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Lo svuotamento del Lago di Molveno

Il Lago di Molveno, in Trentino Alto Adige, è anche nel 2019 il Lago più bello d’Italia (titolo che detiene dal 2014); lo scenario in cui si colloca è davvero suggestivo, le Dolomiti del Brenta si stagliano sullo sfondo e danno vita a un panorama suggestivo.

Meta turistica perfetta per tutte le stagioni, pet friendly, può essere “circumnavigato” in 3 ore circa grazie a un bellissimo sentiero che si affaccia sul lago, sul paese di Molveno, e sulle montagne che lo circondano.

Lo svuotamento del Lago di Molveno

Per chi è abituato a frequentarne le spiagge estive, a passeggiare lungo le sue rive di tanto in tanto, sarà uno shock vedere lo spettacolo del suo svuotamento.

Quello che è il lago più profondo del Trentino e uno dei più grandi, si restringe e ritira sino a scomparire e dar vita a uno spettacolo affascinante e inquietante allo stesso tempo; il paesaggio che si rivela a chi lo ammira da vuoto fa pensare alla superficie lunare.

All’improvviso i colori blu e verde, risultato dello specchiarsi del cielo e delle montagne scompare per lasciare posto a un bianco/grigio che attrae turisti da ogni parte del mondo: uno spettacolo imperdibile che lascia senza fiato.

Ogni 10 anni circa è infatti necessario eseguire lo svuotamento del Lago di Molveno in modo da permettere lavori di pulizia e manutenzione della galleria di scarico della centrale idroelettrica di Nembia; la condotta si trova infatti a 50 metri circa sotto al livello delle acque perciò, svuotarlo, almeno parzialmente, diventa essenziale.

SI tratta di un lavoro costoso che ha ripercussioni su tutta la zona perché, nonostante la curiosità attiri molte persone, non garantisce l’afflusso turistico abituale causando così perdite economiche oltre al naturale danno ambientale.

Lo svuotamento non avviene in maniera rapida e, altrettanto lentamente è il successivo riempimento ma tant’è, dagli anni ’50 questo procedimento va eseguito e il lago, da 820 mslm arriva a 770 mslm.

Proprio grazie allo svuotamento, nel 1952, è venuta alla luce un’antica foresta preistorica pietrificata; gli alberi che emersero erano quelli presenti quando il lago si formò in seguito alla frana avvenuta circa 4000 anni fa.

Non solo vennero rinvenuti tronchi fossili ma alcuni segni, fecero pensare che qui vi fosse anche un insediamento umano.

Insomma, un evento di manutenzione che, in un primo tempo penalizzava il paese e il turismo, è stato trasformato in un evento in grado di attirare turismo e diventare un momento imperdibile per scoprire uno scenario indimenticabile.

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Il Lago di Stramentizzo

Il Lago di Stramentizzo è un lago artificiale situato in Trentino Alto Adige, nella Val di Fiemme.

Alla scoperta del Lago di Stramentizzo

Curiosamente, appartiene sia alla provincia di Bolzano che quella di Trento, nel primo caso grazie al comune di Anterivo e, nel secondo, con il comune di Castello-Molina di Fiemme, sorto dall’unione degli abitati di Castello di Fiemme e Molina di Fiemme.

Oltre ad appartenere alle 2 province, separa anche 2 valli, la Val di Cembra e la Val di Fiemme; in quest’ultima arrivano le acque del Torrente Avisio, trattenuto dalla diga che lo racchiude lo sfrutta per la produzione di energia elettrica.

Un tempo qui sorgeva Stramentizzo, il paese che diede il nome al lago ma che, con la costruzione della diga, terminata nel 1956, fu sommerso e scomparve; l’evento avvenne per gradi, partendo dai primi trasferimenti avvenuti nel 1955, passando per l’ultima Messa celebrata nella chiesetta degli Angeli Custodi il 20 maggio 1956, la chiusura dell’anno scolastico con le acque che raggiugono ormai le prime case, la festa di addio a Stramentizzo il 24 giugno e l’abbandono dell’ultima famiglia il 2 luglio.

