è sicuramente la Villa del Balbianello, uno dei beni del Fondi Ambiente Italiano (FAI); location amata per matrimoni eleganti, è stata anche il set di numerosi produzioni cinematografiche: Casinò Royale, Star Wars, Un mese al Lago, Jackpot, Piccolo Mondo Antico, La Certosa di Parma.

La Villa del Balbianello

La si può raggiungere via lago, oppure percorrendo un tratto di strada a piedi dopo aver abbandonato l’automobile nei pressi del lido.

Dopo aver superato la biglietteria vi addentrerete immediatamente nei giardini, la villa si trova infatti più in basso; ciò che colpisce della villa è la posizione panoramica, i bellissimi fiori, gli angoli da cui ammirare il colore cristallino dell’acqua sottostante.

Se gli scenari sono insuperabili, la cornice non è da meno; magnolie, platani, cipressi, buganvillee e glicini, sistemati strategicamente, rendono questa villa una delle più amate del Lago di Como.

Villa del Balbianello

Affacciandosi dai numerosi punti panoramici ci si rende conto di essere su un’insenatura naturale, proprio quella che, per la sua bellezza, fa si che venga anche chiamata “golfo di Venere”.

Pagando un supplemento è possibile anche visitare gli interni, con le collezioni di reperti, dipinti, pezzi d’arte provenienti da tutto il mondo che vi faranno fare un bellissimo viaggio in altre epoche e culture.

Dopo questa bellissima visita è il momento di fermarsi un po’ a riposare e mangiare; potrete farlo nel ristorante del vicino Lido oppure, spostarvi direttamente a Tremezzo, per la visita a Villa Carlotta, e approfittare di uno dei  bar o ristoranti lungo la Statale Regina.

Villa Carlotta

Se vi state chiedendo quali ville visitare sul Lago di Como, Villa Carlotta non può essere tralasciata; separata dal lago dalla statale, offre scorci romantici e indimenticabili. L’unico difetto di questa villa è il parcheggio, trovarne uno libero, soprattutto in estate, è un’impresa ardua.

La bellezza del luogo vale però il tentativo e il tempo speso girando e rigirando alla ricerca di un luogo in cui lasciare la macchina.

Gli interni sono splendidi con gli arazzi, le suppellettili, le opere d’arte come “Amore e Psiche” di Canova o l’Ultimo bacio di Romeo e Giulietta di Hayez; è possibile visitare solo 2 piani e, tra mobili appartenuti a Carlotta e bellissimi arazzi, preparatevi a restare senza fiato ammirando la galleria raffigurante scene mitologiche e il soffitto stellato.

Villa Carlotta

Affacciandovi da finestre e balconi lasciatevi ispirare e catturare dagli scenari mozzafiato; la vista si perde lungo tutto il lago mentre, abbassando lo sguardo, potrete ammirare la bella fontana con scalinata a tenaglia e i giardini.

Terminata la visita delle sale è il momento di lasciarsi inebriare dai profumi dei fiori; le 5 terrazze sono formate da aiuole colorate e potature artistiche. Azalee, rododendri, agrumi, camelie, si affiancano al giardino roccioso o ai bambù.

Prima di abbandonare la villa, merita una visita il museo degli attrezzi agricoli.

Lago di Como, cosa visitare – Terzo giorno

Andiamo avanti a scoprire cosa vedere sul Lago di Como.

Tante sono le attrazioni, le ville, i giardini da visitare, quando si decide cosa vedere sul Lago di Como in un solo week end è necessario pianificare bene l’itinerario per evitare di spostarsi continuamente da una sponda all’altra sprecando del tempo prezioso.

Villa Monastero

Villa Monastero è situata a Varenna e, prima di visitare questo splendido abitato, diamo uno sguardo alla villa edificata sulle rovine di un monastero cistercense.

Alla biglietteria è possibile scegliere se visitare solo i giardini oppure dedicare anche del tempo alla casa museo; il consiglio è quello di visitare anche la casa perché al suo interno si trovano pezzi unici e ambienti davvero incredibili.

Partiamo dall’ingresso dove, ad accoglierci, si trova un pavimento tridimensionale e uno scalone di marmo nero, rosso e giallo; proseguendo si va via via ammirando gli arredi d’epoca fino a giungere a quello che è uno dei punti di forza di questa villa, il “bagno di Re Faruk” in stile pompeiano. Passeggiando lungo i corridoi, entrando e uscendo dalle sale si ammirano tanti stili diversi tra loro, un vero proprio tuffo nel passato e nell’arte.

Dopo aver gironzolato negli interni, ci si immerge nella cornice colorata e profumata del parco che si specchia nelle acque lacustri; piante esotiche, fiori, fontane, alti alberi che in estate regalano qualche attimo di frescura quando il sole si fa troppo caldo. Nel passeggiare lungo i viali si ammirano specie diverse tra di loro e, se non se ne conosce il nome, dei cartellini posti proprio di fronte ve lo sveleranno.

Chiosco Moresco a Villa Monastero

A disposizione di chi visita la villa c’è anche una caffetteria in cui fermarsi per un po’ di relax in riva al lago.

Dopo aver ammirato Villa Monastero, prima di pranzare, è immancabile un giro tra i vicoli, in riva al lago, lungo la passeggiata degli innamorati e tra le varie boutique che espongono bellissimi oggetti.

Il pomeriggio, dopo un buon pranzo, se non avete proprio voglia di vedere altro, potrete trascorrerlo a Varenna, andando alla scoperta di scorci suggestivi e angoli romantici; se invece avete voglia di vedere altro dello splendido Lago di Como, a pochi passi si trova il Castello di Vezio.

Il Castello di Vezio

Al castello si può giungere in auto oppure attraverso un sentiero; una volta giunti lassù, si godrà di una posizione privilegiata di osservazione del lago.

CAstello di Vezio

All’interno del giardino, se sarete fortunati, potrete ammirare splendidi esemplari di gufi, aquile, barbagianni; ad accogliere i visitatori, proprio dopo la biglietteria è infatti un bellissimo gufo reale: Artù. La falconeria qui è un’arte e, in alcune occasioni, è possibile ammirare lo spettacolo in cui le aquile sfreccino tra il pubblico e si librano libere nel cielo, guidate dai comandi dei loro addestratori.

Il castello per alcuni potrebbe essere una delusione; non si tratta di uno di quelli sontuosi, simili a quelli della Valle della Loira, con arredi lussuosi e storie di intrighi e amore da raccontare; nel castello si ammirano armi e armature, il Lariosauro, e la torre dalla cui sommità si gode di una vista spettacolare sul lago. Il sentiero che trova sulla sinistra conduce invece all’avamposto del generale Cadorna.

Anche qui, terminata la visita, ci si potrà riposare e rinfrescare presso il bar.

Dove dormire in un week end sul Lago di Como

Il Lago di Como ha un’alta vocazione turistica perciò tantissimi sono gli hotel disseminati in questa zona; Varenna, Bellagio, Lenno, Tremezzo e Vezio anche se non si trovano sulla stessa sponda, sono facilmente raggiungibili tramite i traghetti, alcuni possono anche trasportare le automobili, rendendo tutto ancora più semplice.

In qualsiasi paese di questi doveste decidere di soggiornare, vi troverete comodi per raggiungere tutte le altre località.

Ora che sapete cosa vedere sul Lago di Como non ci resta che augurarvi un buon soggiorno e, prima di visitare le ville o il castello, verificate sempre gli orari e i giorni di apertura.