Controversa fu l’affaire campanile; inizialmente si voleva lasciarlo svettare al di fuori del lago come a Resia tuttavia, il parroco e alcuni abitanti si opposero, preferendo evitare la nostalgia di qualcosa che ormai era destinato a non essere più parte della vita quotidiana.

Il comune di Stramentizzo Nuovo, frazione di  Castello-Molina di Fiemme, fu costruito a monte del bacino idrico per poter ospitare gli abitanti del vecchio paese.

Il lago non è balneabile, è riserva di pesca e, tra le sue acque verdazzurre è possibile trovare esemplari di Trote, Cavedani, Sanguinerole e Scardole; per poter accedere alla zona di pesca si può accedere transitando lungo la Strada Statale 612 che, dalla Val di Fiemme, conduce alla Val di Cembra.

Pescare al Lago di Stramentizzo

L’alternativa è passare dal Nuovo Ponte che, che sorto nel 2014 in sostituzione del precedente, collega Castello-Molina di Fiemme a Valfloriana lungo la Strada Provinciale 71.

La struttura moderna ed elegante, caratterizzata da 2 archi metallici, ha un’altezza di 15 metri; attorno a lui, anche l’ambiente ha subito una riqualificazione, con la realizzazione di un piccolo parcheggio e un giardino dedicato alla memoria.

Ponte Lago Stramentizzo

Stretto tra la Statale 612 da un lato e la Provinciale 71 dall’altro, è incastonato tra la vegetazione e offre squarci indimenticabile sulle montagne che si riflettono nelle sue acque.

Come arrivare al Lago di Stramentizzo

Chi proviene da Bolzano e dal Brennero, deve percorrere l’Autostrada A22 fino all’uscita Egna-Ora, passare sulla Strada Provinciale 84 fino a Montagna dove, svoltando a destra ci si immette sulla  Strada Statale 48/Via delle Dolomiti; dovrà quindi percorrerla fino a Castello di Fiemme passando sulla Strada Statale 612 poi, svoltando a destra si porterà verso Molina di Fiemme e, in prossimità di Stramentizzo Nuovo, svolterà a sinistra sulla Strada Provinciale 71 dove sorgono il ponte e il lago.

Provenendo da Trento, prendere la Strada Statale 47 fino all’uscita Civezzano, procedere in direzione Civezzano/Baselga di Pinè/Fornace/Cavalese, passare sulla Strada Provinciale 71, arrivando dritti dritti al lago superando vari comuni tra cui Fornace, Lona-Lases, Segonzano e Casatta.

Arrivando dalla Val di Fassa si percorre la Strada Statale 48/Via delle Dolomiti in direzione Val di Fiemme, Cavalese, giunti a Castello di Fiemme si segue per Molina di Fiemme e Stramentizzo Nuovo dove si svolta a sinistra sulla Strada Provinciale 71, giungendo così alla meta.

Per chi non disponesse di un proprio mezzo, è disponibile un servizio di autobus che conduce al lago; informazioni utili si possono trovare qui http://www.ttesercizio.it/.

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Il Lago di Fedaia

Il Lago di Fedaia è uno dei tanti laghi del Trentino; situato al Passo Fedaia, a quota 2057 metri,  funge da spartiacque naturale, un divisorio che divide la regione Trentino Alto Adige dal Veneto, la Val di Fassa dall’Agordino, e la provincia di Trento da Belluno.

Ai piedi dell’imponente Marmolada che da qui può essere ammirata, appartiene al comune di Canazei; il suo nome deriva dall’omonimo Passo che, nella lingua del posto, quella Ladina, diventa “Foetaria”, o più semplicemente, pascolo di pecore.

Cosa fare al Lago di Fedaia

Il Lago Fedaia è un lago artificiale formatosi in seguito alla realizzazione della diga terminata nel 1956; alta 57 metri, è percorribile in auto, moto, autobus, bici e, naturalmente, a piedi. Per poter arrivare ai piedi della Marmolada dove sorgono parcheggi, ristoranti, negozi di souvenir, da dove partono i sentieri per arrivare alla cima e al ghiacciaio, è d’obbligo percorrerla interamente.

Annessa vi è la centrale idroelettrica per la produzione di energia e, in uscita, verso Canazei, genera il fiume Avisio che percorre tutta la Val di Fassa.

Da qui è possibile ammirare il ghiacciaio, o quel che ne resta; sciogliendosi poco alla volta, va a nutrire con acque incontaminate il bacino del lago dove, tra le altre cose, grazie ad un apposito permesso, è anche possibile pescare.

Qui si può fare non solo pesca alle trote ma anche tanto sci, praticabile da febbraio a maggio grazie alla cabinovia (o meglio, dei cesti in cui è obbligatorio stare in piedi) che  porta ai piedi del ghiacciaio e al Rifugio Pian dei Fiacconi (2633 metri).

Lago di Fedaia

In estate, la stessa cabinovia permette di arrivare in vetta ad ammirare le tracce residue delle Guerre Mondiali senza dover obbligatoriamente scarpinare anche se, la bella camminata, seppur impegnativa, è sicuramente fonte di soddisfazione.

Teoricamente, sarebbe possibile percorrere l’intero giro del Lago di Fedaia tuttavia, superata la diga e piegato verso sinistra (ai piedi della solita Marmolada), a un certo punto la strada seppur asfaltata presenta un divieto. A questo punto non si può far altro che rinunciare e lasciare che a percorrerla siano solo gli addetti della centrale idroelettrica.

Consigliamo di attenersi ai divieti e non proseguire anche se, con una certa frequenza vedrete persone andare avanti imperterrite; il divieto termina dalla parte opposta della diga dove sorge un piccolo bacino. Il Lago di Fedaia infatti si sdoppia grazie a un piccolo lembo di terra, la Controdiga di Maria al Lago che dà origine a due laghetti, la parte più grande è artificiale mentre l’altra, di origine glaciale, si formò per uno sbarramento morenico.

Il Lago di Fedaia, con l’imponente Marmolada che si specchia nelle sue acque è particolarmente scenografico e, non a caso, nel 2002 si prestò anche ad alcune scene del film “The italian job”.

Diga Lago di Fedaia

Come arrivare al Lago di Fedaia

Per raggiungere il Lago di Fedaia, situato nel comune di Canazei (provincia di Trento), è necessario stabilire da dove si proviene.

Arrivando da Bolzano, basta percorrere la Strada Provinciale 22 di Valle Macra fino a Cardano dove, nei pressi della Centrale Elettrica Enel, alla rotonda si prende la Strada Statale 241 e non la si lascia più fino a Vigo di Fassa; essendo una strada di montagna, tra boschi e tornanti, si passano i comuni di Ponte Nova, Nova Levante e Segheria Latemar, passando per il Lago di Carezza. Procedendo si giunge al Passo di Costalunga, poi si passa Vallonga e, giunti a Vigo di Fassa, alla rotonda si svolta a sinistra sulla Strada Statale 48 verso Canazei (si passano i comuni di Pozza di Fassa, Mazzin e Campitello di Fassa);  procedendo sempre dritto, passando sulla Strada Provinciale 641, tra tornanti e salite si arriva al Passo Fedaia dove sorge l’omonimo lago.

Lago di Fedaia

Chi proviene da Belluno deve prendere la Strada Regionale 203 e proseguire sempre dritto, passando man mano i comuni di Orzes, Ponte Mas, Certosa di Vedana, La Stanga, La Muda, Agordo, Campedel, Taibon, Cencenighe Agordino, Tocol, Masarè, Alleghe fino a Caprile dove la strada cambia denominazione diventando Via Marmolada/Strada Provinciale 641; si passano quindi i comuni di Rocca Pietora, Col di Rocca, Malga Ciapela e finalmente si giunge al lago.

Giungendo da Cortina d’Ampezzo si prende la Strada Regionale 48 in direzione Mortisa e Pocol, ci si dirige verso il Passo Falzarego e, da qui, si prosegue verso Cernadoi lungo la Strada Regionale 203, fino nei pressi di Caprile dove si svolta a destra  in Via Marmolada/Strada Provinciale 641 e si procede come nel caso di chi arriva da Belluno.

Arrivando da Trento, procedere lungo l’Autostrada A22 fino all’uscita Egna/Ora quindi, imboccare la Strada Statale 12, la Strada Provinciale 84 e seguire le indicazioni per Cavalese, passando per Pinzano e Montagna dove, svoltando a destra, ci si immette sulla Strada Statale 48/Strada Dolomites  delle Dolomiti; si passano man mano i comuni di Fontanefredde, Nuova Redagno, San Lugano, Aguai, Castello di Fiemme, Cavalese, Ziano di Fiemme, Predazzo, Moena, Pozza di Fassa, Mazzin, Campitello di Fassa e Canazei,  che si attraversa interamente procedendo sempre dritto, superando anche l’ultima rotonda del paese, passando sulla Strada Provinciale 641 che conduce al lago.

Per chi arriva da Trento, una valida alternativa può essere quella di percorrere la Strada Statale 12 fino a Lavis, dove si passa sulla Strada Statale 612/Via Cembra e si procede passando tra Cembra e Molina e giungendo a Castello di Fiemme dove ci si ritrova sulla Strada Statale 48/Strada Dolomites  delle Dolomiti, che conduce al lago.

Per chi non disponesse di un proprio mezzo, è disponibile un servizio di autobus che conduce al lago, informazioni utili si possono trovare su www.ttesercizio.it.

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La leggenda del Lago di Braies

Il Lago di Braies, bello e incantevole, situato nel paese omonimo in provincia di Bolzano, è uno specchio dalle acque in cui specchiarsi e, ammirando la sua bellezza, non è difficile pensare alla leggenda che aleggia sulla sua superficie.

A 1496 metri di altitudine, è accoccolato alle pendici della Croda del Becco e si fa amare immediatamente per le sue acque spettacolari e lo splendore della natura che lo attornia; in estate è meta di turisti provenienti da tutto il mondo che cercano di conquistare un posto in prima fila per riempirsi gli occhi di tanta bellezza.

Come accade per molti laghi e per molte attrazioni, anche in questo caso una leggenda ammanta il luogo di un’aura di mistero, rendendolo ancor più affascinante e donando un po’ di valore aggiunto a quello che viene definito “Perla delle Dolomiti”.

La leggenda del Lago di Braies

Un tempo sulle montagne di Braies viveva una popolazione di selvaggi, erano non proprio belli d’aspetto, però sicuramente non cattivi; questi uomini possedevano numerose pietre preziose e oro che riuscivano a trovare proprio in queste terre.

Gli ori che custodivano, non erano da loro tanto amati per il valore commerciale, bensì per il fatto che induriva i loro cuori e li rendeva più forti; con questi preziosi realizzavano poi oggetti e gioielli che potevano essere utilizzati come omaggi.

Un giorno fecero un incontro inaspettato, si trovarono di fronte i pastori che erano arrivati sino alla valle attorno al Lago di Braies per far pascolare le loro mandrie; i selvaggi, decisero loro di dare un dono di benvenuto e li omaggiarono di alcuni monili e di oro.

Proprio il luccichio dell’oro fece nascere nei i nuovi arrivati il desiderio di averne sempre di più ed erano convinti che fosse semplice scovarlo nella valle tuttavia, si accorsero ben presto che non era affatto così.

Cosa fare quindi per entrarne in possesso?

L’unico modo sembrava quello di rubarlo ai selvaggi che iniziarono così a subire continue razzie che facevano poco alla volta diminuire i loro preziosi.

Fu così che presero una decisione drastica, era necessario proteggere l’oro perciò si misero alla ricerca di una soluzione che permettesse loro di salvare il salvabile; fu così che fecero sgorgare delle sorgenti dal terreno che si unirono andando a formare un lago che separò la valle dei pastori dalle montagne impedendo ulteriori razzie.

All’interno delle sorgenti nascosero le pietre preziose e l’oro che regalarono alle sue acque un colore strepitoso.

Così, con una bella leggenda, ecco spiegata la nascita del Lago di Braies.

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Il Lago delle Piazze

Il Trentino Alto Adige è costellato da piccoli e deliziosi laghi, alcuni di origine naturale, altri invece di origine artificiale; il Lago delle Piazze, situato sull’Altopiano di Pinè nel comune dei Bedollo (Provincia di Trento), è un lago artificiale costituito da una diga la cui costruzione fu ultimata nel 1925.

Prima che venisse costruita la diga, il lago era di dimensioni inferiori e la zona attorno era prettamente paludosa; gli immissari sono alcuni ruscelli che giungono dai due monti che lo circondano, il Dosso di Costalta (1955 metri) e il monte Ceramonte (1915 metri) mentre, attraverso il torrente Silla, le acque del lago proseguono fino al Lago della Serraia, la sua perla gemella, nel comune di Baselga di Pinè.

Le acque del lago scorrono poi fino ad alimentare la centrale idroelettrica del comune di Pozzalgo, in Val di Cembra.

Cosa fare al Lago delle Piazze

Il Lago delle Piazze ha 2 spiagge attrezzate presenti alle estremità che permettono ai turisti, e a chi decide di passare su queste rive un po’ di relax, di fare bagni e divertirsi con sport acquatici; docce, acqua potabile, servizi igienici, due ristoranti e assistenza ai bagnanti vi permetteranno di passare il tempo con tutti i confort.

Spiaggia Lago delle Piazze

Anche la parte più interna offre svaghi, ampi pianori, panchine per pic nic, giochi per bambini e, se si è appassionati di pesca, sappiate che una volta ottenuti i permessi, scoprirete che qui le trote la fanno da padrona. Se viaggiate con il vostro peloso a 4 zampe, vi potrebbe interessare sapere che è presente anche una Bau Beach.

Attorno al lago è presente un sentiero ad anello che permette di effettuare il giro completo in poco meno di un’ora; naturalmente, se si decide di fermarsi ad ammirare il panorama, fare delle fotografie o riposare, i tempi si allungano.

Essendo un sentiero ad anello è possibile iniziare a percorrerlo in qualsiasi punto così come, a propria discrezione, si può andare da destra verso sinistra o viceversa; sul lato opposto alla diga è presente un ampio parcheggio (qui la spiaggia è accessibile anche ai portatori di handicap) e, partendo da questa zona, procedendo a sinistra in direzione Camping Pineta, ci si immette subito nella pineta dove, verso la parte terminale si incontrerà la Bau Beach.

Attraversata la diga ci si trova sul percorso che costeggia la Strada Provinciale 83 e che riconduce alla spiaggia iniziale.

Il percorso non presenta alcuna difficoltà, ha poco dislivello e può essere affrontato anche con i passeggini; è sconsigliato invece a chi ha disabilità motorie per via delle pendenze (anche se leggere) e dei tratti non asfaltati.

Il giro del Lago delle Piazze è possibile effettuarlo in ogni stagione anche se, in estate, il consiglio è quello di dotarsi si un copricapo e dell’acqua per reidratarsi perché a parte il tratto nella pineta (abbastanza fresco), la maggior parte del tracciato si trova sotto il sole.

Lago delle Piazze

Volendo, è possibile ampliare la passeggiata e, con un giro di 2 ore arrivare fino al Lago della Serraia nel vicino comune di Baselga di Pinè dove è presente un’ampia pedonale ma poche spiagge in cui fare il bagno.

Se amate i laghetti montani o avete voglia di riposarvi, il Lago delle Piazze fa per voi, è un’oasi di pace in cui godere di attimi di relax a circa 1000 metri d’altezza, con delle temperature ideali per tutti.

Come raggiungere il Lago delle Piazze

Arrivando da Trento si deve prendere la Strada Statale 12 in direzione Bolzano/Brennero/Padova quindi, procedere sulla Strada Statale 47, passando i comuni di Cognola, Tavernaro e Civezzano dove, nei pressi di una rotonda si prende la Strada Provinciale 92 in direzione Civezzano/Baselga di Pinè/Fornace/Cavalese; si passa poi per Madrano, Baselga di Pinè con il Lago Serraia sulla destra e si giunge alla meta nel comune di Bedollo.

Per chi arriva da Bolzano o dal Brennero si deve necessariamente percorrere l’Autostrada A22 fino all’uscita di Trento Nord quindi portarsi sulla Strada Statale 12 e procedere come nel caso precedente.

Chi proviene dalla Val di Fassa percorrendo la Strada Statale 48 dopo Moena e Predazzo deve passare sulla Strada Statale 232 in Val di Fiemme, superare Ziano di Fiemme, Masi di Cavalese e proseguire mantenendo la stessa strada; a Stramentizzo Nuovo (sulla destra dopo aver attraversato il ponte si trova l’omonimo lago) prendere a sinistra immettendosi sulla Strada Provinciale 71, passare Casatta e, nei pressi di Sover, procedere a sinistra lungo la Strada Provinciale 83, sempre dritto tra tornanti, salite e boschi fino a Bedollo, passando per i comuni di Montesover, Sveseri, Settefontane, Brusago e Stramaiolo.

Per chi non disponesse di un proprio mezzo, è disponibile un servizio di autobus che conduce al lago, si tratta del Bus linea B402; informazioni utili si possono trovare http://www.ttesercizio.it/.

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Lago di Carezza, cosa vedere e come arrivare

Incastonato nello splendido scenario delle Dolomiti, Patrimonio UNESCO, il Lago di Carezza nella Val d’Ega, merita sicuramente una visita.

Il Lago di Carezza, una carezza per gli occhi

Trovare il Lago di Carezza è molto semplice, le sue splendide acque color smeraldo sono ormai una calamita che attira visitatori da tutto il mondo; a pochi passi, sul lato opposto della strada, una struttura di negozi, bar e un ampio parcheggio a pagamento, annunciano l’arrivo in questa località incantevole.

L’impatto visivo lascia senza fiato, le parole si perdono nell’ammirare il colore vivido e brillante delle sue acque che, quando non sono increspate da un alito di vento, regalano uno spettacolo incredibile con il Latemar che vi si specchia.

Non è un caso che sia anche chiamato “lago dell’arcobaleno” (Le de Ergobando in lingua ladina) e sia visitato anche in inverno.

Appena giunti al lago ci si trova di fronte a una terrazza panoramica che regala una visuale su tutto il lago e i monti circostanti; è proprio da qui che vengono scattate le prime foto e i selfie che popolano i numerosi social network.

Come ci si rende ben presto conto, nonostante sia disponibile un circuito ad anello che permette di passeggiare attorno al lago, non è possibile scendere sulle sue rive o andare a toccare l’acqua; è infatti interamente protetto da una recinzione in legno.

Lungo il percorso, sono disseminati punti panoramici strategici in cui fermarsi ad ammirare il lago e scattare fotografie; al di fuori da questi spiazzi, sono comunque molti i punti panoramici che si incontrano passeggiando tranquillamente.

Lago di Carezza

Alcune panchine sono state predisposte e risultano perfette se ci si vuole fermare a riposare, ad ammirare il lago oppure a mangiare qualcosa; naturalmente, in questo caso, non buttate nulla a terra o nel bosco ma riponete la spazzatura nello zaino e riportatela a casa.

Il giro è semplice e adatto praticamente a tutti, abbiamo incontrato molte famiglie con passeggini perciò, anche se in alcuni punti può essere difficoltoso affrontare le salite con i sassolini, con un minimo di sforzo ci si può riuscire lo stesso.

Chi invece presenta delle disabilità motorie può arrivare fino al primo punto panoramico grazie alla presenza di una rampa; il percorso pedonale invece non è asfaltato, presenta alcune pendenze e non ha salvaghiaia perciò, il giro potrebbe rivelarsi davvero molto difficoltoso, soprattutto in alcuni tratti in cui la pendenza può diventare un ostacolo davvero enorme.

Sentiero in salita Lago di Carezza

Il percorso si svolge quasi interamente in zone d’ombra tuttavia, l’ultimo tratto (o il primo tratto, in base dal fatto che si inizi il giro da destra o da sinistra) è esposto al sole perciò, un copricapo, in estate, con il sole battente, può essere utile.

Il parcheggio disponibile a pochi passi è a pagamento e, già da metà mattina si riempie quasi interamente; nella zona adiacente si trovano invece aree in cui acquistare panini, cibo e altre prelibatezze per chi volesse fermarsi a mangiare. I patiti dello shopping a ogni costo avranno invece a disposizione anche negozi di oggettistica e souvenir.

La leggenda del Lago di Carezza

Narra una leggenda che molti anni fa viveva nel Lago di Carezza una splendida sirenetta, Ondina; la ninfa stava in solitudine cantando e fuggendo quando avvertiva dei rumori così che i viandanti potessero udirne la soave voce, ma non potessero invece vederla.

Per sua sfortuna, un giorno, lo stregone del Latemar la vide mentre era intenta a cantare accoccolata su un masso; se ne innamorò immediatamente e decise di rapirla pur di averla con sé.

Ondina però non si faceva prendere e, a ogni tentativo, lo stregone si arrabbiava per i suoi fallimenti; decise così di chieder consiglio alla Strega Langwerda che gli consigliò di travestirsi da venditore d’oro e creare un arcobaleno che andasse dal Latemar al Catinaccio.

La bella Ondina non aveva infatti mai visto un arcobaleno e quando lo vide ne rimase rapita tuttavia, nella foga del momento, lo stregone aveva dimenticato di trasformarsi da veditore e, non appena la sirenetta lo ebbe notato, fuggì inabissandosi.

Lo stregone, rabbioso per essersi fatto sfuggire anche questa occasione, prese l’arcobaleno e lo fece a pezzi, lanciandolo poi nel lago che ne raccolse i colori che ancora oggi affascinano chi lo ammira.

Come trovare la sirenetta nel Lago di Carezza

Nel Lago di Carezza si trova una statua della sirenetta che, quando l’acqua è particolarmente bassa, diventa visibile.

Grazie alla limpidezza delle acque è però possibile farsi “un’idea” di questa installazione, si riesce infatti a scorgerne il profilo, anche se deformato.

Il punto migliore per riuscire a identificarla è il primo punto panoramico (o qualche metro più in là, sulla destra) che permette di avere un’ampia visuale e arrivare con lo sguardo sino al centro del lago e anche oltre. Per riuscire a capire dove si trova è necessario individuare, al centro del lago, un grosso ramo/tronco che è generalmente ben visibile sul fondo.

Trova la Sirenetta

Trovato il tronco il gioco diventa facile perché la sirenetta, se ci si trova sul “balcone” panoramico la si può notare spostando lo sguardo poco più avanti, leggermente a destra; non vedrete la sirenetta con chiarezza ma la sua sagoma che, nel caso in cui non si sappia di cosa si tratta, si potrebbe scambiare facilmente per un sasso dalla forma piuttosto strana.

Sirenetta Lago di Carezza

Come arrivare al Lago di Carezza

Per raggiungere il Lago di Carezza, situato nel comune di Nova Levante (provincia autonoma di Bolzano), è necessario stabilire anche da dove si proviene ma, in tutti i casi è piuttosto semplice.

Arrivando da Bolzano, è necessario percorrere la Strada Provinciale 22 di Valle Macra fino a Cardano dove, nei pressi della Centrale Elettrica Enel, alla rotonda, si prende la Strada Statale 241 e non la si abbandona più. Essendo una strada di montagna, tra boschi e tornanti, si arriva al lago passando il comune di Ponte Nova, Nova Levante e Segheria Latemar. Si prosegue perciò sempre dritto fino a trovarsi il lago sulla destra e il vistoso parcheggio sulla sinistra.

Arrivando da Trento oppure dalla parte opposta, ovvero dal Brennero, si deve necessariamente percorrere l’Autostrada A22 fino all’uscita di Bolzano quindi, seguire le indicazioni sopra citate come per chi proviene proprio da Bolzano.

Per chi proviene dalla Val di Fassa percorrendo la Strada Statale 48 (che si provenga da Moena oppure dalla parte opposta, da Canazei) ci si deve dirigere verso Vigo di Fassa svoltando alla rotonda che immette sulla Strada Statale 241 (la stessa che proviene da Bolzano, detta anche Strada Neva) e si procede dritto senza mai lasciarla. Si passano il comune di Vallonga, il Passo di Costalunga e, tra boschi e tornanti si giunge al lago che si troverà sulla sinistra, con il parcheggio sulla destra.

Per chi non disponesse di un proprio mezzo, è disponibile un servizio di autobus che conduce al lago; si tratta del Bus linea 180, valido sia che si provenga da Bolzano sia che si provenga dalla Val di Fassa. Informazioni utili si possono trovare www.sad.it oppure su www.rome2rio.com/it .